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La cugina quarantacinquenne

Ciao mi chiamo Luca ho 22 anni e vivo in un piccolo paese in provincia di Bologna, quello che sto per raccontarvi mi è capitato l’estate scorsa dopo una vita passata a sognare che tutto ciò accadesse veramente. Come tutti le estati anche l’anno scorso mia cugina Paola, che vive a Torino venne a casa nostra per passare le vacanze estive dato che è vedova da 15 anni e sarebbe quindi rimasta sola in una città pressoché deserta. Paola è una donna di 45 anni ma con il fisico e la sensualità di una ventenne, ha tutte le curve al posto giusto e possiede quel pizzico di malizia che accende il fuoco che anima il mio cazzo. Dopo 3 giorni dal suo arrivo ebbi la prima occasione per spiarla, lei dormiva nella camera accanto alla mia, divise da una porta che non utilizziamo più da anni ma che quella volta si è rivelata utilissima, durante la notte non riuscivo a prendere sonno e sapendo che anche lei soffriva di insonnia decisi di spiarla per vedere se riuscivo a sorprenderla in atteggiamenti osè, purtroppo lei dormiva e nel buio non si vedeva molto così me ne tornai in camera mia abbastanza deluso. Dopo circa 20 minuti sentii dei rumori provenire dalla sua stanza mi avvicinai alla vecchia porta e la scostai quel poco che bastava per vedere lei senza essere visto, aveva acceso la luce per togliere le coperte più spesse dal suo letto dato che il caldo si era fatto insopportabile ma la cosa che mi lasciò di pietra (o meglio me lo lasciò di pietra… ) è che era completamente nuda e così nel chinarsi sul letto vidi tutto quel ben di Dio che da anni immaginavo, la sua passera era quasi completamente depilata e bella larga e il suo culo sembrava inviolato e non abituato al passaggio di un bel cazzone duro. Purtroppo quella visione duro solo pochi secondi ma subito dopo mi masturbai pensando a lei. I giorni seguenti cercai di rimanere solo con lei in tutte le maniere ma sembrava non interessarsi a me anche quando di notte la sentivo girare per la casa e io mi alzavo per andare in bagno senza avere cura di rimettermi gli slip e lei incontrandomi sembrava non far caso al mio randello in erezione. Una sera però di ritorno dalla piscina mi capitò l’occasione che non potevo farmi sfuggire, Paola era andata a farsi la doccia senza però chiudere la porta a chiave e così entrai in bagno e facendo finta di non essermi accorto della sua presenza, senza che lei potesse vedermi(era dentro alla cabina doccia), cominciai a spogliarmi per lavarmi , la visione del suo corpo nudo anche se rovinato dal vetro opaco della doccia mi provocò una spaventosa erezione che cercai di placare con dell’acqua ghiacciata, mentre ero intento ad eseguire questa operazione sentii un urlo provenire dalle mie spalle era lei che era uscita dalla doccia e che certamente non si aspettava di trovarmi nudo nel bagno, la sua prima reazione fu quella di coprirsi ma quando gli chiesi esplicitamente di non privarmi di una così bella visione lasciò cadere l’asciugamano e assieme a quello le sue inibizioni. Gli chiesi se poteva lavarmi la schiena, dato che di solito lo faceva la mia ragazza che in quei giorni era in vacanza, e lei acconsentì, lo sfregare delle sue mani e del suo seno prosperoso ma per niente cadente sulla mia pelle ci fece scattare e così cominciammo a baciarci sulle labbra l’odore di sesso invase il bagno lei mi prese in mano il cazzo e dopo un apprezzamento del tipo -“però!!!! il mio cuginetto mi nascondeva ciò che non mi aspettavo!!! sei messo veramente bene!!! “- cominciò ad alternare smanettate a leccate che mi facevano girare gli spermatozoi nei cogliomi come se fossero un esercito di scimmie incazzate, giunto più volte al limite della sborrata decise di portarmi in camera sua dicendo-
“così saremo più comodi e avrai tutto il tempo che vuoi per farmi godere e chiavarmi fino allo sfinimento” – detto questo diede le ultime leccate quelle che mi fecero sborrare. lei bevve tutto fino all’ultima goccia e dopo mi ripulì sempre con la lingua. In camera sua mi fece sdraiare sul letto, mi mise la sua figa in faccia e si impossessò nuovamente del mio cazzo che nel frattempo non dava segni di cedimento
cominciammo un 69 incredibile, la sua passera era fradicia di umori la clitoride e le labbra erano gonfie come non ne avevo mai viste infatti dopo poche sapienti passate di lingua e qualche affondo delle dita nella passera Paola venne riempiendomi la bocca del suo liquido e dicendomi-
“ah!!! siii!!! dai leccami tutta!!!! Ah!!! vengo!!! umhh!!!! che bello!!!! -” il mio cazzo intanto nella sua sapiente bocca era diventato mostruoso con una cappella violacea che sembrava dovesse scoppiare da un momento all’altro, io ero affascinato dalla calda e burrosa fica di Paola, la girai appoggiai il mio cazzo nodoso sulla sua passera bagnata e palpitante. Che bello!!! erano dieci anni che aspettavo questo momento, le allargai le cosce delicatamente e mi incantai ad ammirare la fica palpitante che per tanto tempo avevo solo immaginato.
Paola guardandomi a sua volta mi disse “Cosa stai guardando, ti piace? Perché non vai avanti e mi sbatti dentro il cazzo? Io so che è quello che vuoi, anche se sono tua cugina!!! . ” io le risposi
“Voglio leccarti ancora mi piace il tuo miele!!! ” e poi mi abbandonai, in modo scomposto, tra le lunghe gambe. Spinsi in alto le sue cosce per far sì che la mia bocca avesse un migliore accesso alla palpitante fenditura della saporita fica. Poi lei tremò tutta e si morse le labbra quando sentì la pressione della mia lingua che le sbavava tra le pieghe della figa.
“Unnggghhh! Oh cugino mio! Cosa mi stai……. facendo? Ungghhhh! Ungghhh! ”
Ero troppo occupato a leccare per rispondere.
Apprezzai molto il gusto della fica ed anche il succo lucente che usciva copioso. Paola era eccitata da molto tempo prima che io entrassi in lei.
Probabilmente non sapeva quanto irragionevolmente si sarebbe comportata se io avessi continuato a leccare l’intorpidita passera sempre più bagnata e smaniosa.
“No, Luca! Tu…. unghh…. tu non devi leccare la mia micina! Ungghh! Adesso scopami! Voglio quello che tu vuoi! “. Io senza darle ascolto continuai nella mia operazione. Con le dita tenni aperte le grandi labbra per permettermi di ficcare la lingua più a fondo nell’umida apertura.
Gli umori cominciarono a correre fuori dalle profondità ed il clitoride, molto grosso e gonfio, sporgeva dalla sommità del pelo che contornava lo spacco della fica.
Portai la lingua più in alto e provai la mia abilità di leccatore quando strofinai da ogni lato il clitoride.
Paola strillò e afferrò la mia testa.
Cominciò a spingere e muovere le anche.
Mi strusciò la vulva bagnata sulla faccia.
“Sì! ” Urlò raucamente.
“Ungghhh! in quel momento Paola aveva bisogno di essere scopata! aveva bisogno di essere riempita dal mio grosso cazzo! Ungghhh! Lecca il mio grilletto! Oh, succhialo, succhialo bene, fammi venire! ” Disse Paola
Io continuai a leccare e baciare senza risponderle. Paola rabbrividì, cominciai a masturbarla e contemporaneamente le leccai il clitoride.
“Dai, dai! Oh, per favore! ”
Succhiai il grilletto dolcemente ed allo stesso tempo con energia.
Lo baciai mentre, svelto, ficcavo le dita dentro e fuori la fica, sentii sgorgare a fiotti gli umori dal profondo della pussy di mia cugina.
Poi venne, incontenibilmente venne, mentre io continuavo a succhiarle la vulva.
“Mangiala! Unngghhhh! leccala, leccami! Sto venendo…. vengoooooooooooooo! ”
La sua figa iniziò a contrarsi ed eruttare. Ormai Paola sentiva
disperatamente la necessità di essere scopata il più velocemente possibile.
Ci volle quasi un minuto prima che i suoi spasmi cominciassero a calare.
“Tu.. tu mi devi fottere! Lo so che è quello che vuoi! Vai avanti! Spingimelo dentro!!!! lo voglio sentire tutto ! In fretta! ” mi implorò.
Io montai su di lei e strisciai tra le sue cosce col mio cazzo che le vibrava sulla pancia.
Paola si mise giù, cupidamente lo afferrò e guidò la cappella alla sua pussy.
Piagniucolò e si morse le labbra non appena sentì che la stanga era entrata in lei.
Allargò le imbronciate labbra della fica e cedette a quel maestoso pene che la stava invadendo.
“Ungghhh! Oh, hai veramente un bell’arnese! Io ne ho provati tanti, ma il tuo, Luca, è il più grande! Unngghhh! Stai veramente riempiendomi. Vai avanti! Unngghh! Fa uscire il tuo seme! Affrettati, su! ”
Le allargai le ginocchia per metterla nella miglior posizione per poterle piantare il cazzo.
Poi cominciai a pompare su e giù e spinsi il cazzo più profondo ad ogni colpo. Paola sollevò la testa, guardò giù e vide il mio uccello, con tutte le vene in rilievo, entrare ed uscire dall’aderente fica. Subito dopo cominciò ad inarcare e
dimenare il suo tondo, piccolo, culo e impalò a forza la vagina sul mio cazzo.
“Tu…. tu devi scoparmi più intensamente! ” disse.
“Vai avanti! Scopami più a fondo che puoi! ”
io cominciai a muovermi più forte.
Lei iniziò a fare smorfie e rabbrividì non appena cominciai a chiavarla.
Finalmente ero entrato tutto in lei, sprofondato sino alle palle nella vulva.
Ora la sua fica stava gorgogliando e aveva delle contrazioni incontrollabili.
Paola si lasciò prendere dall’enorme pene che le esplorava la pancia.
Io rimasi sopra di lei immobile per molti secondi, poi lasciai andare i gomiti e schiacciai sotto il mio torace le sue enormi tette. “Scopa tua cugina, Luca! ”
Paola alzò le gambe più in alto che poteva e mi chiuse i polpacci intorno alla schiena.
Poi cominciò a muoversi e ad inarcarsi come una cagna in calore. Freneticamente si fotté la stretta e bagnata fica sul mio cazzo.
“Ti ho detto di scoparmi! Sono tremendamente eccitata! Scopami, scopami bene! ”
Mi tirai indietro fino al punto che solamente la punta dilatava le labbra della vagina.
Rabbrividii e di nuovo diedi un forte colpo in giù.
Conficcai ogni centimetro del mio arnese nella passera.
Paola alzò la schiena come un congegno affamato di sesso.
Le sue tette presero a rimbalzare e fremere non appena iniziai a stantuffarle la fica. Mi adeguai al ritmo di Paola sbattendo profondamente l’uccello nella ben lubrificata e gorgogliante vagina.
“Così va bene, Luca! Unngghh| Oh merda, fallo più veloce, scopami più forte che puoi! Mi piace farlo duro e spudoratamente, caro! ”
Paola mi abbracciò stretto e ansimò incontrollabilmente appena la fica cominciò a contrarsi intorno al mio cazzo.
“Fottimi, Luca! Scopami, col tuo bel cazzone! ”
Io ansimai sulla sua spalla ed iniziai a chiavarla più forte che potevo.
Ormai, tutta eccitata, Paola cominciò ad avere le contrazioni e capii che stava venendo per la seconda volta. Questo mi faceva sentire in estasi.
Lei riuscì, addirittura, a stringere più forte i muscoli della vagina intorno al mio pene.
“Luca, stò per venire ancora! Fottimi, scopami! Ungghhh! Sto venendo, Luca! vengoooooooooooooooo! ”
Deliziosamente la sua fica esplose in un orgasmo e si sbrodolò tutta.
Le rosee pareti si strinsero e si contrassero intorno al mio bastone.
Io le crollai sopra e le piantai dentro tutto il cazzo.
Paola mi fece girare ed inizio un lento ma incredibilmente fantastico pompino, nessuna donna mi aveva mai leccato così bene e con dolcezza il cazzo ero veramente in paradiso. Ormai ero al limite e scaricai nella sua bocca una quantità di sborra indefinita, lei non riuscì ad ingoiarla tutta ma quella che le usciva dalle labbra la riprendeva con le dita che poi leccava con cura -“ottima!!! veramente buona la tua sborra!!! da oggi in avanti ne voglio fare indigestione!!! quindi alla sera non ti scopare quelle puttanelle delle tue amiche!!! non voglio che sprechi tutto quel ben di Dio con troiette che non la sanno apprezzare come si deve!!! ti voglio tutto per me cuginetto cazzuto!!! .
Da quel giorno tutte le mattine quando mi svegliavo trovavo mia cugina alle prese col mio cazzo pronta a fare colazione con una buona quantità di sborra, contenta lei…… FINE

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