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Le avventure di Roberta

L’ospedale Santa Caterina era affollatissimo come al solito, un continuo via vai di medici, infermieri, pazienti.
Roberta arrivò intorno alle 19 per cominciare il turno di notte, era infermiera nel reparto di medicina, li aveva a che fare con tutti i tipi di pazienti e spesso si trovava in difficoltà a bloccare le avance addirittura dei familiari; è infatti una bella ragazza, 1, 70, mora, belle tette e un culo generoso.
Il paziente più scatenato che doveva affrontare in quel periodo era un vecchietto di settant’anni ancora piuttosto “arzillo”, infatti tutte le volte che gli portava le medicine le prendeva la mano e la portava sul suo cazzo ancora duro per sua età, lei ribatteva sempre nel stesso modo:
-signor Capitani! si vergogni alla sua età- e rapidamente toglieva la mano.
Era fidanzata da un anno con Fulvio, un ragazzo di 25 anni che non voleva far altro che scopare con lei, all’inizio le faceva piacere ma presto si rese conto che era un vero e proprio ninfomane, ogni occasione era buona: al cinema, nel ristorante, per la strada.
Adorava farsi fare le seghe e i pompini e soprattutto sborrarle in bocca; una volta che fu invitato a pranzo dai genitori di lei si trovava in cucina con la ragazza a fare le porzioni di pasta quando improvvisamente si abbassò la lampo dei pantaloni, fece chinare Roberta e si fece fare un pompino con i genitori di lei in salotto, quando stava per venire si staccò dalla bocca di lei e venne sopra il piatto di pasta della madre, mischiò il tutto e poi si avviarono in salotto a servire; osservarono entrambi la madre che gustava la pasta facendo anche i complimenti per la bontà, lui sorridendo toccò le cosce di Roberta dandole un brivido.
Era quella una serata piuttosto tranquilla e Roberta, dopo aver portato gli ultimi medicinali ai pazienti prima del sonno, si sedette nella sala infermieri a guardare la televisione; verso le 23 arrivò Fulvio, senza che lei si accorgesse si avvicinò da dietro la sedia e le infilo la mano dentro il camice toccandole le tette, lei ebbe un sussulto e stava per urlare ma quando vide che era lui si calmò e arrabbiò allo stesso tempo:
-sei un imbecille mi hai spaventata a morte- , lui non perse tempo e rinfilò la mano dentro il camice:
-come stai questa sera bella porcellina-,
-non possiamo qui e non chiamarmi porcellina- e con questo gli tolse la mano
-su andiamo che non ci sente nessuno! Lo so che hai voglia-
-no dai Fulvio! Se mi sorprendono vengo licenziata-, lui appoggiò con indifferenza la mano sul culo:
-ma dimmi un po’, c’è nessuno di questi vecchietti che ci prova? – , lei sorridendo:
-c’è un tipo, avrà 70 anni, ogni volta che gli porto le medicine mi prende la mano e la porta sul suo cazzo-
-e com’è, è duro? – ribatte lui continuando a tastarle il culo,
-si abbastanza per la sua età-
-ma non lo sarà mai come il mio- e dicendo questo le prende la mano e se la mette sul cazzo in piena erezione; lei comincia a massaggiarglielo; ad un certo punto lui le toglie la mano e la porta fuori dalla stanza
-ma dove stiamo andando-
-dove si trova la stanza del vecchio? –
-ma sei matto cosa vuoi fare? –
-che numero è? –
-il 30- , lentamente si avvicina alla porta e la apre, entra dentro con lei tenendola per mano; lei sibila.
-sei pazzo! Che intenzioni hai-
-senti, potrebbe svegliarsi? –
-per quello no, le medicine che prende sono anche dei potenti sonniferi-
-perfetto!! –
-insomma cosa vuoi fare? –
-voglio vederti tirargli una sega mentre io mi diverto dietro di te-
-ma sei pazzo- e fa per andarsene, lui la trattiene e la ritrascina oltre,
-andiamo che non ci sente nessuno, fammi vedere come lo fai-
-no dai, sei uno schifoso- nel frattempo lui l’ha ormai portata in prossimità del letto, sfila via le lenzuola e guida la mano di lei verso il cazzo del vecchio, Roberta cerca di resistere ma ormai la mano è sul glande sopra il pigiama,
-dai Roby sfilagli il pigiama e le mutande-, lei obbedisce e sorprende un cazzo floscio,
-forza comincia a menarglielo-, lei lentamente comincia a fare su e giù e il cazzo comincia ad ingrossarsi, mentre la Roberta continua Fulvio si mette dietro di lei, le infila le mani sotto le gonna e le sfila le mutandine fino alle caviglie,
-cosa fai lì dietro porco! –
-tu non ti preoccupare e continua- , le alza il camice, si sfila i pantaloni e le mutande e lentamente ma con decisione le infila il cazzo nel culo; lei fa un piccolo balzo in avanti e sta per cadere sul vecchio ma lui la sorregge,
-va sempre a finire così, se non è una sega e un pompino, altrimenti me lo infili nel culo, che maiale che sei-
-perché non ti piace essere inculata? – e intanto comincia a spingere sempre più ritmicamente
-si però Fulvio non facciamo altro, non vuoi fare altro che godere e sborrare; dovresti farti visitare lo sai?
-stai zitta porca e continua a fargli la sega- continua a spingere sempre di più
-mio Dio se ci vede qualcuno è la fine- il vecchio intanto sta cominciando a gemere,
-fantastico Roby! Sta per venire! Cerchiamo di venire tutti insieme- e così fu, lei gemette sempre più forte fino a quando non venne, Fulvio sborrò dentro il culo di lei e il vecchio nella mano,
-ti va di bere la sua sborra-
-no la sborra del vecchio no! Mi fa schifo! -, con il cazzo ancora dentro mentre lei si sta riprendendo dall’orgasmo lui ribatte:
-sei una vera vacca- e se ne va mentre Roberta ripulisce il vecchio e lo riveste.
Roberta aveva da poco finito il turno del mattino e ritornò a casa, era rimasta scioccata da una ragazza che era arrivata completamente tumefatta in viso dalle botta e con la fica sfondata, quella sera il ragazzo avrebbe lavorato fino a tardi e siccome non gli andava di stare da sola andò a trovare i suoi genitori; appena la madre aprì la porta ripensò a quel giorno quando mangiò gli spaghetti con, mischiato al sugo, la sborra del ragazzo; sua madre aveva 47 anni ed era ancora una bella donna, era molto ingenua e spesso Roberta si chiedeva come fosse a letto con il padre; guardò la televisione con lei quella sera e alla fine era talmente stanca che chiamò il ragazzo dicendole che avrebbe dormito lì quella sera.
Poco dopo che si addormentò venne svegliata da alcuni rumori in bagno, la porta della stanza dei suoi genitori era vuota e sentì le loro voci dal bagno, si avvicinò e vide dal buco della serratura: sua madre era inginocchiata davanti al padre intenta a fargli un pompino,
-sei fantastica tesoro, sei una grande bocchinara! –
-è facile con un cazzo così buono- e continuava a pompare
-secondo te la Roby spompa anche lei il ragazzo-
-se è intelligente si, lui da l’impressione di avere l’uccello bello grosso, ma mai come il tuo. Adesso che è bello in tiro però mettimelo nella fica-, si sfilò il cazzo, si tolse il pigiama e si sedette a gambe larghe sopra la lavatrice, il marito si avvicinò e cominciò a scoparla.
Roberta era eccitatissima e fu colta da un improvviso raptus ed entrò, si trovo così davanti sua madre sopra la lavatrice con il padre che la stava montando; i due furono colti dal panico e non sapevano come giustificarsi, si staccarono e fecero per rivestirsi quando lei li fermò:
-no aspettate! Non voglio che vi fermate per causa mia, è una cosa normale anzi mi piacerebbe vedervi-, la madre scandalizzata protestò:
-ma sei pazza come possiamo farlo davanti a nostra figlia-
-dai mamma accontentatemi, ho sempre immaginato come siete in questi momenti e voglio guardarvi, siamo una famiglia e dobbiamo condividere tutto! -, i genitori si guardarono e con un gesto d’intesa decisero di continuare;
lei si rimise a sedere sulla lavatrice e si rispoglio e lui ricominciò a montarla, all’inizio erano un po’ contratti ma con gli incitamenti della figlia si sciolsero e
la cosa li eccitò moltissimo.
-ma lo fate spesso mamma? –
-si tesoro abbiamo sempre scopato tanto, tuo padre è così bravo e fa godere tanto la mamma- e mentre stava gemendo sempre di più aggiunse:
-su avvicinati così pui vedere meglio-, Roberta si avvicinò e vide il cazzo del padre che entrava e usciva ritmicamente dalla fica della madre, ormai erano al culmine:
-su caro forza sborrami dentro, siiiiiiiiiii!! – e i due vennero in un violento orgasmo.
Il giorno dopo quando Roberta tornò a casa racconto tutto al ragazzo e questi eccitatissimo le confidò che ha sempre desiderato scoparsi la madre e lei:
-ah si, e così vorresti farci con lei? – nel frattempo gli infilò la mano dentro i pantaloni
-mi piacerebbe farmi fare una bella spagnola con quelle tettone che si ritrova-
ormai il cazzo era completamente in tiro,
-che porco che sei- si chinò e cominciò a succhiarlo.
Fulvio non faceva altro che pensare a quello che era successo a Roberta dai suoi genitori; siccome lei era lavoro decise di andare a trovarli e vedere quello che si poteva fare; la madre lo fece accomodare e cominciò a chiacchierare con lei e con il padre:
-vostra figlia è una ragazza fantastica è piena di attenzioni e non fa altro che coccolarmi, lei mi dice che ha preso da lei, signora! -, i due si guardarono in modo sarcastico ripensando alla sera prima; e Fulvio continuò:
-mi chiedevo però se dopo l’allieva avrei potuto ricevere le stesse attenzioni anche dalla maestra-, la madre sgranò gli occhi:
-cosa? Ma come ti permetti di farmi queste proposte oscene! Esci subito e non farti rivedere più- si alzò in piedi e indico la porta; il marito cercò di calmarla:
-su andiamo tesoro hai detto tu stessa che deve avercelo bello grosso-
-stai zitto cosa vai a dire in giro queste cose-, Fulvio cercò di giustificarsi:
-non volevo offenderla signora anzi questo e un complimento a una bella donna come lei- e il marito:
-ha ragione cara-, la moglie ancora arrabbiata incrociò le braccia e disse:
-ah si? E allora che tipo di “attenzione” vorresti? -, Fulvio senza indugiare rispose:
-mi piacerebbe se mi facesse una spagnola- lei si girò cercando lo sguardo del marito che sorrise,
-d’accordo ma non pensare di poter venire qui a divertirti ogni volta che vuoi- così si slacciò la camicetta, il reggiseno e tirò fuori le sue grosse tette, nel frattempo Fulvio si era tirato giù i pantaloni e mostro un enorme cazzo; il marito disse:
-hai ragione tesoro, è davvero grosso! -, la moglie si inginocchia e comincia a muovere le tette su e giù con il cazzo in mezzo; Fulvio:
-è bravissima signora-, intanto il marito si era eccitato a morte e non resistette a tirarlo fuori:
-ti prego tesoro, non resisto fai godere anche me-
-ma come vuoi fare? -, allora il marito ha un’idea: sfila la gonna della moglie e le mutandine, si sdraia a pancia in su e fa sedere la moglie sopra infilandole il cazzo nella fica, così mentre il marito le muove il culo ritmicamente scopandola a dovere, la moglie davanti continua la spagnola al ragazzo della figlio, quando entrambi arrivano al culmine, il marito si stacco, va davanti a lei e insieme le sborrano in bocca, lei beve tutto e con soddisfazione:
-bè in fondo non è stato poi così male-.
Tornata a casa alla fine del turno Roberta trova il ragazzo che, ancora in preda all’eccitazione, le racconta quello che era successo con la madre di lei; Roberta si infuria, comincia ad insultare il ragazzo e gli dice che tra loro e finita, lui cerca di calmarla ma non c’è niente da fare, lei prepara le valigie e se ne va. Si presenta a casa dei genitori arrabbiatisiima e comincia a insultare la madre:
-ma come hai potuto fare questo al mio ragazzo? Sei una troia! –
-ma tesoro pensavo che dopo l’altra sera desiderassi una maggiore apertura in queste cose-
-ma questo non includeva anche Fulvio, doveva essere una cosa tra di noi e basta, come ti è saltato in mente di dargli le tette- la madre comincia a piangere:
-mi dispiace tesoro pensavo ti avrebbe fatto piacere-, Roberta si calma:
-d’accordo mamma non importa, la mia stanza è ancora libera? –
-ma certo Roby è tutta tua-.
Al pomeriggio i genitori di Roberta decisero di attuare un loro piano erotico che avevano in mente da tempo.
-mio Dio! Cosa penserà la Roby di noi se sapesse che facciamo queste cose? –
-sarebbe solo contenta cara-.
Andarono in un negozio di abbigliamento, lì c’era un giovane commesso che faceva proprio al caso loro, si avvicinarono e lei fece:
-mi scusi cercavo una gonna per me-
-certo signora di che misura la vuole?
-fino al ginocchio-
-ho questi modelli-
-mmmm!!!! D’accordo provo questa-, intanto il marito si era allontanato; lei dentro fece in modo di bloccare la cerniera della gonna:
-mi scusi può venire ad aiutarmi mi si è bloccata la lampo! –
-arrivo signora- entrò nel camerino e cerco di tirar su la lampo senza successo, non poteva fare a meno di toccarle il culo, lei allora sorrise:
-non è che questa è una tecnica per tastare il sedere delle clienti? – lui arrossi.
-ma no signora! Cosa dice? Accidenti non riesco a sbloccarla- lei allora gli bloccò la mano:
-senti ti va di mettermelo nel culo, cosa ne dici-
-Ma….. ma….. signora….. io…… !! –
-su andiamo! Lo so che ti va! – così dicendo si sfila la gonna e le mutandine e si metto a 90 gradi appoggiando le mani sul vetro del camerino, il ragazzo dopo l’iniziare imbarazzo lo tira fuori e lo infila nel culo e comincia a pompare, lei:
-mi raccomando quando stai per venire tiralo fuori, voglio che mi sborri dentro a questo sacchetto- e glielo porge, il ragazzo intanto spinge sempre di più aumentando il ritmo,
-mmmmhhhh!!! Ma lo sai che sei brava ad inculare una donna, continua così- un attimo prima di venire se lo sfila e sborra sul sacchetto. Lei lo ringrazia ed esce.
La prossima destinazione è la scuola che, ormai deserta il pomeriggio, e tenuta aperta dal bidello, questi sta pulendo il bagno, lei entra e dice:
-mi scusi ho urgente bisogno del suo aiuto-
-mi dica signora-
-potrei farle un pompino? –
-che cosa? –
-lo so che la richiesta è strana ma devo-
-d…….. d’accordo- lei si china gli sfila i pantaloni e le mutande e comincia a leccarglielo e dopo un rapido spompinamento lui viene e lei, come prima, mette tutto nel sacchetto; il pomeriggio prosegue così tra seghe, pompini e inculate.
Alla sera quando Roberta torna a casa e si siede a tavola vede arrivare la madre con una teglia di pasta:
-oggi tesoro proviamo un nuovo piatto, spaghetti alla sborra!!!!!!! –
-cosa dici mamma-, i genitori le raccontano quello che hanno fatto il pomeriggio e la Roby allora le racconta che non è la prima volta che mangia quel piatto, ricordando il ragazzo, i tre divertiti si mettono a mangiare con grande gusto.
Fulvio era stanca di stare solo, non faceva altro che masturbarsi e questo aumentava le sue fantasie; non pensava ad altro che alla madre di Roberta e al servizietto che gli aveva fatto, gli sarebbe piaciuto avere un altro incontro ma sapeva che lei non avrebbe mai accettato; i giorni passarono e lui ormai non resisteva più, cominciò a seguirla mentre andava al lavoro, quando andava a far la spesa; alla fine decise che avrebbe fatto qualcosa; la madre di Roberta lavora come archivista in una biblioteca.
Fulvio decise che si sarebbe mosso la sera quando ormai non c’era nessuno, verso le 20 la madre di Roberta stava sistemando gli ultimi libri negli scaffali, la biblioteca era vuota; Fulvio entrò senza farsi sentire, si mise un passamontagna per coprirsi il volto e con una mano l’afferrò e le chiuse la bocca da dietro, lei cerco di reagire e di divincolarsi ma la presa di lui era troppo forte:
-stai buona puttana e non ti succederà niente-, la portò nel magazzino, accese la luce e le ordinò di fare silenzio altrimenti l’avrebbe uccisa, lei ubbidi:
-ti prego non farmi del male-
-dipenderà da come ti comporterai- dicendo questo si avvicina a lei e gli appoggia una mano nella fica sopra i jeans, lei la toglie e lui la schiaffeggia:
-ti consiglio di fare quello che ti dico altrimenti per te va a finire male, su spogliati! –
-Oh Dio! Cosa vuoi farmi-
-non parlare spogliati! – lei lentamente comincia a togliersi la maglia e si sfila i
pantaloni, dopodiché passa al reggiseno e alle mutandine -e adesso girati e piegati sopra il tavolo- lei obbedisce; Fulvio si ritrova così l’oggetto del suo desiderio lì, davanti a lui a culo ritto pronta per essere inculata, velocemente lo tira fuori e lo infila dentro, e lei:
-ti prego non farmi male-
-stai tranquilla troia che t’inculo a dovere- e comincia a muoversi sempre più velocemente, quando sta per venire si stacca e la fa girare:
-e adesso inginocchiati e completa l’opera, vacca- lei s’inginocchia, lo prende in bocca e dopo solo poche pompate lui viene in un mare di sperma:
-sei stata brava, stai pronta che potrei ritornare-
-quando vuoi… Fulvio- lui ha un sussulto e si toglie il passamontagna:
-ma come hai fatto a riconoscermi? –
-non dimentico un cazzo come il tuo, sei uno stronzo potevi venire da me senza problemi, ormai non stai più con mia figlia-. FINE

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