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Luisa e Matteo – Live Show

Quel pomeriggio Luisa e Matteo (Teo, suo figlio) erano a casa da soli.
Il padre, fuori per lavoro, sarebbe ritornato solo il giorno successivo.
Matteo stava guardando la televisione in salotto, quando entrò Luisa.

“Cosa c’è di bello? ” fece la donna.

“Nnniente … ” rispose imbarazzato Matteo, tentando di appropriarsi del telecomando troppo lontano per un veloce cambio di canale.

“Come niente! ? ! ” fece Luisa, un po’ divertita e fingendo di essere arrabbiata.

In effetti, sul televisore scorrevano le immagini di un sexy show dal vivo, incautamente trasmesso da RAIDUE nella programmazione pomeridiana come parte di un servizio dedicato alle nuove abitudini sessuali degli italiani.

“Ma davvero succedono queste cose? ” esclamò, fingendo una certa incredulità, e voltandosi verso il figlio quasi a cercare conferme.

“Anche di peggio”, fece Matteo e si mise a raccontarle le esperienze di alcuni suoi amici che avevano trascorso alcune serate tra i corpi nudi di splendide fanciulle, in gran parte provenienti dall’est, che facevano seguire agli spogliarelli incontri ravvicinati con gli spettatori.

Complici le immagini che continuavano a scorrere sul video, i particolari piccanti del racconto di Matteo e l’atmosfera un po’ morbosa che si era creata tra il ragazzo e la madre che lo ascoltava indossando solo una maglietta bianca che arrivava a stento a coprirle il culo lasciandole completamente scoperte le cosce e facendola sentire terribilmente porca, alla fine Luisa decise di fare una cosa che mai avrebbe pensato di fare: “Senti Teo, perché non andiamo in uno di questi posti? “.

“Mamma, ma sei impazzita? Sono posti per soli uomini”.

“Non fare il maschilista, adesso” replicò Luisa “Se pago il biglietto, ho diritto ad assistere come tutti! “.

Arrivarono davanti ad un locale sito nella zona semiperiferica della città, scelto a caso sull’elenco telefonico.

“Sei proprio sicura di voler entrare? ” si sincerò Matteo.

“Che rompipalle! Forza, entriamo, non ci mangeranno mica! ” chiuse definitivamente Luisa.

Pagarono il biglietto e, sotto lo sguardo dubbioso dell’addetto all’ingresso, entrarono.

Era un vecchio cinematografo a luci rosse trasformato velocemente in “live show” con un palco ed una manciata di riflettori di luce.

Nel locale semibuio si potevano scorgere una quarantina di uomini, seduti ed intenti a godersi una splendida bionda completamente nuda che si contorceva sopra una specie di divano posto in mezzo al palco ed illuminato dai proiettori.

“Fermiamoci qui” fece Matteo, indicando una delle ultime file di poltroncine.

“No, voglio vedere bene cosa fanno” replicò Luisa, procedendo spedita verso la prima fila.

Si sedettero a pochi metri dal palco, in mezzo ad una decina di scalmanati che invocavano la discesa della ragazza in mezzo al pubblico.

Erano cose eccitati che non si accorsero subito della presenza di Luisa tra di loro.

La bionda si diresse verso un lato del palco, scese una scaletta e si avvicinò alla prima fila di poltroncine, dal lato opposto della sala rispetto a quella in cui
stavano Luisa e Matteo.

La ragazza si faceva accarezzare dagli spettatori che la palpavano un po’ dappertutto. Era decisamente bella, molto provocante ed estremamente troia: allargava le cosce appoggiando i piedi a cavallo di due poltroncine e spalancando la figa che veniva subito presa d’assalto da due-tre uomini per volta. Mentre gli altri la palpavano, uno cominciò a leccarle il buchino del culo, cosa che la ragazza mostrava di gradire molto.

“Che sporcacciona” sussurrò Luisa a Teo “Ma a te piace quella svergognata? ” chiese, con una punta di gelosia avendo notato la patta rigonfia dei pantaloni del ragazzo.

“Proprio brutta non c! ” rispose Teo, diplomatico, mentre con lo sguardo seguiva le evoluzioni della spogliarellista.

Luisa era inviperita: dopo l’atmosfera morbosa e complice che si era creata pochi minuti prima tra lei e Teo in salotto, l’idea che lui potesse essere attratto da quella ragazzotta nuda le dava un gran fastidio, tantopiù che si era vestita in maniera piuttosto provocante sfoderando una gonna stretta e corta che metteva ben in risalto le sue magnifiche gambe abbronzate. E ora, quello sciocchino se l’era fatto venire duro per una sgualdrinella. Si, Luisa era decisamente furibonda.

La ragazza passò alla loro fila: arrivata davanti a Teo, gli si sedette in braccio e … allungò una mano sui pantaloni del ragazzo: “Ciao, tesoro, che bel cazzone. Grazie una bella erezione c il miglior complimento che un uomo possa farmi! ” cinguettò maliziosa, mentre Teo le accarezzava il culo e le tette.

Luisa, ormai pronta ad uccidere, le sibilò un “Brutta troia” che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto essere impercettibile ma che nella realtà fu sentito benissimo dalla ragazza e dagli spettatori vicini, che scoppiarono in una fragorosa risata.

La bionda sembrò incassare bene e ricambiò con un sorriso, poi prosegue il suo giro verso le altre file.

Gli uomini della prima fila intanto avevano cominciato a notare la presenza di Luisa: una gran figa, senza dubbio; anche nella penombra si intravedevano chiaramente le sue forme per nulla celate – anzi, esaltate – dall’abbigliamento provocante della donna.

La guardavano intensamente, scambiandosi commenti l’un l’altro e qualche risata.

Luisa cominciava a sentirsi un po’ a disagio: non era stata una grande idea venire in quel luogo.

La ragazza intanto stava tornando verso il palco ma all’improvviso si fermn, guardò Luisa e ….

Fu questione di un attimo: afferrò la donna per le mani e, approfittando della sua sorpresa, la trascinò sul palco.

Gli spettatori restarono ammutoliti: non si era mai vista una donna in quel locale che non fosse una spogliarellista.

Si capiva benissimo che Luisa non era una delle ragazze dello spettacolo ma una signora normale, avrebbe potuto benissimo essere la bella moglie di uno di loro o di un loro amico.

Vederla lì, sul palco in cui erano abituati a vedere donne nude che si masturbavano, scatenò in ciascuno di loro un’eccitazione nuova, morbosa e quasi violenta, che dava un gusto di proibito ad uno spettacolo che provocava erezioni a catena ma mai una vera eccitazione.

“Cari tesorini, vi presento una nuova amica” fece la ragazza, lanciando un’occhiata dura verso Luisa.

Luisa stava imbambolata sul palco, con la luce intensa del riflettore puntata su di lei e “sentiva” che lo sguardo di decine di uomini la stava scandagliando dalla testa ai piedi.

La bionda la spinse sul divano: Luisa si sedette scompostamente e non riuscì ad evitare che la gonna scivolasse verso l’alto: neanche a farlo apposta, si era messa le autoreggenti e ne risultò uno spettacolo favoloso.

Stava impietrita sul divano, con le cosce scoperte, mentre la ragazza cominciava a pregustare la sua vendetta.

“La mia amica c un po’ timida. Forza, voi due salite sul palco” disse, indicando due uomini sulla cinquantina seduti in prima fila.

Matteo guardava la scena stupefatto: non sapeva cosa fare e non aveva idea di che cosa potesse accadere.

I due, abituati al fatto di essere chiamati sul palco per partecipare allo spettacolo, arrivarono subito.

“Su, ragazzi, aiutatela a spogliarsi”.

Afferrarono Luisa per le braccia e cominciarono a toccarla per toglierle i vestiti.

Luisa si difendeva agitando le gambe ma quei due erano piuttosto robusti: le tolsero le scarpe, poi aprirono la camicetta scoprendo la sua pelle morbida ed abbronzata: un reggiseno nero esaltava la forma delle sue tette, calamitando l’attenzione delle decine di uomini che assistevano a quel delizioso fuori programma.

La cerniera della gonna non oppose molta resistenza e Luisa restn con la sola biancheria intima e le calze, seminuda sotto la luce dei riflettori e davanti a decine di sconosciuti.

“Lasciatemi andare” implorò i due che la tenevano, ma era chiaro che le, in quel momento, gli ordini li dava la ragazza.

“Avete visto che figona vi ho portato? Su, da bravi, fate vedere ai nostri amici
anche il resto di questa bella troia” disse la bionda, scandendo bene le ultime parole.

I due energumeni rigirarono Luisa sul divano e, in breve, le tolsero il reggiseno e le mutandine, sfilandole da ultimo le calze.

Matteo era fermo sulla poltroncina, incapace di muoversi: il cazzo gli era diventato cose grosso e lungo che dovette abbassare la cerniera e tirarlo fuori. E gli altri uomini non erano in condizioni diverse: avevano capito che sul palco stava accadendo qualcosa di strano: quella favolosa femmina nuda era una donna del tutto normale ed era stata realmente spogliata a forza e costretta a stare nuda davanti a loro.

“Tenetela ferma con le cosce aperte” sussurrò la bionda ai due che bloccavano Luisa.

“Cosa volete, perché mi avete messa in questa posizione? ” chiese Luisa, sconvolta.

Stava seduta sul divano, rivolta verso il pubblico: i due uomini l’avevano afferrata per le caviglie e le tenevano le gambe oscenamente divaricate, con la figa in mostra davanti a tutti ed illuminata dal riflettore.

La ragazza si inginocchiò davanti a Luisa, salutò il pubblico e … affondò la tesa tra le cosce della donna, cominciando a slinguarla.

Quella gran troia era bravissima: passò per bene la lingua sulle grandi labbra, poi si fece strada e, tenendole aperte con le dita, masturbò con grande abilità la clitoride di Luisa, eccitandola tantissimo.

Luisa, dimentica del fatto di essere nuda davanti a decine di uomini e della posizione oscena in cui si trovava, socchiuse gli occhi sopraffatta dal piacere: i muscoli delle gambe erano tesi per l’eccitazione e le mani dei due uomini si erano ormai impadronite delle sue tette, palpandole senza ritengo.

Quando Luisa cominciò a godere, la ragazza le avvicinò il microfono alla bocca:
“Aaahhhh, siiiii, cose! Stringimi le tette! Muovi la lingua piu in fretta, sto venendo”. I gemiti di piacere di Luisa riempirono la sala, eccitando ancor di piu i presenti.

“Ed ora, un numero che non avete mai visto in Italia e che, forse, non vedrete piu” annunciò la bionda.

“Voi della seconda fila, sul palco” ordinò.

Salirono sei uomini: quattro ragazzi e due uomini oltre i cinquanta.

Luisa nel frattempo si era ripresa dall’orgasmo e cominciava a realizzare quale figura avesse fatto, masturbata davanti a tutti da una spogliarellista e da due sconosciuti.

Un attimo dopo essersi “risvegliata”, si trovò circondata da otto uomini: la ragazza aveva sussurrato qualcosa all’orecchio di ciascuno di loro e stavano intorno alla donna, ridendo.

La bionda si avvicinò a Luisa e le sibilò: “Adesso vedi cosa ti faccio fare. Poi vedremo chi c la vera troia”.

La stesero sul divano e cominciarono a palparla, tra le urla e le incitazioni degli spettatori che, alzatisi tutti in piedi, si erano avvicinati al palco.

Anche Matteo si era avvicinato per vedere cosa stesse accadendo alla sua mamma: con sgomento, vide che gli otto uomini si erano spogliati e, con i cazzi lunghi e duri, toccavano ogni centimetro del corpo di Luisa.

Uno degli uomini la costrinse a prendergli in bocca il cazzo: Luisa, senza alcuna possibilità di ribellarsi, dovette ingoiare quel membro duro e sconosciuto e lasciarselo scivolare in bocca.

Un ragazzo si coricò sopra di lei, le palpò per bene le tette e comincio a scoparla, mentre altri due si accostavano al divano e cominciavano a toccarla dappertutto.

Teo guardava allibito quella scena dantesca: otto uomini si avvicendavano intorno al corpo meraviglioso della sua mammina che, nuda e indifesa sul divano, era costretta a spompinare e a farsi scopare davanti a decine di uomini arrapati che si godevano lo spettacolo masturbandosi, mentre un riflettore illuminava la scena.

Ad un certo punto, dopo averla ripetutamente violentata, istigati dalla ragazza che si godeva la sua vendetta, girarono sottosopra Luisa: Matteo vide il bel culo di sua madre subito preda delle mani degli uomini e … intuì le loro terribili intenzioni.

“Fermi, stronzi! Cosa volete farle ancora? Lasciate stare mia madre! “.

Riuscì a raggiungere il palco, ma due energumeni lo bloccarono.

Ridendo come forsennati, gli tirarono giù i pantaloni e le mutande e lo tennero sul palco cose, con il pene di fuori davanti a tutti.

“E cose sei venuto a difendere la mammina? ” lo apostrofò uno degli uomini. “Però, prima, ti ho visto mentre ti godevi lo spettacolo: ad essere proprio sincero, mi sembravi anche piuttosto interessato” e lo fece accostare al divano in cui quattro uomini stavano palpando il culo e le cosce di Luisa, dilatandole oscenamente il buco del culo con le dita.

“Vedi la tua mammina? De la verità, c proprio una gran figa, vero? Ha il culo piu bello di tutte le ragazze che si sono esibite qui; sarebbe un peccato non onorarlo come si deve. Tu capisci cosa intendo, vero? “.

Uno dei due uomini sopra i cinquanta volle essere il primo a sverginarle il culo: la ragazza passò un po’ di vaselina intorno all’ano di Luisa, infilandovici dentro un dito, poi disse all’uomo “è tutto tuo”.

Appoggiò il membro eretto tra le chiappe di Luisa, poi cominciò a premere sul buchino.

Luisa sente la pressione del glande, poi la carne dura dell’uomo che la penetrava.

Fortunatamente non era la prima volta che le infilavano qualcosa nel sedere, quindi il dolore non fu molto forte; anzi, dopo un po’, quando l’uomo prese a stantuffarla, cominciò a provare piacere nel sentirsi violata anche nel culo.

Matteo guardava la scena da dietro, sempre bloccato dai due energumeni: aveva smesso di agitarsi e di chiedere che lasciassero in pace sua madre e stava cominciando ad eccitarsi di nuovo. Non sarebbe mai stato capace di spiegarsi come fosse possibile, ma il suo cazzo si stava allungando mentre un forte languore gli prendeva lo stomaco: un’eccitazione fortissima, mai provata prima, provocato dallo spettacolo più osceno che avesse mai potuto immaginare. Sua madre in balia di otto uomini intenti a scoparla e a sodomizzarla e lui le presente a guardare mezzo nudo e con il membro di fuori.

La bionda gli afferrò l’asta del pene facendo scorrere la mano su e giù: si, il ragazzo era decisamente pronto per qualcosa di forte, che completasse la sua vendetta.

Intanto l’uomo che stava inculando Luisa aveva raggiunto l’orgasmo inondandole il culo di sborra.

Tenendo Matteo per il cazzo come fosse un guinzaglio, la ragazza lo portò davanti alla madre; lo masturbò ancora completando l’erezione e … lo fece stendere sul corpo di Luisa.

“Dai, mettiglielo dentro” lo incoraggiò; da sopra, infilò la mano in mezzo alle gambe di Matteo, sotto al suo pube, fino ad afferrargli il membro eretto per puntarlo verso il buco del culo di Luisa.

Matteo sentiva la pelle delicata della madre sotto il glande e perso ogni pudore, le infilò il cazzo dentro il culo.

Il pubblico vedeva perfettamente la scena illuminata dal riflettore: il cazzo di Matteo scivolava dentro e fuori il culo di Luisa che aveva ricominciato a godere.

Di nuovo la ragazza avvicinò il microfono alla bocca di Luisa “Un numero fantastico tutto per voi, ragazzi: un vero incesto con il figlio che incula la madre”.

Dal pubblico salivano urla ed incitazioni oscene mentre Matteo e Luisa scopavano in mezzo agli otto uomini che stavano sul palco e che, di nuovo eccitati da quanto stava accadendo sul divano, si stavano masturbando.

Raggiunsero l’orgasmo quasi contemporaneamente Matteo, Luisa e gli otto arrapati che schizzarono di sperma il corpo di Luisa e di suo figlio.

Matteo estrasse il pene dal culo della madre e la ragazza se ne impadronì subito: “Ed ora una bella lezione per la signora” esclamò.

Fece stendere Matteo sul palco e si sedette sul suo pube, dimenandogli il cazzo per farlo tornare duro.

Luisa, gelosissima, tentò di alzarsi per fermarla, ma ad un cenno della ragazza gli otto uomini le saltarono addosso: Luisa scomparve sotto una massa di carne eccitata che riprese a violentarla senza sosta.

La donna riuscì soltanto ad intravedere il cazzo di Matteo che diventava lungo e la bionda che se lo immergeva nella figa, cominciando una poderosa cavalcata in groppa a suo figlio.

Dopo quasi quattro ore da quando erano entrati, Matteo e Luisa riuscivano ad abbandonare il locale.

Arrivarono a casa senza scambiarsi una parola, fecero la doccia e dopo una cena veloce andarono a letto.

Verso le undici, Matteo si alzò ed andò nella camera della madre: anche Luisa era sveglia.

Aveva la camicia da notte sollevata sopra il ventre e si stava toccando, ancora eccitata dalle cose oscene che le avevano fatto tutti quegli uomini; Matteo si distese di fianco a lei, le accarezzò il viso ed i capelli, poi il seno, poi ancora più giu.

Luisa allungò una mano fin ad impugnare il cazzo durissimo di suo figlio; fecero l’amore per tutta la notte, ripetendo tutte le oscenità che Luisa era stata costretta a subire nel pomeriggio. FINE

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