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La vicina vogliosa

Uscendo dalla doccia, con il cazzo a penzoloni, mi avvicinai alla finestra ed osservando dall’altra parte della strada mi accorsi che una ragazza nuda ed un po’ sovrappeso, era sdraiata sul divano intenta a masturbarsi mentre guardava nella mia direzione.
Io rimasi fermo a guardarla, finché mi accorsi che stava guardando proprio me, o meglio stava guardando il mi cazzo in completa erezione che dal suo punto di vista poteva vedere molto chiaramente.
Istintivamente portai la mano al cazzo ed iniziai a masturbarmi anche io finché non schizzai e lei chiuse violentemente le gambe per poi riaprirle facendomi intuire che aveva raggiunto l’orgasmo insieme a me.
Il giorno seguente mi affacciai nuovamente alla finestra con ben poche speranze di rivederla, ma con mia grande sorpresa lei era nuovamente sdraiata sul divano con le gambe spalancate; quando si accorse della mia presenza prese un foglio di carta sul quale scrisse sopra il suo numero di telefono che subito memorizzai, poi presi in mano il telefono indeciso se fare o no il suo numero, ma prima che ci ripensassi l’avevo già composto ed una voce calda mi rispose
“è tutta la notte che ti sogno, ho sognato la tua sborra calda sulle mie labbra, sai mi sono sditalinata parecchio e adesso ho la figa tutta rossa a furia di toccarmela” io non potei fare altro che masturbarmi e raccontarle ciò che stava accadendo, quando lei aggiunse
“sai ho sognato che te lo tenevo in mano mentre pisciavi, poi ti sei girato e mi hai bagnato tutta”.
La linea è caduta dopo poco, penso che fosse venuta proprio in quell’istante.
Il giorno dopo sono uscito di casa e dopo pochi passi sentì una voce che mi chiamava, mi girai e la vidi affacciata dal balcone che mi invitava a salire.
In ascensore avevo già il cazzo durissimo, finché arrivai al piano, entrai in casa e lei mi saltò addosso dicendomi
“sapevo che saresti venuto, sarò la tua puttana, fammi quello che vuoi” nel frattempo si stava spogliando e quando rimase nuda mi prese la mano e se la passo sulla figa fradicia.
Come una assatanata si mise in ginocchio ai miei piedi e aprendomi i jeans estrasse il mio cazzo ed iniziò una violenta sega con lo scopo di ottenere il prima possibile la sborra che voleva.
Dopo poco le sborrai violentemente addosso riempiendole le tettone di sperma, lei se le accarezzò e poi si leccò le dita, dopodiché tutta sporca di sborra si sedette sul divano e mi disse
“scusami ma no ce la faccio più”, così iniziò a masturbarsi selvaggiamente senza togliermi gli occhi di dosso.
Io mi avvicinai a lei e le appoggiai una mano sulla sua mentre si sgillettava, cosi lei mi lasciò fare ed io la penetrai prima con tre e successivamente con quattro dita facendole uscire un fiume di umori che caddero sul divano macchiandolo.
Le sue tettone erano enormi così come il suo culone e scatenarono in me una forte voglia di metterglielo nel culo, quasi per umiliarla, così le dissi di mettersi a quattro zampe in modo da mettere il culo nella mia direzione; io mi avvicinai e sentì un fortissimo odore provenire dalla sua figona slabbrata, così avvicinai il mio cazzo alla sua figa , glie la accarezzai con la cappella, poi glie lo avvicinai al buco del culo ed in un solo colpo glie lo spinsi dentro facendola gemere di dolore, successivamente la scopai nel culo facendola sobbalzare fino a quando le sborrai dentro al culo.
Lo tirai fuori e lei prendendomi la mano mi portò in bagno dove si sdraiò nella vasca e mi chiese di pisciarle addosso, così le feci fare il bagno di piscio riuscendo a farla eccitare nuovamente e quando me ne andai lei era ancora li fradicia che si sditalinava.

Il giorno seguente passai sotto casa sua e trovando il portone aperto decisi di salire per farle una sorpresa, mi presentai alla sua porta con il cazzo di fuori e già in tensione, ma quando suonai mi aprì la madre fichissima bionda e con due tette da paura, io spaventosissimo.
lo rimisi dentro e cercai di balbettare quale scusa, ma lei trascinandomi dentro casa disse
“e così sarebbe questo quello che ti ha pisciato addosso, sto porco, scommetto che tu te lo sei fatto mettere pure nel culo”.
Intanto mi stava trascinando in bagno; li mi spogliò velocemente e mi ordinò di sdraiarmi nella vasca, poi disse
“adesso sarò io a divertirmi” si tolse pantaloni e mutandine e con le gambe divaricate mi pisciò addosso avvicinando quanto più poteva la figa al mio corpo e facendola sgocciolare fino all’ultimo, poi mi ordinò di leccargliela ancora bagnata, io eccitatissimo glie la leccai ampiamente mentre lei mi si sedette in faccia, intanto la figlia iniziò a sgrillettarsi osservando la scena ed emettendo lamenti di goduria.
Quando la madre se ne accorse la rimproverò
“Quante volte ti ho detto che non devi masturbarti, guarda quà che ben di dio, cosa aspetti a farti sfondare da questo quà”, così dicendo mi portò nella camera da letto dove fece sdraiare la figlia con le gambe divaricate e mi ordinò di scoparla mentre lei assisteva alla scena e si masturbava a sua volta.
Le sborrai quasi subito nella figa e fuori inondandola di sborra, finché la madre si avvicinò e mi ripulì prima il cazzo e poi la figona grondante della figlia. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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