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La medicazione

Quella che vi voglio raccontare è una storia vera, seppur un po’ strana, che coinvolge me e mia nonna da un bel po’ di tempo.
Prima di tutto presento i protagonisti di questa morbosa relazione: io mi chiamo P. e sono un ragazzo di quasi 25 anni, mi considero piuttosto carino e aggiungo che non ho mai avuto particolari problemi a trovare ragazze disposte ad uscire con me; tuttora sono fidanzato con una splendida ragazza.
Mia nonna è una signora di circa 68 anni (non ricordo bene la sua età! ) che cerca, con un discreto successo, di ritardare l’invecchiamento per lo meno esteriore del suo corpo; posso sicuramente dire che fino a non più di una decina di anni fa era ancora una donna molto piacente e nessuno, sottolineo nessuno, le avrebbe dato i suoi quasi sessanta anni. Ora gli anni ’90 le hanno portato in dono una serie di piccoli acciacchi, diversi chili in più e anche un bel po’ di tristezza e malinconia.
Tutto ebbe inizio un paio di anni fa quando io, che di professione sono eterno studente universitario, devo lavorare per due settimane in una fiera in città: poiché vivo piuttosto lontano dal posto di lavoro decido di andare nelle pause per i pasti(circa due ore) da mia nonna che vive sola da quando, molti anni fa, morì suo marito, mio nonno. Era luglio, ed era anche molto caldo, così non mi sembrava vero poter fare anche una bella doccia oltre che assaporare i piatti preparati dalla nonna, discreta cuoca. Inoltre avevo sempre sognato di dare sfogo alle mie manie esibizionistiche con quella povera e ingenua donna.
Quando arrivai da lei il primo giorno di lavoro mangiai con molto gusto ciò che mi aveva preparato e poi, invitato da lei, mi spogliai fino a restare con i boxer e mi stesi sul suo letto per riposare mentre lei riassettava la cucina; mentre ero lì, mezzo nudo, mi accorsi che i boxer che indossavo permettevano l’uscita del mio membro se mi giravo da destra verso sinistra, e subito mi balenò l’idea: avrei fatto vedere il cazzo a mia nonna! Veci finta di dormire ma tenevo le orecchie tese per sentire se mia nonna si avvicinava, e quando lo fece repentinamente mi girai sul fianco facendo così apparire ai suoi occhi il pene di suo nipote. Ovviamente non me l’ero sentita di mostrarglielo in erezione, ma l’eccitazione del momento lo stava facendo lentamente crescere. La sentii fermarsi sulla porta, poi riuscì e mi chiamò da fuori in modo che mi svegliassi, quando sentì la mia voce entrò portandomi il caffè come se nulla fosse… ma io sapevo che mi aveva visto.
Il passo successivo decisi di farlo il giorno dopo, e per mettere in atto il mio piano decisi di sfruttare la mia “innocenza”: con una scusa, mentre mangiavamo, le dissi che per il sudore mi erano apparse delle piccole bollicine sul pene ed ero un po’ preoccupato; lei mi rassicurò e mi disse che aveva una pomata adatta all’uso con la quale sarei guarito in poco tempo.
Cambiammo discorso ma dopo mangiato tornai all’attacco e le richiesi la crema, lei la prese, me la porse e mi disse di spanderla sopra le bollicine; io feci lo “gnorri”, finsi cioè di non sapere come e dove spanderla quindi le dissi: “se non ti scandalizzi lo faccio qui così mi dici se va bene come lo faccio! “, lei, come immaginavo, rispose che, figuriamoci, era mia nonna… chissà quante volte mi aveva visto nudo!!!
Mi tirai giù i pantaloni e poi i boxer, la mia eccitazione saliva a dismisura e mi ritrovai finalmente con il cazzo in mano davanti a mia nonna, un po’ imbarazzata ma impegnata nel non darmelo a vedere. Io, per metterla più a suo agio, agitandole il membro già discretamente ingrossato davanti agli occhi, le dissi che mi sentivo un po’ a disagio, e per tutta risposta mia nonna mi disse che non ce n’era motivo, che lei sapeva che stavamo facendo tutto senza malizia(!!! ).
Io presi la palla al balzo e, scappellandomi il cazzo davanti a lei le mostrai da vicino dove avevo le bollicine, presi la cremina e me la misi sopra chiedendole se andava bene. La nonna mi disse di spanderla un po’ ed io eseguii, poi lei se ne andò di là ed io rimasi in sala col cazzo di fuori a pensare a quale sarebbe stata la prossima mossa…

Andò avanti così per qualche giorno, fino a quando lo stare nudo davanti a mia nonna non mi bastava più.
Trovai dei diversivi, come per esempio fare la doccia e chiederle se mi poteva lavare la schiena: così facendo sentivo le sue mani su di me e contemporaneamente stando in piedi le dondolavo il mio “pisello” davanti agli occhi sentendolo crescere…
Un giorno decisi che avrei mostrato a mia nonna come era il cazzo di suo nipote quando diventa duro… le dissi che avevo una nuova bollicina che mi preoccupava più delle altre perché leggermente più grande e le proposi di darci un’occhiatina; mentre lo stava analizzando (ricordo che si mise anche gli occhiali quella volta, ed aveva la bocca veramente vicina, tanto che sentivo il suo fiato sopra al mio membro), non ostacolai la crescente erezione, così la mia nonnina poté vedere “in diretta” il sangue gonfiare e dilatare il mio organo genitale; mi affrettai, con voce tremula, a scusarmi per l’accaduto, e lei, sicuramente colpita, mi disse di non preoccuparsi, che era comunque normale che potesse succedere… continuò quindi a esaminare il cazzo che le stava davanti per l’intera sua lunghezza e, individuata la bollicina “colpevole”, mi disse : “passami la pomata per piacere. ”
Io rabbrividii, e ancora di più fremetti quando vidi le mani di mia nonna, con quella punta di bianco in cima al dito indice, avvicinarsi al mio membro e poi sfiorarlo proprio all’altezza dello pseudo-brufoletto inventato, devo dirlo, dalla mia fantasia, e visto non so come anche dagli occhi stanchi di mia nonna!
Ero al settimo cielo e mi trattenni a stento dal venirle in mano, anche se il contatto era stato veramente minimo e brevissimo…
Da allora la “medicazione”, come la chiama lei, avviene abbastanza frequentemente, soprattutto da quando mia nonna si è trasferita a casa mia, tutto ovviamente all’insaputa dei miei genitori che possono solo constatare l’esistenza di uno splendido rapporto nonna-nipote! FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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