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La prima volta gay

Ricordo perfettamente mia la prima volta, è stata stupenda, intensa e mi ha aperto al mondo gay che da sempre desideravo farne parte. Avevo da poco compiuto diciotto anni, dovevo recarmi a Bologna per una settimana e mio zio si offrì di ospitarmi nel suo appartamento, era da molto tempo che non lo vedevo e rimasi colpito dal suo fisico eccezionale. Come lo vidi in me scatto un qualcosa, che mi faceva fremere. Desideravo mio zio, volevo farmi inculare fargli pompini.
lui subito se ne accorse dei miei sguardi la mia prima sera a Bologna quando lo vidi uscire dal bagno, aveva appena fatto la doccia, aveva solo un asciugamano attorno alla vita e io rimasi ad ammirarlo, aveva dei pettorali enormi e ben definiti, bicipiti marmorei e addominali che sembravano disegnati, le gambe erano ancora più belle gli anni di calcio gli avevano regalato dei quadricipiti perfettamente sviluppati e glutei eccezionali, il petto era ricoperto di peli ma senza esagerazione alcuna. Lui alzò lo sguardo e mi beccò mentre lo guardavo, a quel punto mi disse:
* “Vuoi vederlo? ”
* “Cosa? ” – dissi io fingendo di cadere dalle nuvole.
* “Dai su non fare il finto tonto, sono tre giorni che non mi togli gli occhi di dosso! ”
Ero basito, non sapevo cosa rispondere, poi lui proseguì:
* “Certo, se lo tiro fuori poi mi devi dare una mano a rimetterlo dentro… ”
Convinto che mi stesse prendendo in giro gli risposi:
* “Va bene, vediamo se hai il coraggio di tirarlo fuori veramente, ti sfido! ”
* “Tu promettimi che poi manterrai ciò che ti ho chiesto e io non avrò alcun problema a tirarlo fuori all’istante! ”
* “Prometto”
Lui senza alcun imbarazzo si appoggiò allo schienale del divano, slacciò ad uno ad uno i bottoni dei jeans scoprendo un paio di boxer aderenti bianchi che già lasciavano intravedere l’enormità di quell’uccello.
Abbassò pure i boxer, il suo cazzo non era ancora completamente eretto, lo alzò con la mano lasciandomelo ammirare per qualche istante, ciò che mi colpi di più non fu tanto la lunghezza quanto la grossezza davvero notevole, poi mi disse:
* “Coraggio, è venuto il momento di pagare i tuoi debiti… ”
Non me lo feci ripetere due volte, mi avvicinai al divano, m’inginocchiai davanti a lui e presi in bocca quell’asta calda ed enorme, cominciai dal glande, grosso e violaceo poi scesi lungo l’asta, anche se non potei oltrepassare la metà tanto era lungo e dovetti aprire la bocca all’inverosimile per poterlo fare entrare.
Mio zio nel frattempo mi teneva una mano sulla nuca nel caso mi venisse in mente di lasciare a metà il lavoro iniziato, mi permise di staccarmi solo quando decisi di leccargli i testicoli, anche quelli ben proporzionati erano grandi come noci e potei prenderli in bocca uno solo alla volta perché entrambi era impossibile, non rimasi lì a lungo perché avevo troppa voglia di riassaporare il suo cazzo e così mi ributtai sull’asta, ma lui mi staccò da se, si alzò dal divano e mi disse:
* “Seguimi, divertiamoci fino in fondo”
Rapito lo seguii in camera da letto.
* “Spogliati… completamente! ”
Obbedii e ammirai lui fare lo stesso, si tolse prima il maglione, poi i jeans e subito dopo i boxer, completamente nudo andò verso il comodino dove estrasse un preservativo e del lubrificante, poi mi ordinò:
* “mettiti a pecorina sul letto appoggiando bene la testa sul materasso”
* “aspetta” – dissi io impaurito dall’idea che il mio culo inviolato fosse sfondato che un cazzo così enorme.
* “Non temere” – mi disse – “non ti nascondo che essendo per te la prima volta inizialmente sentirai abbastanza male, ma vedrai che dopo urlerai dal piacere! ”
* “non ti preoccupare zio, ho sempre desiderato farmi inculare”
* “lo sapevo che eri una proietta”
Lui si infilò il preservativo, lubrificò l’asta e fece lo stesso con il mio ano, poi vi appoggiò la punta del pene e delicatamente infilò il glande fino a metà andando avanti ed indietro per qualche istante. La sensazione che provavo era piacevole, ma poi lui lo estrasse quasi completamente e con un secco colpo di reni infilò l’intero glande nel mio culo, provai un dolore terribile e cercai di divincolarmi, ma lui mi bloccò prendendomi per i capelli, avvicinò la sua faccia alla mia e con voce piena di rabbia e parlando a denti stretti sentenziò:
* ” Che tu lo voglia o no questo cazzo va dentro tutto, se collabori ti farò sentire il minor dolore possibile, in caso contrario patirai le pene dell’inferno! ”
* “Va bene, va bene” – gli dissi io – “farò ciò che vuoi ma ti prego fai piano! ”
Continuò nel suo movimento di avanti e indietro e ogni volta che rientrava avanzava di qualche centimetro finché non raggiunse il suo scopo e mi mise quell’enorme cazzo tutto nel culo.
Pensai che tutto fosse finito ma non era così, non era che un assaggio del dolore che provai dopo. Dopo aver atteso qualche istante dentro di me, lo tirò fuori per intero e subito dopo con un colpo secco lo risbattè dentro, lo fece più volte aumentando ogni volta il ritmo.
I rumori nella stanza avevano l’effetto di eccitarlo ancora di più, il letto che cigolava rumorosamente, la testiera che sbatteva forte contro la parete, le mie urla di dolore che emanavo supplicandolo più volte di smetterla.
Dopo interminabili minuti decise che ne aveva avuto abbastanza e smise di incularmi, tolse il preservativo, mi fece coricare supino e si sedette sul mio petto. Cominciò a masturbarsi tenendo il suo cazzo a pochi centimetri dalla mia bocca, dopo poco me lo infilò in bocca e mi penetrò più volte fino a quando le sue cosce e i suoi glutei si contrassero, il glande si fece sempre più grosso e duro nella mia bocca e dopo pochi istanti sentii una gran quantità di sperma inondarmi il palato e riempirmi la bocca.
Quando si accorse che non stavo inghiottendo mi disse:
* “Guarda che non lo tolgo finché non avrai ingoiato fino all’ultima goccia e non mi avrai ripulito il cazzo con la lingua, chiaro? ! ”
Anche questa volta obbedii, mandai giù quel liquido caldo che mi riempiva la bocca, succhiai e leccai il glande finché non fu completamente pulito.
A quel punto stremato mio zio si coricò vicino a me e mi disse:
* “Abbiamo ancora quattro giorni da passere assieme… oggi non è che l’inizio! ”
* “si zio, inculami ancora”
Fu una settimana dura, ma di certo molto bella accanto a quello stallone di mio zio. FINE

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