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La cugina porcellona

Ho 23 anni e abito in Emilia Romagna da 4 anni. Mi sono trasferito qui insieme alla mia famiglia per motivi di lavoro, mio padre è stato trasferito. Partendo ho lasciato tutti i miei amici e la mia ragazza al mio paese di origine che si trova in Toscana. Per questo motivo quando ricorrono le feste o d’estate ritorno al mio paese per vedere i miei amici e la mia ragazza. In queste occasioni alloggio a casa di mia zia che mi ospita gentilmente per tutto il tempo che voglio. Mia zia ha due figlie, una piccola di 10 anni e poi Samy di 18 anni. Con Samy ho un ottimo rapporto; quando stavo al paese spesso me la portavo dietro, visto che lei è molto sveglia come ragazza. Insieme ai miei amici ci divertivamo da morire. Dicevo, quando sto da mia zia io dormo nella stanza di Samy e lei va dormire nell’altra stanza insieme a sua sorella. Ed è stato in una delle mie permanenze da mia zia che è successo il fatto. Vi racconto:
Pur trasferendosi nella camera della sorella Samy ha tutta la sua roba nella stanza dove dormo io. Mia cugina non è tanto alta, circa 1, 60, ma è ben fatta: ha un culetto rotondo e sodo, due gambe snelle, una terza di reggiseno e due labbra da bocchino. Mi è capitato spesso di vederla in costume o al massimo in reggiseno e devo ammettere che certe volte ho fatto anche dei pensieri su di lei ma poi la mia ragazza me li faceva passare. Tornando all’episodio, dicevo, lei a la sua roba nella camera dove io dormo e la mattina quando esce per andare a scuola entra in camera per prendersi il trucco o qualche capo d’abbigliamento che semmai ha dimenticato. Io che mi alzo sempre tardi la osservo come si muove e noto anche che per andare a scuola si veste provocante, pantaloni sempre strettissimi e magliettine che risaltano il seno. Mia zia lavora e lei e suo marito ogni mattina escono presto verso le otto e si portano dietro le figlie per accompagnarle a scuola. Il periodo in cui è successo il fatto era fine maggio inizio giugno 2001. in quel periodo le cose con la mia ragazza non andavano bene e lei non voleva più scopare così mi ritrovai come i vecchi tempi a fare il farfallone con i miei amici e a parlare di sesso e di donne in ogni occasione. Quindi ero particolarmente eccitato, tanto che a volte mi masturbavo pure tre volte al giorno. Tutto capitò all’inizio di giugno.
Ogni mattina mi sveglio con l’uccello bello duro, vado in bagno per fare le mie cose e volentieri ci scappa anche una sega. Tutto questo lo faccio anche a casa di mia zia in quanto all’ora che io mi alzo non c’è mai nessuno. Quella mattina come al mio solito mi alzo dal letto, dormo in mutande per il caldo, con il cazzo bello gonfio, lo guardo attraverso i boxer, faccio il solito sorriso di compiacimento e mi dirigo verso il bagno. Apro la porta del bagno e ci trovo mia cugina. La scena era da panico: io con il cazzo duro che si vedeva benissimo attraverso le mutande, mia cugina in bagno davanti allo specchio; si gira verso di me aveva un tanga bianco tutto merlettato che faceva intravedere i peli neri della figa, un reggiseno a balconcino senza la parte anteriore, che teneva su le tette però facevo vedere tutto il capezzolo. Io la fisso, lei mi fissa il cazzo. Io balbetto
“scusa, n… n… non sapevo che c’eri tu” esco chiudo la porta e ritorno in camera imbarazzatissimo. Mi siedo sul letto e inizio a rivivere la scena: la rivedo davanti a me mezza nuda, ripenso al suo seno e ai suoi capezzoli, una goduria tanto erano belli, non enormi ma ottimi da succhiare. Il mio arnese diventa come il marmo. Non posso togliermela dalla mente. All’improvviso lei entra in camera mia. Aveva indossato una mogliettina che arrivava a coprirgli giuste le mutande. Mi guarda, io la guardo:
“scusa ancora per prima”
“figurati non potevi sapere che non ero andata a scuola”
“spero di non averti imbarazzato”
“per niente” io sconvolto e lei
“ma stai ancora così”
“se prima non vado in bagno che mi vesto a fare? ”
“intendevo ancora così eccitato, si vede da un miglio il tuo coso”
non potevo crederci
“ah, scusa ma ogni mattina è così”
“così duro tutte le mattine” intanto alternava lo sguardo tra i miei occhi e il mio cazzo
“così duro proprio no, stamattina è una eccezione”
“non dirmi che non hai mai visto due tette, tanto lo so che tu e Maria scopate da almeno due anni. Lei me lo ha detto più volte e mi ha detto pure che avevi un coso grosso, ma io non pensavo così grosso”
“non possiamo cambiare discorso? ”
“certo dicevo per dire”
aprì l’armadio e tirò fuori una minigonna da sballo, nera, cortissima, insieme ad un top a fascia unica di quelli che vanno senza reggiseno. Chiuse l’armadio, mi diede le spalle e infilò la gonna senza che io potessi intravedere nulla. Poi sfilò via il reggiseno, indossò il top da sotto la maglietta e in fine sfilò anche quella. Era una figona da sballo! Si girò verso di me e dal top si intravedevano i capezzoli ritti. Si era sicuramente eccitata. Io mi alzai e andai verso il bagno ancora con il cazzo bello ritto che si vedeva attraverso i boxer. Lei
“sarà meglio che ti fai una bella sega altrimenti rischi di restare così tutto il giorno”
io non la risposi e mi chiusi in bagno. Quando uscii la trovai sul mio letto, mi disse
“ti preparo la colazione mentre ti vesti, così dopo usciamo insieme e mi accompagni dalla mia amica”
“va bene arrivo subito”
se ne va in cucina, io indosso una t-shirt da sopra i boxer e vado in cucina. Lei è tutta presa dai preparativi. Io mi siedo a tavola e mi accendo la mia sigaretta. Ad un tratto lei si abbassa per prendere delle cose e la sua minigonna si alza talmente che io riesco a vedere benissimo il suo culo, con il perizoma bianco che attraversa la linea divisoria delle due chiappe. È un attimo che il mio cazzo è di nuovo in tiro. Lei si alza, mette la macchinetta del caffè sul fuoco e si gira verso di me, mi guarda mentre si avvicina e dice:
“di nuovo in queste condizioni? Cugino mio fatti vedere da un medico! ”
“non so che mi è preso ma quando ti sei abbassata ti ho visto il culo e mi è venuto duro”
“per un culo? Si vede allora che è un po’ di tempo che te le fai a mano, vero? ”
“sai Maria non ne vuole sapere”
“non ti preoccupare adesso ti do io una mano” e mi mise la mano sul pisello, mi abbassò i boxer, me lo tirò fuori ed iniziò a farmi una sega molto lentamente
“non avevo mai toccato un cazzo così rigido; hai una cappella enorme mamma mia”
“continua ti prego” gli misi le mani dietro la schiena e gli sfilai il top. Vennero fuori due tettine bellissime, i capezzoli erano belli turgidi; passai le mani davanti ed iniziai ad accarezzarle il seno con entrambe le mani, le tormentavo quella due ciliegine stringendole tra l’indice ed il pollice. Lei mi stringeva il cazzo con vigore, saliva e scendeva con la sua mano lentamente per tutta la lunghezza del bastone, a volte mi accarezzava le palle, me le prendeva nella mano e ci giocava per qualche secondo per poi ritornare sul cazzo. Poi aprì le gambe, tolse la mano dal pisello e si sedette in braccio con le gambe divaricate. Potevo sentire attraverso il cazzo il suo tanga bagnatissimo; avevo iniziato e baciarle i seni e a leccargli quei capezzoli da favola mentre lei muoveva il suo bacino facendo strusciare la sua fighetta contro il mio cazzone. Procedemmo così per qualche minuto. Lei mi tolse la maglietta ed iniziò a baciarmi e a leccarmi dappertutto. Io mi ero staccato dai suoi seni, le avevo messo le mani sul culo e nel frattempo che mi leccava iniziai a giocare con il suo buco del culo; gli infilavo il dito medio piano piano, quel buchino era strettissimo; ad ogni movimento della mia mano lei emetteva gemiti di piacere
“continua…. È stupendo…. Tieni un dito che sembra un cazzo…”
andammo avanti così per un po’, poi lei si alzò, mi prese il bordo dei boxer, li sfilò; si piegò sulle ginocchia, impugnò il mio cazzo ed iniziò a menarmelo.
“è enorme, durissimo, mai visto uno così”
“ti piace vero? Non ti facevo così troietta”
“il tuo coso è micidiale”
“sei bravissima”
“uhmm, uhmm , uhmm” iniziò a tirarmi un pompino incredibile!
Prima mi leccava tutta l’asta dalla cappella fino alle palle, poi mi mordicchiava un testicolo per volta. Risaliva con la lingua lungo tutta l’asta, arrivata alla cappella apriva quelle sue labbra da favola ed inghiottiva lentamente il mio bestione; spariva nella sua bocca ed io sentivo il calore delle labbra intorno al pisello. Mi stava facendo un pompino da manuale!! Ad un tratto mi infilò lentamente un dito nel culo e contemporaneamente ingoiò tutto il mio cazzo: aveva le labbra a contatto con la peluria del mio pube. Potevo sentire la sua gola a contatto con la cappella. Una favola.
“sei una gran pompinara! Come succhi tu non succhia nessuno! ”
“ha un sapore buonissimo… è enorme… mi sento piena fino a polmoni”
“adesso cuginetta mia, alzati”
la feci alzare e la misi sulla tavola. Le tolsi la gonna, sfilai il tanga e voilà: davanti ai miei occhi comparì una fighetta bellissima. Una peluria curata, le labbra molto strette, rigonfia di alcuni centrimetri; bella dura con il grilletto che si ergeva su quella labbra bagnatissime bello duro. Una visione paradisiaca. Mi feci prendere dalla foga e mi tuffai tra le sua gambe leccando come un forsennato quella piccola e stretta grotticina.
“ahh!! Aahhahahah!!!! Dai!!! Fantastico!!! Uhmmm!! Uhmmm!! ”
mentre lei gemeva e godeva gli infilai dentro prima l’indice e poi il medio, facendoli roteare come se volessi allargare quella strada.
“ti prego mettimelo dentro, ne ho una voglia matta”
“adesso ti accontento porchetta mia”
“fammi sentire bella piena”
mi rialzai dalla sua figa, presi il mio coso tra le mani salii sul tavolo a glielo porsi davanti alle labbra. Lei mi guardò negli occhi aprì la bocca ed inziò a leccarlo; lo fece diventare bello lucido, la cappella e l’asta erano bagnatissime. Scesi dalla tavola mi portai davanti a lei presi le gambe, gliele allargai, ridiedi uno sguardo alla figa e posizionai la cappella davanti a quello ingresso che sembrava una cascata di umori.
“dai ti prego, mettilo dentro”
con un colpo di reni lo misi dentro tutto d’un colpo
“ahhhhiaaaa!!!! Mi spacchiiii!!! ”
“ti fai male? Dai che tra poco ti piacerà farlo così! ”
iniziai a pompare con la foga di un toro; andavo avanti e indietro inserendo il pisello fino ai peli cercando sempre di entrare dentro il più possibile.
“dai dai!!! Siiii!!!! Siii!!! Ahh!! Ohhhh!!!! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Dai! Dai! Dai! Fantastico!! ”
quel canale era strettissimo. Sentivo le pareti della figa stringermi il cazzo e provavo una sensazione fantastica. Si udivano miscelati tra di loro i rumori provocati dai movimenti del tavolo, il rumore delle palle che picchiavano contro il suo culetto, i gemiti che provenivano dalla sua boca e quelli che emettevo io. Era un concerto di rumori e suoni porci che mi mandavano in estasi. La pompai bene in quella posizione fino a che mi staccai da lei. La scesi dal tavolo; mi appoggiai io al tavolo le si mise davanti a me dandomi le spalle, inarcò la schiena appoggiando le mani sulla sedia di fronte; con una mano prese il mio cazzo se lo puntò alla figa ed iniziò a penetrarsi decidendo lei il ritmo della scopata. Più si auto pompava e più accellerava il ritmo; le misi una mano sul collo prendendo i suoi capelli a facendogli alzare la testa. La sentivo gridare dal piacere. Era pasasto un po’ ti tempo anche per e sentivo la sborra salire dalle palle per schizzare fuori.
“sto per venire”
“sono pronta”
si girò, si abbassò ed avvolse il mio cazzone tra le sue labbra nascondendolo in bocca, pompò un paio di volte e poi disse:
“spruzzami tutta la sborra in bocca, inondami”
e lo richiuse di nuovo tra le sue labbra. Io chiusi gli occhi e sprufff spruff, spruff, due, tre quattro o cinque schizzi caldi le invasero la bocca. Lei non mollava serrò le labbra e cercava di ingoiare ma la quantità di sperma era tale che iniziò a fuori uscire dal lato. Dopo che ebbe finito di ingoiare leccò il cazzo per pulirlo poi si alzo e mi disse
“preparati bene che mi devi fare anche il culo; sa che bello sentirsi nelle viscere uno strumento del genere”
io mi stavo spugnettando aspettando che il cazzo si afflosciasse, lei perse i suoi mini abiti, si rivestì e disse
“adesso esco; ci vediamo più tardi ciao stallone”
usci di casa e mi rimase la in cucina nudo con il cazzo mezzo turgido e con la mente completamente fuori dalla situazione in cui stavo in quel momento. FINE

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