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La zietta al mare

Ora vi racconterò un’altra avventura accadutami quest’estate. Quasi tutti i miei amici erano andati in vacanza a Cattolica ed erano in un appartamento. Io purtroppo non avevo potuto andarci e perciò mi sentivo un po’ solo. Una domenica mattina i miei mi svegliarono e mi dissero che saremmo andati al mare a passarci la giornata, io non ero molto entusiasta perché comunque io solo con i miei non mi sarei divertito. Una volta giunti a destinazione e posizionati ombrellone e sdraio mi accorsi che a poche decine di metri da noi c’erano due miei amici con le rispettive famiglie. Fui molto contento di vederli perché un ragazzo di 18 anni da solo non può mica fare castelli di sabbia tutto il giorno. Andai verso di loro, ci salutammo e subito mi invitarono ad andare a fare il bagno con loro io accettai e insieme a noi vennero anche i loro due papà, Marco e Carlo e la zia di un mio amico: Federica. Entrammo in acqua e cominciammo a giocare a palla, lo scopo del gioco era passarci la palla a due squadre senza che gli avversari ce la prendessero. Io ero in squadra coi due miei amici Pietro e Sergio, e avevamo contro i tre adulti. Giocammo per un bel po’ saltandoci addosso e tuffandoci per raggiungere per primi la palla. Ognuno marcava un avversario, Pietro e Sergio marcavano i rispettivi papà mentre io dovevo marcare la zia di Pietro. Durante uno scontro di gioco Federica mi cadde addosso e si appoggiò sul mio cazzo che solo al contatto incominciò a tirarsi, Federica mi chiese scusa con un sorriso malizioso, io non ci feci caso, pensai che non lo avesse fatto apposta ma poco dopo fui smentito lei si posizionò vicino a me e disse agli altri devo marcarlo stretto e nel frattempo mi tirò fuori l’uccello (eravamo coperti dall’acqua) e incominciò a farmi una sega. Io rimasi allibito e mi irrigidii di colpo, gli altri non si erano accorti di nulla e continuavano a giocare. La cosa continuò per un minuto poi quando stavo per venire lei si fermò e uscì dall’acqua, io pensai fosse un invito ad appartarci e a fare sul serio e perciò aspettai un minutino che il cazzo si ammosciasse e uscii dall’acqua andai verso il suo ombrellone ma lei era là distesa con la sorella e l’amica della sorella e non mi degnò neanche di uno sguardo. Io ci rimasi un po’ male e ritornai mogio mogio al mio ombrellone.
Dopo aver mangiato un panino per pranzo i miei genitori si appisolarono sotto l’ombrellone e io allora decisi di fare una passeggiatina e magari di andare a vedere la gara di Formula 1 al bar. Mi diressi verso il bar costeggiando una folta e impenetrabile pineta per stare all’ombra quando ad un tratto sentii dei rumorini provenire dalla boscaglia, io pensai ad un animale cercai di farmi spazio tra i cespugli quando ad un certo punto vidi uno spiazzo di qualche metro quadro in mezzo alla boscaglia e in mezzo a quello spiazzo c’era lei, Federica completamente nuda con due uomini, rimasi allibito ma quando vidi chi erano i due uomini lo rimasi ancora di più, erano Marco e Carlo, il cognato e l’amico, i papà dei miei due amici, entrambi nudi, uno che leccava tra le cosce di Federica e l’altro le succhiava i capezzoli. Io uscii in fretta dalla boscaglia, guardai verso gli ombrelloni dei miei amici e vidi le due mamma sole che dormivano e realizzai quindi che Pietro e Sergio fossero andati a vedere la gara. Rimasi un po’ titubante poi decisi di rientrare nella boscaglia per vedere un po’ come stessero andando le cose, rimasi dietro un cespuglio e vidi quella troia di Federica che stava succhiando il cazzo al cognato mentre Carlo le succhiava i capezzoli e la masturbava. Ad un tratto i tre si alzarono e io potei vederli completamente come mamma li aveva fatti: Carlo, 36 anni, era circa 1 e 75 moro, capelli corti e una folta peluria gli ricopriva il petto e il pube dove svettava un grosso cazzo al quale il mio non aveva niente da invidiare (circa 19 cm), Federica, 29 anni, era sul 1 e 65 castana capelli lunghi due tette di buona misura, un triangolino molto piccolo di pelo le copriva il pube, Marco, suo cognato, 35 anni, era circa 1 e 80 capelli rasati a zero, completamente depilato sul petto, un buon fisico ma la cosa che saltava subito all’occhio era il suo enorme cazzo (sarà stato almeno 23-24 cm). Marco si distese e Federica gli si posizionò sopra e si infilò completamente il cazzo di Marco dentro la vagina inarcando un po’ la schiena per accoglierlo meglio, intanto Carlo gli si era posizionato davanti e le aveva dato in pasto il suo grosso cazzo. Federica succhiava avidamente mentre da sotto il cognato spingeva con forza. Nel frattempo il mio cazzo era diventato durissimo e avevo dovuto tirarlo fuori dal costume perché mi faceva troppo male. Intanto il trio continuava a fare il proprio lavoro, dopo qualche minuto vidi Federica togliersi il cazzo di bocca, stava venendo e Marco aveva aumentato il ritmo, dopo qualche smorfia a qualche mugolio riprese a succhiare fino a quando Carlo le esplose in bocca, la Fede cercò di succhiare tutto ma la sborra era tanta e qualche goccia cadde sul petto levigato di Marco che intanto stava dando un ritmo forsennato alla scopata, il suo cazzo usciva completamente dalla figa della cognata e poi rientrava in un sol colpo, il membro era lucido di umori ed entrava con grandissima facilità. Dopo circa un minuto fu il turno di Marco che esplose nella figa della sua cognatina che non riuscì ad accogliere l’enorme quantità di sperma e ne uscì un po’ insieme al cazzo del cognato. I tre si riposarono un po’ poi Federica prese in mano i due membri un po’ flosci e li fece ritornare turgidi con qualche colpo sapiente di lingua. I tre non erano ancora stanchi e Carlo si posizionò al posto di Marco e infilò il suo cazzo nella tana accogliente dell’amica che intanto stava facendo rinvigorire l’enorme membro del cognato che una volta tornato al massimo splendore le si posizionò dietro, la Fede si distese in avanti e Carlo si fermò di pompare, Marco si bagnò con un po’ di saliva il cazzo, lo appoggiò all’ano di Federica e un po’ alla volta lo spinse dentro quasi per la sua interezza, lei emise un urletto poi strinse i denti, i due incominciarono a pompare e lei mugolava di piacere, la coppia maschile spingeva a buon ritmo e Federica dall’espressione e dagli urletti venne almeno tre volte fino a quando i due maschi estrassero i cazzi e vennero entrambi, uno le inondò la schiena e le natiche e l’altro le ricoprì il pube di sborra.
Io guardai l’orologio, erano quasi le quattro e la spiaggia stava cominciando ad animarsi, io corsi fuori dalla boscaglia e corsi in acqua per raffreddare i miei bollenti spiriti. Dopo una decina di minuti mi raggiunsero i miei due amici, aveva vinto Shumacher, io ero contento ma ancora un po’ sconvolto da quello che avevo visto.
Dopo fummo raggiunti dai tre scopatori, dalle due mamme e dai miei genitori. Giocammo ancora un po’ come la mattina e Federica ripeté il gesto della mattina ma io mi spostai perché pensavo che lei volesse soltanto prendermi in giro. Dopo una mezzora di gioco uscimmo tutti dall’acqua e io mi andai a stendere sotto il mio ombrellone, poco più in là vidi Federica prendere il sole in topless, per me fu troppo quella giornata era stata troppo piena di eccitazione per me e allora decisi di andare a masturbarmi in mezzo ai cespugli. Dissi ai miei che andavo a prendermi un gelato e mi diressi di furtivamente nella boscaglia, estrassi il mio membro già durissimo e incominciai a farmi una sega con molta foga, quando ad un certo punto sentii una mano appoggiarmisi sulla schiena, di colpo raggelai, rimisi il cazzo dentro al costume e mi girai, era Federica che con un sorriso malizioso mi disse -stai scaricando la tensione? – io le risposi -taci troia! – feci per andarmene ma lei mi prese per un braccio e mi disse -non vuoi che te la scarichi io la tensione? D’altronde è colpa mia no? – e senza neanche aspettare la mia risposta estrasse il mio uccello ancora duro dal costume e incominciò a farmi una sega. Io durai una trentina di secondi ed esplosi con un copioso getto che le ricoprì la mano che subito si apprestò a ripulirla portandosela alla bocca. Io feci per andarmene soddisfatto quando lei mi arrestò di nuovo dicendomi -e ora non vuoi far godere un po’ anche me? Sai, se mio nipote avesse un cazzo come il tuo non me lo farei mica scappare! – io non esitai un attimo, la cinsi per i fianchi, la misi a pecorina e la penetrai in un sol colpo, pompavo ad un ritmo forsennato pensando solo al mio piacere e durai molto poco, infatti dopo pochi minuti estrassi il cazzo e sborrai sul bel sedere di Federica che si girò e mi disse -non avrai mica finito le riserve spero! – i dissi di no anche se in verità ero un po’ stanco, la presi e la misi sopra di me, lei si infilò il mio cazzo ancora duro nella vagina e incominciò a dare il ritmo, questa volta durai molto di più e lei venne con un copioso getto di umori. Poco dopo la avvertii che stavo per venire ma le mi disse di non preoccuparmi perché prendeva la pillola allora io scaricai tutto il rimanente dei miei coglioni nella sua figa. Lei si alzò, si rimise il costume e se ne andò. Io rimasi lì un minuto per riprendermi dai tre violenti orgasmi, poi mi rivestii e tornai all’ombrellone. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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