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La suocera. Ero stravolto.

Ero stravolto.
Gli ultimi mesi di lavoro mi avevano veramente massacrato. Quei 4 giorni di riposo al mare erano capitati a puntino. Finalmente potevo staccare e rigenerarmi fisicamente e soprattutto psicologicamente.
La mia ragazza mi aveva proposto di trascorrere quei giorni di fine agosto a casa sua in Versilia. Avremmo raggiunto sua madre che già era lì dall’inizio del mese. suo padre era partito da una decina di giorni per un viaggio d’affari che l’avrebbe tenuto lontano per tutto il mese di settembre, così avremmo anche potuto tenerle un po’ di compagnia. Accettai di buon grado: viste le condizioni in cui mi trovavo qualche giorno al mare senza far niente mi allettava parecchio; e poi sarebbe stata anche l’occasione per stare un po’ con la mia ragazza: tra il mio lavoro e la sua tesi di laboratorio praticamente erano mesi che non stavamo un po’ insieme.
Arrivammo nel tardo pomeriggio e sua madre ci accolse con molto entusiasmo:
” Salve ragazzi, come va… era ora che vi concedeste qualche giorno di ferie!!! “.
La salutammo e ci sistemammo in casa disfacendo il nostro scarso bagaglio.
Ci eravamo appena seduti a tavola per la cena che il cellulare di Monica – la mia ragazza – si mise a suonare.
“Mannaggia – esclamò – dovevo staccarlo…quel maledetto aggeggio!! “.
Era Lucia, la sua compagna di studi:
“Ciao Monica, scusa ma è successo un casino in laboratorio….. c’è stata una perdita di pressione dall’impianto e adesso dovremo ritarare tutti gli strumenti…. sarà un lavoraccio, ma va fatto subito altrimenti salterà tutto il lavoro delle prossime settimane….. Mi spiace ma domani devi tornare a Firenze!!! ”
Monica era incazzata come una iena.
“Ma dico io, non si può andar via un giorno che quella cretina di Lucia non va ad incasinare tutto!!!!! ”
“Sarà un lavoro lungo? ” – chiesi.
” Boh!!! Non so che dirti… può darsi che in una mezza giornata si risolva tutto come può volerci anche tutto il pomeriggio!! ”
“Vabbè – dissi – se non si può fare altrimenti vorrà dire che domani mattina ti accompagno a Firenze e poi torniamo in serata!! ”
“No, no…e cosa ci stai a fare a Firenze tutto il giorno con ‘sto caldo! E poi sei a pezzi. Non me la sento di farti sprecare uno dei tuoi pochi giorni di ferie”.
“Figurati…. ho fatto 30, posso fare 31! , ti accompagno volentieri! ”
“Non se ne parla nemmeno! Tu resti qui e ti riposi. È un ordine!! Domani sera torno… e stavolta il cellulare lo lascio a Firenze!!!! Perdonami se non possiamo stare insieme domani… ma ti prometto che ci rifaremo!!! ”
Era veramente affranta poveretta e mi dispiaceva lasciarla andare da sola, provai a protestare debolmente ma non volle sentire ragioni.
Dopo cena andammo a fare un giretto e poi subito a letto.
Caddi in un sonno profondo quasi immediatamente. Ero proprio stanchissimo. A malapena mi accorsi che Monica si alzava per andare a Firenze. Sentii le sue labbra che mi baciavano dolcemente e la sentii dire qualcosa del tipo che sarebbe tornata il prima possibile. Poi caddi di nuovo in catalessi.
Saranno state circa le 11. 00 del mattino quando ho sentito l’impellente bisogno di andare in bagno. Mi alzai con gli occhi semichiusi e mi diressi verso il bagno, ma quando arrivai alla porta sentìì lo scroscio della doccia. Evidentemente mia suocera stava facendo la doccia. Poiché la casa aveva un solo bagno mi rassegnai ad aspettare che questo fosse libero e tornai a letto.
Devo essermi riappisolato per qualche decina di minuti. Quando mi svegliai dal bagno non si sentiva più alcun rumore. Probabilmente Anna – mia suocera – aveva finito di farsi la doccia ed era uscita.
Andai in bagno. Espletai le funzioni mattutine e mi detti una rapida lavata di faccia. Mentre decidevo se tornare a letto o andare un paio d’ore in spiaggia, uscendo dal bagno notai con la coda dell’occhio un movimento nella camera dei miei suoceri in fondo al corridoio.
La porta era socchiusa e dallo spiraglio si vedeva l’armadio con la grande specchiera. Proprio riflesso nella specchiera avevo intravisto il movimento che mi aveva incuriosito.
Avvicinandomi vidi Anna con addosso un asciugamano intenta ad asciugarsi i capelli.
44 anni, bionda, fisico asciutto, tette piccole, culetto sodo e ben fatto, gambe lunghe e affusolate…Anna era ancora una donna bella e piacente.
Rimasi incantato ad osservarla. Non l’avevo mai guardata sotto questa luce. Un senso di eccitazione mi pervase. Scostai lentamente la porta per avere una visuale più ampia su tutta la camera.
Il rumore dell’asciugacapelli coprì il leggero scricchiolio della porta.
Finito di asciugarsi Anna si voltò verso il letto e fece cadere l’asciugamano che aveva avvolto intorno al corpo. Rimase completamente nuda. Era ancora più eccitante di quello che credevo: potevo ammirare il suo cespuglio folto e scuro tra le gambe, il suo culo era ancora più sodo e rotondo di quanto mi ricordassi dalle volte che l’avevo vista in costume…cominciai ad avere un erezione sempre più potente e imperiosa.
Andò verso il comò, aprì il primo cassetto e tirò fuori un completino intimo di pizzo nero, ed una scatola rettangolare.
“Adesso si vestirà – pensai – e addio spettacolo!!! “.
Stavo già pensando di tornare in bagno per farmi una ricca sega quando Anna fece qualcosa che proprio non mi aspettavo.
Anziché vestirsi, si distese sul letto con le gambe oscenamente spalancate cominciò a toccarsi lentamente. Aveva gli occhi chiusi e si stava massaggiando le grandi labbra della vagina, soffermandosi sul clitoride; con l’altra mano si accarezzava i capezzoli delle piccole tette che già si erano induriti per l’eccitazione finendo per sembrare due piccoli chiodi.
Evidentemente la lontananza del marito aveva lasciato il segno ed ora Anna tentava di rimediare come poteva. La mia eccitazione stava diventando incontenibile, nei miei 27 anni di vita non avevo mai visto una cosa del genere …avrei voluto cominciare a masturbarmi anch’io ma temevo di fare rumore e di far interrompere quello stupendo spettacolo.
Anna continuava a sgrillettarsi sempre più velocemente, lanciando gemiti di piacere che a inutilmente tentava di trattenere mordendosi le labbra. Le sue dita adesso entravano e uscivano con ritmo costante dalla fessure tra le sue gambe che adesso…in quella posizione…mi appariva, riflessa nello specchio, in tutta la sua bellezza. Il suo colore rosa acceso spiccava nel contrasto con la pelle candida e il bruno ciuffetto di peli che la sormontava.
Adesso Anna introduceva ritmicamente l’indice e il medio nello spacco della fica stuzzicandosi il clitoride con il pollice.
Ma Anna non finiva mai di stupirmi. Si interruppe improvvisamente e con uno scatto repentino allungò la mano verso la scatoletta che poco prima aveva posizionato sull’altro lato del letto.
Dalla scatola estrasse un vibratore bianco e cominciò a masturbarsi con quello con ritmo sempre più crescente. Ogni volta che l’attrezzo entrava nella sua “caverna” Anna lanciava un gemito sempre meno controllato:
” Si, Si… ancora…. voglio godere… ahhhh… siii!! ”
Il mio pene era ormai arrivato alla sua massima dimensione tanto da farmi male…. non resistevo più… dovevo fare qualcosa. Ero intimorito dalla reazione che poteva avere Anna vedendomi e delle conseguenze che potevano scaturire… in fondo era la madre della mia ragazza!!
A un certo punto però non ce la feci più: ero deciso a scoparmi mia suocera…. e volevo farlo nel modo per me più appagante…. Decisi che era giunto il momento di uscire dall’ombra!
Anna si stava masturbando a occhi chiusi, le gambe completamente divaricate, il corpo squassato da violenti tremiti di piacere, il vibratore saldamente impugnato e spinto in profondità nella topa da cui stavano già sgorgando caldi rivoli di piacere. I mugolii si erano trasformati in veri e propri urletti:
“Ahhhh…. siii….. ahhhh….. voglio sfondarmi…si… ahhhhh…”
Mi feci avanti.
“Posso esserti d’aiuto, Anna? ? ? ”
Anna sobbalzò sul letto. Istintivamente cercò di coprirsi con le mani. Era una situazione quasi comica …. ma comunque eccitantissima: completamente nuda, con le gambe spalancate e il vibratore conficcato in fica, rossa in faccia un po’ per l’eccitazione e un po’ per la vergogna, tentava di trovare una via di uscita farfugliando qualche parola di giustificazione:
“Gabriele… no, no…. è che… io veramente….. “.
Non appena si accorse dell’irrimediabilità della situazione si lasciò andare sciogliendosi in una risata nervosa…… tornò a guardarmi e stavolta si accorse della protuberanza che avevo tra le gambe e che premeva sul sottile pigiama estivo.
“Ti chiedevo se posso esserti d’aiuto” – dissi avvicinandomi e sedendomi sul bordo del letto.
“Non è meglio divertirsi con un cazzo vero piuttosto che con un pezzo di gomma? ” – chiesi allungando una mano sul monte di Venere e sfilando il vibratore dalla vagina.
“No, ma che fai – tentò di opporsi – sei il ragazzo di mia figlia….. non possiamo…”
“E io non posso certo lasciarti in questo stato….. e poi…. ho voglia di dimostrare alla madre che sono all’altezza per la figlia…” – mi abbassai col volto sulle sue tette e cominciai a succhiare i capezzoli, mordicchiandoli delicatamente. Intanto la mia mano destra si era sostituita al vibratore e stava esplorando quella fessura da cui…. era uscita la mia ragazza!!!!!
Le proteste di Anna, peraltro mai troppo convinte, cessarono e lasciarono il posto a gridolini di apprezzamento.
Mi spostai con la testa tra le cosce di Anna e cominciai a leccarla lentamente, succhiando gli umori che già erano usciti per l’azione del fallo artificiale. Con le dita divaricavo le grandi labbra per permettere alla lingua di entrare sempre più in profondità.
Anna gemeva e spingeva la mia testa come se volesse farmi entrare completamente in lei.
Continuai l’operazione linguistica un altro po’ …percorrendo con la lingua tutta la spaccatura e scendendo fino al suo forellino posteriore.
Ma non volevo farla venire ….. anzi avevo deciso che mi sarei divertito a lungo con Anna ed il divertimento doveva consistere nel portarla sulla soglia dell’orgasmo ma senza farla godere…. se voleva provare piacere…. doveva guadagnarselo!!!
Mi alzai di scatto, mi diressi al cassetto del comò da cui aveva prelevato la biancheria intima e il vibratore e afferrai un paio di calze di seta. Prima che potesse capire cosa stessi facendo, utilizzai le calze per legarle saldamente le braccia alla testata del letto in ferro battuto. Non volevo che potesse toccarsi cercando di godere mentre mi disinteressavo della sua passerina e allo stesso tempo volevo sottometterla ad ogni mia più turpe voglia.
Era completamente nelle mie mani. Le montai a cavalcioni con il cazzo puntato sulla sua bocca. Le sollevai la testa con un cuscino e la costrinsi ad aprire la boccuccia e ad accogliervi il mio membro.
“Cara Anna, non puoi godere solo tu….. datti da fare… succhiamelo dai…. ”
Cominciai a fotterla in bocca…. con colpi di bacino ben assestati spingevo il mio cazzo fino in fondo alla gola di Anna, per poi arrivare quasi a sfilarlo.
La troia era in difficoltà ma comunque se la cavava bene… si sentiva quel pezzo di carne in fondo alla gola fin quasi a soffocare ma manteneva le labbra saldamente strette attorno alla mia asta.
“Si puttana… dai… sei bravissima… sei una grande succhiatrice di cazzi… dai…”.
Continuando ad insultarla menavo colpi sempre più potenti. Ad Anna lacrimavano gli occhi e dava segni di soffocamento ma continuai a spingere…. Intanto con una mano le davo qualche sporadica sollecitazione al clitoride per mantenere intatte voglia e eccitazione.
Sentivo che stavo per venire …e volevo venirle in bocca!!!
E così feci. Le afferrai saldamente la testa e venni in maniera clamorosa riversandole in bocca una quantità indescrivibile di sborra con tre getti potenti: il primo parve coglierla di sorpresa, tentò di ritrarsi ma era bloccata dalle mie mani…. tentò di ingoiare ma una parte della mia crema le fuoriuscì dalla bocca; fu un attimo perché subito si riprese e ricevette con voluttà i due schizzi successivi che ingoiò abilmente.
” Cazzo Gabry – disse – ma quanta ne avevi? ? ? ”
“Ti piace la mia sborra? ? ? ”
“Moltissimo…. ma non avrai mica finito qui? ? ? – chiese preoccupata – io non ho mica goduto….. “.
“Non preoccuparti bella troia… da qui a stasera avrai goduto tante di quelle volte da perdere il conto…. ma devi fare esattamente quello che ti dico io… altrimenti dovrai arrangiarti da sola…. ”
“Sarò la tua schiava del sesso…. fammi godere e farò tutto quel che vuoi”.
Ciò detto, lasciandola legata al letto, le scesi di dosso scivolandole tra le gambe e riprendendo a leccarle la fica lentamente e dolcemente….
“Ti prego scopami…… presto…. ti voglio sentire dentro…… dai…. non farmi aspettare…. non resisto!!! “.
“Davvero vuoi che il ragazzo di tua figlia ti scopi senza pietà? ? ? ” – chiesi maliziosamente.
“Si… si… forza brutto stronzo datti da fare…. scopamiiii…”.
“E la tua figlioletta cosa dirà di tutto ciò? – mi divertivo da matti a farla rimanere in attesa e a tirare in lungo la cosa ben sapendo che più avesse aspettato e desiderato il mio cazzo…più ne avrebbe goduto e più mi avrebbe soddisfatto – Non pensi alla Povera Monica? ? ”
“Povera? ? ? ? … se scopi come lecchi … quella troia di mia figlia è fortunata a farsi scopare a piacimento da te. Sono io la povera… che vede un cazzo tre volte all’anno… daiiiiiii… fottimi….. forza…”.
Ormai era matura…. ed io ero tornato perfettamente in tiro dopo la clamorosa sborrata di poco prima. Le afferrai saldamente le caviglie e, dopo aver preso un altro paio di calze dal cassetto del comò, le legai anche le gambe alla testata del letto… in tal modo la sua fica ed il suo culo mi si mostravano in tutta la loro oscena bellezza.
Così combinata era veramente aperta a tutte le mie voglie:
“Vuoi essere sfondata… e allora così sia…. ti voglio entrare dentro fino a raggiungerti lo stomaco”.
“Si dai sfondami…. siii!!!!!! “.
Le appoggiai la cappella alle grandi labbra vaginali e spinsi con forza penetrandola fino alle palle.
“Aaaahhhhhhh… siiiiiii… finalmente….. sfondami, sfondami voglio che tu me la demolisca…. spingi…. muovitiiii”
Assunsi un ritmo costante ma non troppo accelerato: infilavo il cazzo fino alle palle e poi lo facevo uscire quasi completamente…. sentivo i suoi muscoli vaginali che si stringevano intorno alla mia mazza come a cercare invano di trattenerla ogni volta che scivolava indietro. dalla posizione in cui Anna si trovava non poteva che accompagnare i miei movimenti.
Mentre la fottevo le succhiavo i capezzoli turgidi mordicchiandoli avidamente:
“Godi zoccola? ? ? ? ehhh ti piace il mio cazzone…. il cazzone che prima di te ha deflorato la tua figlioletta……”
“Beata lei!!!! …. non sai quanto la invidio…. sei bravissimo…. godo…. ”
Sentivo i suoi umori vaginali che scendevano dalla cavità vaginale finendo – data la posizione – direttamente sul buco del culo.
“Aaagghhhhhh… siiiiiiii… godoooooo… vengoooooo… è bellissimo…. continua non ti fermare….. continua sto venendo….. ”
La lunga attesa l’aveva portata ad un orgasmo violento e scomposto: iniziò a tremare tutta lanciando grida di soddisfazione – “Ahhhh… siii… ssiiiii” – si contraeva sotto i miei colpi finchè non la sentii sciogliersi in uno stato di spossatezza indotto dal piacere:
“Gabriele…. non credevo che fosse possibile… non ho mai goduto in questo modo…. grazieeee!!! ….. sei stupendo” .
“E come ti ho detto prima .. non finisce qui…. quando ti alzerai da questo letto… camminerai a gambe larghe per una settimana… te lo garantisco!!!! ”
Estrassi la verga dalla passera di mia suocera e dato che ero ancora ben lontano dal venire pensai bene di non darle tregua e, mentre ancora era semi – incosciente per l’orgasmo appena avuto, approfittai del fatto di averla completamente aperta davanti a me e glielo feci scivolare nel forellino anale.
Lo feci con un colpo secco e deciso…. il foro era lubrificato dagli umori che poco prima vi erano colati e dalla mia saliva ma era ugualmente strettissimo.
Anna fu colta di sorpresa da quella nuova penetrazione: “AAAAHHHHHH…. ahi ahi… che stai facendo… no… no esci di lì… il culo no!!!! “, così dicendo serrò i muscoli anali intorno alla mia verga quasi volesse sitritolarla.
“Ah ah…. avevi detto che potevo farti di tutto ed ora ho voglia di spaccarti il culetto!!! ” – dissi spingendo ancora di più.
“Ma non l’ho mai preso in culo!!!!! ”
“Maiiii? ? ? ? ….. e allora posso dire che dopo aver sverginato la figlia…. ho sverginato anche la madre!!!! ”
Cominciai a spingere nello sfintere di Anna incurante delle sue proteste. Piano piano la sentii sciogliersi sotto i miei colpi, evidentemente al dolore iniziale andava sostituendosi un senso di piacere. Dopo un paio di minuti Anna cominciò a gemere incitandomi a spingere ancora di più.
“Sii, Gabriele…… ahhhhh…. daiii…. sfondami tutto…. brutto porco…. mi stai demolendo il culo…. ahhhh…. e mi piace da morire…. godooooo”
Ed era vero guardando la sua fica potevo vedere i suoi umori scendere in maniera sempre più copiosa andando a bagnare la base del mio cazzo che entrava ed usciva dall’intestino di Anna.
Anna all’improvviso riuscì a sciogliersi il braccio destro e usò immediatamente la mano per titillarsi il clitoride. Poi afferrò il vibratore che si trovava ancora sul letto e se lo piantò completamente nella vagina.
“Ma allora sei proprio troia… non ti basta un cazzo…. ne vuoi almeno due… puttana! ”
“Si ne voglio due …ma potrebbero essere anche tre o quattro… sono la tua zoccola …voglio avere tutti i miei buchi riempiti… ahhhhh… dai…. spingi…. ” Evidentemente l’effetto della doppia penetrazione – da lei mai sperimentato in precedenza – si faceva sentire e la troia stava godendo come mai aveva fatto prima.
Non riuscii più a trattenermi e finii per riversarle nell’intestino un caldo fiume di sborra. Rimasi qualche secondo ancora dentro di lei, poi – esausto – sfilai il mio arnese dal culo di Anna che rimase aperto e dilatato finché non cominciarono ad affiorare alcune gocce del mio sperma che colarono lungo il solco delle natiche fino a finire sul letto.
Anna però non era ancora giunta all’orgasmo. Continuava a fottersi con il fallo artificiale implorandomi di non lasciarla in quelle condizioni:
“E no, brutto stronzo….. io non sono ancora venuta… non puoi lasciarmi così… ti prego… dai…. fai qualcosa”.
Sebbene stanchissimo, sfilai il vibratore dalla topa di Anna e ci appoggiai le labbra inserendovi immediatamente la lingua. Anna fu sollevata da questo mio intervento e dopo pochi minuti venne in maniera incredibile tanto da riempirmi la bocca dei suoi umori.
Armai esausto rimasi in quella posizione con le labbra dolcemente adagiate sul suo sesso cadendo immediatamente in uno stato di torpore. In breve mi addormentai. Quando ripresi conoscenza, Anna si era liberata dalle calze che la tenevano legata al letto e mi teneva stretto tra le sue cosce carezzandomi delicatamente la testa adagiata sul suo morbido pube.
“Buongiorno!! – mi disse – anzi buon pomeriggio dato che sono ormai le 17. 00!!! Dormito bene? ? ? “.
“Benissimo!!! merito del cuscino!!! – dissi sorridendole e dandole un lungo bacio sulla fica”.
“Sai Gabriele… non avevo mai goduto tanto come oggi. Grazie di avermi regalato quest’intensa emozione! ”
“Figurati…. il godimento è stato reciproco… sei un’amante spettacolare! ” – così dicendo mi tirai su fino al suo volto baciandola profondamente e carezzandole con la mano i due piccoli seni.
Senza parlare, ci riallacciammo in un abbraccio appassionato. sentivo il mio membro tornare rapidamente al suo massimo splendore e subito lo appoggiai contro lo spacco vaginale di Anna.
“Ancora in tiro? ? … Ma sei insaziabile… ed io ne sono felice!!!! … Ma stavolta voglio condurre io il gioco”.
Mi costrinse a mettermi supino e mi salì sopra impalandosi con esperti movimenti sulla mia verga. Cominciò a galoppare sopra di me con morbidi movimenti ondeggianti… dolcemente…. con ritmo costante ma senza esagerare nella velocità.
La sentivo alzarsi e abbassarsi sul mio pene che stringeva dolcemente con i muscoli interni. Potevo vedere il suo volto luminoso e raggiante per il piacere che stava provando, nonché i capezzoli turgidi che puntavano dritti e scuri verso di me invitandomi a toccarli e baciarli.
La cosa andò avanti per diversi muniti. Anna era esperta e si vedeva… anzi si sentiva… altroché se si sentiva. Quella scopata di tutto relax mi stava veramente entusiasmando e sentivo crescere in me la voglia di riempirla del mio seme.
Improvvisamente mi chiese: “Allora chi è più brava… la madre …o la figlia? ? ? ? ”
La domanda mi colse impreparato e sorpreso. Monica era una grande succhia cazzi ed aveva un culetto morbido e vellutato. Anna però aveva dalla sua l’esperienza e sapeva muoversi meglio di tutte le ragazze che avevo scopato fino ad allora.
Le dissi: “Mi cogli di sorpresa… Monica scopa alla grande… ma ha preso tutto da sua madre!! “.
Anna aprì gli occhi e mi disse sorridendo: “Devo dire che te la sei cavata con una risposta molto diplomatica… ma lo prendo per un complimento e ne sono lusingata!!! Anzi sono così lusingata che vorrei darti ancora una volta il mio forellino posteriore! ”
Così dicendo scese e si mise alla pecorina invitandomi ad incularla:
“Sai…non l’avevo mai fatto prima…. ma mi è piaciuto così tanto…che voglio recuperare il tempo perduto!!!! ”
Con un balzo fui dietro di lei. Le accarezzai il buchetto per saggiare il livello di lubrificazione. Dal momento che era quasi asciutto lo leccai per alcuni secondi e poi con le dita lo penetrai introducendovi il liquido che copiosamente continuava a scorrere dalla sua vagina. Quando ritenni che poteva essere sufficiente mi posizionai con il glande all’imbocco di quella stretta galleria e cominciai a spingere delicatamente.
Vuoi per la buona lubrificazione, vuoi per la precedente inculata… o forse perché Anna questa volta era rilassata ed aperta, riuscii ad entrare senza fatica fino alle palle.
“Ahhhhhhh… – escalmò Anna – siiii……. ti voglio dentro… anche se fa un gran male! “. Cercai di essere il meno brutale possibile prima rimanendo fermo in modo che lei potesse abituarsi alla mia ingombrante presenza. Poi muovendomi lentamente entrando e uscendo con regolarità.
Sentivo Anna sciogliersi sempre più ed acceleravo nel pompaggio solo quando lei mi incitava a farlo. Parve gradire il trattamento:
“Bravissimo… è una gioia farsi spaccare il culo da te…. sto godendo più che in fica!! ”
Allungai una mano sulla sua vagina e – tanto per cambiare – la trovai fradicia di umori. Cominciai a sditalinarla e a stuzzicarle il clitoride con una mano e una tetta con l’altra accompagnando il tutto con ampie spinte di bacino.
D’un tratto sentii Anna contrarsi tutta prima di scaricare nella mia mano tutto il suo piacere gridando di gioia e soddisfazione: “Siiiiiiiiiiii…. è bellissimo!!!!! “.
Dato che aveva goduto uscii dal suo culetto e mi sdraiai al suo fianco guardandola ma senza parlare.
Si era accorta che non ero venuto e subito afferrò la mia mazza e cominciò a leccarla e pulirla introducendosela in bocca e succhiandola. Mi spompinò a lungo dandomi lunghi attimi di piacere. Quando sentii che stavo per venire gielo dissi…stavolta non volevo costringerla a bere il mio sperma:
“Anna….. sto venendo…. siii… godo…!! ”
Alle mie parole però Anna non si ritrasse, ma si affondò ancora di più l’asta in fondo alla gola ricevendo così tutta la mia cremina. Guardandomi con quei suoi begli occhioni, in segno di riconoscenza, la buttò giù completamente.
Erano quasi le 19. 00. Mi alzai e mi feci una doccia. Quando mi rivestii trovai Anna in cucina intenta a preparare la cena. Mi guardò sorridendomi e mi disse:
“Gabriele…. oggi è stato forse il più bel giorno della mia vita. Anzi è stata senz’altro la più bella scopata della mia vita. Ti ringrazio di tutto… specie di esistere. Ma tu sei pur sempre il ragazzo di mia figlia e voglio che lei sia felice insieme a te: vi voglio troppo bene ad entrambi! . Quanto è accaduto oggi sarà il nostro piccolo segreto. Probabilmente non ricapiterà una seconda volta. Ci terremo questo ricordo per sempre. Prometti che non dirai mai niente a Monica e che io sarò per te solo la tua futura suocera. ”
“A malinquore te lo prometto… anche per me è stata un’esperienza particolare! Sarà sempre il nostro segreto! ” le dissi baciandola su una guancia.
“Sai Gabriele… sono felice per Monica…. so che con te è in buone mani….. in tutti i sensi!!! ” – concluse sorridendo.
In quel mentre sentimmo aprire il cancello ed entrò Monica.
“Ciao amore, ciao mamma… com’è andata la giornata? ? ? Per me è stato un inferno, nel vero senso della parola… a Firenze c’erano 36 gradi….. si moriva! E tu Gabry cosa hai fatto? ? ? Hai un’aria stanca… non ti sei riposato? ? ? ”
“Sai Monica…anche qui la situazione è stata piuttosto calda e non mi ha permesso di riposare bene ma è stato comunque estremamente piacevole…” FINE

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