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Il sapore di Lisa

Ricordo che una volta dopo un pranzo con tutti i parenti mi congedai dalla allegra compagnia per andare a fumarmi una sigaretta in mansarda.
Premetto che avevo bevuto un po’. Come di consueto dopo un minuto circa mi raggiunse mia cugina Lisa per fumare di nascosto dai suoi. Capitava spesso di trovarci in quella situazione ed essendo lei molto carina e smaliziata io cercavo sempre di instaurare dei contatti fisici: ad esempio le facevo il solletico per nascondere il mio desiderio di toccarla ma non mi spingevo mai oltre degli abbracci. Ricordo che un paio di volte si è seduta sulle mie gambe spingendo il suo culo fino a poggiarsi sul mio pisello che inevitabilmente si induriva sotto il suo peso. Cosa cazzo voleva da me. Mi eccitava da morire guardarla con la sua splendida quarta di seno, i fianchi leggermente larghi e quel culo a mandolino alto e sodo: e di questo lei ne era consapevole. La malizia di una diciassettenne che si divertiva a far arrapare il suo cugino ventisettenne. Sarà stato l’alcol di quel pranzo che quella volta mi diede la forza e la follia di tentare di baciarla. Ma lei si scostò dicendo che non potevamo per via di quel legame di parentela. Vabbè:
incassai l’ennesima figura da coglione pervertito. Da quella volta sono trascorsi 5 anni. Lei è stata con un ragazzo per tre anni, io ho avuto le mie storielle ed il nostro rapporto si è stabilizzato su delle simpatiche ed affettuose schermaglie.
Ci prendiamo in giro e litighiamo per finta: ma ad esser sincero lei mi arrapa sempre un casino. Ed oggi è successo ciò che ho sempre desiderato. Ero solo in casa e come succede spesso lei è venuta a prendersi un caffè dopo pranzo. Vado ad aprire la porta e me la trovo davanti con dei pantajazz bianchi, una maglietta attillatissima che sembra non riuscire a contenere quegli splendidi seni. La faccio entrare mentre mi sfiora la guancia con un bacio tenerissimo e mi infila fino al cervello il suo odore. La guardo da dietro mentre entra nel salotto ed ancora inebriato dal suo odore poso gli occhi sul suo culo che traspare diviso in due da un perizoma scuro. Cerco di tenere a bada gli ormoni e vado a preparare il caffè mentre lei si siede sul divano. Iniziamo a chiacchierare del più e del meno per tre quarti d’ora buoni, fra il caffè, qualche dolcetto e alcune sigarette. Ad un certo punto, alla fine di una bella risata stiamo alcuni secondi in silenzio, finchè lei dice:
– è un po’ di tempo che vorrei farti una domanda.
Io sono seduto un po’ sbragato sul divano mentre lei stà alla mia destra rivolta verso me con le gambe incrociate.
– Perché quella volta anni fa hai cercato di baciarmi?
Mi si gela il sangue mentre cerco di salvarmi dicendo che avevo bevuto troppo. Appena smetto di balbettare la mia giustificazione lei subito
incalza.
– Guarda che lo so che ti eccitavi quando cercavi di farmi il solletico e poi mi sedevo su di te.
– Visto che sai già la risposta allora perché me lo chiedi? Mi sa che ti divertivi parecchio a fare l’oca con me ed io sono caduto nel tranello.
Questa mia risposta perentoria la coglie un po’ di sorpresa e prima di rispondere ci pensa un po’ su.
– è vero che mi divertivo a stuzzicarti, ma ero una ragazzina. Mi piacevi anche tu ma eri mio cugino e questa cosa mi spaventava.
Allungo una mano per carezzarle una guancia, la guardo dritta negli occhi e cerco di placare la tensione che si è creata:
– Ok, mi rendo conto. Ma il fatto è che guardarti mi piace ed adoro immaginare delle situazioni in cui io e te non ci comportiamo esattamente come due cugini. Sei molto sensuale Lisa e non posso negare di essere fortemente attratto da te. Ti spaventa ancora questa cosa?
– Non lo so? risponde lei? Il fatto è che anche io quando ti stò vicina sento dentro di me una strana eccitazione. In più il fatto che siamo parenti accentua il desiderio. Non so, è un qualcosa che mi attrae fortemente ma allo stesso tempo mi spaventa.
La mia mano continua a carezzare dolcemente il suo viso. I suoi occhi comunicano insicurezza e malizia contemporaneamente. Piega la testa di lato cercando ancora di più quelle carezze, come a voler cercare quella sicurezza che le manca. Le sorrido mentre con il pollice le sfioro le labbra. Ad un certo punto lei ne segue il movimento per dargli un piccolo bacio. Lascia le labbra dischiuse ed io pratico una impercettibile pressione. Ma lei la percepisce e socchiudendo gli occhi lo avvolge e lo succhia come un oggetto cui è devota. è di un sexy che quasi mi stordisce. Mi avvicino a lei e le sussurro all’orecchio:
– Così Lisa mi fai morire.
Le dò un bacio lieve sulla guancia mentre lei continua a succhiarmi il pollice. Poggio la testa sulla sua spalla e aspetto che si liberi dalle sue paure. Non voglio forzare niente anche perché sono sicuro che l’atmosfera che si è creata tenga alta l’eccitazione e l’ansia di entrambi. Quando lo lascia mi chiede:
– Cosa immagini quando pensi a noi due assieme.
– Immagino di poter fare l’amore con te.
– E se ora io volessi esaudire un tuo desiderio, cosa mi chiederesti.
– Mi piacerebbe guardarti mentre ti tocchi per provare piacere. Credo che se tu lo facessi sapendo di essere spiata proveresti delle sensazioni nuove.
Sorride e questa volta i suoi occhi si illuminano di una malizia nuova e quasi determinata a fare il passo decisivo. Sento che la prima corda che ho pizzicato è quella giusta.
– Adesso io vado un attimo al bagno così tu pensi a quello che ti ho appena detto e decidi se l’idea ti piace.
– Ok? mi sussurra.
Mi alzo mettendo inevitabilmente in mostra la mia eccitazione. Vado al bagno con l’intenzione di farmi una sega perché quella situazione mi ha procurato un po’ di indolenzimento al basso ventre. Ovviamente non ci impiego molto e riesco così a scaricare la tensione accumulata. Mi pulisco, tiro l’acqua e torno verso il salotto. Quando mi affaccio alla porta non posso credere ai miei occhi. Lisa si è sdraiata sul divano e si stà carezzando il pube. La sua eccitazione si legge nelle espressioni e nella voce che libera silenziosi ma eloquenti mugolii di piacere. Si volta verso di me per un attimo, quasi a volersi sincerare che il mio desiderio sia esaudito. Richiude gli occhi e si concentra sul suo piacere. è eccitatissima. Adesso infila la sua mano sotto i pantajazz e sotto il perizoma, si tocca un po’ e poi si porta le dita alla bocca. Si vede il lucido dei suoi umori, ne gusta il sapore e riporta la mano verso il suo sesso ansioso. Vedo la sua mano che si agita sotto la stoffa ed immagino tutto ciò che sta avvenendo fra le sue gambe.
Riprende ad ansimare finchè dopo qualche minuto non le esplode dentro un orgasmo che la fa sussultare e tremare. Mi avvicino a lei e mi siedo sul bordo del divano. Lei apre gli occhi ancora lucidi, mi guarda sorridendo e dice:
– Avevi ragione. Sapere che tu eri lì a guardarmi mentre mi masturbavo ha aumentato molto il piacere. Non avevo mai goduto tanto con le mie mani.
Rispondo al suo sorriso senza parole. Le prendo la mano e la avvicino al naso. La annuso poi mi infilo le sue dita in bocca. Assaporo il dolce e salato dei suoi umori.
– Hai uno splendido sapore cuginetta!! FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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