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Mia cugina Adele

Alle 16. 30 esatte rientrai nel mio appartamento dopo aver passato tutta la mattina in piscina.
Presi un birra gelata e cominciai a gustarmela sbracato sulla poltrona.
D’un tratto il mio sguardo si posò sulla segreteria telefonica il led segnalava 4 telefonate, per un attimo pensai di non ascoltare i messaggi, avevo bisogno di rilassarmi e passare l’intera serata a casa.
Quando ebbi finito di bere mi ficcai sotto la doccia, mi avvolsi nell’accappatoio e mi stravaccai nuovamente in poltrona.
Il led lampeggiava ancora, così decisi di ascoltare i messaggi.
I primi due erano di marco che mi proponeva una partita a tennis per il giorno dopo, il terzo messaggio era di mia madre, il quarto mi lasciò un po’ perplesso, infatti era mia cugina Adele “cugina acquisita” che dopo tanti anni ripassava da Roma in transito per la Sicilia e si trovava ospite da una nostra cugina.
Nel messaggio mi chiedeva di richiamarla perchè aveva voglia di rivedermi e, visto che si fermava tre giorni gli serviva qualcuno disposto ad accompagnarla in giro per la città.
Non è che l’idea mi entusiasmasse più di tanto, erano quasi 20 anni che non la vedevo ne sentivo.
Adele era nata a Roma, e la ricordo come una bella ragazza, magra, bionda e non vi nascondo che a quei tempi io ero molto più giovane, avevo dedicato a lei pensandola, moltissime seghe.
Così dopo aver pensato per qualche istante decisi di chiamarla.
Ciao sono Walter……. ciao come staaaaai ?
Bene risposi… e tu?
Benissimo , allora dissi io che vogliamo fare?
Ci vediamo?
D’accordo rispose lei, io sono pronta, capii all’istante che la serata all’insegna del riposo era saltata.
Va bene risposi io tra un’ora sono da te.
Mi vestii con estrema lentezza, uscii da casa, montai in macchina e dopo una mezz’ora arrivai sotto casa, scesi dall’auto per citofonare quando ad un certo punto mi sentii chiamare…. Walter, sei tu?
Non credevo ai miei occhi, nel girarmi vidi Adele che, nonostante il tempo era rimasta uguale, mi buttò le braccia al collo e mi baciò sulla guancia.
Salimmo in macchina e le chiesi se preferiva andare in qualche posto in particolare, lei mi rispose che le sarebbe piaciuto fare un giro per la città visto che erano giusto 20 anni che mancava da Roma.
Misi in moto e partii cominciando per il centro storico, lei stava li in silenzio si
guardava tutt’intorno, forse ripensando alla sua giovinezza e ai tempi andati.
Ormai si era fatta quasi sera e le proposi di andare a mangiare qualcosa, le chiesi se preferiva qualcosa di particolare e mi rispose che le sarebbe piaciuto andare fuori Roma ai castelli.
Mi diressi verso Albano a pochi km. da Roma ed entrammo in una trattoria ,
ordinammo la cena, e lei cominciò a parlare, io non stavo a sentirla più di tanto, ma le guardavo il contorno degli occhi ormai con qualche ruga, quando ad un tratto cominciò a parlare del marito, mio cugino carnale morto ormai da qualche anno.
Sai mi disse sto andando in Sicilia a trovare i suoceri, ormai sono tanti anni che mi chiedono di andarli a trovare.
Il discorso fu interrotto dal cameriere che ci portò due penne all’arrabbiata, poi parlammo d’altro.
Usciti dal ristorante cominciai a prospettargli un programma per il
giorno seguente quando ad un tratto disse……. guarda, hai visto in quel cinema danno il macellaio, mi piacerebbe molto andarlo a vedere ti va?
Non è che mi andasse molto andare al cinema e così accettai mio malgrado.
Entrammo che il film era iniziato da qualche minuto e, dopo esserci abituati al buio trovammo posto.
Il film mostrava delle scene veramente hard ed io cominciavo lentamente ad eccitarmi, di tanto in tanto con la coda dell’occhio la guardavo, lei fissava lo schermo e ogni tanto accavallava le gambe prima da una parte poi dall’altra, dopo l’ennesimo accavallamento mi urtò un piede, forse involontariamente e, rimase ferma, a quel punto vedevo la punta del mio piede sfiorare la sua e decisi repentinamente di passare all’assalto.
Cominciai ad allungare il piede con movimenti impercettibili fin quando non vi fù il contatto piede a piede e rimasi li fermo in attesa.
Dopo pochi attimi, accadde quello che avevo sperato, una leggera pressione del suo piede contro il mio, all’istante feci una piccola pressione, immediatamente anche Adele fece lo stesso.
A quel punto l’invito era chiaro.
Mentre sullo schermo scorrevano le immagini della Parietti trombaiola, allungai la pano e la poggiai sul suo ginocchio, Adele stava li, ferma aspettando le mie mosse, dopo qualche attimo raggiunsi lentamente l’interno coscia e cominciai ad accarezzarla, lei divaricò spudoratamente le gambe facilitandomi, poco dopo sentii lo stacco tra le calze e la coscia nuda, ormai c’ero quasi, andai con la mano più sù e raggiunsi gli slip già bagnati.
Li scostai con maestria mentre lei si metteva più comoda e nello stesso tempo mi facilitava, cominciai a toccarla sul buco e lentamente arrivai al clitoride ed iniziai in un ditalino a ritmo lento.
Adele intanto allungò una mano che posò sulla mia patta cominciando a strofinare in modo estenuante.
Dopo qualche istante sentii le sue gambe che tremavano l’orgasmo era ormai prossimo, infatti, dopo poco, iniziò a spingere col bacino verso il mio dito.
Lentamente ritrassi la mano, lei me la prese e portando il mio dito in bocca succhiò tutti i suoi umori.
Dopo circa mezz’ora il film finì, si accesero le luci, ci guardammo per un attimo con sguardi vogliosi, uscimmo dal cinema e andammo verso l’auto.
Ripartii, nessuno dei due proferiva parola.
Rientrai a Roma e mi recai verso casa mia.
Lei ancora zitta, fin quando mi chiese dove stessimo andando, le risposi che li c’era casa mia.
Scendemmo dalla macchina e la presi con il braccio per la vita portandola verso casa.
Non appena fummo entrati cominciò a baciarmi e contemporaneamente iniziò a spogliarmi.
Quando fui completamente nudo mi spinse verso la poltrona e mi fece sedere.
Prese il mio cazzo con la mano lo scappellò completamente e di colpo iniziò a girare la lingua sulla mia cappella, all’istante raggiunsi un’erezione bestiale, al punto che smise di leccare per complimentarsi…….. accidenti che nerchia! saranno almeno 20 cm. infatti non si sbagliava di molto avevo un cazzo di 22 cm. di colpo ricominciò a leccare la cappella e di tanto in tanto si mandava quel bastone giù in gola.
Dopo un po’ iniziai a spogliarla e, quando fu completamente nuda la feci sedere sul vicino tavolino di marmo poi la feci sdraiare col bacino che usciva dal bordo del tavolino e la schiena completamente appoggiata sul marmo gelido, le gambe completamente divaricate.
Io mi sedetti per terra e cominciai a leccarle prima l’interno delle cosce e, subito dopo poggiai la lingua sul clitoride iniziando a leccarla con maestria, lei si dimenava incitandomi…….. si dai ancora così …. più forte spingi con quella lingua si così dai ancora, ed io la assecondavo con piacere.
Ad un tratto mi disse….. prendimi ficcamelo bene bene dentro, tolsi la lingua dalla fica, mi misi a cavallo su di lei e le porsi il cazzo ormai moscio, lo prese in bocca e cominciò a pompare fin quando non raggiunsi nuovamente l’erezione.
Mi portai di fronte mi misi in ginocchio presi il cazzo con una mano e puntai la cappella sul suo buco, poi, d’un colpo la infilzai, Adele emise un gemito di goduria…… aaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh sei enorme disse…… sfondami.
Non me lo feci ripetere due volte, cominciai un violento su e giù intanto lei si dimenava come una vacca quando ad un tratto un urlo rimbombò nella stanza…….. vengooooooooooo.
A quelle parole la mia eccitazione salì ancora di più, sfilai il cazzo dalla fica mi inchinai e cominciai a leccare tutti i suoi liquidi mentre lei rantolava ancora di piacere.
Subito dopo mi rimisi seduto in poltrona, la presi per un braccio e la tirai verso di me, Adele capì subito che era arrivato il mio turno, si inginocchiò e cominciò a pomparmi con avidità.
La sua lingua correva lungo tutta l’asta e con le mani mi massaggiava i coglioni, poi con la lingua ancora
intorno alla cappella e poi si ficcava il bastone in bocca fino in fondo alla gola fino a strozzarsi.
Io godevo da bestia .
Quando ormai vicino all’orgasmo Adele capì e cominciò a succhiare e fare su e giù facendo in modo che la cappella sforzasse nell’entrargli in bocca , dopo qualche minuto di questo succhia succhia esplosi in una sborrata immane.
Sentivo la sborra uscire a fiotti e lei infoiatissima succhiava e ingoiava senza perderne una goccia.
Alla fine dopo avermi ben bene ripulito il cazzo, mise la sua testa fra le mie ginocchia ormai sfinita.
Io cominciai ad accarezzarle il seno, e mi trastullavo con una mano l’uccello mentre con l’altra le accarezzavo il culo.
Più tardi le dissi se era il caso di continuare o di andare a letto.
Lei rispose che non aveva nessuna intenzione di dormire e che voleva continuare per tutta la notte a fottere.
La cosa mi allettava moltissimo ma, nello stesso tempo pensavo di non poter resistere ad un tale tour de force.
Poi di colpo l’idea geniale.
Andai in bagno, aprii il mobiletto dei medicinali e tirai fuori da uno scatolino tre pasticche, tre pasticche fenomenali che un amico mi aveva portato per passare una serata fenomenale con due nostre amiche poi andata a monte.
Le pasticche rispondono al famosissimo nome di viagra.
Lì per lì ebbi un po’ paura sull’effetto a me sconosciuto e poi su eventuali effetti indesiderati, infatti c’erano notizie di qualche vecchietto schiattato per il viagra.
Vinta la paura me ne cacciai una in gola e mandai giù con un sorso d’acqua.
Feci un’abbondante pisciata e tornai da Adele.
Lei nel frattempo si era messa a letto, mi sdraiai vicino a lei, le passai la mano dietro la nuca e la spinsi verso il mio cazzo oscenamente moscio.
Adele prese ancora a succhiare ma lui non ne voleva sentire non accennava a drizzarsi pensai….. ancora è presto, l’effetto della pasticca tarda ad arrivare.
Intanto mi rigirai e con la bocca andai verso la sua fica cominciandola a leccare avidamente,
lei mugulava e godeva, più godeva e più succhiava, ad un tratto cominciò a tremare, sfilò il cazzo di bocca e urlò…….. godoooooooooo! .
Io mi misi in ginocchio la presi per la testa e gli ricacciai il cazzo in bocca
dicendole…… succhiamelo troia, lo riprese in bocca e cominciò a succhiare con avidità, d’un tratto sentii come una scossa sulla schiena, forse l’effetto del viagra, volevo godere a tutti i costi.
Avevo raggiunto un’erezione da primato, senza proferire parola la presi la girai a pecorina e cominciai a leccarle il culo con passione.
Mentre le leccavo lo sfintere ne notavo il colore rosa scuro contornato da tutte pieghette, a quella vista decisi di incularla.
Mi tirai su cominciai a strofinargli la cappella sulla fica bagnatissima e lei muoveva il posteriore con moto rotatorio poi, mi tirai un po’ indietro e puntai il bastone sullo sfintere, lei non parlava, probabilmente le avevo trasmesso la mia stessa libidine.
Di colpo diedi una spinta e la cappella scivolò dentro, seguì un mugolio misto a dolore, io intanto continuai nella perforazione anale, lei collaborava egregiamente fin quando decisi di affondare completamente la nerchia dentro di lei.
Cacciò un urlo disumano, mi fermai per un istante, il tempo per farle riprendere fiato, d’un tratto lei riprese…… dai spaccami adesso e non fermarti.
A quelle parole cominciai a fare su e giù sentivo le pareti del budello stringersi attorno a quel cazzo duro come il marmo, lei gemeva.
Ad un tratto sfilai completamente il cazzo dal culo e lei …… che fai ?
Aspetta un momento le dissi.
Riandai in bagno presi dall’armadietto una bustina tirai giù una pista di neve metà in una narice e l’altra metà nell’altra , poi ne presi un po ‘sul dito la passai sulla lingua e ancora un po’ la cosparsi sulla cappella.
O la va o la spacca dissi tra me e me.
Tornai su gli rificcai l’uccello in bocca e la invitai a succhiare ancora, lei notò il sapore amaro effetto della coca.
Intanto avevo il cazzo completamente insensibile e durissimo.
Glielo tirai fuori dalla bocca e dissi….. rimettiti a pecorina, lei obbedì, scappellai completamente il cazzo le puntai la cappella sullo sfintere e le diedi un colpo possente il culo reagì bene infatti fui ingoiato e questa volta urlò più forte di prima.
Sentivo quel budello caldo intorno alla cappella ormai insensibile .
La stantuffai per non so quanto tempo, forse un quarto d’ora o più alla fine non sentivo nessuna stanchezza, vedevo quel bestione entrare ed uscire da quel culo e non riuscivo a credere come poteva sopportare quei colpi di spingarda.
Lei intanto godeva come una porca e dalle sue labbra ormai usciva solo ah ah ah ah ah si si si si ancora così prendimi ancora così riempimi il culo di carne, quelle parole non facevano che accentuare il mio eros, ad un tratto sentii salire dai coglioni il godimento ormai vicino, qualche altro colpo e sarei venuto, infatti qualche istante dopo urlai……… sborrooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!! cacciandole il cazzo fino in fondo, lei rispose siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!! le sfilai il cazzo dal culo e stramazzai sul letto, lei fece la stessa cosa.
Passarono alcuni minuti e notai che il minchione se ne stava li ancora tutto arzillo e non accennava a smosciarsi, l’effetto del viagra sicuramente, lei se ne accorse lo prese in mano lo portò alla bocca lo spompinò per qualche istante dicendomi…… io ne approfitto.
Detto fatto si mise a cavallo facendo un bellissimo spegnimoccolo e cominciò a cavalcarmi stando appoggiata sui talloni.
Vedevo il mio bastone entrarle dentro fino in fondo, io, intanto le torturavo i capezzoli dopo qualche minuto raggiunse nuovamente un altro orgasmo emettendo dei leggeri mugolii quindi si sdraiò di fianco a me.
Al mattino ci svegliammo e decidemmo di andare a fare un altro giro per la città, lei cercava di stare il più possibile attaccata a me e stava con la sua mano sulla mia coscia, di tanto in tanto mi strofinava la mano sulla patta dei pantaloni dicendomi….. come va?
Bene risposi io?
E tu?
Anch’io rispose lei se non fosse per quel bruciore al culo.
Lo credo bene dopo l’inculata della sera prima?
Glielo avevo fatto come il cappello d’un prete quel culo.
Ad un tratto mi disse che aveva voglia di ritornare a casa aveva ancora voglia di scopare, io acconsentii.
Sulla strada del ritorno mi aprì la lampo tirò fuori il cazzo e cominciò a pomparlo, io intanto guidavo.
Devo dire che con la lingua ci sapeva fare.
Non lo scorderò mai, fermi ad un semaforo con il rosso scoppiai in una sborrata copiosissima e lei come al solito ingoiò alla grande.
Arrivati a casa si spogliò mi tirò giù i calzoni mi menò l’uccello e quando fu ben duro si mise a pecorina e se lo cacciò in fica.
Cominciai a fotterla ficcandole tutto quel cazzone in fica ero incredulo m!
a tutti e 22 cm gli entravano dentro fino al punto che le sue chiappe sbattevano sul mio inguine.
Continuai a pomparla ben bene ad un tratto urlò…… sto ve. nen. dooooooo! si tirò in avanti il mio cazzo uscì fuori lei si girò e lo prese ancora in bocca, io ero esausto.
Adele era in ginocchio davanti a me io in piedi la mia cappella appoggiata sulla sua lingua e lei che la leccava da sotto, ad un tratto un brivido lungo la mia schiena, vedevo la cappella sempre più infuocata, ad un tratto arrivo e vedo dal cazzone uscire, senza schizzare una colata di sborra densa posarsi sopra la sua lingua.
Adele mandò giù e disse…… ti ho proprio svuotato, si risposi io.
Più tardi con una scusa la riaccompagnai a casa della cugina con la promessa che l’indomani l’avrei accompagnata all’aeroporto, così fu.
La mattina seguente mi svegliai verso le 11 nonostante il tour de force avevo ancora una buona cera.
Nel farmi la barba pensai ad Adele e a tutte quelle volte che mi ero smanettato da giovane pensando a lei, certo che in questi due giorni mi ero rifatto con gli interessi.
Iniziai a vestirmi e, ad un tratto mi venne voglia di chiudere quell’incontro con Adele alla grande.
Questa volta feci due piste di coca da terrore pippai prima con una narice poi con l’altra “senza invidia” poi, presi una pasticca di viagra e l’ingoiai.
Prima di uscire di casa chiamai Adele per avvisarla che stavo per arrivare lei rispose che era già pronta.
Arrivai sotto casa e già l’effetto della pasticca e di tutto il resto si faceva sentire, caricai la valigia in auto e partimmo alla volta dell’aeroporto.
Durante il viaggio allungai le mani sulle cosce di lei e cominciai ad accarezzarla, lei appoggiò la sua mano sulla mia patta accidenti disse…. sei in tiro! e adesso che facciamo? non preoccuparti le dissi ti ho prenotato sull’aereo successivo, lei sorrise.
Arrivati in aeroporto andammo al deposito bagagli, li lasciò la valigia, la presi per mano e allontanandoci le dissi….. ora andiamo al bagno, e lei…… ma sei pazzo?
Vieni le dissi non preoccuparti, entrammo nella toilette separatamente io entrai in quella degli uomini e, dopo aver dato una veloce sbirciata le feci cenno di venire, Adele venne di corsa ed entrò con me in bagno.
Di colpo la feci sedere sul water e, senza neanche darle il tempo di dire nulla sfoderai il mio cazzo già dolorante e glielo ficcai in bocca dicendole…… Adele porca succhialo bene.
Adele cominciò a succhiare con la foia di una che pensa……. chissà quando lo rivedrò sto bel cazzone.
Io intanto godevo e mi piaceva vedere quella bocca piena di cazzo.
Poi le sfilai il cazzo di bocca e le intimai di alzarsi, Adele si alzò la girai e la feci appoggiare con le mani sulla tazza poi, alzatole la gonna le tirai giù gli slip e mi si presentò quel magnifico culo, Adele sussurrò appena ….. dai ora non possiamo, zitta le dissi stai zitta.
Mi chinai sul quel meraviglioso culo e con la lingua lo bagnai ben bene, poi scappellai il cazzo ormai furibondo poggiai la cappella sullo sfintere ed entrai con una leggera spinta facendo piano per non farla gridare dal dolore.
Appena la cappella fu dentro spinsi il bastone fino in fondo e senza fermarmi.
Intanto fuori c’era un andirivieni di gente e cercavamo di non fare rumore, Adele, visto che non poteva mugulare si girò e mi guardava leccandosi le labbra.
Quando ormai ero certo che il cazzo si era fatto strada cominciai a stantuffare.
Uscivo quasi completamente dal culo per poi riaffondare con energia lei sempre a guardare, ogni tanto stringeva gli occhi forse dal dolore, la capivo perchè il mio cazzo aveva raggiunto dimensioni disumane, ad un tratto sentii l’orgasmo salire e cominciai ad affondare da bestia mentre lei stringeva le labbra tra i denti e mi sussurrava……. dai sbrigati non ce la faccio più mi fa male da bestia, nell’udire quelle parole mi infoiai ancora di più assestai ancora due tre quattro colpi e sborrai in quel culo ormai dilaniato.
Sfilai il cazzo lentamente Adele si sedette ancora sul water prese il cazzo ancora duro e lo portò in bocca ripulendolo da quel po’ di sborra rimasta.
Poi sottovoce mi disse……. non vedo l’ora di tornare dalla Sicilia per stare ancora un po’ insieme, sei proprio un fenomeno.
Dentro di me pensai che mi sarei dovuto dar da fare per trovare delle pasticche di viagra ma soprattutto qualche grammo di neve per tenere il morale per i prossimi incontri.
Trafelati uscimmo dalla toilette andammo a prendere la valigia e l’accompagnai all’imbarco.
Prima di andare via disse….. tra una quindicina di giorni sarò a Roma per un’altra settimana ti telefono, mi stampò un bacio sulle labbra mi strizzò l’occhietto e via . FINE

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