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In campagna da nonno

Non le sembrava vero: Dover lasciare il loro appartamento per cinque lunghe settimane a causa di quei lavori che l’amministratore del condominio aveva tanto insistito per attuare. Giulia, sua madre, vedendola triste, le disse

“Non prendertela, Lisa. è soltanto una manciata di giorni e, oltretutto, questi interventi faranno aumentare il valore del palazzo. Intanto, andare a stare da tuo nonno sarà come rifare le vacanze della tua infanzia. Passeremo quei giorni da lui…ha insistito e non è il caso di deluderlo. Qualche settimana in campagna ci piacerà, vedrai! Sarà l’occasione per studiare, lontano dal caos della città” Lisa non rispose. Pensava che quelle giornate l’avrebbero senz’altro distrutta. Inoltre, non vedeva il nonno da quando aveva tre anni. Ritrovarlo, ora, dopo, quasi vent’anni non le dava nessun entusiasmo…. per non dire della vita di campagna…Sorrise, tuttavia, alla madre per non preoccuparla e l’abbracciò; non mancò di notare che la donna che aveva di fronte non dimostrava affatto la sua età…In fondo, avrebbero potuto scambiarle per sorelle: Lisa e mamma Giulia, le due “sorelle”! A dire il vero, Lisa notò una cosa che non l’aveva mai colpita in quel modo: il seno di mamma! Da quando i suoi genitori si separarono, loro due erano state molto unite. Una “mammina super” come la chiamava Lisa; questo anche perché la loro differenza d’età era cosi bassa: la mammina super aveva compiuto da poco i quarant’anni. Ma quei seni… non se li ricordava capaci di attirare la sua attenzione. Lisa cercò di non pensarci anche perché si accorse che aveva indugiato troppo sulla scollatura della madre… alzò gli occhi e, rossa in viso, incrociò lo sguardo di mamma ed un suo sorriso.

Arrivarono a casa di Enzo, il nonno materno di Lisa, alle dieci del mattino. Ad accoglierle fu l’abbaiare di un cane. Giulia si avvicinò alla porta, seguita dalla figlia, bussò e da una finestra la voce di Enzo le invitò ad entrare.

Lisa notò che tutto era in ordine, sebbene, il nonno vivesse da solo da una decina di anni dopo la morte della moglie. Anzi, ad essere sincera, era un ambiente gradevole. Ben lontano da quel che s’immaginava di trovare.

Enzo si avvicinò, abbracciò la figlia Giulia e, dopo un attimo di esitazione, strinse a se anche Lisa. L’uomo poteva avere, agli occhi di Lisa, circa settant’anni ma lei non l’aveva mai saputo con precisione. Era un uomo non tanto grande, sovrappeso ma, tutto sommato, non trascurato nell’aspetto.

Enzo accompagnò le due donne lungo un piccolo corridoio e, aperta una porta, nella stanza che le avrebbe ospitate. Le lasciò sole affinché potessero disfare i bagagli e disse loro che le avrebbe aspettate in giardino per far due chiacchiere.

La stanza era piccola e con un solo lettone. Lisa guardò la madre e disse

“Penso che sia inutile chiedere a nonno se ha un altro letto, vero? ” Giulia, mentre apriva la sua valigia, le rispose:

“Lisa, tuo nonno non ha una reggia. Questa è la camera che, quando eri piccola, ospitava noi e tuo padre durante le vacanze. Dovremo accontentarci e stare nello stesso letto, sempre che non ti dispiaccia. “,

“No, nessun problema… dicevo così, tanto per dire. Mamma, io vado a farmi una doccia. Con questo caldo, il viaggio in treno e in quell’autobus sono distrutta ODDIO!!! Ho lasciato a casa una delle mie valigie! ” Giulia guardò la figlia e disse

“Suvvia, per una valigia! Cosa conteneva? ”

“Era la più piccola, quella con la biancheria intima! Ecco, cominciamo bene! ” Giulia sorrise alla figlia e le disse

“Se vuoi, ti posso prestare le mie cose… credo che come misure ci siamo…” Lisa, divenne rossa e rispose:

“Non credo proprio… il… ecco, il tuo seno ed il mio sono un po’… diversi. ” Giulia si alzò, si avvicinò a Lisa, prese dalla valigia gli slip, li porse alla figlia e disse:

“La tua mammina ha le tette più grosse delle tue ma il resto dovrebbe essere quasi uguale… fammi sapere! ” Lisa, sentendo la madre usare quelle parole rimase un po’ stupita. Abbozzò un piccolo sorriso ed andò verso il bagno.

“Sbrìgati che, poi, tocca a me! ” le disse Giulia. Sotto il getto d’acqua della doccia, Lisa ricordando le parole della madre pensò

“Forse, non dovrei farmi tanti problemi. Dopotutto, non ha detto niente di sconvolgente! ” Chiuse l’acqua, uscì dalla doccia e asciugatasi, prese gli slip di mamma e li indossò.

“Perfetti! ” Quella voce alle sue spalle la fece girare di scatto.

“Mamma! Mi hai spaventata! Comunque, avevi ragione. Gli slip vanno bene. Vorrà dire che resterò senza reggiseno per questi giorni. In fondo, non ho molto da reggere, io! ” Giulia la guardò, le fece una linguaccia come fosse una bimba e poi sorrise. Lisa pensò di aver azzardato con quella battuta degna di gita scolastica fra compagne di classe ma vedere il sorriso della madre la rasserenò.

“Ora, vorrei farmi la doccia. Posso? ” chiese Giulia alla figlia. Lisa si scostò e tornò in camera. Mentre disponeva la sua roba nell’armadio notò dalla finestra il giardino con il nonno seduto su una sedia in vimini e più scostata, appesa ad un grande albero, un’altalena. Si fecero limpidi i ricordi di infanzia quando su quell’altalena giocava a raggiungere il cielo… Notò entrare la madre che, a malapena si copriva con l’asciugamano. Avrebbe voluto non guardare ma fu quasi impossibile. Si avvicinò al letto ed iniziò a cercare qualcosa da indossare. Lisa finse di sfogliare una rivista che aveva trovato sul comodino ma il suo sguardo cadde sui fianchi della donna che aveva davanti, girata di spalle. La madre si abbassò e, per un istante, Lisa vide la peluria fra quelle gambe. Giulia indossò gli slip ed un reggiseno che strinse quei seni enormi. Finì di vestirsi, si girò e disse:

“Possiamo scendere. “.

La madre le disse che, se voleva, potevano andare a fare una passeggiata al piccolo laghetto in cui faceva il bagnetto da piccola. Lisa accettò.

Le due donne raggiunsero il laghetto dopo una camminata di mezz’ora in un piccolo boschetto. Prepararono i teli per accomodarsi al sole e Lisa prese il costume dalla borsa e si guardò intorno. Non c’era nessuno, girò le spalle a sua madre, si tolse la maglietta e gli shorts che indossava e levatasi gli slip, indossò il bikini. Si girò e vide la madre che era già sdraiata al sole. Ancora una volta, i suoi occhi si fermarono sui seni racchiusi in quel costume tanto da sembrare una diga pronta a scoppiare…

Dopo alcuni minuti di abbronzatura, la madre propose di entrare in acqua e Lisa la seguì. L’acqua non era alta e, in quel punto, emergevano fino al torace…o al seno nei pensieri di Lisa.

La madre si avvicinò alla figlia e, giocando, le schizzò in faccia un po’ d’acqua. Lisa stava al gioco e passarono alcuni minuti fra spruzzi e risate. Uscirono dal laghetto e si sedettero. “Mi spalmi l’olio solare, Lisa? “, la ragazza prese la crema ed iniziò a spalmarla sulle gambe della madre, stesa al sole. Con le dita unte Lisa si avvicinò più volte ai bordi degli slip e la cosa le creava un po’ di tensione…

La mano si fece più tremolante ma fu quando stava spalmando la crema sulle spalle della madre che si trovò ancora più a disagio. Giulia chiese alla figlia se non la disturbasse vedere la madre prendere il sole in topless. Le sue colleghe al lavoro le avevano detto di farlo sempre e lei vera curiosa di provare e, lì erano sole, quindi…

Lisa le disse di far pure anche se, vedendola togliersi il reggiseno, ebbe una vampata di calore fra le gambe.

“Beh, mi spalmi la crema, Lisa? ” fece la madre e la figlia iniziò ad ungere per bene l’addome di mamma, con una mano sola si avvicinò ad un seno e, dopo alcune passate, non si rese nemmeno conto di essere stesa al lato di mamma e con le mani sui due seni. Non sembrava stesse spalmando una crema solare…. erano movimenti lenti ed esercitava una leggera pressione… era eccitata, sentendo tutto quel ben di Dio sotto le mani. La madre la guardava ma Lisa non se ne accorgeva. Era come avvolta da quella carne fra le sue mani…

“Lisa, sdraiati pure, se non ti metti una protezione questo sole ti scotterà. Lascia fare a me. ” La ragazza si stese e sentì le mani della madre accarezzarle le caviglie e stendersi unte su tutta la lunghezza delle gambe fino a sentirsi toccare le mutandine del costume… chiuse gli occhi e si rese conto che le dita della sua mammina le stavano entrando sotto gli slip…

“Tutto bene, piccola? ” Lisa mosse la testa senza parlare e fece capire di proseguire… allargò leggermente le gambe quasi a permettere a quelle dita di trovare strada libera… la madre le sussurrò all’orecchio:

“A qualcuna piace farsi toccare il seno… a qualcun’altra piace più farsi ungere fra le gambe…. ” la mano continuò per qualche istante e Lisa sentì due dita cercare l’ingresso fra le gambe… Con la sua mano prese quella della madre e la fermò… la diresse verso i suoi seni e le chiese di continuare lì…

“Qualcosa non va, cara? ” Lisa guardò la madre e le disse:

“Sono ancora vergine…”

Stupìta, Giulia, sorrise alla piccola, la baciò sulla guancia e si avvicinò a lei. Passarono alcuni minuti abbracciate senza dire nulla.

Trascorsero quella prima giornata di vacanza forzata a raccontarsi tante cose e Lisa, verso sera, si era quasi scordata dei momenti imbarazzanti del primo mattino.

Tornarono a casa nel tardo pomeriggio. Finita la cena, la calma di quella casa di campagna fu interrotta dal bussare insistente alla porta di ingresso. Le due donne e l’uomo si guardarono sorpresi ed Enzo andò ad aprire. Tornò in salotto accompagnato da un signore anziano che era quasi in lacrime. Giulia, scossa, chiese cosa fosse accaduto ed Enzo spiegò che quello era Piero il suo vicino di casa che aveva ancora una volta litigato con la moglie e lei, al solito, l’aveva buttato letteralmente fuori. Enzo chiese alla figlia e alla nipote di avere pazienza ma per quella notte avrebbe ospitato il suo vecchio amico a dormire nel capanno dei suoi attrezzi nel quale aveva un vecchio lettino.

Lisa si alzò chiedendo scusa ai presenti ed andò in camera sua, dopo quella giornata si sentiva davvero stanca. La madre disse che l’avrebbe raggiunta.

Lisa si mise a letto e si addormentò. A svegliarla fu la porta aperta da Giulia. Questa iniziò a svestirsi ed indossò la vestaglia. Scostò le lenzuola dal suo lato e entrò nel letto. Muovendosi, venne a sfiorare il corpo della figlia che, però, finse di dormire. Lisa pensò ad un caso fortuito anche se una piccola eccitazione la percorse con un brivido. Per un momento, s’immaginò a succhiare da quei capezzoli di quei grandi seni mentre le mani della madre le sfioravano i lunghi capelli. Cercò di scacciare quella fantasia. Lisa si rese conto che, in realtà, la madre si era addormentata. Fu qualcosa di incontrollabile a spingerla ad avvicinarsi alla donna che dormiva accanto a lei. Con una mano accarezzò la gamba della madre facendo attenzione a non svegliarla, le toccò un seno. Si fermò. Aveva bisogno di prender fiato o sarebbe esplosa… lei non era lesbica ma la attiravano le situazioni piene di malizia e quei momenti al laghetto l’avevano agitata… Si alzò e si diresse verso la cucina per prendere un bicchiere d’acqua. Avvicinatasi alla porta della camera del nonno, notò che le luci erano basse e guardò dalla porta socchiusa… sul letto l’anziano nonno stava sdraiato indossando un pigiama azzurro guardando la televisione. Lisa sbarrò gli occhi! Egli guardava con evidente interesse uno di quei programmi che riempiono le emittenti televisive nelle ore notturne! Le scene trasmesse erano censurate al punto giusto ma la donna in primo piano sullo schermo si stava succhiando una zucchina mentre una ragazza le stringeva le tette e la baciava sulla schiena… ma quella scena era in tv mentre, a pochi passi da Lisa, quel vecchietto si stava toccando davvero fra le gambe! Si stava masturbando, caspita! Fu questa sorprendente scoperta a farla vacillare e urtare la porta facendola così scoprire dal nonno che accese la luce e, raggiuntala sulla porta cercando di sistemarsi i pantaloni, le disse:

“Lisa, aspetta, non andar via! Lascia che ti spieghi! ” la giovane non voleva saperne di fermarsi e disse di lasciar stare che non aveva visto nulla. Vedendo la preoccupazione sul volto dell’anziano, la ragazza, però, fece un passo indietro ed entrò nella stanza del nonno. E disse:

“Va bene, ho visto qualcosa ma non mi riguarda… non preoccuparti”. Enzo chiese alla nipote di non dir niente a sua madre:

“Pensa che figuraccia! Ospito figlia e nipote e mi faccio beccare a guardare le donne nude in tv e a toccarmi! Manterrai il segreto? ” Lisa stava per dire di sì, senza esitazione quando la parola segreto la stuzzicò… Chiuse la porta della camera, si avvicinò a lui, si sedette sul letto e disse:

“…Io ho quasi ventidue anni ma… non ho mai… insomma… in ogni caso, non ho mai visto un uomo della tua età nudo… cioè, io credevo che da anziani non fosse più possibile avere rapporti perché…” Lui, imbarazzato, l’aiutò a finire la frase:

“nel mio caso, il mio funziona ancora…purtroppo! “,

“Perché dici purtroppo, nonno? ” replicò la ragazza mentre osservava il gonfiore nei pantaloni del pigiama del nonno.

“Perché alla mia età non è facile riuscire a soddisfare le proprie voglie. Da quando sono solo, non ho più toccato una donna. Ecco perché mi sfogo davanti alla tv. Ma ti prego, non dirlo a tua madre! Se ne andrebbe subito, portandoti via e resterei qua da solo! Non vedo più nessuna di voi da vent’anni… Cosa posso fare per convincerti? ” Lisa non se ne rendeva pienamente conto ma, dentro di se, si aspettava proprio quella domanda e prese al volo la situazione:

“Nonno, ho una piccola proposta… Ho voglia di passare questi giorni in un modo particolare…” disse la ragazza e, appoggiando la mano sulla gamba di lui:

“potresti farmi giocare un po’ senza che la mamma se ne accorga… ad esempio, con il tuo amico nel capanno…”

“Ma che dici? Con Piero? Come si fa, Lisa? Da giovani, io e lui eravamo sempre a donne ma ora… e con mia nipote! Ma… cosa intendi per giocare? ” Lisa chiese a nonno di accompagnarla nel capanno.

Il vecchio si alzò, infilò le ciabatte e quasi inciampando, uscì dalla stanza.

Lisa ed il nonno entrarono senza far rumore. Piero, dormiva coperto da un lenzuolo. La ragazza con un gesto, fece capire al suo complice di fare silenzio…. il nonno sapendo della richiesta della nipote decise di stare al gioco. Lisa si inginocchiò vicino al lettino e, spostato il lenzuolo, osservò il corpo dell’uomo avvolto dal sonno. La luce della luna che entrava dalla finestra illuminava quel pancione nudo e le mutande sulle quali l’uomo teneva una mano…

“Forse sogna qualche bellezza televisiva”, pensò Lisa. La ragazza iniziò ad accarezzare l’ignaro ospite che non si svegliò… nemmeno quando lei mise una mano nelle mutande del dormiente e iniziò a palpeggiare con delicata lentezza; mentre accadeva questo, Lisa non mancò di osservare il nonno che, in piedi a pochi passi da lei, si toccava i pantaloni del pigiama… Lisa accarezzò il viso dell’uomo sul letto e, questi, si svegliò dal suo pesante sonno non riuscendo a capire subito cosa gli stava accadendo…. ma ci volle poco a realizzare la situazione. Incredulo, si accorse della ragazza che lo stava toccando. Guardò, sorridendo, l’amico in piedi davanti a loro e ricambiò la carezza sul volto di Lisa…

Lei si avvicinò all’uomo, sollevò la maglietta da lui indossata e appoggiò le labbra sulla pancia, iniziando a baciare e a far sentire la sua lingua sull’ombelico dell’anziano…. poi, con la mano dell’uomo fra i suoi biondi capelli, scese fino a raccogliere nella sua bocca il piccolo strumento di piacere dell’uomo… Al nonno di Lisa la vecchiaia aveva risparmiato problemi di erezione ma a questo simpatico sconosciuto sembrava non accadere nulla…. Lisa ci mise tutto il suo impegno cercando di irrigidire quel piccolo pene e le ci volle più lavoro di quel che si aspettava ma… poi si trovò in bocca un bel giocattolo. Quel che le raccontavano le sue amiche era ora realtà anche per lei!

La ragazza, dopo alcuni secondi, si girò e chiese a suo nonno di avvicinarsi… lo guardò e disse:

“puoi toccare se vuoi ma… niente di più, mi raccomando…” Enzo, eccitato si inginocchiò dietro la nipote, le abbassò le mutandine mettendo in mostra il bel culetto giovane che lui iniziò a palpeggiare.

Lisa muoveva la testa con voluttà e, sapere di avere quei due maturi maschi solo per lei, la faceva impazzire. Sentiva le mani di nonno cercare fra le sue natiche e lei per aiutarlo, allargò le gambe…. lui si avvicinò e Lisa sentì una calda lingua sfiorarle la pelle… credeva di impazzire, il vecchio disteso sul letto si dimenava e gemeva così tanto che Lisa temeva potesse svegliare il vicinato, dietro di lei una lingua bollente stava assaporando ormai tutti gli umori di cui era inondata…. Lisa preferì fermarlo, si alzò e si sedette sulla punta del pene dell’arzillo vicino di casa, steso sul lettino. Allargò con le dita la sua fessurina e lasciò sprofondare il membro dentro di lei…. Pensò:

“Ecco… perdo la verginità con questo vecchio arnese…. ” il nonno, intanto, si avvicinò e lei gli permise di toccarle i seni mentre lui si masturbava… Dopo pochi colpi di passione, però, il suo anziano amante cedette e lei senti perdere tutta la consistenza che aveva racchiuso fra le sue golose gambe… Un poco delusa si staccò da lui e, dopo aver leccato quel pene ritornato in letargo, diede un bacione sulla fronte dell’uomo che, spossato, si riaddormentò… sussurrando un “grazie…”.

Lisa si girò verso nonno e gli disse:

“per ora, basta così… a nanna che è tardi! “.

Tornando nella sua camera, entrò con calma sotto le lenzuola e si addormentò sognando di essere leccata fra le gambe da un uomo del quale non vedeva il volto… mentre una donna con grandi seni ingoiava il pene di quello sconosciuto. FINE

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