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Il pomeriggio era ancora lungo

Rassegnatomi ormai alla relazione omosex tra mia moglie Luana e l’estetista Dany, cominciavo a pensare che l’unico modo per salvare il nostro matrimonio fosse quello di farmi coinvolgere nel loro rapporto, trasformandolo in un ménage a tre.
Ero certo che la mia proposta sarebbe stata accettata da Luana, che l’avrebbe vista come una soluzione ideale per tenere unita la famiglia e restare vicina ai bambini, senza contare che la mia signora mostrava di gradire ancora i piaceri che un bel cazzo duro poteva offrirle…
Su Dany ero invece molto perplesso: vederla in azione mentre si scopava mia moglie mi aveva convinto di avere a che fare con una lesbica incallita, che difficilmente avrebbe accettato di dividere le grazie di Luana con un uomo, sia pure il marito.
Quanto mi sbagliassi in proposito lo scoprii un pomeriggio di fine estate.
Con i bambini nuovamente impegnati a scuola, mia moglie aveva ripreso a frequentare quasi tutti i giorni il piccolo centro estetico al piano terra, non certo per cerette o massaggi…
Sapevo che il suo orario preferito era tra le 2 e le 4, quando il sottoscritto era al lavoro, i bimbi al doposcuola e la sua amichetta Dany in… pausa pranzo. Rimasi però ugualmente sorpreso nel non trovarla in casa quel pomeriggio perché sapevo che, in quei giorni, l’estetista ospitava suo nipote venuto in città per la visita di leva.
Timido e introverso, il ragazzo – un biondino esile dai lineamenti delicati – stava sempre attaccato alla zia, restando con lei fino alla chiusura serale.
Evidentemente quel giorno la visita al distretto si prolungava e le due viziose avevano pensato bene di sfruttare la situazione godendosela con tranquillità.
Gola secca e cuore in tumulto, ricordai di avere in tasca la copia della chiave dello studio dell’estetista, che avevo fatto di nascosto sottraendo le chiavi a mia moglie: come un automa, scesi le scale fino al piano terra, fermandomi davanti alla porta del centro estetico.
Deglutii e, preso coraggio, entrai richiudendo la porta alle mie spalle senza far rumore.
Conoscevo bene quell’anticamera e, ancor meglio, la stanza attigua separata da una porta a soffietto che, per mia fortuna, era sempre difettosa e permetteva di sbirciare comodamente all’interno.
Lo feci, e la scena che mi si presentò davanti aveva un che di piacevolmente familiare: mia moglie era distesa di schiena sul lettino, completamente nuda.
Gli occhi socchiusi, ronfando come una gattina in calore, si titillava con la mano sinistra i suoi grossi capezzoli turgidi ed erti dal piacere, mentre con la destra carezzava i capelli di Dany che, china su di lei ai piedi del lettino con il cortissimo camice slacciato sul davanti, affondava la testa nella folta peluria in mezzo alle sue cosce divaricate, leccandole e succhiandole golosamente la fica.
Le due troie se la godevano come pazze: Dany si masturbava freneticamente, mentre Luana inarcava la schiena spingendo il alto il bacino per offrire la fica alla bocca dell’amante.
“Oh sì, amore, mi fa impazzire come me la lecchi… Mmmhhh, sì, ohhh… Che lingua che hai, è più dura del cazzo… Che gusto, dài, non fermarti!!! “.
Vedere e sentire mia moglie godersela a quel modo sotto i colpi della lingua esperta dell’estetista mi eccitò da matti: stavo per mettere in libertà il cazzo gonfio e quasi dolorante per spararmi una bella sega quando sentii armeggiare alla porta alle mie spalle!
Feci appena in tempo a nascondermi dietro il bancone della ricezione, quando entrò Gianluca, il nipote di Dany: evidentemente il ragazzino aveva finito anzitempo l’impegno al distretto e, con la chiave datagli dalla zia, era rientrato convinto di non trovare nessuno!
Difatti andò spedito alla porta a soffietto, aprendola di scatto per restare, ovviamente, gelato dalla sorpresa.
Non resistetti e sbirciai dal bancone, cercando di nascondermi dietro al monitor del computer: del resto, i protagonisti della gustosa scenetta non badavano certo a me!
Terrorizzata dallo scandalo, mia moglie era letteralmente schizzata in piedi dietro al lettino e tentava con scarso successo di coprirsi con le mani le grosse tette e il pube peloso.
Dany, invece, mostrava una freddezza invidiabile e, riallacciatosi il camice, si era accesa una sigaretta.
“Zia, io… ecco, sono tornato… non sapevo… ”
Imbarazzatissimo, il nipotino farfugliava parole di scusa, rivolgendosi alla zia ma, notai, scoccando occhiate non proprio innocenti alla mia mogliettina che, avendo lasciato il vestito in terra vicino alla porta, restava nuda e vergognosa cercando di mostrare il meno possibile al curioso adolescente.
“Ma no, caro, non devi scusarti, anzi… ” Dany si era avvicinata al nipote, parlandogli con voce bassa e suadente mentre continuava tranquillamente a fumare come se niente fosse accaduto,
“Vedi, io e la signora Luana, che tu conosci, siamo… molto amiche e ogni tanto ci divertiamo un po’, tutto qui! Ecco, ” aggiunse ridacchiando e spettinandogli scherzosamente i capelli biondi
“ora siamo pari, anch’io ho un piccolo segreto! ”
La voce di Dany assunse un tono malizioso e intrigante
“A proposito, glielo vogliamo rivelare anche a Luana il tuo segreto? ” Gianluca scosse il capo vigorosamente, sempre più imbarazzato:
“N-n-no, no, zia, non mi sembra il caso… ” Dany insistette, decisa e convincente:
“Sì invece, che figura ci fai sennò con Luana: tu conosci il suo piccolo segreto, no? Ora anche lei deve conoscere il tuo… ” Gianluca non disse nulla, rosso di vergogna e lo sguardo sul pavimento.
Dany si rivolse allora a Luana che, sconcertata, la guardava con imbarazzo da dietro il lettino:
“Sai Luana, il mio nipotino è ancora vergine! Eppure è un bellissimo ragazzo, guarda che pelle liscia che ha, sembra una ragazzina… ”
Così dicendo, l’estetista slacciò la camicia del nipote, facendola cadere in terra e accarezzandogli languidamente le braccia e il petto nudo, ricoperto solo da un po’ di peluria bionda.
Affascinato, seguivo quei torbidi maneggi con la testa stranamente leggera: tanto incredibile mi sembrava ciò che stava per accadere che non riuscivo neppure ad eccitarmi come avrei voluto.
“Vediamo se sei così liscio anche più in giù… ” aveva aggiunto maliziosamente Dany, slacciando i pantaloni del nipote che, balbettando, cercò di sorreggerli con le mani senza troppa convinzione: decisa, la zia li mandò a raggiungere la camicia, seguiti a ruota dagli slip.
Nudo, Gianluca esibiva un cazzo di tutto rispetto malgrado fosse ancora moscio.
“Ci sono, i peli, ci sono!! ” cinguettava giuliva la zia, commentando così la fitta peluria bionda che bordava il cazzo del nipote, le cui dimensioni aumentavano di secondo in secondo, raggiungendo quasi il massimo quando Dany glielo prese in mano cominciando a masturbarglielo.
“Luana, cara, vieni anche tu che sei più brava di me in queste cose… ”
Mia moglie fissava affascinata l’amica e il nipote, avvicinandosi titubante e ancora vergognosa:
“Dany, senti, non mi sembra il caso… “.
Incurante, l’estetista le scostò le braccia dal corpo, scoprendola agli occhi vogliosi del nipotino:
“Ti piace Luana, vero caro? Sù, accarezzala, non vergognarti, a lei piace sai? Toccala, bravo, così… ”
Dapprima esitante, poi sempre più audace, il ragazzino prese a palpare mia moglie, godendosi soprattutto le belle tettone dai lunghi capezzoli scuri che mungeva con gusto evidente, chinandosi in avanti per succhiarle mentre la zia non smetteva di masturbarlo.
Abbandonato ogni residuo pudore, Luana si offriva nuda agli osceni palpeggiamenti dell’arrapatissimo smidollato, senza però ricambiarli: le sue mani si muovevano infatti avidamente sul corpo nudo di Dany, che si era nel frattempo sbarazzata del camice.
Ormai eccitato come una bestia, mi menavo il cazzo gonfio da far male mentre guardavo i tre porcellini avvicinarsi barcollando al lettino idraulico, avvinghiati e gementi.
Dany fece stendere il nipote sulla schiena, restando in piedi al suo fianco mentre mia moglie era in piedi dall’altra parte: ora il cazzo di Gianluca era dritto e duro come non mai, un’asta di carne che la zia offrì alla bocca di Luana.
Dopo averlo leccato ben bene, mia moglie cominciò a pompare su e giù il cazzo con osceni mugolii di piacere, Dany glielo teneva alla base con una mano mentre con l’altra le accompagnava la testa dando il tempo al bocchino.
“è brava, vero, la nostra mammina? ” commentava perfidamente Dany rivolgendosi al nipote che, occhi rovesciati all’indietro e lingua di fuori, si sbrodolava dal piacere,
“pensa se la vedessero i suoi bambini, o quel cornutissimo di suo marito!! ”
Troppo eccitato per offendermi, non potei fare a meno di sorridere pensando alla faccia della lesbicona se avesse saputo che ero lì, a due passi, a godere almeno quanto loro!
Esperta pompinara qual’era, mia moglie si interruppe prima che l’imberbe ragazzino le sborrasse in faccia: Dany la aiutò teneramente a impalarsi cavalcioni a spegnimoccolo sul cazzo acerbo ma bello duro del nipote che, un po’ alla volta, penetrò tutto nella ficona bagnata di Luana, accolto con un gemito di piacere dalla troia che prese a cavalcarlo con gusto mugolando e incitando il pischello a sfondarla, mentre il giovane ganzo e la matura zietta si contendevano le sue tettone ballonzolanti, mungendole e succhiandole.
Gianluca perse la sua verginità sborrando copiosamente nella pancia di mia moglie, che poté finalmente abbandonarsi ai baci e alle carezze di una arrapatissima Dany.
Soddisfatto, esausto, la mano destra imbrattata e appiccicosa nonostante il fazzoletto di carta che racchiudeva il mio piacere, sgattaiolai fuori dal mio nascondiglio, gettando un ultimo sguardo all’interno prima di uscire: accovacciata sui talloni, Luana leccava la fica di Dany in piedi davanti a lei, mentre al fianco della zia l’ex-verginello, che ormai ci aveva preso gusto, se lo menava reclamando un altro pompino da mia moglie.
Il pomeriggio era ancora lungo… FINE

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