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La cuginetta di Marco

Sono stato impegnato tutto il tempo fra Torino e Parma rimanendo forzatamente separato dalla mia cara cuginetta, che mi manca ormai ogni minuto della giornata.
Finalmente sto per godermi il sospirato week end e potrò rivedere la mia dea diciannovenne.
Sono ancora in pigiama, in cucina con mia madre che prepara la colazione. Mia mamma è all’oscuro della mia relazione con Angi la quale proprio in questo momento irrompe fra noi, più bella che mai, splendente fra i capelli scompigliati, con la sua solita allegra esuberanza.
Mia madre è abituata alle entrate rumorose della sua deliziosa nipotina alla quale ha fatto da balia, fin da piccola, in assenza della madre occupata come segretaria direzionale tutto fare nell’azienda del marito dove l’ha conosciuto e sposato. Lei ventenne, lui quarantenne.
L’ingresso gioioso di Angi porta sempre buon’umore come adesso. Corre verso mia madre, salutandola con un bacio. Si precipita verso di me abbracciandomi come al solito, ma nel baciarmi allunga una mano sotto il tavolo, dove non vista, afferra il membro che sta li tranquillo non aspettandosi siffatto stringente saluto.
Mi afferra la mano e mi trascina fuori, esortandomi:
“Vieni per piacere! Il mio P. C. si è bloccato! Vieni ad aiutarmi! ”
“Ma sono in pigiama!! ”
“Chi vuoi che ti veda! In casa mia non c’è nessuno, i miei sono appena usciti! ”
Ho il tempo di lanciare un’occhiata di rassegnazione a mia madre che mi osserva divertita, dicendomi:
“Fai presto, non hai fatto colazione! ”
Raggiungo, quasi trascinato, la camera di Angi, mi avvicino al P. C. spento.. ma mi sento chiamare con voce affannata:
“Vieni, vieni qui subito! ”
Mi giro. Lo spettacolo è unico, paradisiaco, eccitante.
La dea tutta nuda, sdraiata sulla schiena, sopra la folte chioma bionda, mostra il candore del suo corpo, le cosce di alabastro allargate, la fica aperta luccicante di umidità. L’ho già descritto quanto sia bella, negli altri episodi.
Mi invita, perentoria:
“Prendimi!! Non ce la faccio più! Ti voglio subito! .
Sono a bocca aperta, questa bellezza mi blocca ma non il membro che istantaneamente forma una bozza voluminosa nel morbido pigiama. Me ne libero subito, non perdendo d’occhio lo spettacolo, eccitato più che mai dopo una settimana di astinenza forzata, mi precipito addosso alla dea nuda.
Non occorrono preliminari. Il mio dardo, attirato come da una calamita, si fa strada intrufolandosi da solo, rigido nella fica vogliosa, calda e bagnata sprofondandoci fino all’elsa.
Angi lo riceve come in un burro, tutto, con un lungo sospiro di soddisfazione.
“Finalmente!! Come mi è mancato! Ohhh come è bello averti dentro, amore mio!!! ”
“A chi lo dici, tesoro, non vedeva l’ora! In questa lunga settimana reclamava ogni attimo, sempre teso, da farmi male. Credo che le giapponesi se ne siano accorte, avranno pensato che fossero loro ad eccitarmi! ”
“Ohh lo sento!! è grosso da riempirmi tutta!! Fammi godere come una maiala!! Sbattimi forte” è su di giri.
“Tienimi dentro Angi! Fermati un po’, è come essere in paradiso in questa fica magnifica! Com’è calda!! ”
La femmina non riesce a stare ferma, è partita, si agita come un’ossessa e gode subito con un gemito profondo, inconfondibile. Mi fermo io, consapevole di non poterla inondare. Glielo dico. Lei è sorda, mi viene incontro con spinte più forti, si allaccia a me con le gambe tentando di bloccarmi e piantandomi le unghia nella schiena, gridando:
“Ohh godo ancora!! Marco!!! Ancora!!! ” FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie… a luci rosse!

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