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Mia nipote Cinzia

L’estate del 1995 decidemmo di passarla in campeggio a Vieste, sul Gargano.
Un paese meraviglioso, con le sue stradine strette e le sue case bianche stile Grecia.
Ci era stato consigliato da mia cognata e suo marito che innamoratisi della Puglia, decisero di tornarci e questa volta invitarono anche noi.
Cogliemmo l’occasione di festeggiare anche la maturità di nostro figlio il quale, essendo anch’egli già stato un’estate sul Gargano con gli zii ed essendogli piaciuto il posto, rimase entusiasta di fare questa vacanza insieme alla sua famiglia.
Fu così che io, mia moglie e mio figlio raggiungemmo i miei cognati e la loro figlia due o tre giorni dopo il loro arrivo, dato che le ferie dal lavoro non coincisero con le loro.
Arrivati a Vieste ci sistemammo in due bungalow, io e mia moglie in uno e mio figlio da solo in un altro, anche perché giustamente aveva bisogno della sua privacy, in fondo siamo stati tutti giovani e quindi le esigenze alla sua età erano da rispettare.
Mia cognata si era sistemata con la sua famiglia in un bungalow vicino al nostro, per cui avevamo creato una piccola comunità all’interno del campeggio.
Arrivammo di sera e stanchi del viaggio andammo subito tutti a letto.
La mattina dopo mi svegliai decisamente presto con l’intenzione di fare una buona colazione e riversarmi sulla spiaggia ancora deserta a godermi un po’ di sole tranquillo.
Uscito sulla veranda del bungalow con la mia tazza di caffè vidi che mia nipote era già sveglia stesa sul lettino a leggere una rivista.
Ad essere sinceri era un po’ che non ci si incontrava con la famiglia di mia cognata, ma di sicuro non pensavo che fosse passato così tanto tempo da non riuscire a riconoscere in quella stupenda ragazza, distesa a leggere, mia nipote.
Ma pensandoci bene Cinzia, questo è il nome di mia nipote, era coetanea di mio figlio Marco, anzi riflettendoci su era di un anno più grande visto che lei era già al primo anno di università.
Comunque fu una grande sorpresa vedere come era diventata bella, quasi come sua madre, con cui da giovane, prima di conoscere mia moglie, ebbi una piccola love story.
Salutai mia nipote, la quale si avvicinò al mio bungalow e mi venne a salutare:
” Ciao zio, ieri non sono riuscita a salutarti perché ero in discoteca e quando sono tornato ho visto la vostra macchina, ma eravate già con tutte le luci spente.
” Eh sai, eravamo stanchi dal viaggio per cui ci siamo fiondati direttamente a letto. Ma tu sei diventata grande, quasi non ti riconoscevo.
” Beh ne è passato di tempo dall’ultima volta che ci siamo visti.
” L’Università…
E così si chiacchierò del più e del meno.
” Marco? Ho saputo che sarebbe venuto con voi, dov’è?
” Penso che stia ancora dormendo nel suo bungalow. Guarda è quello dopo la macchina di tuo padre. Vai pure a svegliarlo, sicuramente sarà contento di essere svegliato dalla sua bella cugina.
E così si incamminò verso il bungalow di Marco, e sempre con mia grande sorpresa mi ritrovai a guardare quel giovane culetto che libero da qualsiasi indumento, se non un piccolo costume a tanga che permetteva comunque ai suoi glutei di essere lì in bella mostra, ondeggiava sotto i miei occhi.
Cercai di riprendermi e di farmi una ragione che quella era mia nipote e che io ormai era un bel po’ che non tradivo mia moglie, per cui figurarsi se potevo farlo con la figlia di sua sorella.
Niente, solo un malizioso pensiero da cacciare via.
Intanto passò la prima settimana, e tutto andò nel migliore dei modi.
Conoscemmo il Gargano, andammo a Peschici, visitammo la città di Padre Pio S. Giovanni Rotondo, perlustrammo tutta la litoranea, fino ad arrivare ai due laghi salati di Lesina e Varano.
Una mattina decidemmo di inoltrarci all’interno e decidemmo su consiglio di alcuni animatori del villaggio di andare a fare un pic-nic nella Foresta Umbra.
La foresta, che fa parte del Parco nazionale del Gargano, era un posto meraviglioso, pieno di alberi giganteschi sotto i quali vi erano centinaia di luoghi adibiti al pic-nic con tanto di tavoli in legno ricavato dagli alberi e griglie per fare ottimi barbecue.
Fu proprio in questa foresta che accade una cosa che portò poi al succo di questo mio racconto.
Dopo aver mangiato in una di queste isole per pic-nic, ognuno di noi si prese la libertà di fare quello che voleva: mio cognato stese una coperta sul prato all’ombra di una delle tante querce e si appisolò, mia moglie e mia cognata decisero di andare a fare un giro nel piccolo centro lì vicino per fare dello shopping, mio figlio e mia nipote decisero di andare a visitare il laghetto lì vicino ed io decisi di incamminarmi in un sentiero tra i boschi per farmi una salutare passeggiata nel verde della foresta.
Mentre ero lì ad ammirare i paesaggi che mi si presentavano di volta in volta lungo il sentiero, vidi mio figlio e mia nipote che deviando dalla strada che porta al laghetto si inoltrarono nella fitta boscaglia.
Lì per lì non feci caso alla cosa, ma dopo un po’ vidi che si sistemarono con una certa intimità sotto un albero.
A quel punto la mia curiosità prese il sopravvento e con passo felino mi avvicinai ai due ragazzi e con mia grande sorpresa e, non lo nego, con un po’ di eccitazione, vidi mia nipote Cinzia che muoveva la sua mano nei pantaloncini di mio figlio.
I due ragazzi cercavano con molta attenzione di non farsi vedere e con molta circospezione si toccavano nelle parti intime.
Mio figlio Marco allungò il braccio verso il sedere di mia nipote, la quale sporse il suo culetto per permettere alla mano di mio figlio di inoltrarsi e cominciare a palpeggiarla.
Lei intanto aveva abbassato la zip del pantaloncino di mio figlio e i suoi boxer tirando fuori un arnese che… era tutto suo padre.
Così mi ritrovai a fare il guardone di mia nipote che lentamente masturbava mio figlio intento a contraccambiare con un dito nel suo culetto.
Dopo un po’ vidi Marco che non contento della sega della cugina con un mano spinse la testa di Cinzia verso il suo basso ventre, e lei con molta disinvoltura aprì la sua giovane bocca per accogliere il vigoroso pene di mio figlio.
Con molta maestria ondeggiava la testa a destra e sinistra, dall’alto in basso e dall’espressione di mio figlio intuii che la mia nipotina doveva essere proprio brava, tant’è che mio figlio dopo alcuni minuti non resse più e inondò la faccia di mia nipote di tanto sperma.
Lei continuò a masturbarlo fino a far uscire l’ultima goccia da quel pene che ormai nelle sue mani si era afflosciato come un palloncino senza più aria.
Si ricomposero e dopo essersi sincerati che nessuno li avesse visti ritornarono sul sentiero che portava al laghetto.
Giuro che ero talmente eccitato che dovetti fermarmi un po’ per far passare la mia erezione prima di fare ritorno all’area del pic-nic.
La sera, tornati al bungalow, con ancora nei miei occhi l’immagine di mia nipote intenta a spompinare mio figlio, mi affrettai a dare la buona notte a tutti e ritiratomi con mia moglie, cominciai una notte di fuoco.
Scopai mia moglie in tutte le posizioni e per ultimo, quando mia moglie non ne poteva più le chiesi, vista la mia ennesima erezione, di farmi un pompino, e mentre lei era intenta ad obbedire alla mia voglia io ad occhi chiusi immaginai che al suo posto ci fosse Cinzia e dopo un po’ inondai la bocca di mia moglie degli ultimi spruzzi di sperma che i miei genitali erano riusciti ancora a contenere.
Nonostante in quella notte avessi sfogato i miei istinti animali, non riuscii nei giorni successivi a dimenticare la scena nel bosco, e non potevo evitare di guardare mia nipote con un occhio diverso.
Ero lacerato da due pensieri: uno, quello più impulsivo ma che ogni volta mi eccitava, era quello di riuscire a parlarle di nascosto e riferirle quanto avevo visto, per riuscire a ripetere quello che aveva fatto con mio figlio; e l’altro, più razionale, era quello di convincermi sempre più che io ero lo zio e quello che era successo con Marco è più comprensibile vista l’età, e poi sarebbe stato un rischio, in quanto la sua reazione era imprevedibile.
Non riuscivo a pensare ad altro.
Un giorno eravamo in piscina.
Mio cognato era andato in paese a fare delle commissioni, mio figlio aveva conosciuto una ragazza dell’animazione del villaggio ed era nel suo bungalow, ed io, mia moglie con la sorella e mia nipote Cinzia avevamo deciso di non andare al mare perché c’era troppo vento, meglio la piscina riparata del villaggio.
Eravamo distesi sui lettini a prendere il sole, quando mia moglie e mia cognata decisero di andare a fare una nuotata in piscina, ci chiesero di far loro compagnia, ma Cinzia disse che aveva appena finito di mangiare un panino e quindi avrebbe atteso qualche altro minuto, anch’io a quel punto rifiutai dicendo che avrei fatto compagnia a Cinzia.
Il dubbio su cosa fare si faceva sempre più lacerante, inoltre pensavo che dopo due giorni saremmo ripartiti, le vacanze erano finite e che un’occasione così non mi sarebbe più capitata.
E fu così che mi decisi a tentare un approccio.
” Cinzia, quest’estate non hai trovato neanche un ragazzo che ti facesse compagnia. Come mai?
” Sai zio, è appena finita una storia con un ragazzo e ho deciso che questa vacanza l’avrei fatta senza pormi problemi del genere.
” Ma sei una così bella ragazza, non c’è stato proprio nessuno che ti ha fatto un po’ di corte?
” Si qualcuno c’è stato, ma io non gli ho dato corda. Non ne volevo sapere proprio niente, e poi con Marco mi sono divertita parecchio, per cui non ho sentito l’esigenza di trovarmi qualcuno.
” Si lo so, ho visto che vi siete divertiti parecchio… soprattutto alla Foresta Umbra.
Mia nipote ebbe un sussulto, mi guardò turbata.
” In che senso, scusa? certo è stato un bel pic-nic e poi la Foresta è bella.
” Si ed è anche molto riservata per chi vuole nascondersi da occhi indiscreti. Non credi?
Cinzia era nel pallone, non sapeva se io ero a conoscenza di quello che era accaduto, oppure dicevo così per dire.
” Non lo so … non ti capisco zio … cosa vuoi dire?
” Dico che per quanto il bosco possa essere un ottimo luogo per nascondersi, c’è sempre la possibilità che si venga scoperti per pura casualità da qualcuno. Insomma Cinzia io ti ho vista nel bosco appartarti con Marco e sembravate molto contenti di aver trovato un posto così nascosto per toccarvi un po’ nelle parti intime.
” Oh mio Dio … zio cosa dici … devi esserti sbagliato … avrai confuso … io … Marco … non è possibile
” Su Cinzia non ti agitare, non è successo nulla, d’altronde voi siete ragazzi.
” Grazie zio, non sai quanto ti voglio bene, giuro che è capitato solo quella volta … non so che cosa ci abbia preso.
” Ma almeno ti è piaciuto?
” Ma zio, cosa dici?
” Che fai ti scandalizzi adesso?
” No, e che… mi imbarazza parlare con te di queste cose.
” Ma no, non devi imbarazzarti. È un piccolo segreto di te che avremo in comune io tu e Marco e che non dirò mai a nessuno…
” Grazie zio, sei grande!!
” A patto che…
” A patto che?
” Beh, non ti nascondo che da quel giorno non faccio che pensare a te accovacciata sul pisello di Marco, e nonostante abbia i miei regolari rapporti sessuali con tua zia, sono sempre col mio pisello in erezione.
” Ma zio non vorrai che io… ? con te… ?
” Sarebbe un secondo segreto che questa volta conosciamo solo io e te, senza Marco. E poi non hai sempre detto che sono lo zio più bello che hai?
” Si, ma non pensavo di piacerti. Io so che tu hai avuto sempre belle donne attorno a te, e non pensavo che anch’io…
” Tu sei la più bella.
A questo punto mia nipote allungò la sua mano all’interno del mio costume e con mano leggiadra, cominciò ad accarezzare il mio pene.
Cercando di non farsi notare, con le sue dita cominciò a scappellarmi il prepuzio, e mentre con l’indice e il medio teneva giù la pelle, intanto con il pollice mi accarezzava la cappella che, manco a precisarlo, diventava sempre più gonfia e umida di sperma.
Io ero in estasi al tocco della sua giovane mano e non avrei resistito a lungo se non fosse che si avvicinò mia moglie e mia cognata uscite da poco dalla piscina.
Cinzia fece appena in tempo a sfilare la sua mano dal mio costume ed io a ritrarmi per nascondere l’enorme erezione, che mia moglie si avvicinò ai lettini e ci invitò a fare il bagno perché l’acqua era stupenda.
Cinzia si alzò e corse a tuffarsi, io aspettai ancora un attimo che si fosse spento il bollore provocatomi dal suo tocco e poi mi diressi al bordo della piscina.
Mi sedetti e ad un certo punto, mia nipote mi prese per le caviglie e mi trascinò in acqua.
A quel punto si avvicinò al mio orecchio e mi chiese se lo avevo ancora duro come lo aveva lasciato, e mentre mi diceva questo rinfilò la mano nel costume, facendo ritornare il tutto come era prima.
Questa volta mi brandì con l’intera mano l’uccello e cominciò con violenza a masturbarmi, sempre più forte, fino al punto che sborrai vorticosamente nel costume.
Lei si immerse nell’acqua e abbassandomi lo slip mi diede un bacio sulla cappella, riemerse dall’acqua e mi diede appuntamento nella cabina.
Uscì dalla piscina e si diresse ai lettini per asciugarsi.
Io stetti in acqua ancora in estasi per quello che era accaduto.
Mi feci un paio di vasche in nuotata e uscii dall’acqua per raggiungere gli altri.
Trovai mia moglie e mia cognata che vestite si congedarono da noi perché intente a comprare le ultime cose prima della partenza.
Non fecero neanche in tempo a varcare l’uscita dello stabilimento che presi mia nipote per un braccio e la condussi nella cabina.
Appena entrati mi fiondai sul suo seno sodo da ventenne, e mentre le succhiavo i due piccoli capezzoli le mie mani scesero sui suoi tanto sognati glutei, le palpai il culetto, le spostai lo slip del costume e cominciai a penetrarla con il mio dito indice.
Lì mi accorsi che la mia nipote non era proprio vergine, data la facilità con cui il mio indice affondò nelle sue dolci labbra vaginali.
” Zio cosa credi, oggi a vent’anni si ha già una bella esperienza sulle spalle, e poi se hai il coraggio di chiederglielo a Marco…
” Brutta sporcacciona quindi non ti limitavi a spompinarlo
” Ma zio quelli erano solo “aperitivi”, se sapessi nel suo bungalow.
A quelle parole non riuscii più a contenermi e fattala voltare, le sfilai il costume e alla pecorina cominciai a strofinarle la mia cappella sulla sua giovane fica.
I suoi umori iniziarono a lubrificarle la vagina e io iniziai a spingere dentro il mio cazzo ormai al culmine dell’erezione.
Bastarono una decina di colpi per farmi venire sulle sue chiappe sode.
Lei ovviamente non aveva avuto il tempo per venire, e quindi, per farmi ritornare alla carica, si accovacciò ai miei piedi e iniziò uno di quei pompini che ancora oggi ho difficoltà a dimenticare.
Con una maestria di lingua incredibile, con dei tocchi sul glande da vera esperta, riuscì in pochi minuti a farmi tornare vigoroso come un ragazzino che vede la sua prima donna nuda.
Appuratasi che ero pronto per ripenetrarla, Cinzia si alzò, mi spinse sullo sgabello e divaricando le gambe mi si sedette sopra.
Lei ormai era al massimo della sua eccitazione, per cui non fu difficile neanche questa volta fare entrare il mio cazzo nella sua calda e ormai bagnatissima fica.
Dopo dieci minuti di sfrenato sesso, lei non resse più e cominciò ad avere un lungo e profondissimo orgasmo.
Quando fu il mio momento, la feci alzare, la feci riaccovacciare ai miei piedi e le feci scomparire nella sua bocca il mio cazzo ormai al limite.
Lei cominciò a succhiare e a muovere su e giù la sua mano lungo la mia asta, fino al punto in cui le inondai la bocca di sperma.
Lei continuò, come fece con mio figlio, fino all’ultima goccia e quando ebbe finito si spalmò sulla faccia e sulle tette quello che non era riuscita ad ingoiare.
Nei due giorni che seguirono, mia nipote non mi rivolse la parola se non per salutarmi.
E quando fu il giorno della partenza salutò tutti tranne me. Io un po’ deluso, ma anche comprensivo del suo stato d’animo, me ne feci una ragione e feci per accomodarmi in macchina, ma lei si voltò, mi chiamò e dopo che la raggiunsi mentre mi salutava dandomi due baci sulle guance mi disse all’orecchio
” Sei stato fantastico, non lo dimenticherò mai
” Anch’io…
” Shhhhhh…
Mi fece segno col dito
” L’anno prossimo sarò da sola in vacanza in Grecia… CIAO ZIOOO.
E se ne andò! FINE

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