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L’uomo di mia sorella

Le otto e mezza. Come al solito mia sorella Francesca era in ritardo, ero molto preoccupata, mia sorella attraversava un periodo difficile, infatti aveva diciotto anni si sentiva e si comportava da donna ma ancora non lo era completamente, almeno io non riuscivo ancora a vederla come donna, ma la cosa che mi preoccupava di più era il suo nuovo ragazzo, Mauro.
Mauro aveva otto anni più di lei troppi secondo me, inoltre non aveva una bella reputazione nel quartiere, all’inizio non mi preoccupai pensai alla cottarella di una diciottenne le passerà subito pensavo, poi capii che ne era innamorata seriamente, di lui sapevo soltanto quello che mi aveva detto lei, a diciotto anni era andato via di casa svolto il servizio di leva come volontario in Italia, era stato qualche anno nella legione straniera, aveva cambiato diversi lavori, e ora sinceramente non sapevo cosa facesse.
Avevo cercato in tutti i modi di farla ragionare senza ottenere che il risultato contrario, più tentavo di separarla da lui più lei gli si attaccava.
-“Da quando credi alle chiacchiere della gente? Dovresti conoscerlo, prima di parlare male di lui. “
Era questa la sua risposta, finalmente il telefono squillò
-“Sonia ? Ciao sono Francesca”
-“Si Francesca dimmi, sai già che sei in ritardo per la cena vero”
-“Si Sonia scusami ero al parco con Mauro il tempo e volato, ti giuro non mi sono accorta che fosse così tardi altrimenti avrei telefonato prima”
-“Lo sapevo che c’era Mauro di mezzo, cosa conti di fare? “
-“Sai Sonia, io e Mauro volevamo andare a mangiare una pizza”
-“A bene quando avevi intenzione di dirmelo? Io ho preparato anche per te”
-“Dai Sonietta per favore, ti prometto che per le dieci e mezza sarò a casa e che laverò i piatti per tutta la settimana”
-“La vuoi sempre vinta, e va bene ma che sia l’ultima volta, poi ti ho già detto che non voglio che tu veda Mauro tutti i giorni, alle dieci e mezza a casa! “
-“Grazie sorellina ciao”

Sonietta, era proprio una ruffiana la mia sorellina! Sapeva che da me riusciva ad averle tutte vinte, ma come poteva essere differente ? Ero più grande di lei di dieci anni, praticamente gli avevo fatto da mamma, poi a diciotto anni io mi ero sposata, e lei aveva lasciato Perugia per venire a vivere a Roma con me, scuole migliori, più possibilità d’emergere, quella era stata la scusa, la verità era un’altra, non avrei potuto separarmi da quella stupenda bambina. Inoltre da quando era morto il babbo la mamma si era ricostruita una vita, un nuovo compagno, che in verità a me e Francesca non era mai piaciuto.
Attaccai il telefono e guardai mio marito
Antonio mi guardò con il suo sorriso rassicurante.
-“Se gli rendi il frutto proibito per lei sarà ancora più gustoso mangiarlo, pensaci”
-“Sonia io vado a dormire mi raggiungi ? “
-“Si tesoro lavo i piatti e sono da te”
Ancora una volta aveva ragione, ci pensai un po’ poi presi una decisione, si avrei provato a cambiare tattica, forse si sarebbe accorta da sola che una ragazza bella ed intelligente come lei era sprecata per uno come Mauro.
Sorrisi a me stessa, dall’alto dei suoi cinquanta anni Antonio parlava per esperienza e saggezza.
Avevo conosciuto Antonio a diciassette anni e subito la sua gentilezza mi aveva conquistata, diventai la sua segretaria, lo conobbi meglio, e dopo poco accettai di sposarlo, la differenza d’età non mi spaventava, alcuni sostenevano che volevo sostituire mio padre con Antonio, una specie di complesso di non so cosa, ma sbagliavano mi ero innamorata delle sue buone maniere, della sua educazione e della sua infinita pazienza degna di un Santo.
Sistemai la cucina e andai al letto.

-“Sei ancora sveglio caro”
-“Si bambolina aspettavo te, avanti ti desidero è più di un mese che non facciamo l’amore, sei così bella stasera, sei più attraente quando ti arrabbi”

I miei rapporti con Antonio si limitavano a una volta al mese, se tutto andava bene, e a me sicuramente andava bene così. Il sesso nella scala dei miei valori non andava più in là dell’uno per cento, a volte avevo paura di essere frigida, o forse tutto questo era dovuto all’educazione severa ricevuta da mia madre e da mia nonna.
Andai nel piccolo bagno attiguo alla camera, iniziai a spogliarmi indossavo un vestitino da casa di cotone leggero, senza fretta mi spogliai davanti allo specchio, si, forse Antonio aveva ragione, ero bella, avevo sempre tenuto al mio corpo, tenevo sempre a mente le parole di mia madre.
-“Una donna deve essere e restare bella per suo marito” Forse in questo mia madre aveva ragione”
Sbottonai il vestito lo lasciai cadere a terra, indossavo un completino intimo azzurro molto carino Antonio ne sarebbe stato contento.
Mi avvicinai al letto e mi sdraiai lentamente di fianco a lui.
Inizio subito a baciarmi, mi piaceva molto come baciava era tenero e delicato.
Le sue mani accarezzarono i miei seni, avevo una terza abbondante ancora oggi molte ragazzine guardavano con invidia il mio petto un po’ maturo ma molto bello, e mio marito ne andava fiero, iniziò a slacciarmi il reggiseno, delicatamente gli fermai le mani
-“Spegni la tv, sai che mi vergogno a spogliarmi se c’è luce”
Era incredibile in più di dieci anni di matrimonio mio marito non mi aveva mai visto completamente nuda, se non al buio.
Spenta la tv mi tolse il reggiseno, mi sfilai le mutandine ci baciammo per un po’ lo masturbai delicatamente fino a che la sua erezione non fu completa, infilò le mani tra le mie cosce iniziò a sfiorarmi le labbra intime lentamente, poi il suo dito incontro il mio clitoride lo massaggio delicatamente, iniziai a bagnarmi.
-“Apri le gambe” disse lui “Sei pronta”
Mi montò sopra, entro dentro di me lentamente, inizio a muoversi sempre lentamente, dopo un paio di minuti accelerò il ritmo capii che stava per venire, iniziai la mia commedia
-“Si amore bravo, vengo anch’io”
Scaricò le sue palle nella mia pancia, nessun problema avevo la spirale, da sempre questo era il nostro rapporto sessuale tipo, ero sicura che la colpa fosse mia, del mio pudore, tutta colpa di mia madre e della sua educazione, fortunatamente a Francesca era cresciuta diversamente pensai.
-“è stato bello” Gli dissi senza guardarlo negli occhi, -“Vado in bagno a lavarmi”
Anche quello era un classico, non sopportavo lo sperma in nessuna parte del mio corpo, lo ripudiavo quasi, entrai nel bagno nuda al buio, iniziai a lavare le mie parti intime nel bidet, guardai l’orologio le undici e Francesca non era ancora tornata, mi lavai la parte minuziosamente, le mie dita aiutate dal detergente intimo entravano e uscivano dalla mia fica, ora iniziavo a eccitarmi veramente, ogni rapporto con mio marito finiva così, con me a masturbarmi nel bagno, tentai di soffocare i gemiti dell’orgasmo ad un tratto il mio sangue si gelò nelle vene.
-“So.. Sonia, hai finito? “
Era mia sorella seduta sul wc per un bisogno fisiologico il bagno era collegato anche alla sua camera, il bidet era separato dal wc dalla cabina della doccia, stava lì con la luce spenta, entrata soprapensiero non mi ero accorta della sua presenza, forse aveva capito tutto
-“Cosa fai qui nel bagno a luce spenta? Ti comporti come una ladra ora ? “
-“Ma dai Sonia, secondo te cosa ci faccio qui? Lo vuoi davvero sapere? La cacca ero al buio per non disturbare, beh non preoccuparti per quello che ho visto, sarà un nostro segreto”
Accusai il colpo, ma feci finta di niente
-“Vai a dormire ora bambina domani faremo un bel discorsetto, a Francesca ancora una cosa, sai che per il fine settimana andremo all’Aquila nella casa di Antonio in montagna, Antonio non verrà va a Berlino per lavoro, di al tuo bel pugile dalla faccia sfregiata se vuole venire”
Rimase per alcuni secondi senza parole
-“Davvero può… o Sonietta sei stupenda grazie, vedrai quando lo conoscerai meglio piacerà anche a te.. o.. grazie grazie”
-“A Sonia, la faccia da pugile di Mauro e stupenda, e domani te ne accorgerai, comunque grazie, questo vuol dire molto per me”
Antonio aveva ragione, non glie lo avrei mostrato più come un frutto proibito
-“Poi sciocchina non abbiamo nessun segreto, mi stavo solo lavando! E ora a dormire dobbiamo svegliarci presto per prepararci”
Si avvicinò il suo bacio mi fece fischiare un orecchio per il resto della notte, poi schizzo via verso la sua camera, mi sentii in colpa, ma lo facevo per il suo bene, tenevo troppo a lei.

Mi sdraiai in silenzio Antonio dormiva beato lo baciai su una guancia, ero ancora imbarazzata per quello che era successo al bagno, mia sorella sapeva che i miei rapporti intimi con Antonio erano pessimi, lei dava la colpa a mio marito
-” Se fossi un uomo e avessi una moglie come te la scoperei tutte le sere”
Diceva per tirarmi su il morale, ci pensai un po’ su, poi vinta dal sonno mi addormentai.

Il viaggio fino all’ Aquila fu tranquillo, cambiai in parte opinione su Mauro, era un ragazzo un po’ burbero e taciturno ma per nulla stupido anzi tutt’altro, anche il suo viso non era poi così orrendo, Sonia aveva ragione era bello, riuscii finalmente a sapere di cosa si occupasse, consulente per la sicurezza di aziende e guardia del corpo, mi spiegò che le signore che ogni tanto accompagnava erano mogli di imprenditori o banchieri alle quali lui faceva da guardia del corpo, quando gli dissi che nel quartiere girava la voce che fosse un playboy, si scompisciò dal ridere e insieme a lui la mia sorellina.
Entrammo in casa che erano le sette il tempo di preparare la cena e andare a dormire.
Fu proprio Mauro a cucinare, una ricetta francese a base di scatolette (le uniche cose disponibili per quella sera) a dire la verità non fu un pasto malvagio.
Guardammo la tv per un po’, poi sopraffatti dalla stanchezza decidemmo di andare al letto.
-“Sonia tu dormi nella tua stanza, io e Mauro dormiremo nella stanza degli ospiti”
Ci stava provando la bambolina
-“E no cara, io si dormo nella mia stanza ma tu dormi con me, e Mauro dormirà nella stanza degli ospiti”
-“Ma dai Sonia sai che… “
-“Avanti Francesca non facciamo arrabbiare tua sorella proprio la prima sera, avremmo tanto tempo per stare insieme”
Sapeva essere convincente il tipo.
Francesca lo accompagno nella camera degli ospiti dopo dieci minuti venne in camera, il suo muso era tanto lungo da poter toccare a terra.
-“Avresti potuto lasciarmi dormire con lui, tanto tutto quello che doveva succedere tra noi è successo”
-“Non essere volgare e poi non è per questo, io ho delle responsabilità su di te e lo sai, comunque hai sentito avete tanto tempo per stare insieme, lo dice anche lui”
-“Va beh ma come prima sera, poi qui è così bello”
-“Dai ora non farmi sentire una vecchia bacchettona, dammi il bacio della buona notte”
Mi baciò con un mezzo sorriso, domani gli sarebbe passata, comunque di una cosa ormai ero certa, era innamorata pazza, viveva per lui, e mi doleva ammetterlo, forse anche lui l’amava sul serio.
Mi sveglia alle otto Francesca già si era alzata ma da poco le lenzuola accanto a me erano ancora calde, pensai a organizzare la giornata, per prima cosa controllare la caldaia in cantina che nella notte aveva fatto capricci, poi andare a fare spese, mangiare scatolette poteva andar bene per una sera, per il resto ci saremmo organizzati.

Mi infilai una vestaglia scesi al piano di sotto, di Francesca e del suo ragazzo neanche l’ombra, sul tavolino trovai un biglietto di Francesca. : Sonia io e Mauro siamo andati a fare una passeggiata, arriveremo fino ai ruderi della torre per le dieci saremo di ritorno, scusami se ti avverto così ma dormivi tanto bene e ho preferito non svegliarti.
Va bene speravo si ricordassero di portare qualcosa per colazione, andai in cantina a controllare la caldaia, stranamente la porta era aperta, la luce era spenta senza scendere le scale mi affacciai, sentii dei gemiti provenire dal basso, guardai nell’angolo della cantina e lo spettacolo che vidi mi lascio senza fiato.
Francesca era seduta sul tavolo che mio marito usava per il modellismo completamente nuda, inginocchiato davanti a lei Mauro anche lui nudo come un verme, teneva la testa affondata tra le sue cosce, lo stavano facendo nella mia casa! Fui tentata di andare giù da loro prenderli per un orecchio e riportarli a Roma, ma qualcosa mi blocco li a guardare, erano a meno di cinque metri da me, dalla mia posizione io potevo vedere loro proprio sotto la finestra ma loro non potevano vedere me grazie al buio.
-“Aspetta”
Gli disse Marco si allontano di poco e prese due sgabelli, li poggio sotto i piedi di Francesca in modo che non dovesse stare con le gambe a penzoloni, ora le gambe di mia sorella erano spalancate fino inverosimile potevo vedere la sua fica completamente fradicia e spalancata, Mauro la penetrò con due dita mentre con la meno libera gli accarezzo i seni
-“Voglio riempirti anche dietro”
Detto questo gli ficco prima una poi due dita nell’ ano, inizio a muovere le mani in sincronia
-“Leccami amore” Supplicò lei -“Bevi tutti i miei umori”
La sua testa torno a sparire tra le sue cosce
-“Sei un lago baldracca, ti piace essere scopata dalla mia lingua”

Incredibile trattava mia sorella come una troia da bordello.
I gemiti di Francesca si fecero più forti, iniziò a muovere il bacino avanti e indietro sempre più velocemente
-“Si Mio Dio leccami, godo amore, mi fai godereee!! “
I Suoi gemiti si spensero lentamente Mauro continuava a leccarla lei lo afferrò dietro la nuca lo fece alzare
-“Baciami tesoro, mio Dio ogni volta che mi lecchi mi fai girare la testa”
-“Ti leccherei per giornate intere se potessi, hai un sapore meraviglioso”
-“Sei un porco, ti amo anche per questo, ora dammelo in bocca, voglio succhiarti anch’io”
Le parti si invertirono Mauro si girò proprio verso di me, incredibile il suo cazzo svettava gonfio e imponente, gli arrivava quasi all’ombelico, il suo corpo da atleta era coperto di cicatrici ne notai una grossa cicatrice sulla scapola, nudo, eccitato marchiato, era oscenamente bello.
Mia sorella sistemo il suo maglione per terra, ci poggio le ginocchia sopra, la sua bocca arrivava perfettamente all’altezza del membro del fidanzato, lo masturbo per qualche secondo poi se lo cacciò in bocca, muoveva la testa avanti e indietro in un modo quasi selvaggio, ogni tanto si staccava per riprendere fiato
-“Lo voglio fino in gola , il mio cazzone duro , adoro il tuo sapore amo sentirlo in bocca”
Coccolava quel cazzo come una neo mamma coccola il figlio.
Vedevo la testa di mia sorella dondolare, mentre le sue dita entravano e uscivano dalla sua fica bagnata.
Sentii dei formicolii scendermi dalla pancia fino al basso ventre, incredibile quei due pervertiti mi stavano eccitando, la mutandine si stavano bagnando e iniziarono a darmi fastidio.

-“Aspetta” Disse Mauro -“Voglio fotterti”
Fece poggiare le mani di mia sorella sul tavolino si sposto dietro di lei, di profilo potei vedere il suo cazzo sparire nell’apertura di mia sorella.
-“Aspetta un secondo, non muoverti voglio assaporarlo in pancia”
-“Sei più larga di una fogna”
-“Si ti piace per questo la mia fica, ti piaccio aperta e offerta, dai sbattimi come sai fare tu, sfondami di più”
Inizio a scoparla, a sbatterla sul serio, sentivo lo schioccare delle sue cosce sulle chiappe di Francesca come se fossi a dieci centimetri da loro, mia sorella inizio a singhiozzare, un lamento interrotto ogni tanto da un “si” o da un “Più forte”,
Ero incredibilmente eccitata, scostavo le gambe da una parte all’altra perché i miei umori si appiccicavano sulle cosce
-“Sto per godere, si continua”
Iniziò a singhiozzare ancora più forte fu scossa da brividi in tutto il corpo, stava godendo, lui rallento i colpi fino a fermarsi, le teneva il cazzo premuto dentro e dava dei violenti colpi di reni
-“Dio santo così mi sfondi fino in petto, si, si cosi”
-“Ti piace sentirlo fino in fondo”
-“Amore godo di nuovo si cosi, si godono! “
Continuo a pomparla per almeno un’altra mezzora, la sentii godere tre volte contemporaneamente, non credevo che un uomo potesse avere quella resistenza, pensai a mio marito, la volta che era durato di più erano stati circa tre minuti, una delle rare volte che riuscii a far godere anche me.
-“Voglio farti il culo”
Mia sorella si sfilò il cazzo dalla fica e inarco di più la schiena, non potevo credere ai miei occhi, gli offriva il culo come l’ultima delle baldracche, evidentemente gli piaceva essere umiliata. Mauro si abbasso, poggio la testa sulle sue natiche gli stava leccando il culo! Era incredibile che grado di perversione vivessero quei due.
-“Avanti” Disse poi lei -“Vieni, prendimi”
Lei si sdraiò sulla tavolo poggiando la schiena sul legno, Mauro gli afferrò le caviglie spalancò le braccia e con esse le sue gambe, era oscena, fu lei stessa a portarsi il membro fino all’ano, con un colpo deciso di reni lui gli fu dentro fino alle palle, iniziò un andirivieni che duro venti minuti, lei non gridava più come prima i suoi gemiti si erano tramutati in singhiozzi, pensai dovesse farle un male cane, poi inizio a muovere il culo verso di lui accompagnava i suoi colpi con il movimento del bacino, inizio a masturbarsi mentre i colpi di lui si facevano più veloci, i suoi singhiozzi si tramutarono in un forte pianto che durò una decina di secondi, poi entrambi rallentarono fino a fermarsi.
-“Sei stupendo Mauro Ti Amo”
-“Sei tu a essere stupenda principessa, ti amo”
Non riuscivo a credere alle mie orecchie ora facevano i romantici
-“Voglio farti godere io ora porco, dove vuoi sborrare? “
-“Vieni qua disse lui”
La prese per un braccio e la fece scendere dalla scrivania, gli poggiò una mano sulla spalla e lei docilmente si inginocchiò
-“è tutto sporco aammh”
-“Brava angelo mio succhia tutti i tuoi orgasmi”
Rimanevo allibita a guardare, allibita e eccitata
-“Cosi, dai puttana ti riempio la bocca bevi siiii”
Inizio a godere, vedevo lo sperma colare dagli angoli della bocca di mia sorella, si era lasciata godere in bocca, continuo a tenerlo in bocca quasi teneramente, mentre lui la incitava -“Dai troia puliscilo” Lei sembrava un automa che obbediva hai suoi ordini iniziò a leccargli le palle, leccava avidamente come per suggere il nettare della vita, poi tornò a prenderlo in bocca e continuò a pompare
-“Puttana me lo stai facendo tornare duro”
Più l’offendeva e più a lei sembrava piacere accelero il ritmo, dopo poco se lo sfilò dalla bocca, era di nuovo in tiro
-“Voglio farti godere ancora, voglio che mi sborri in pancia”
Lui non rispose si mise seduto sullo sgabello lei gli monto sopra dandogli le spalle, se lo infilò dentro da sola, era di fronte a me, vedevo il cazzo di Mauro entrare ed uscire, iniziai a stringere le cosce molte volte da adolescente questo mi portava all’orgasmo, allungai una mano fino alle mia passera, appena le dita toccarono il clitoride fui scossa da un brivido, continuai ad accarezzarmi lentamente mentre continuavo a guardare quel cazzo lucido entrare e uscire dalla fica grondante di mia sorella.
-“Godo Mauro”
Era venuta ancora iniziò a muoversi più lentamente poi si sedette di peso su di lui facendosi penetrare fino in fondo, oscenamente si vedevano solo le palle uscire dalla sua fica, inizio a roteare il bacino senza far uscire di un solo centimetro il cazzo
-“Avanti amore so che ti piace quando lo prendo così, dai vieni con me, ci sono”
-“Si ci sono anche io continua”
-“Dio godo ancora, vieni con me, godo Mauro godo”
-“Siii ti riempio, godo”
Erano venuti insieme, rimasero cosi, per qualche minuto, poi lei si girò si baciarono appassionatamente
-“Sei meravigliosa, ti vorrei ancora”
-“Anche io, ma ora non possiamo ho paura che mia sorella ci sorprenda”
-“Già mi ero scordato di tua sorella”
-“Dai vestiamoci o di qui non esco più”

Lentamente mi allontanai salii le scale con calma, tempo ne avevo dovevano ancora rivestirsi, sentivo un buco alla bocca dello stomaco e le gambe molli, le mutandine completamente fradice si erano infilate tra le mie labbra, ad ogni gradino che salivo la mia eccitazione cresceva, mi chiusi in bagno, mi spogliai della vestaglia, poi il reggiseno, scostai le mutandine mi piaceva sentirle sulla pelle così bagnate, seduta per terra allargai al massimo le cosce, iniziai a masturbarmi, non ero mai stata cosi eccitata, la mia figa sgorgava umori come mai prima, infilai un dito poi due dentro di me, si invischiarono subito diventando viscide e appiccicose, chiusi gli occhi vedevo ancora il cazzo duro e lucido di Mauro, le dita non mi bastavano più, afferrai lo stura lavandino, il manico non era certo il fallo di Mauro ma sicuramente era meglio delle mie dite, attaccai la ventosa a terra, il manico svettava come un piccolo cazzo, mi impalai, più mi muovevo e più nella mia testa rivedevo mia sorella che cavalcava Mauro sullo sgabello, mia sorella era una troia, la mia sorellina una puttana, la odiai, la invidiai, immaginai di avere dentro di me quel cazzo stupendo, mi muovevo freneticamente con le gambe che mi tremavano per la posizione scomoda, sentivo ancora nel mio cervello i loro gemiti osceni, venni anche io, dovetti premermi una mano sulla bocca per non urlare, mi rialzai tremante, vergognandomi dei miei pensieri, avevo desiderato il cazzo dell’uomo di mia sorella, l’avevo desiderato come mai nulla prima, il cazzo di quel bastardo che pochi minuti prima umiliava mia sorella inculandola, la vidi ‘ripulirè il fallo del ragazzo pieno d’umori, ero arrabbiata si faceva trattare come una puttana, era quello il ragazzo che l’amava, ero veramente molto molto arrabbiata, e forse lo ero anche con me stessa, non avrei dovuto permettere a quel porco di degradare così mia sorella, invece avevo goduto delle loro porcherie, li odiai entrambi, odiai me stessa e mio marito….

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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