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Racconto erotico

In camera con Simona e sua figlia

La situazione proprio non lascia possibilità di equivoci.
Stiamo salendo in ascensore e lei mi ha già infilato la lingua in bocca, mentre ci baciamo lascio che le mie mani studino millimetro per millimetro il suo splendido corpo.
Lei non ne sembra dispiaciuta anzi, per non essere da meno, muove delicatamente la sua mano destra posandomela sul pacco, che oramai ha raggiunto una consistenza davvero notevole, cominciando a palparmi l’asta da sopra i pantaloni.
“Sei sicura di non voler venire nella mia stanza? ” le dico io
“No, andiamo da me” insiste Sonia
“Come vuoi, ma te l’ho detto io sono solo in camera, i miei hanno una stanza a fianco, nessuno ci disturberà. Tu invece dormi nello stesso letto con tua madre se entra e ci scopre? ”
“Ti ho detto di non preoccuparti, la mamma torna in camera sempre molto tardi. E poi mi piace farlo nel mio letto”
Non dico più niente, le porte dell’ascensore si aprono e Sonia, la ragazza che ho incontrato la mattina in spiaggia e che villeggia nel mio stesso albergo mi guida decisa in camera sua .
Sonia è bellissima, alta, un fisico asciutto, due tette sode e un culo da pornostar, ha 24 anni la mai età, entrambi abbiamo i capelli lunghi e biondi e un’altra cosa che abbiamo in comune è la voglia di scopare.
Arrivati nella stanza lei si butta sul letto, si slaccia molto lentamente tutti i bottoni del vestito e altrettanto lentamente mette la mano destra dentro le mutandine iniziando a sditalinarsi mentre mi guarda spogliarmi.
Una volta nudo la raggiungo sul letto e le offro il mio lungo cazzo completamente in tiro da succhiare.
Lei ci si mette d’impegno e me lo comincia a leccare tutto dal glande arrossato fino alle palle gonfie, e mentre se lo fa scivolare fino in gola l’unica cosa a cui riesco a pesare è che devo essere grato ai miei per aver avuto l’idea della ‘noiosà vacanza familiare al mare.
Sonia è bravissima, mi porta avidamente quasi all’orgasmo e poi rallenta il ritmo per lasciarmi calmare, e poi riprende a succhiare, sono completamente in balia della sua lingua che gira vorticosamente sulla mia asta pulsante.
Sonia mi abbandona, si sfila le mutandine si gira mettendosi alla pecorina offrendomi il culetto, non chiedo di meglio, mi inginocchio dietro di lei e succhiandole e leccandole la figa, sgrillettandola come un indemoniato la faccio venire nella mia bocca, non riesco più a resistere, mi sistemo per bene e con un deciso colpo di reni, affondo il cazzo fino alle palle tutto dentro la sua fichetta, cominciando a stantuffarla.
In breve la sento venire un’altra volta, mentre mi cola i suoi umori lungo l’asta, ed è ancora stordita dai fremiti dell’orgasmo, la prendo e la faccio mettere a pancia in sù sul letto.
“Girati, ti voglio guardare in faccia mentre ti scopo”
“Fottimi Luca, fammi morire i prego, scopami” mi risponde lei eccitata.
Siamo sopra le lenzuola, lei sotto e io sopra che la sto stantuffando in fica con esasperata lentezza, quando sento aprirsi la porta della camera, e mi blocco quasi senza respirare.
È sua madre che è rientrata. Io faccio per uscire da Sonia, ma lei protesta e afferrandomi saldamente i glutei mi impedisce di scappare rassicurandomi
“Dove credi di andare? Non preoccuparti, per la mamma non ci sono problemi” dice Sonia
“Si, ma insomma farci trovare in questa posizione a letto… ”
“Te l’ho detto, per lei non ci sono problemi. ”
Dice questo e per darmi una conferma chiama sua madre nella stanza “Mamma sei tu? ”
“Si tesoro, sei in camera? ” le chiede lei
“Si, c’è anche Luca”
La signora Simona entra in camera, è bellissima 45 anni stupendamente portati, se non le conoscessi le scambierei per sorelle, e non per madre e figlia.
Simona ha un fisico molto slanciato, e adesso indossa un vaporoso abito bianco con una scollatura da capogiro, che le mette in risalto le sue grosse mammelle.
È una quinta abbondante, ma la cosa che più mi eccita in quella donna è la faccia, un ciuffo di capelli rosso, arancione, le ricade sugli occhi, le piccole rughe che ha attorno agli occhi e quell’espressione stanca da troia, che sembra dirti ad ogni occhiata:
“fottimi, perché non lo fai? Forza infilai il tuo cazzo nella mia micina”
Quasi non respiro più quando etra in camera, sono rosso come un peperone e lei come se nulla fosse mi saluta e si siede sul letto di parlando con la figlia.
“Ciao Luca”
“Sa… salve signora Si… Simona. ”
“Ciao mamma, ti sei divertita? ”
“Abbastanza, l’animazione dell’albergo è incredibile, scommetto che tuo fratello si sarebbe divertito un mondo con noi, ma lui è voluto andare coi suoi amici in montagna… peccato. Ma vedo che voi due vi siete divertiti molto più di me” mi guarda sorridendo in modo molto malizioso.
Io arrossisco ancora ma nonostante questo il suo sguardo mi ha eccitato incredibilmente e cosi riprendo a muovermi lentamente dentro sua figlia.
“Sii Luca cosi”
È incredibilmente eccitante vedere Sonia godere mentre sua madre li di fianco le sta carezzando i capelli.
“E dimmi Sonia, com’è il tuo ammiratore? È bravo? ” le chiede la madre
“Oh si, mamma, un vero stallone. Questa è la seconda botta, e nella prima non s’è certo risparmiato”
“E ce l’ha grosso? ”
“Oh si, grosso e duro. Forza Luca, faglielo vedere”
“Ma cosa dici? ”
“Si, si dai Esci dalla mia passerina e fai vedere il tuo bastone alla mamma”
Mi sento strano, ma ubbidisco, sono nudo, inginocchiato sul letto matrimoniale di Sonia e sua madre, mentre loro mi fissano il cazzo in tiro
“Si, complimenti Luca, hai davvero un bel pisellone. Divertitevi. Io non ho fretta aspetto che finiate, mi metto sul divano di la a vedere un po’ di televisione”
“Ma no mamma, dai lo so che sei stanca, vieni pure a letto, non ci dai fastidio. ”
“D’accordo, vado in bagno a mettermi il pigiama” dice Simona e sparisce dietro la porta
“Ma sei pazza? ” le chiedo io a Sonia
“Non potremo far più nulla adesso”
“E perché scusa? che differenza fa se lei sta di la o qui di fianco a noi, sa benissimo cosa facciamo e ci sentirebbe ugualmente”
“Ma io mi imbarazzo”
“Non credo proprio. Guarda che me ne sono accorta prima, quando, mamma ti ha guardato di come hai ripreso a fottermi tutto eccitato. Fidati, ti piacerà”
“L’hai fato altre volte vero? ”
“Tu cosa dici? ”
Non posso più rispondere, la madre di Sonia esce da bagno e si viene a stendere a letto.
Quella donna è stupenda, indossa una lunga camicia da notte completamente trasparente, le posso vedere i folti peli rossi della sua micia e i grossi capezzoli, decisamente duri che le spingono contro la seta, e quelle tette enormi che nonostante l’età e l’abbondanza rimangono belle sode davanti a lei, senza afflosciarsi nemmeno di un po’.
Subito il cazzo vedendola mi torna nuovamente duro, e Sonia dopo avermelo leccato per bene, per inumidirlo per facilitare la penetrazione riprende la sua posizione.
È stupendo, ho due donne una più bella dell’altra nello stesso letto, e non sono le due donne suo madre figlia. Io esito un po’ a penetrare Sonia, in effetti oltre ad eccitarmi la presenza di sua mare mi imbarazza
“Forza Luca cosa aspetti? ”
Mi dice proprio Simona
“Mia figlia vuole un po’ delle tue attenzioni. Dai fottila”
E dicendo questo mi prende il cazzo in mano dirigendomi la punta scappellata dell’uccello verso il tenero forellino oscenamente aperto dalle mani di Sonia.
In un attimo le sono detto e la riprendo a fottere con un ritmo indemoniato, mi accorgo che non riuscirò a mantenere ancora per molto quel ritmo, cosi rallento un po’ per prolungare quella fantastica situazione.
Mentre scopiamo, Sonia viene tre volte, e continua ad urlare il suo piacere ordinandomi di fotterla più a fondo, di scoparla come una troia, io intanto mentre scopo la figlia osservo la madre, che anche se fa finta di dormire si vede che è incredibilmente eccitata per la situazione ha i capezzoli dritti come due chiodi, e la vestaglietta all’altezza della sua fichetta è completamente bagnata, e poi, ora che guardo meglio, la troia si sta sgrillettando come una puttana.
Sonia nota che da tempo sto fissando il corpo di sua madre e mi chiede
“Ti eccita la mia mamma vero Luca? ”
“Si”
“Dai, allora, fa come me, toccale i capezzoli, senti come sono duri. ”
E dicendo questo allunga una mano, le sposta u lembo della camicia da notte e gioca col capezzolo destro di sua madre sfregandoselo fra i polpastrelli.
“Non posso Sonia, non credo che sia il caso” cerco di resistere io, ma la voglia di allungare la mano su quelle grosse mammelle è enorme
“Muoviti Luca cosa aspetti? ” mi incita Simona con la voce rotta dall’eccitazione è quasi arrivata all’orgasmo, cosi sempre scopandomi sua figlia decido di aiutarla.
Le inizio a massaggiare le tette per poi dedicarmi a giocare coi suoi capezzoli che sono incredibilmente duri.
Il mio frizionamento delle dita, la sta facendo avvicinare all’orgasmo sempre di più, cosi decido di farmi più audace, mi sistemo meglio, prendo le gambe di Sonia e me le metto sulle spalle e continuando a stantuffarla in fica, mi abbasso e comincio a leccare i capezzoli della madre.
Ci gioco con la lingua, la faccio scivolare dalla morbida carne del seno, fin sulla punta del capezzolo, per poi farmelo sparire fra le labbra cominciando a poppare come un neonato.
Sento le due donne godere il mi nome all’unisono Le ho fatte venire assieme, di Sonia ne sono sicuro, sento i suoi caldi umori femminili scivolarmi lungo l’asta che la sta ancora chiavando, mentre della madre mi bastano le urla, ma siccome sono sempre stato un tipo pignolo, allungo la mano destra accarezzandole il soffice pelo del pube, per poi scendere fin verso il suo caldo buco, dove la mia mano si perde in un lago di fuoco e di piacere, le entro in fica con due dita che poi mi porto alle labbra per gustarmi i suoi umori.
Sonia mi guarda vogliosa e le chiedo
“Ne vuoi anche tu? ”
“Si” mi risponde lei. Io allungo di nuovo la mano, mi cospargo ancora le dita coi succhi dell’orgasmo di sua madre portandoglieli davanti alle labbra.
Dove Sonia se li gusta con calma con la lingua, per poi chiedermi
“Ti piace la mia mammina Luca? ”
“Si. È bellissima”
“E ti piacciono le sue tette? ”
“Sono le tette più belle che abbia mai visto, non sto scherzando signora Simona”
“Oh grazie Luca, ma puoi darmi del tu se vuoi. ”
“D’accordo Simona”
Ora Sonia ha tolto le gambe dalle mie spalle, e le ha divaricate e arcuate su letto, mentre io le sono ancora dentro, muovendomi impercettibilmente. Simona si alza e si siede con la passera sulla faccia della figlia, come se nulla fosse.
Sonia la succhia e la lecca con devozione, le grandi labbra della madre, dedicando particola attenzione al clitoride.
Simona mi sorride, con quello sguardo così seducente che subito mi fa eccitare di nuovo, ricomincio a stantuffare la figlia e in quel momento tutti, Simona compresa, allunghiamo le mani sui seni della madre palpandogliele senza ritegno.
Simona ora ha sei mani sulle tette e nonostante questo non riusciamo a coprirgliele tutte.
Simona è sulla soglia di un nuovo orgasmo, comincia a palparsi con più intensità
“I capezzoli Luca” mi dice eccitata come una maiala
“Stringimi i capezzoli” obbedisco e subito dopo Simona raggiunge un nuovo orgasmo, riversano nella bocca della figlia che li stava accogliendo a bocca aperta tutto i suoi umori e il suo piacere.
Simona si lascia andare e mi attira a se, mi bacia in bocca e subito vado a cercare la sua lingua, è calda e vogliosa, poi Simona si stacca e si china in avanti finendo in una fantastica 69 da urlo con la figlia.
Simona sta leccando la micia di Sonia mentre io le fotto da oramai troppo tempo e quella scena spinge al massimo la mia eccitazione, aumento selvaggiamente il ritmo e alcuni colpi di reni dopo esplodo tutto il mio piacere con un’incredibile colata di sperma rovente nella fichetta di Sonia che anch’essa urla tutto il suo piacere.
Prontamente estraggo il cazzo ancora duro e pieno di sborra da Sonia riservando gli ultimi due schizzi per la madre, che attende il mio caldo liquido bianco a bocca aperta.
Le finisco di venire in faccia e poi mi accascio esausto su letto osservando le due donne che si leccano, mentre Simona, aiutandosi con le dita tiene aperte le grandi labbra della passerina della figlia e la penetra con la lingua per assaggiare la sborra che le è rimasta dentro.
Io vado in bagno a farmi una doccia e quando ritorno in camera madre e figlia si sono addormentare, sono entrambe nude e decido che quella notte avrei dormito nella loro camera.
Mi sistemo in mezzo a loro due, Simona è girata di lato e mi da la schiena, io allora la comincio a carezzare lentamente gustandomi quel corpo stupendo, allungo una mano sul davanti e mi metto a giocherellare coi suoi grossi capezzoli, le appoggio il mio cazzo ormai eretto contro il culo, senza penetrarla, strofinandoglielo con lenti movimenti sulle natiche, non so se Simona stia veramente dormendo o faccia solo finta, ma anche se fosse lei non oppone il minimo segno di resistenza, l’eccitazione è cosi alta che vengo praticamente subito inondandole col mio caldo getto le natiche e la parte bassa della schiena, addormentandomi subito dopo.
Quando mi risveglio non so bene che ore siano, sicuramente non è ancora mattina, il sole non illumina ancora la finestra, e ancora nel torpore del dormiveglia mi ricordo dello stupendo sogno erotico che ho appena fatto, dove mi chiavo Simona senza sosta.
Ma quando apro gli occhi mi accorgo che la realtà non è poi cosi diversa.
Ho il cazzo completamente duro e Simona è li che mi sorride mentre mi sega dolcemente.
“Ciao stallone” mi fa lei
“Ben svegliato”
“Ciao. Complimenti, tu si che sai far svegliare bene gli uomini” le dico io allungando una mano strizzandole il capezzolo già duro
“Cazzo che tette stupende che hai”
“Scommetto che mi vorresti cavalcare fra di loro vero? Me ne sono accorta ieri sera che ti sei messo a toccarmi quando dormivo… ma ero troppo tanca per farmi scopare”
“Anch’io non ero affatto in piena forma dopo la seconda scopata con tua figlia, e in effetti ti ho trascurata un po’.
Ma vedrai, mi saprò far perdonare. ”
“Sono molto fiduciosa in te”
Faccio divaricare un poco le cosce a Simona e poi, con un dito insalivato, glielo passo lungo il solco delle grandi labbra soffermandomi a lungo a stuzzicarle il clitoride.
Ogni volta che mi dedico a trastullarle il bottocino Simona è scossa da un brivido di piacere e mi afferra il cazzo cominciando a menarmelo con più decisione
“Oh si cosi Luca cosi fai godere la mammina dai”
“Sei bellissima Simona, stupenda. Se fossi il fratello di Sonia ti chiaverei tutti i giorni… ”
“Oh, ma lui lo fa sai? ”
“Davvero? ” rispondo io incredulo
“Oh si, sai ha 19 anni ed è nell’età on cui i ragazzi hanno sempre voglia di fare sesso, di scopare, ma purtroppo a causa di queste sue insistenti voglie non riesce mai a trovarsi una ragazza che lo sopporti per troppo tempo, così,
visto che io sono divorziata da due anni, e ho meno occasioni di lui per divertirmi, ci siamo venuti incontro. Ora quando dobbiamo sfogarci un po’ sappiamo sempre a chi rivolgerci. ”
“Sei una troia, ” le dico io eccitato come non mai.
“Si lo so. Forza chiavami fra le tette adesso”
Non le rispondo, con un sol gesto mi alzo e mi siedo sulla sua pancia. Il mio bastone lungo e duro viene ingoiato da quelle due stupende masse di carne.
Simona stringe le tette l’una conto l’altra e io comincio la mia galoppata
“Così, si Luca cosi, chiavami fra le tette, fammi sentire quant’è duro il tuo cazzo dai cosi”
È stupendo, è la spagnola più eccitante che mi abbiano mai fatto,
“Forza, mi piacciono le tue tette Simona”
“Anche a mio figlio gli piace prendermi cosi… ”
“Davvero? E cos’altro fai con lui? ”
“Mi scopa alla pecorina”
“Bene, allora anch’io ti fotterò così. Forza girati troia”
Simona mi sorride, apprezza tute le volgarità che le sto dicendo.
Si gira, e con la mano, dopo essersi ciucciata per bene due dita si allarga le grandi labbra infilandosele dentro.
Per la prima volta posso guardarle la fica, è grossa e rosa, e voglio infilarci dentro la mia mazza.
Mi metto alle sue spalle, con una mano le afferro un fianco e con l’altra indirizzo la punta del cazzo dentro la sua fessura e poi prendo a stantuffarla in fica con un ritmo lento ma deciso.
Mentre la chiavo allungo le braccia e le afferro le tette pizzicandole i capezzoli.
La sua fica è un incendio, brucia talmente è calda e dopo pochi colpi della mia asta la sento venire con osceni rumori.
“Oh si Luca, si cosi che cazzo duro che hai, è lunghissimo oh, mi arriva fin in gola lo sento”
“Ti piace essere scopata alla pecorina vero troia Lo sento, mi stai bagnando tutto. mi stai venendo addosso con tutto il tuo orgasmo”
Esco da Simona e le lecco tutti i sui umori che le escono copiosi dalla fica.
Mi piace il suo sapore è dolce, quando ho finito di lavorarla di lingua la faccio girare e una volta stesomi sul letto le offro il mio cazzo da spompinarmi.
Lei prima lecca a lungo l’asta in tutta la sua lunghezza in modo tale da assaporarsi per bene tutti i suoi umori che mi erano colati lungo il bastone durante la scopata, poi si mette a giocare con la sua lingua sul mio glande per poi farselo sparire tutto in bocca, facendoselo arrivare fino in gola.
È bravissima, mentre le è tutto dentro non smette mai di muovere la lingua sulla mia asta, e di massaggiarmi le palle con la mani.
Sento l’orgasmo montarmi dentro, anche lei lo deve capire, perché rallenta subito il ritmo del pompaggio sfilandoselo dalla bocca, continuandomelo a leccare
“Tuo figlio te lo mette anche nel culo? ”
“No, li mai”
“Non ci credo, figurati se ad una madre troia te non ha mai sfondato il culo”
“Va bene, si mi scopa anche li, ma tu non puoi. Lui ce l’ha molto più piccolo del tuo. Mi apriresti in due tu”
“Esagerata. E poi se sei già abituata non ti farò troppo male, sarò delicato. Mettiti in posizione, io vado a prendere un po’ di crema”
E infatti pochi istanti dopo sono di nuovo dietro di lei, che la penetro nello sfintere con due dita piene di crema per rendere più scivolosa la cavità e meno dolorosa la penetrazione.
Simona accoglie le de dita senza problemi, la sodomia la deve praticare davvero con molta frequenza.
Quando è pronta le avvicino la punta del cazzo allo sfintere e comincio ad esercitare una lieve pressione, mentre con una mano le sfrego freneticamente il clitoride per bilanciare il dolore che le causo.
Aumento la pressione e le infilo dentro tutta la punta.
Mi blocco per farla abituare mentre Smonta urla il suo dolore
“Ahhh cazzo Luca com’è grosso, mi fai male, fai più piano”
“Shh shh pensa a Filippo, come sarà contento quando tornerai a casa che ti scoprirà il buchetto più largo pensa a come ti chiaverà meglio. Ci Siamo, ti sono quasi tutto dentro”
Simona continua ad urlare, ma ora le urla di dolore sono mista a piacere e ben presto dalla sua bocca escono solo alti mugolii di godimento.
È incredibile, con tutto questo casino, Sonia non s’è ancora svegliata, poco male, io affondo completamente nell’intestino di Simona, e la comincio a stantuffare con un ritmo regolare.
Sento il cazzo completamente avvolto dai muscoli del suo intestino, e devo controllarmi per non venirle subito dentro.
Mentre la sto inculando Simona si porta una mano fra le cosce stuzzicandosi la fica e di tanto in tanto venendo anche a palparmi le palle.
Io ormai sono al limite sento la sborra riempirmi tutte le palle, proprio in quel momento Sonia si sveglia e con gli occhi ancora chiusi dal sonno, si inginocchia stiracchiandosi letto dicendo
“È già ora di colazione? ”

“Si amore” le dico io uscendo da sua madre e mettendole il cazzo davanti alla faccia
“Ecco che arriva il latte”
E le esplodo in faccia con, forse, la più grande schizzata di sborra che abbia mai fatto in tutta la mia vita. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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