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La nipote vogliosa

L’ho visitata la prima volta che aveva solo quattordici anni. Figlia del fratello di mia moglie e di una bella donna allora quarantenne. Faccio il ginecologo, e da allora ho potuto scoprire tante cose sulla mia infoiatissima nipotina. Per quattro o cinque anni ancora non mostrò mai nessun comportamento particolarmente maialesco, o, almeno, io non me ne ero mai accorto. La vedevo sempre come una mia piccola nipotina. Poi un giorno… vi racconterò alcuni episodi. Le circostanze vollero che ci trovammo da soli (per non più di mezzora) una sera a guardare la tele. Non c’era nulla di interessante ed io facevo zapping aspettando che gli altri arrivassero con le pizze. Lei era seduta sul divano vicino a me. Appaiono le scene di “le età di Lulù”, mi pare che Lulù avesse in quel momento tra le gambe un vibratore, imbarazzato cambio immediatamente, dopo poco Elisa, impadronitasi del telecomando torna su quel canale…. le immagini mostravano la protagonista alle prese con il marito ed il fratello, Elisa non cambiò canale. Nel silenzio più assoluto ci gustammo tutta la scena dal tenore erotico elevatissimo sino all’inculata finale. Avevo già visto il film, e non mi avrebbe dovuto fare alcun effetto, ma, alla fine il gonfiore nella mia patta era più che evidente. Elisa aveva guardato tutto senza distogliere lo sguardo dallo schermo, io lo alternavo da quello a lei. Era eccitantissima, gli occhi lucidi, la lingua che continuava a saettare per umidificare le labbra, ed accavallava di continuo le gambe, i capezzoli ritti a bucare il sottile tessuto della maglietta che lasciava nuda la pancia.

Al termine della performance dei tre distolse per la prima volta lo sguardo e, come se solo allora si fosse accorta della mia presenza, mi guardò ed arrossì violentemente. Io mi alzai in quel momento, e, rimanendo un tantino di lato per non mostrarle il mio stato di eccitazione, mi diressi verso il frigo per prendere una lattina. Il silenzio era imbarazzante, lunghi minuti durante i quali si sentiva quasi l’odore dei nostri ormoni. Non l’avevo mai vista come una donna, invece lo era, e che donna.

Ci salvò dall’imbarazzo l’arrivo degli altri. Poco mese dopo arrivò al mio studio all’ora di chiusura dopo avermi avvisato per telefono. Le dico di accomodarsi dopo avere salutato la segretaria che aveva finito il turno. Mi dice che ha dei dolorini proprio li, vuole che controlli. Si spoglia dietro il separè e si siede sul lettino ginecologico, quando mi dice di essere pronta mi avvicino e…. resto di sasso. Si è denudata completamente, sorrido e le spiego che bastavano le mutandine, mi dice che vuole anche che le controlli il seno. La sua posizione a gambe divaricate per me normalmente non significa nulla, ne vedo così a decine ogni giorno, ma ora sento un incredibile formicolio al basso ventre. Comunque mi accingo al mio lavoro, il suo fiorellino è accuratamente depilato. Solo un piccolo triangolino di peli chiari e radi è sopravvissuto all’abile arte del rasoio. Infilo i guanti e con due dita divarico le labbra, vedo subito che è molto arrossata, ma ciò che mi lascia di stucco è che…. è lubrificata. Non che non capiti mai, spesso visito donne che si bagnano durante la visita, ma so che non è sempre dovuto all’eccitazione sessuale, a volte anche l’imbarazzo della situazione, a gambe spalancate di fronte ad un estraneo che ti deve frugare nell’intimità, porta a questa reazione. Ma non so perché per lei ero convinto che si trattasse di eccitazione.

Comunque proseguo con la visita, nessun segnale faceva pensare che si trattasse di una forma fungina o simile, quindi cominciai a farle delle domande. Le spiegai che dovevamo trovare la causa dell’irritazione se volevamo curarla. Essendo mia nipote potevo anche chiederle se aveva fatto l’amore spesso e recentemente, in fondo sapevo che aveva il ragazzo. Insomma, non sto a farla troppo lunga, dopo un pochino, con imbarazzo, mi confessò di avere trovato in casa un vibratore e di non avere resistito alla voglia di provarlo. Ciò che mi fece avere un’erezione prepotente fu quando mi disse che lo aveva trovato in camera della madre, e non, come mi aspettavo io, della sorella, che avevo sempre considerato un tantino troietta. Mi trovai ad immaginare sua madre alle prese col dildo, e poi, con eccitazione crescente a lei, che magari prima lo leccava e poi se lo appoggiava piano piano, dopo averlo acceso, per eccitarsi bene prima di infilarlo tutto dentro ed esplodere in un orgasmo squassante. L’eccitazione mi aveva portato a chiederle una descrizione dell’attrezzo, che lei mi diede senza esitazione. Era incredibile stare a guardarla in quella posizione ormai per me diventata oscena, mentre mi descriveva in tutte le sue forme e funzioni un cazzo di gomma. A quel punto mi chiese anche di visitarle l’ano, dopo avermi confessato di averlo utilizzato anche li. Estrassi quindi le due dita guantate dalla sua passera, e, senza bisogno di ulteriore lubrificazione, le infilai una dopo l’altra nel suo culo. Era elastico ma ben largo, secondo me a dimostrazione del fatto che li non c’era passato solo un vibratore. Le dissi che non aveva niente di preoccupante, solo avrebbe dovuto cercare di usare il pisello di gomma con più calma, ma mi sentii anche in dovere di dirle che uno vero era sicuramente meglio.

La visita al seno non diede alcun risultato apprezzabile dal punto di vista sanitario, aveva delle tette splendide ed in ottime condizioni, l’unico risultato fu quello di farmelo diventare ancora più duro, e di costringermi, una volta andata via la malandrina, a masturbarmi velocemente per calmare i miei bollori. Ciò che mi fece capire invece quanto era assatanata successe quando aveva circa ventidue anni. Per un caso mi trovavo vicino alla casetta di campagna di famiglia, e decisi di passare a vedere se tutto era a posto. Notai subito la macchina parcheggiata, ma in veranda non c’era anima viva. Non mi avevano sentito, e decisi di entrare, in fin dei conti non potevo immaginare cosa stava succedendo dentro. Prima di arrivare all’ingresso dovevo passare davanti alla finestra che dava nell’unica stanzetta da letto della cascina, e, dalla finestra vidi uno spettacolo a dir poco accattivante. Era con il ragazzo, telecamera sul cavalletto davanti al letto per riprendere tutto, lei sdraiata sotto di lui, posizione 69. dal suo culo usciva un vibratore che doveva essere anche piuttosto lungo, il ragazzo le leccava la passera ed alternativamente muoveva il vibro e le infilava le dita nella fessura. Lui non era sdraiato sopra di lei, ma a quattro zampe, lei aveva un cuscino alto sotto la testa che le premetteva di imboccare l’uccello senza sforzarsi troppo, ma anche lei aveva in mano un dildo acceso, che faceva scorrere con buon ritmo dentro l’intestino del ragazzo. Sentivo chiaramente i loro gemiti ed il rumore acquoso delle bocche e dei loro attrezzi. Continuarono così in un parossismo crescente per diversi minuti, durante i quali un dildo si alternava dentro di lei ora davanti ora dietro, mentre a sua volta lei alternava succhiate profonde al cazzo del ragazzo con leccate dei coglioni e, estraendo ogni tanto il cazzo finto dal culo del maschio, ci infilava la lingua o le dita. Credo che vennero insieme, ed io rischiai di farlo senza neanche toccarmi.

La vidi imboccare il cazzo (vero) proprio quando questo cominciò a pulsare, ingoiare due o tre sorsate, quindi estrarlo da bocca e ricevere un paio di schizzi proprio sul naso e sugli occhi. Fu proprio questo che la fece girare di scatto, ed in quel momento mi vide. Trasalii, ma lei, dopo neanche un secondo di stupore, mi sorrise leccandosi lo sperma dal bordo della bocca, e, sempre guardandomi negli occhi, riprese a scopare nel culo il fidanzato e si infilò profondamente il suo cazzo in bocca. Capii che eravamo diventati complici, e che lo spettacolo seguente sarebbe stato fatto apposta per me. Piantò il dildo profondamente nelle viscere di lui e prese a strisciare all’indietro sino a portare la figa all’altezza dell’uccello di lui. Erano ancora in posizione opposta uno rispetto all’altro, non mi era neanche mai venuto in mente che si potesse scopare così, invece lei tirò il cazzo leggermente all’indietro e se lo infilò.

Da quella posizione, visto che aveva spinto all’indietro anche i cuscini, poteva farsi scopare e nel contempo continuare a mandare avanti e indietro il dildo nel culo di lui. Aveva preso in mano il dildo che prima aveva infilato dentro di se e lo leccava, gli faceva letteralmente un pompino. Il tutto sempre guardandomi. Solo allora notai che i suoi capezzoli erano stretti da due mollette di legno, quelle per stendere il bucato. Il ragazzo si era ancorato alle sue caviglie, ed i loro movimenti aumentavano di intensità, ad un certo punto lei mollò il dildo che leccava e si staccò contemporaneamente le mollette dai capezzoli, urlò forte e capii che stava venendo nuovamente. Anche lui si sollevò e si girò, in tempo per spruzzarle addosso il seme e ricoprirla di liquido viscido e vischioso. Il suo modo di fare mi lasciò ancora sconcertato. Era inginocchiato praticamente a cavalcioni di lei, col cazzo all’altezza della faccia, con la destra si menava l’uccello al ritmo degli schizzi, e con la sinistra continuava a muovere il dildo che aveva nel culo. Strillò come un forsennato e si accasciò ansante sopra di lei. Capii che avevano terminato e decisi di farmi sentire.

Tornai alla macchina, sbattei lo sportello forte e cominciai a chiamare, ridendo al pensiero della loro frenesia (vera quella di lui e finta quella di lei) per vestirsi e non essere scoperti. Entrai e Elisa mi accolse, tutta scompigliata e sudata, con una maglia lunga indosso, che lasciava trasparire i capezzoli ancora dritti, scalza e sorridente. Mi abbracciò e potei notare che sui suoi capelli c’erano ancora due goccioline di sperma che brillavano, era appiccicosa e profumava di sesso. Poco dopo Comparve lui, più assettato e quasi normale. Aveva avuto il tempo di vestirsi e di asciugarsi. Breve imbarazzo poi lui si congeda e si decide che lei sarebbe tornata con me. Mi disse che prima di partire si sarebbe fatta una doccia, andò al bagno ed io mi accinsi, conoscendola, ad attendere almeno mezzora. Per passare il tempo accesi il VHS, e… che sporcacciona, sapeva che l’avrei fatto e la cassetta era proprio quella della loro scopata appena conclusa. Potei così vederla dall’inizio, mi eccitai da pazzi, e combattevo per non togliermi l’uccello di fuori e masturbarmi li sul divano. Poi lei mi chiamò e mi disse di avvicinarle l’accappatoio, e, senza inibizione alcuna, quando mi avvicinai alla doccia per porgerglielo, lei aprì la porta e mi si mostrò in tutto il suo splendore.

Comunque le passai l’accappatoio e tornai al VHS. Non mi resi neanche conto che lei era dietro di me (chissà da quanto) sino a che non sentii “siamo bravi eh zio? “. Rimasi di stucco, mi girai a guardarla e mi resi conto di quanto ormai era cresciuta e di quanto fosse bella e con un’aria infinitamente porca. Ancora avvolta nell’accappatoio si sedette sul divano al mio fianco, mentre le immagini la mostravano inginocchiata al bordo del letto, con lui che le leccava il culo con ingordigia. Non sapevo cosa fare, lei prese ad accarezzarsi, prima piano piano, poi con una mano si torturava i capezzoli, con l’altra, scostato l’accappatoio, si sfotteva da sola. Vidi anche aveva in mano il dildo, era arrivata sino a li con quel coso infilato dentro ed acceso.

Giravo lo sguardo alternativamente dallo schermo a lei, che nel frattempo si era spogliata completamente, mi guardava e poi infine mi disse “e tu? “. Avevo paura che la situazione mi sfuggisse di mano, ma il mio cazzo stava per scoppiare, fu lei che allungando una mano mi abbassò i pantaloncini e lo fece svettare. Ero impietrito, mi prese una mano e la portò sull’asta eretta. Voleva che mi masturbassi davanti a lei. Sembra incredibile, ma lo feci. Solo non potevo sincronizzarmi al suo ritmo, andava troppo veloce ed io dovevo fare piano per non venire subito. Continuammo così per un po’, mentre le immagini mostravano altre sedute assolutamente porno dei due amanti. In una invece lei era sola e si divertiva un mondo con i due vibratori. Mi disse che erano tutti e due della madre.

Si accorse che a quella affermazione io mi eccitai ancor di più, si avvicinò ulteriormente a me, prese il mio cazzo e continuò a masturbarmi aiutandosi con la bocca, mi domandava se mi piaceva l’idea di sua mamma che utilizzava quegli strumenti e mi chiese anche se avevo voglia di scoparla, continuò con parole simili finché mi fece venire. Indirizzo gli schizzi verso il suo seno e poi mi afferrò la testa e voleva che la leccassi. Mi trattenni, non lo feci, ma fu difficile, le spiegai che non era giusto. La aiutai a godere con le mani e con i dildo, ma le dissi che non avremmo mai fatto sesso. Ci divertimmo un mondo, e da quel giorno feci di tutto per scoparmi la madre. FINE

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