Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Incesti / L’incredibile suocera
copertina racconto erotico

L’incredibile suocera

Da più di due mesi non parlavo con mia suocera per una serie d’incomprensioni, potete immaginare la mia sorpresa quando, un martedì pomeriggio, sentendo suonare il cellulare vidi che era lei.
Inizialmente volle sapere come stava sua figlia, poi mi chiese se sarei potuto passare da lei per cercare di chiarire la situazione.
Senza troppa voglia ci accordammo di incontrarci il sabato mattina seguente.
La settimana passò senza ulteriori imprevisti e mio malgrado arrivò sabato mattina e, dopo aver accompagnato mia moglie dal parrucchiere, andai mio malgrado a casa di mia suocera.
Mi venne ad aprire e mi accompagnò in sala dove si sedette sul divano e io su di una seggiola.
Guardandola bene notai che sembrava un po’ diversa dal solito: ben pettinata, vestita bene, truccata e, almeno dalla prima impressione estremamente affabile.
Devo dire che mia suocera, come donna, nonostante avesse ormai 56 anni si teneva ancora bene, in effetti, da quello che potevo notare aveva ancora due belle gambe, un sedere appena pronunciato e due tette che, almeno all’apparenza, stavano su ancora da sole.
Iniziammo a parlare della situazione famigliare e di come lei si sentisse esclusa dalla nostra (mia e di mia moglie) vita e dalle nostre decisioni.
Cercai di farle capire che della nostra vita non dovevamo certo rendere conto a lei e che, al limite, potevamo richiedere consigli, non certo imposizioni.
La discussione continuò su questi discorsi per circa un’ora senza troppi risultati poiché nessuno dei due voleva cedere dalle proprie posizioni.
Alla fine ci accordammo per una “pace armata”.
Mentre me ne stavo per andare mi fermò chiedendomi se poteva rivolgermi una domanda personale, io acconsentii e lei, senza mezzi preamboli, mi domandò se la consideravo ancora una donna attraente in quanto, dopo anni di vedovanza, aveva deciso di riassaporare la vita, ma non sapeva come gli uomini l’avrebbero potuta giudicare.
Io le dissi che non ero certo la persona giusta per poterla giudicare e che comunque da quel che potevo vedere lei avrebbe ancora potuto piacere agli uomini; mi chiese di essere più esplicito e io aggiunsi che, insomma, avendola sempre vista vestita non potevo giudicare il suo corpo.
A quel punto mi chiese se si sarebbe dovuta spogliare e io le dissi che avrebbe dovuto decidere lei cosa fare in quanto non mi sembrava il caso che si spogliasse davanti al genero ma lei, pur titubante, mi disse che a quel punto voleva il mio parere e iniziò a spogliarsi fino a rimanere in mutande e reggiseno.
Io, pur non credendo a quello che stava capitando, la guardai e la rassicurai del fatto che, pur notandosi i segni dell’età, lei rimaneva una bella donna, aggiungendo però che per avere un giudizio completo avrei dovuto vederla completamente nuda.
A queste parole lei ebbe un attimo di indecisione ma, con una certa riluttanza, iniziò a sfilarsi il reggiseno e le mutande e si mostrò nuda al mio cospetto cercando di coprirsi almeno la vulva con le mani.
Mentre lei, con lo sguardo rivolto al pavimento, era in quella posizione come una verginella alle prime armi io mi avvicinai e le girai intorno, scrutandola con occhio clinico, e le tolsi le mani.
Devo dire che una certa eccitazione mi stava sopraggiungendo e le dissi che, se avesse voluto un parere definitivo, avrei dovuto sentire la consistenza della sua carne.
Lei, diventando sempre più paonazza, con un filo di voce mi disse di si.
A quel punto non potei tirarmi indietro e inizia a tastarle i seni e i capezzoli già turgidi, le chiappe e le cosce sia esternamente che internamente notando che dalla sua passera iniziavano ad uscire dei piacevolissimi umori.
Devo dire che, onestamente, mia suocera era ancora bella soda e infatti glielo dissi mentre sentivo che il mio membro incominciava ad indurirsi.
Lei sempre più imbarazzata mi ringraziò dicendomi che avrebbe voluto sdebitarsi in qualche modo per la mia “premura”.
Io, questa volta imbarazzato, le dissi che ci avrei pensato e salutandola con una leggera pacca sul suo culo me ne andai, lasciandola così, nuda in corridoio.
Uscito da lei e, fatto un giro tortuoso per far passare l’eccitazione, andai a prendere mia moglie dal parrucchiere e la portai a casa.
Già in macchina, mentre guidavo iniziai a coccolarla, passando la mia mano nel suo interno cosce, toccandole i seni e stuzzicandola un po’.
Appena chiusa la porta poi, iniziai a spogliarla completamente a soppesarla come avevo appena fatto con sua madre notando che, a parte la differenza d’età, le due donne si assomigliavano parecchio nel fisico, insomma finalmente capivo da chi avesse preso mia moglie.
Senza proferire parola, la portai in camera da letto e inizia a leccarla tutta, partendo dalla faccia per poi passare sulle tette, mordicchiandole i capezzoli per poi scendere in mezzo alle gambe per giocare con la lingua col suo clitoride (cosa che la fa impazzire). Mentre effettuavo queste operazioni, però, non riuscivo a non pensare a mia suocera.
In un battibaleno mia moglie, che non riusciva a spiegarsi questo mio ardore, iniziò a bagnarsi e il mio cazzo ad irrigidirsi. Scopammo come due ricci per quasi un’ora nelle posizioni più disparate; mia moglie continuava a godere e io continuavo a pensare di scoparmi sua madre.
Era passata circa una settimana dall’incontro con mia suocera e sinceramente stavo iniziando a dimenticare l’accaduto quando mia suocera mi richiamò dicendomi che aspettava ancora la mia richiesta per sdebitarsi e che aveva bisogno di qualche altro consiglio.
Questa volta non mi feci attendere molto e già il giorno dopo andai a casa sua.
Mi venne ad aprire indossando una gonna nera appena sopra il ginocchio, un paio di calze nere velate (che avrei scoperto dopo autoreggenti) e una camicetta azzurra con i primi 3 bottoni slacciati in modo da far vedere un reggiseno nero di pizzo.
Ci sedemmo come al solito in sala e dopo i convenevoli di rito le chiesi di cosa aveva bisogno.
Con uno sguardo malizioso, senza parlare, iniziò a spogliarsi molto lentamente.
Prima sbottonò la camicetta e con fare molto intrigante la lanciò sul divano, poi si sfilò la gonna e potei notare che indossava un completino di pizzo nero con un reggicalze abbinato.
A quella visione comincia ad eccitarmi e le chiesi se l’altra volta i miei consigli non le erano stati sufficienti.
Lei disse di si e che, comunque voleva ulteriori rassicurazioni.
La portai allora in camera da letto e questa volta la spogliai io. Ebbi un sussulto togliendole le mutande in quanto vidi che si era completamente depilata,
La distesi sul letto e le dissi di aprire le gambe, cosa che fece con molta naturalezza.
Mi inginocchiai in modo da poter vedere la sua rosa schiusa davanti a me.
Le chiesi da quanto tempo non scopava (era vedeva) e lei mi rispose che erano più di 10 anni; al che le domandai come avesse fatto a soddisfare le sue voglie in quel periodo.
Senza parlare iniziò si alzò, aprì un cassetto dell’armadio e tirò fuori un vibratore; a quel punto non ci furono più dubbi e le chiesi se avesse avuto voglia di farmi vedere praticamente come lo usava.
Iniziò portandosi il vibratore alla bocca e simulando un bocchino, poi, risdraiandosi sul letto, molto lentamente, se lo passò sui seni.
Vedevo i suoi capezzoli irrigidirsi e la sua figa iniziare a bagnarsi.
Dopo aver giocato un po’ allargò del tutto le gambe, mise il vibratore in funzione lo fece sparire dentro il suo sesso , mentre con l’altra mano si toccava le tette.
Continuò così per circa dieci minuti, poi con un gemito interminabile venne.
Io, a quel punto, non capivo più niente e le dissi cos’altro avesse intenzione di fare.
Per tutta risposta lei si alzò, si inginocchiò ai miei piedi, mi abbassò la cerniera tirandomi fuori il mio membro ormai duro e iniziò a sbocchinarlo.
Non era molto abile nell’operazione così le chiesi se l’avesse mai fatto e lei mi rispose che aveva provato solo col vibratore.
Io allora iniziai a consigliarla, dicendole come fare e muovendole la testa per darle il ritmo.
Dopo poco le lasciai la testa in quanto devo dire che mia suocera imparava in fretta.
Ad un certo punto le dissi che stavo per venire e lei per tutta risposta aumentò il ritmo. Le venni in bocca facendola tossire cosicché il mio sperma le andò anche in faccia, sui capelli e sui seni.
Lei ingoiò il più possibile, poi raccolse la sborra che aveva in faccia e sui seni e si leccò anche quella.
Io ero sconvolto, non avevo mai pensato di vedere mia suocera in quelle condizioni, ma evidentemente, l’astinenza doveva essere stata parecchia.
A quel punto le dissi che doveva ancora sdebitarsi dell’altra volta, quindi la presi e iniziai a leccarle la figa.
Lei iniziò a rantolare dal piacere, tenendo la mai testa attaccata alla sua vulva. , io nel frattempo la chiamavo con la lingua, mordicchiandole ora le labbra ora il clitoride che pareva un piccolo cazzo.
Non appena vidi che stava per venire mi arrestai e la girai alla pecorina, presi il mio cazzo ormai tornato duro e iniziai a stantuffarla senza troppi preamboli dicendole che era una gran troia e chiedendole se le piaceva farsi sbattere dal genero.
Lei mi rispose di si, che si sentiva una troia e che scopare come me le piaceva molto, pregandomi di non smettere di venirle dentro che tanto ormai essendo in menopausa non ci sarebbero stati problemi.
Non me lo feci ripetere due volte, iniziai a scoparla come un forsennato, ad ogni colpo le mie palle andavano a sbattere col suo culo ormai bagnato dalle secrezione che uscivano dalla sua figa fradicia, lei continuava a dondolarsi seguendo il mio ritmo finchè non venni dentro di lei, inondandola del mio seme che, non esagero, sarebbe bastato per ingravidare almeno quattro donne! Lei emise un urlo animalesco e si accasciò sul letto.
Rimanemmo così per qualche minuto, poi uscii da lei, al girai e mi feci pulire il cazzo bagnato dei miei e dei suoi umori dalla sua bocca.
La guardai in faccia e vidi che i suoi occhi erano appannati, era sfinita.
Io allora mi rivestii dicendole che il debito non era ancora saldato, che se avesse voluto sarebbe potuta diventare la mia puttana e che, volendo, avrei avuto ancora molte cose da insegnarle.
Lei rispose qualcosa come un si e, anche questa volta, me ne andai lasciandola nuda per casa. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

Leggi anche

copertina racconto erotico

Passaggio di consegne

Agosto, pomeriggio: un caldo afoso e appiccicoso mi toglie il respiro e con lui ogni …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.