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La zia di Franco

Mi chiamo Franco, ho 28 anni e sono di Verona e vorrei raccontarvi quanto mi è successo l’estate scorsa. Era il 7 di agosto, avevo dovuto rimandare le ferie per motivi di lavoro ed una sera terminato la giornata stavo gironzolando per le vie del centro di Verona, guardando le vetrine dei negozi senza alcun interesse in attesa di andare a mangiare qualche cosa in una pizzeria quando mi son sentito chiamare da una voce femminile alle mie spalle. Mi sono girato ed ho visto la mia zia Marta che stava venendo verso di me. è stata una ottima visione perché è una gran figa vestita sempre in maniera provocante. Ci siamo salutati, lei mi ha baciato sulle guance e ci siamo scambiati i soliti convenevoli, cosa fai? dove vai? Ecc. Le ho spiegato che stavo gironzolando per far passare del tempo ed anche lei mi ha detto stava facendo la stessa cosa in attesa del pulman che la riportasse a casa perchè la sua macchina era a fare il collaudo. Le ho chiesto come mai non era in ferie e mi ha detto che aveva cominciato da poco a lavorare in un negozio di un centro commerciale e che per quest’anno non ci sarebbero state ferie. Dovete sapere che mia zia Marta, cognata di mia madre, ha circa 45 anni, è una bella signora mora, formosa , con tette da sballo e due belle cosce che non disdegna di mostrare in quanto porta spesso, come in questa occasione, gonne corte abbondantemente sopra il ginocchio. Ha dei bei capelli scuri ed è sempre ben vestita, pimpante ed allegra. In famiglia era piuttosto chiacchierata per il suo modo di fare disinvolto e disinibito e qualche volta avevo sentito i mie parlare di scappatelle prima ed anche dopo che sposasse mio zio. Ad ogni buon modo è una gran fica e mi ero fatto numerose seghe pensando a lei alle sue tette ed al suo bel culone. Tra me dicevo” beato mio zio che può scoparla quando vuole e spassarsela con quel culone”. Mentre camminavamo guardando le vetrine a volte mi prendeva il braccio e solo questo contatto mi eccitava da morire. L’ho invitata a bere un aperitivo e tra una chiacchiera e l’altra ne abbiamo bevuti altri due che mi hanno reso un poco più audace. Visto che mancava ancora del tempo alla partenza del pulman mi sono offerto di accompagnarla a casa, abita a circa 30 km da Verona, ed ero euforico di portarla in macchina da soli, non mi era mai successo prima di stare solo con lei. Lei ha accettato e ci siamo incamminati alla macchina . Salita in macchina la sua gonna stretta è ancora salita più in alto mostrando abbondantemente le sue belle cosce abbronzate che mi hanno fatto subito arrapare. Non ho potuto fare a meno di dirle “Che belle gambe abbronzate hai zia e che bell’aspetto” e lei tutta soddisfatta mi ha ringraziato del complimento. Mentre ci dirigevamo al paese parlando mi ha detto che i suoi figli erano in vacanza al mare ed era sola a casa in quanto lo zio era all’estero per lavoro da alcuni giorni. La cosa diventava sempre più intrigante. Mi sarebbe piaciuto toccarle le cosce ma non avevo il coraggio di prendere l’iniziativa; aspettavo e pensavo su come portare il discorso sul sesso in generale per vedere le sue reazioni. Il motivo per l’aggancio me lo ha dato lei quando mi ha chiesto” E la tua fidanzata come sta? è in ferie? ” “Ci siamo lasciati da vari mesi perchè non andavamo d’accordo anche di carattere ma soprattutto per il sesso” le ho risposto. “Perchè non andavate d’accordo per il sesso? ” mi ha chiesto “Il sesso” ho risposto di botto: “Non voleva fare mai sesso. Non me la dava mai; non voleva farsi toccare e non voleva toccarmi. Se le prendevo la mano e me la mettevo sull’uccello la tirava subito via. Di pompini non se ne parlava neanche e diceva che solo le puttane fanno quelle cose. ” Non era vero ma volevo parlarle un po’ sboccatamente per vedere le sue reazioni. “Siamo andati in vacanza insieme da soli e non sono riuscito neanche a vederle la fica. Io ero sempre arrapato e lei mai niente. Tornati dalle ferie ci siamo lasciati” Mentre dicevo queste cose guardavo mia zia che sogghignava e mettendomi una mano su una coscia, in alto vicino al cazzo che avevo gonfio, e mi ha detto: “Hai fatto bene a lasciarla. Senza sesso non c’è amore. Anche io sono come te. ” “Come me in che senso” ho risposto io. E lei ” Come te, con tutte le voglie del sesso” Io avevo il cazzo gonfio e queste parole mi hanno ulteriormente gasato. Inoltre la zia con la punta del mignolo della mano sinistra aveva cominciato a stuzzicarmi leggermente e disinvoltamente la zona vicinissima all’uccello, sopra i pantaloni ed io mi sentivo in estasi pregustando gli sviluppi della situazione. Stavamo arrivando a casa della zia, una bella villa con giardino, e per paura che la cosa non evolvesse positivamente, mi son fatto coraggio, le ho preso la mano e l’ho appoggiata aperta sul cazzo duro. Lei mi ha sorriso, l’ha lasciata li ed anzi lo ha stretto con le dita della mano. Tra di me ero al settimo cielo e mi son detto ” è FATTA ” Arrivati a casa, siamo saliti insieme, lei davanti ed io dietro che trasognavo alla vista del bel culo che mi precedeva. Mi ha offerto una bibita e mi sono accomodato sul divano a berla aspettando gli eventi. “Vado a cambiarmi ” mi ha detto “perchè sono tutta sudata”. Dopo qualche minuto è tornata vestita di con un costumino tanga copriva ben poco delle belle tette e che metteva in mostra tutto il suo bel culo. Aveva dei sandali in legno con i tacchi alti ed era splendida e molto fica. Ha preso la sua bibita, si è seduta al mio fianco e mi ha detto: “Dove eravamo rimasti? “. E mi ha rimesso la mano sul cazzo: Ha cominciato a manovrare con la cerniera, io l’ho aiutata aprendomi completamente i pantaloni e sfilandomeli. Mi ha preso l’uccello duro con la mano con le cinque dita ed ha cominciato a masturbarmi. Subito dopo si è tolta il reggiseno. Ho cominciato a leccare le sue tette grosse e piene e mi sembrava di essere in paradiso. Poi lei si è messa in ginocchio tra le mie gambe ed ha cominciato a leccarmi la cappella gonfia, prima con la lingua e poi si è infilata l’asta tutta in gola ed ha cominciato a pompare con grande sagacia e capacità. Si vedeva tutta la sua classe in questo lavoro. “Zia “le ho detto: “stai attenta che ti sborro in bocca” e lei : “è quello che aspetto da tempo una bella sborrata in bocca”. Così è stato, le ho inondato le tette le labbra e la bocca di sborra e lei ha continuato a leccarmelo ancora per un lungo periodo. Siamo rimasti seduti sul divano ancora per un po’ di tempo, lei mi ha acceso una sigaretta che abbiamo fumato insieme ed ogni tanto si avvicinava e mi baciava sulla bocca. Poi si è alzata ed è andata al frigo a prendere dei tramezzini e delle bibite ed ho ammirato nuovamente il suo bel culo. Quando è tornata le ho sussurrata “Che bel culo che hai zia” e lei ” è il mio regalo che ti avevo promesso quando ti sei laureato ma non abbiamo mai avuto l’occasione ” mi ha detto. Si era fatto buio e siamo andati sul letto grande Io ero nudo e lei si è tolto il tanga . La sua fica era bella nera e pelosa, le ho messo la testa tra le gambe ed ho cominciato a leccarla. Ha aperto al massimo le gambe e si teneva le labbra della fica aperte mentre io ero immerso nei suoi umori. Ho leccato a lungo e poi le ho infilato prima un dito e poi due nel suo bel buchetto del culo senza trovare molta resistenza. Ero eccitatissimo, lei se ne è accorta, mi ha detto di stare calmo, di non avere fretta, di rilassarmi e di pensare solo a quello che stavamo facendo senza pensare al dopo. Era molto tranquilla e sapeva gestire bene la situazione dando anche a me tranquillità. Mi sono staccato da lei e mi sono sdraiato sul letto. Lei mi è salita sopra a 69 ed ha preso a pomparmi il cazzo. : Lo infilava fino in gola e me lo strigeva leggermente con i denti mentre saliva e scendeva con la bocca Mi faceva morire dal gusto che provavo. Poi lasciato il mio cazzo si è messa alla pecorina . Le ho infilato il cazzo duro nella fica caldissima ed ho cominciato a stantuffare lentamente per paura di venire troppo in fretta.. Le tenevo le belle tettone con le mani e la goduria era la massimo. Poi lei si è tolta da questa posizione e mi ha detto : “Non vuoi il mio regalo? . Sai non lo do a tutti. ” Ho ripreso la posizione, le ho insalivato il buco e poi le ho posizionato la cappella sul buchetto. Ho cominciato a spingere leggermente e senza sforzo l’uccellone è entrato tutto con mio enorme piacere. Non lo dava a tutti il culo ma chi l’aveva inculata doveva averglielo lavorato per bene vista la facilità’ di entrata del mio uccello. Ho cominciato a muovermi lentamente e la sentivo gemere dal gusto. Volevo che la cosa durasse a lungo ed allora le ho sfilato l’uccello dal culo ed ho cominciato a toglierlo ed a metterlo senza problemi con grande piacere di entrambi. Entrava con facilità ed ho ripetuto varie volte questa cosa finche le ho sborrato dentro e con alcuni schizzi anche sulla schiena e sulle chiappe. Poi esausto mi sono sdraiato sul letto. Lei ha ripreso a baciami sulla bocca e la sua lingua si muoveva con dolcezza e maestria. Sono rimasto con lei fino all’alba, scopandola ancora durante la notte e poi sono andato via. Ci siamo baciati la fortemente con la promessa di incontrarci ancora . Sto aspettando con ansia il prossimo incontro, mi eccito e me lo meno al solo pensiero di un altro incontro. Grazie Zia FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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