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Mia suocera Adele

è tutto pronto. I preparativi sono ultimati.

Domani si sposa mia cognata Anna. Gran fica di 26 anni; come mia moglie Angela del resto, che di anni ne ha 29, con cui sono sposato da 4.

D’altra parte i loro genitori sono due gran belle persone e più di mio suocero lo è mia suocera Adele. All’età di 53 anni è ancora una donna così piacente da far girare per strada uomini di tutte le età. Un po’ è dovuto anche al tipo di abbigliamento che è solita portare: di classe ma sempre con un non so che di provocante per mettere in risalto il suo corpo che vi assicuro già al naturale non ha bisogno di nessun aiuto per essere notato.

Io sono Claudio, ho 33 anni e mi ritengo fortunato ad avere sempre intorno tre donne così. Inoltre sono subito stato preso a ben volere da mia suocera la quale fin dall’inizio mi ha considerato come un figlio. Il suo carattere gioviale e socievole ha fatto si che diventassimo molto amici. Non sono poche le volte che si rivolge a me, più che al marito, quando ha bisogno del parere di un uomo.

Mio suocero Mario, uomo di 55 anni, insieme a suo fratello Lino, coetaneo di mia suocera, gestiscono un ristorante abbastanza rinomato dalle nostre parti. Lo costruirono come una scommessa quando erano poco più che ventenni, passando dall’attività agricola che i loro genitori gli avrebbero lasciato, ad un’attività orientata al turismo che fortunatamente per tutti noi ha avuto negli anni un successo quasi inaspettato.

A quell’epoca fu rinnovato il piano regolatore di questa zona e una buona parte del terreno agricolo dei nonni di mia moglie, utilizzato da sempre per la coltivazione ed il pascolo, diventò edificabile.

Il terreno fu diviso in lotti ed una parte di questi fu venduta a società immobiliari e con il ricavato fu costruito l’edificio dove abitiamo noi e a poche decine di metri l’edificio dove si trova il ristorante. Ognuno di questi edifici ha sul davanti un viale che lo collega alla strada principale ed inoltre sono collegati tra loro con un vialetto secondario. Tra queste costruzione c’è una siepe sempre ben curata alta un paio di metri il cui scopo è tutelare la privacy della nostra abitazione dagli eventuali sguardi indiscreti dei clienti del ristorante.

Dopo la cerimonia sarà proprio in questo ristorante che gli sposi, insieme a circa 200 invitati, si intratterranno per il pranzo nuziale che, come il nostro, si preannuncia faraonico.

I preparativi sono stati comunque lunghi e faticosi per tutti. Ma la mamma è sempre la mamma ed Adele non fa eccezione. La sua dedizione è stata totale e credo proprio che passato domani, dovrà dedicarsi a se stessa e riposarsi.

è una bella giornata di metà giugno e abbiamo imbandito una tavolata con ogni ben di dio nel giardino sotto casa perché tra un paio d’ore, verso le 22 ci sarà la serenata alla sposa da parte dello sposo. è un’usanza tipica delle nostre zone con cui praticamente si da inizio ai festeggiamenti per il matrimonio. Per l’occasione è stata assoldata un’orchestrina che intratterrà amici, parenti e vicini di casa fin verso la mezzanotte con ballabili di vario genere intervallati da pause in cui ci si riposa, si scambiano due chiacchiere e ci si rimpinza di cibarie e bevande di ogni tipo.

Ecco infatti che verso le 21, 30 inizia ad affluire gente, fino ad arrivare al cuore della serata in cui ci sono almeno cento persone che fanno un notevole chiasso con canti, balli etc.

Io non sono un amante del ballo e quindi aiuto mia moglie e mio suocero nella logistica. Mia suocera invece sembra abbia ripreso vita. Non c’è un ballo cui non partecipi accompagnata da cavalieri sempre diversi. Mi fanno ridere per come se la litigano ma non posso dargli torto. In un metro e settanta di altezza si trovano concentrati nell’ordine due gambe, un culo e due poppe da paura. Porta una gonna sopra al ginocchio con spacco posteriore indossata apposta per potersi muovere liberamente e sopra una camicia il cui primo bottone in alto si trova all’altezza dell’inizio del solco dei seni. è visibilmente accaldata ed ogni tanto mi si avvicina chiedendomi da bere qualcosa di fresco. So che preferisce un bicchiere d’acqua con un goccio di vino disciolto dentro e questo che gli sto dando ora è il quarto. “Dovresti riposarti un po’ Adele sei tutta sudata” gli dico amorevolmente mentre ne osservo il decolté . Lei poggia una mano sul mio petto mentre sorseggia la bevanda e risponde: “Lo so ma devo resistere ancora stasera e domani poi seguirò il tuo consiglio. Tu piuttosto mi avevi promesso qualche ballo ed invece ancora non ti proponi”. “Hai ragione, ma a quanto vedo bisogna fare la fila per poter ballare con te” ribatto accennando con la testa ai vari maschi in attesa che anche stasera, discretamente e senza farsi notare dalle rispettive consorti, se la mangiano con gli occhi. Mi sorride maliziosa: “Tu non devi fare nessuna fila, Claudio” e mi prende per mano portandomi in mezzo al mucchio dei danzanti.

L’orchestrina sta eseguendo una specie di saltarello e nonostante la differenza d’età fatico non poco a starle dietro. Ognuno ha le mani sul fianco dell’altro e saltando al ritmo della musica non posso non notare le sue mammelle che si sollevano a gonfiargli la parte alta della scollatura per poi ricadere verso il basso. Ogni volta ho un tuffo al cuore. Possibile che una donna dell’età di mia suocera possa eccitarmi più di una con venti anni di meno? Eppure a giudicare da ciò che sento tra le gambe è così. Inoltre la prova che non succede solo a me la ho continuando ad osservare quanti tra gli ospiti la guardano con occhi famelici.

“Uff…Con te sono più tranquilla Claudio…posso lasciarmi andare un po’ di più. Con gli altri invece devo comunque tener presente che sono la madre della sposa. Quando mi invitano a ballare non posso dirgli di no, mi capisci? Sarebbe un atto di scortesia. Per cui cerco di riposarmi ballando con te”. “Grazie del complimento Adele” gli rispondo piccato. “Ma che hai capito! ? ” replica sorridendomi divertita, “mica ballo con te solo per quel motivo. Unisco l’utile al dilettevole. Ce ne fossero la in mezzo di bei ragazzi come te” termina indicando con la testa la zona dove sono alcuni tra quelli a cui ha promesso un ballo. “Ma adesso pensiamo a noi. Ci facciamo questo e il prossimo? “. “Perché no? In fondo se ti devi riposare sono qui apposta” la provoco. “Valà! Hai capito benissimo cosa intendevo… che caldo, … posso? ” chiede mentre con la mano destra prende il primo bottone della camicia con il chiaro intento di sbottonarlo. Stasera è permesso tutto, penso. Adele stessa, anche con tutta la confidenza che ha con me, in altre circostanze non avrebbe mai osato chiedermi una cosa simile. Mi permetto perciò di risponderle anche io sullo stesso tono: “Magari! ? “. “Claudio!! ” fa lei con aria finta severa ma poi slaccia il bottone e si allenta il colletto permettendomi di vedergli le grosse poppe fino al reggiseno. Deglutisco a fatica. La guardo tra l’eccitato ed il preoccupato e lei se ne accorge. “Non ti preoccupare. Appena finiamo di ballare insieme lo richiudo. A te va bene ma mica posso mostrare certe cose a quelli la… o ti da fastidio che stia così… sai, alla mia età…”. “Ma che dici Adele. Lo sai benissimo che fai la tua bella figura anche a fianco delle tue figlie”. Resta compiaciuta a sentire quelle parole e per i successivi cinque minuti balliamo guardandoci in modo strano con me che spesso, con il suo consenso, abbasso gli occhi su quella generosa scollatura a vedergli il solco tra le poppe che si allarga e si stringe al ritmo dei nostri movimenti.

Vi confesso che dopo il ballo sono rimasto eccitato per tutta la serata e tornato a casa sono letteralmente saltato addosso a mia moglie la quale ne è rimasta piacevolmente sorpresa vista la stanchezza che abbiamo accumulato.

Quello che non so è che lei si è gustato tutto il mio ballo con la madre e si è anche accorta del fatto che quest’ultima si è sbottonata la camicia e poi di come io gli ho guardato insistentemente le poppe. Sa benissimo quindi quale è il motivo di tanta mia foga ma stranamente non si sente turbata o gelosa, bensì eccitata come se non più di me.

Alle 10, 30 vengono celebrate le nozze tra Anna e il suo da ora in poi marito. La cerimonia si svolge in un santuario fuori città immerso nel verde. Un po’ per il luogo un po’ per rispetto, in quell’ora che dura il rito tutti gli invitati partecipano con trasporto all’evento.

Subito dopo la cerimonia arriva il momento delle foto con i novelli sposi e a seguire il ritorno verso il ristorante.

Già all’aperitivo l’umore degli invitati passa da raccolto per il rito religioso ad euforico, per sfociare nel vero stato d’animo dei festeggiamenti civili.

Il pranzo è talmente abbondante e le pietanze così gustose che alla fine dei primi piatti bisogna fare una lunga pausa prima di passare ai secondi. Alcuni invitati escono in giardino a prendere una boccata d’aria, altri lo fanno per sgranchirsi le gambe, altri ancora per fumare una sigaretta. Le signore portano a spasso i bambini, alcune ne approfittano per darsi una rinfrescata e controllare il trucco nei bagni.

Io mi avvicino a mio suocero e chiedo come va. “Nessun problema Claudio. Cuochi e camerieri sono così esperti che non hanno bisogno né del mio controllo né di quello di Lino. Dobbiamo stare tranquilli e gustarci anche noi i festeggiamenti” conclude dandomi una pacca sulla spalla. Poi torna verso parenti ed amici.

Nonostante la stanchezza Anna è veramente bella. In questo momento è sola al tavolo. Suo marito si è avvicinato ai suoi parenti ed io ne approfitto per avvicinarmi. “Come va? ” le chiedo chinandomi sul tavolo davanti a lei. “Oh Claudio…è tutto così bello! Peccato che non sono nelle condizione di apprezzarlo completamente. Tra la stanchezza e la tensione mi sembra di vivere in un sogno”. “Mi dispiace per te ma è tutto reale. Ormai ti sei legata a lui” gli dico scherzando ed indicando il marito. “Ma che dici! ” replica facendo finta di essere offesa e dandomi uno schiaffetto sulla guancia. Ridiamo tutti e due con gusto e sembra che questo le faccia bene. Quando sto per rialzarmi e tornare da mia moglie mi blocca. “Mettiti un po’ più dritto” mi sussurra. Ho l’aria sorpresa. Non capisco cosa abbia in mente. “Cerca di coprirmi alla vista degli invitati”. Mi giro e mi sposto posizionandomi meglio che posso per lo scopo. “Bravo. Fermo così”. Prende un fazzoletto nella borsetta e se lo passa sul decolté. Poi mi guarda un attimo titubante, infine lo infila tra le poppe ad asciugare il sudore. Continuiamo a guardarci mentre per qualche secondo compie questa opera ed io mi vergogno ad abbassare lo sguardo per curiosare…anche se la voglia è tanta e qualche volta succede. “Grazie Claudio…sei un tesoro” mi dice rimettendo a posto il fazzolettino di seta. “Anna Anna…” le rispondo scuotendo la testa mentre lei mi sorride divertita per la mia espressione. “Che c’è? ” chiede provocatoriamente, “mi sembra che Angela le abbia grosse come me… quindi dovresti essere abituato a certe visuali”. “Non ci si abitua a certe cose Anna. Più se ne hanno meglio è”, le rispondo. “Lo terrò presente per quando torno Claudio” termina con espressione maliziosa.

Quando torno da mia moglie e sto per sedermi mi rivolgo ancora ad Anna e la trovo che mi sta guardando sorniona.

“Ma dove è finita la mamma? ” chiede Angela. “Non ne ho la più pallida idea. Forse è in bagno a darsi una sistemata”: “No, perché ci sono stata io…forse ha preferito andare a darsela a casa, magari anche per allontanarsi qualche minuto da questa confusione”. “Se vuoi vado a dare un’occhiata”, gli dico premuroso. Sembra che non aspettasse altro: “Grazie Claudio, mi faresti un grosso favore. Io non posso muovermi… sai com’è, dovesse servire qualcosa ad Anna”.

Esco dal ristorante ed imbocco il viale secondario che lo collega con la nostra casa. Adele abita al primo piano. Al secondo abitiamo noi e alla mansarda andrà ad abitare Anna.

Entro dal portoncino e salgo la rampa di scale trovandomi sul pianerottolo davanti la porta dei miei suoceri. è chiusa ma le chiavi sono infilate e sento all’interno delle voci indistinte. Mi insospettisco ed apro senza suonare entrando ed avanzando nel disimpegno che termina davanti ad un arco oltre il quale c’è il salone. Al centro c’è un bel tavolo del XVIII secolo e davanti, sulla parete opposta a quella dove mi trovo, uno specchio dello stesso stile di due metri di lunghezza per uno e cinquanta di altezza. Adele è li, con le mani poggiate sul tavolo che mi da la schiena ma con il viso e tutta la parte anteriore perfettamente visibili dallo specchio. Ha la testa bassa con il mento poggiato al petto. La giacca del tailleur sbottonata e la camicia scomposta e semiaperta. La gonna invece è arrotolata fino alla vita a scoprirgli lo splendido sedere che in parte è nascosto dalla figura di un uomo che, in ginocchio dietro di lei, le tiene le chiappe aperte e la faccia affondata in mezzo. Anche se non lo posso vedere ne riconosco il vestito: è Lino, suo cognato, il fratello del marito! Il silenzio è totale. Riesco ad ascoltare solo i loro gemiti soffusi e il rumore della lingua di Lino che lappa la fica di mia suocera la quale indubbiamente gradisce il servizio.

Adele ha le gambe leggermente aperte con il culo che sporge all’indietro per favorire il lavoro del partner. Sono coperte da calze a rete autoreggenti e terminano in un paio di scarpe con tacchi a spillo veramente adatte alla situazione…non a questa situazione, avrete capito che mi riferisco al matrimonio della figlia. Il suo culo si muove in avanti e indietro, verso destra o verso sinistra. Il tutto per cercare di ottenere il massimo del piacere da quella lingua che la sta esplorando nell’intimo. Lino non smette un minuto di palparle le pastose chiappe che, noto con meraviglia, sono completamente abbronzate. Non essendo Adele tipo da lampada solare ne devo dedurre che quando è sola prende il sole in tanga…o completamente nuda! ?

Lei da brava padrona di casa conosce e riconosce ogni piccolo rumore che si può produrre all’interno delle mura domestiche e quel lieve cigolio che sente per un secondo dovuto alla mia gamba, che per vedere meglio muovo, spostando leggermente una vecchia sedia a dondolo, la insospettisce. Infatti neanche con le finestre aperte ed i corridoi a corrente ha mai sentito quella sedia muoversi da sola. Mentre Lino continua imperterrito la sua opera lei alza la testa allo specchio e guarda verso l’ingresso. Solo a questo punto mi accorgo che si è allarmata ma è troppo tardi. Mentre mi ritiro avverto chiaramente il suo sguardo su di me: mi ha visto!! Decido allora di giocare d’azzardo e, dopo aver fatto un profondo respiro, lentamente mi riaffaccio sulla sala dirigendo lo sguardo direttamente verso lo specchio. Lei è ancora la che mi fissa sbigottita ma, forse per lo stupore, forse per la paura, non si muove. Tutto continua per una serie di secondi che sembrano interminabili come se non fosse successo niente. Lino, inconsapevole di quanto sta succedendo sopra la sua testa, continua a leccarla e massaggiarla con passione ed io non posso fare a meno di spostare più volte lo sguardo sulle parti basse della mia cara suocera. Ora però il suo corpo è immobile, non segue più l’istinto dettato dal piacere. Il suo culo è rigido ed ho l’impressione che da un momento all’altro riattacchi la spina ed inizi ad urlare o qualcosa del genere. Per impedire che ciò avvenga, metto il dito indice davanti alla bocca e le faccio segno di rimanere in silenzio. Lei recepisce il messaggio ma è smarrita e non sa cosa fare e comunque non riesce ad essere del tutto indifferente al lavoro di Lino per cui ogni tanto chiude gli occhi e manda indietro la testa presa dal piacere. Poi si ricompone e va avanti così per qualche minuto mentre io assisto con un leggero quanto malizioso sorriso sulle labbra. In quei minuti ho avuto la furbizia di scattare qualche foto con il telefonino per bloccare alcune scene più che eloquenti.

In un momento di lucidità riesce a prendere la decisione di fermare il suo focoso amante.

“Basta Lino! Non ci riesco…non mi sento tranquilla. Se ci cercano oppure se qualcuno entra in casa…pensa che figura. Rischiamo di festeggiare un matrimonio e contemporaneamente un divorzio”. Lino sulle prime cerca di convincerla a continuare. Evidentemente non era a quello che doveva limitarsi la festicciola. Ma sa comunque che Adele a ragione. Non è quella la giornata adatta per certe cose. Suo malgrado si alza, si da una sistemata e dice: “Va bene Adele, ma me ne avanzi una. Ora è meglio che vada. Tu aspetta qualche minuto a raggiungerci al ristorante altrimenti qualcuno potrebbe malignare”. Adele è ancora nella posizione in cui l’ho trovata quando sono entrato. Ora però ho la visione completa del suo bel culo. Lino si china su di lei ed io ne approfitto per scattare un’ultima foto mentre le tasta il seno e le da un bacio sul collo. Poi si allontana per venire verso l’uscita. Io però avendo intuito la cosa mi sono per tempo nascosto nello sgabuzzino e ne esco solo quando sento la porta d’ingresso chiudersi.

Nei pochi secondi che sto chiuso nello sgabuzzino, nella mia mente realizzo ciò che fino ad ora non avevo messo a fuoco a causa della scena così erotica a cui assistevo. Riguardo le foto scattate e, specialmente nell’ultima, attraverso lo specchio, sono ben visibili i volti dei due amanti. Ho Adele in mio potere! Quando entro nella sala la trovo che sta riabbottonandosi la giacca e si è già risistemata la gonna che ora copre le sue gambe fin poco sopra il ginocchio.

Mi guarda e non sa cosa dire. Sa benissimo che è inutile accampare scuse.

Io però so sia cosa dire che cosa fare.

Mi avvicino a lei e gli metto davanti al viso il cellulare facendogli vedere le foto che le ho fatto insieme a Lino. Quando arrivo all’ultima capisce anche lei che è in mio potere.

“Rimettiti in posizione Adele. Voglio terminare io quello che non ha potuto terminare Lino…sono sicuro che ci guadagneremo tutti e due. Il suo carattere tanto socievole quanto combattivo fa si che le sue guance diventino rosse per la rabbia ma è troppo intelligente per non capire che non può far altro che assecondarmi. Conoscendomi sa che non tornerò indietro dalla decisione presa e non ci prova nemmeno a dissuadermi.

Assume un atteggiamento fiero e si gira dandomi la schiena e guardandomi di nuovo dallo specchio. “A patto che dopo cancellerai dal cellulare quelle foto” mi dice non in tono di supplica ma di ordine. “Per me va bene Adele. Le cancellerò proprio qui, davanti a te”.

Sbottona la giacca, tira su la gonna, poggia le mani sul tavolo e con un movimento deciso tira indietro il culo. Hai capito la signora? Indossa un tanga che è uno schianto! Se possibile, con quell’indumento indosso il suo culo acquista ancora maggior erotismo. Pregustando la succulenta scopata il mio cazzo è così in tiro che ho paura si spezzi. Tolgo scarpe, calzoni e slip. Voglio stare comodo nei prossimi dieci minuti.

Mi posiziono dietro di lei e mi chino per tirarle giù fin sotto le chiappe il minuscolo slip. A cosa fatta mi tolgo anche io lo sfizio di prendergliele e massaggiarle, allargandogliele per guardare i tesori che racchiudono. Ha il forellino anale perfettamente depilato. è contornato da un piccolo anellino marrone ancora leggermente dischiuso per il piacere che Adele prima stava provando. Le labbra della sua fica sono carnose. Anch’esse dischiuse sono molto scure all’esterno e di un rosa acceso all’interno. Qui la peluria e nerissima e non più lunga di mezzo centimetro, ma folta e ben curata. Gli umori che riesco a vedere sono in parte di Lino ed in parte suoi.

è stata preparata al punto giusto.

Mi alzo e gli poggio tra le labbra la mia cappella iniziando a muoverla con moto rotatorio.

Con un ultimo tentativo cerca di farmi desistere: “Se entra qualcuno…”. Gli faccio cenno di no con la testa e nello stesso tempo gli poggio sul tavolo le chiavi di casa che prima di venire nella sala ho avuto l’accortezza di togliere dalla serratura.

Nello stesso istante in cui capisce che non tornerò sui miei passi ne ha la riprova sentendo il mio cazzo affondare completamente dentro di lei. Mi gusto la sua espressione sorpresa nel rendersi conto delle dimensioni del mio arnese: un salamino di 23 centimetri che le arriva fino alla bocca dell’utero. Capisco che né suo marito né Lino sono altrettanto dotati e questo mi inorgoglisce e nello stesso tempo mi fa sperare che alla fine Adele resti soddisfatta a tal punto da sostituire Lino con me. Inizio a scoparla lentamente e da come riesco a scorrere in lei ho subito la riprova che è ben lubrificata. “Ora lasciati andare Adele…in fondo penso di essere meglio di Lino, o no? ” le chiedo amichevolmente per spezzare il clima che si è creato tra noi. “Su quello non ci sono dubbi Claudio, ma ti rendi conto che sono la madre di tua moglie? “. “Certo che me ne rendo conto, ma cerca di capire…io sono come tutti i maschi che ti guardano quando passi per strada, con la differenza che ti vedo tutti i giorni da me anche in indumenti succinti. Non puoi pensare di non farmi alcun effetto solo perché sono tuo genero”. Glie lo dico mentre guardo la mia pancia che sbatte ripetutamente sulle sue morbide chiappe e appena ho terminato di dirlo alzo gli occhi e la trovo che mi guarda compiaciuta sia per ciò che ho detto sia per la bramosia con cui le guardo il culo. Come si accorge di essere osservata cerca di riassumere un aspetto serioso come a ricordarmi che comunque vadano le cose sono io che l’ho costretta ad un simile atto. A me va bene ma voglio averla vinta io per cui inizio a scoparla con maggior impeto e le dico: “Ok! Se non vuoi partecipare faccio da solo…ma almeno sbottonati la camicia e tira fuori le grosse zinne che ti ritrovi”. Sono talmente eccitato che non mi rendo neanche conto di come parlo a mia suocera. Lei infatti resta sorpresa da tanta sfrontatezza ma, pur di arrivare alla fine, decide di accontentarmi. Con una mano sbottona la camicia fin al bordo della gonna e ne allarga i lembi a scoprire un reggiseno che fa il paio con il tanga talmente è striminzito anche lui. Ha la parte superiore delle areole a vista. Se i capezzoli non sono ancora usciti è solo perché sono talmente dritti e duri da fare da appiglio alla stoffa. Con movimenti abili mette a nudo prima una poi l’altra mammella. Anche loro sono completamente abbronzate con le areole ed i capezzoli ancora più scuri. Le areole in particolare hanno un diametro di sei o sette centimetri, perfettamente circolari e delineate rispetto alla pelle del resto della mammella. Sono la perfezione per gli standard che piacciono a me. Sono un po’ più grosse di quelle di Angela che porta una quinta, quindi Adele si avvicina alla sesta! Per rispetto non glie le tocco ma mi limito a guardarle oscillare al ritmo che do alla scopata. Adele non fa niente per assecondarmi. Non muove il culo neanche di un centimetro ma non riesce a controllare le contrazioni interne della sua calda fica che in modo autonomo mi munge divinamente. Quando entro in lei sento chiaramente le pareti rilassarsi mentre quando esco le sento strizzarmi. è qualcosa che non tutte le donne riescono a fare mentre a mia suocera viene spontaneo. Beato mio suocero che se l’è scopata per trent’anni!

Cerco di resistere più che posso perché non so se si presenterà un’altra occasione del genere. Quando non ce la faccio più glie lo dico chiaramente: “Sto venendo Adele! … Ti sborro nella ficaaaaaa……mmmmmm”. Sento chiaramente i grossi getti di sborra che le annaffiano le pareti vaginali e a quel punto ho la soddisfazione di vedere mia suocera che, ad occhi chiusi e con espressione estasiata, si morde le labbra, rossa in viso per cercare di non urlare il proprio piacere. Ho vinto io! Chissà quali conclusioni ne trarrà Adele nei prossimi giorni.

Resto in lei aspettando di riprendermi, accarezzandole i fianchi e le cosce, massaggiandogli con la pancia le morbide chiappe e guardandola mentre, avendo alla fine issato bandiera bianca, si gusta queste mie coccole. Le sue opulente poppe, tenute più su del naturale dalle coppe del reggiseno che ci sono sotto e che gli fanno da davanzale, sono meravigliose. Così, spogliata a metà, è ancora più sensuale che nuda. Anche se sono sicuro che passare un paio d’ore a letto con lei completamente nuda e partecipe deve essere un’esperienza indimenticabile.

Mi sfilo da lei e la faccio girare. Non riesco a fare l’indifferente davanti a tanta abbondanza di zinne e stavolta glie le prendo ed inizio a massaggiarle con gusto. Poi mi chino a baciargli e ciucciargli per alcuni secondi prima un capezzolo poi l’altro. Quando mi rialzo sembra quasi che la bufera sia passata. “Contento ora? ” mi dice accarezzandomi la guancia con espressione addolcita ma sempre sorpresa e stordita per quanto è successo poco prima con suo cognato.

Placata l’eccitazione, ora siamo ambedue imbarazzati e in silenzio ci puliamo e ci rivestiamo. Prima di uscire prendo il cellulare mostrandogli che cancello le varie foto. Non sa che un attimo prima le ho spedite per e-mail al mio PC.

In un moto di riappacificazione mi chiede: “Come sto? “. Voglio sorprenderla e mi avvicino dicendole: “Che donna che sei Adele, come vuoi che tu stia? Sempre benissimo”. Questa volta mi sorprende lei. Mi tira a se prendendomi per la cravatta e mi da un timido bacio in bocca: “Adulatore… ma continui a scordare che sono tua suocera”, sussurra mentre si appresta ad uscire.

Quando torniamo al ristorante mia moglie tira un sospiro di sollievo: “Pensavo fosse successo qualcosa” dice tranquillizzandosi. “E che vuoi che succeda? Mi stavo dando una rinfrescata e nel frattempo ho tolto le scarpe che mi fanno un po’ male” risponde Adele. Poi si volta verso di me: “Claudio è stato così gentile da aiutarmi a rilassarmi qualche minuto e da non lasciarmi sola mentre ero a casa…spero non ti sia annoiato! “. “Vuoi scherzare Adele! è stato un piacere” le rispondo stando al gioco.

Il resto del pomeriggio trascorre nel più classico dei modi con canti e balli in onore degli sposi che domattina sul tardi partiranno per il viaggio di nozze.

Io e Adele ci siamo parlati molto poco perché comunque dobbiamo assimilare quanto è successo. Da parte mia non sono pentito di ciò che ho fatto. Se lei ha voglia piuttosto che farla scopare da un altro è meglio che resti tutto in famiglia. Da domani cercherò di capire quali conclusioni ne trarrà lei. Mia moglie Angela invece mi guarda ogni tanto in modo strano, non capisco come possa sospettare qualcosa ma non vorrei che il sesto senso delle donne per certe cose le abbia fatto nascere nella mente qualche dubbio su come sono andate realmente le cose tra me e mia suocera.

La mattina dopo mi sveglio verso le dieci e sento dalla cucina le voci di mia moglie e sua madre che chiacchierano mentre preparano la colazione che tra un po’ porteranno ai neo sposini. Mi sento un po’ sul rinco sia per qualche bicchiere di vino di troppo sia per la lunga giornata che abbiamo trascorso ieri. Indosso un paio di calzoncini restando a dorso nudo e vado da loro per reclamare la mia colazione.

“Ecco il nostro dormiglione! ” esclama Adele sorridendomi. La giornata inizia bene. Pensavo invece che mi avrebbe tenuto il broncio. “Dacci ancora pochi minuti poi prepariamo anche la tua colazione” continua mentre prepara il vassoio. Anche se ancora mezzo addormentato noto subito che ambedue non indossano il reggiseno. Mia moglie porta un vestito di maglia elasticizzata che gli aderisce completamente al corpo. La parte superiore è senza maniche mentre la parte inferiore è a minigonna e termina poco sotto la chiappa. Lo usa spesso ma solo per casa nei periodi caldi e nonostante ciò ancora non mi sono abituato a vederla così. L’ho sempre trovata molto provocante con tale abbigliamento e lei lo sa perché glie lo ho detto in più di una occasione.

Adele invece indossa un prendisole a casacca molto comodo e lungo fin sotto al ginocchio ma molto scollato e chinata sul tavolo mi permette di guardarci tranquillamente dentro senza notare traccia di reggiseno.

Tra una chiacchiera e l’altra i preparativi durano altri cinque minuti e durante tutto questo tempo non mi accorgo che la mia attenzione è monopolizzata dalla scollatura di Adele. Chi se lo accorge è invece Angela che però, invece di arrabbiarsi, sembra quasi avere conferma di quanto sospettava ieri pomeriggio.

“Ecco fatto; mi sembra che non manchi niente” dice Angela soddisfatta mentre guarda il vassoio pieno di ogni ben di dio. “Vorrei vedere”, le rispondo, “lì sopra c’è da mangiare per almeno dieci persone”. “E invece è solo per due ma dovrebbero essere abbastanza affamati” sogghigna Adele facendoci capire che si riferisce alle attività che dovrebbero essere tipiche della prima notte di nozze. Poi prende il vassoio e rivolgendosi ad Angela: “Aprimi la porta poi torna a far fare colazione a tuo marito, non è giusto trascurarlo più di tanto, non trovi? ” e si incammina non prima di avermi rivolto un’occhiata che al momento non riesco ad interpretare.

“Ora tocca a te” mi fa Angela passandomi a fianco per tornare davanti ai fornelli dove mi versa latte e caffè in una tazza. Altra cosa che noto mentre mi da le spalle è che sotto il vestito indossa un tanga che le disegna un sedere diviso in due in modo perfetto. Le sue chiappe ora sono a malapena coperte dal tessuto che essendo elasticizzato tende a tirarsi su man mano che lei si muove. Sotto le chiappe partono due gambe snelle, ben curate ed abbronzate che terminano in un paio ci scarpe di stoffa allacciate alla caviglia con un discreto tacco. Come vi ho già detto mia moglie è una gran figa e tra lei e sua madre già di prima mattina mi hanno fatto armare.

Si gira ed avvicinandosi con la tazza ed i biscotti ride della mia espressione comica. “Hai lo stesso sguardo che poco fa riservavi alla scollatura di mamma” dice senza mezzi termini. Mi spiazza perché non mi aspettavo una tale affermazione e non so cosa rispondere. La guardo impacciato cercando una qualche frase di circostanza per mascherare la figuraccia che sto facendo: scoperto da mia moglie mentre guardo la madre! “Ma no…cosa vai farneticando Angela…è che mi stava davanti e allora…insomma io…. “. Questo mio goffo tentativo di scusarmi la diverte ancora di più. “Guarda che non c’è niente di male. Lo so benissimo che mamma è ancora una bella donna, cosa credi? “. Mi poggia la tazza davanti e mentre inizio a fare colazione fa un’altra domanda esplicita. “Anche ieri quando sei andato da lei durante il pranzo sei stato tutto il tempo a guardarla? “. Poi ci pensa un attimo e lancia l’affondo finale. Questa volta, con voce incerta chiede: “Oppure c’è stato dell’altro? “. Questa domanda che ha il tono di un’affermazione ha l’effetto di mandarmi di traverso il sorso di latte che sto bevendo e a questo si aggiunge la mia espressione che lascia pochi dubbi ad Angela sulla veridicità dei suoi sospetti.

Ora sono guai penso mentre mi fissa con uno strano sguardo.

Si china su di me e senza che io abbia il coraggio di voltarmi a guardarla mi sussurra all’orecchio: “Sei un porco Claudio! Ti sei scopato mamma! ? “. Avverto subito un tono più complice che arrabbiato e la cosa mi sorprende. Mi giro lentamente mentre lei si rialza come elettrizzata all’idea che io mi sia fatto sua madre. Ne studio espressione e movimenti ed ho la conferma di quanto pensavo: è chiaramente eccitata. La cosa in un attimo eccita a dismisura anche me: mia moglie va su di giri nel sapere che scopo con sua madre!! Gli dico una bugia per non mettere in mezzo suo zio. “L’ho trovata sul divano che si masturbava Angela” gli dico convinto, “…non ho resistito. Ci è sembrato un segno del destino trovarci in quella situazione uno davanti all’altra. Era chiaro che aveva bisogno di un maschio. Forse lo stress di questi giorni gli ha fatto sentire la necessità di sfogarsi e tuo padre impegnato dalla mattina alla sera al ristorante per preparare il pranzo deve averla trascurata non poco. Però non mi sono mosso finché lei non si è girata e si è messa a pecorina sul divano. Era una chiara richiesta d’aiuto…”. “Ora si chiama richiesta d’aiuto una scopata? ” mi risponde sempre più eccitata ma cercando di fare la faccia dell’arrabbiata. “Insomma Angela! Non te lo devo dire io che culo che si ritrova tua madre! A quel punto era una questione d’onore! “. Si mette di fronte a me dall’altra parte del tavolo e poggia i gomiti assumendo una posizione a novanta gradi. “E ce l’ha meglio del mio? ” chiede in tono di sfida. Sta giocando con me ma è un gioco che mi piace. Mi alzo e davanti a lei tolgo calzoncini e slip restando completamente nudo. Lei mi guarda vogliosa e soprattutto guarda il mio cazzo durissimo che la punta come ad avvisarla di ciò che tra un attimo sarebbe successo. “Dai Claudio, sbrigati che non ce la faccio più! ” mi supplica.

Gli vado dietro e quasi brutalmente gli tiro su la minuscola gonna che in quella posizione ha già messo a nudo buona parte del suo bel culo. “Sei una gran troia Angela! ” la provoco come lei ha fatto con me dandole una bella pacca su una chiappa. E continuo: “Lo vuoi nel culo o nella fica? “. “Dove lo hai messo alla mamma? ” chiede mentre le tiro giù e le tolgo il tanga. “Adele lo ha voluto per tutto il tempo nella fica; penso che potrebbe essere ancora vergine dietro”. Questo discorso ci sta mandando fuori di testa. Io ho il cazzo che mi fa male per quanto è duro e dalla fica di mia moglie gocciolano i suoi umori segno del piacere che prova al solo parlare di un argomento così tabù. Infatti come gli poggio la cappella tra le labbra se ne viene e me lo innaffia. “Aaaaahhhhhh….. Claudio! Porco che altro non sei! Scoparti la mamma….. mmmmmm….. e lo farai ancora? ……. voglio saperloooooo”.

Affondo in lei completamente ben conoscendo quel fodero che mi avvolge. Inizio subito a scoparla alla grande mentre le tiro sempre più su il vestito. Gli scopro le grosse zinne e mi ci aggrappo per dare più vigore ai colpi che le porto da dietro. Penso di farle anche un po’ male per quanto glie le strizzo ma sta godendo talmente intensamente che non percepisce nient’altro che piacere. Ce le ha grosse come la madre e immagino Adele che me lo prende tra le sue zinnone facendomi una spagnola da urlo. “Dimmelo tu Angela. Vuoi che la scopo ancora? Ti piace sapere che soddisfo anche tua madre? Se vuoi ti faccio vedere come la sbatto e come la faccio godere” termino quasi sperando che quanto ho detto si avveri. Angela, nel sentire certe proposte sconce se ne viene di nuovo. “Sei proprio un porco! …… sssssssiiiiiiiii……. adesso pensa a me Claudioooooooo…. Mmmmmm………ancoraaaaa, ancoraaaaa!! Voglio vedere proprio se godi più con me o con la mammaaaaa”.

Dopo quasi un quarto d’ora di pompate senza sosta Angela ha goduto tre volte e penso di essermi guadagnato anch’io di fare una bella sborrata.

Proprio in quel momento entra Adele e ce la troviamo davanti con il vassoio in mano che ci guarda smarrita. Non posso farmi sfuggire l’occasione. Devo fargli capire che Angela sa tutto e non è affatto arrabbiata…. anzi!! “Ciao Adele! Non ti preoccupare non dai affatto fastidio. Angela voleva che gli facessi lo stesso servizio che ho fatto ieri a te”. Angela alza gli occhi e incrocia quelli della madre all’inizio imbarazzati. So che devo resistere ancora un po’ per dare il tempo ad Adele di gustarsi la scena. è l’unico modo per sapere se andrà via o accetterà questo bel gioco a tre che gli stiamo proponendo senza mezzi termini. Prendo Angela per le chiappe scopandola con ancora maggior piacere sapendo di dar spettacolo per quella gnocca di sua madre. Le sue grosse zinne sbattono continuamente sul piano del tavolo facendo un rumore di un erotismo unico. Adele comincia ad avere il fiato corto. Si avvicina lentamente ad un lato del tavolo con la scusa di poggiare il vassoio avendo così un’ottima visuale dei nostri corpi. Io e Angela la guardiamo mentre lei alterna sguardi a noi e sguardi ai nostri sessi che si muovono all’unisono. “Se gli vengo dentro rischio di metterla incinta” dico rivolto ad Adele che deglutisce a fatica. Guarda la figlia che gli fa cenno di si con la testa ma è ancora indecisa sul da farsi. “Fa qualcosa Adele perché non ce la sto facendo più! Sto venendo e penso che sia un vero peccato far sprecare questo nettare”. Adele si inginocchia in modo da far stare il suo viso al fianco alle chiappe della figlia. Quando la vedo in posizione le dico: “Tira fuori quelle grosse zinne che ti ritrovi Adele! Le voglio avere a vista mentre ti sborro in bocca! “. Senza un attimo di esitazione lei esegue ed io tiro fuori il cazzo dalla fica di Angela e, girandomi leggermente di lato, lo metto davanti la bocca di sua madre che lo ingoia per tutta la sua lunghezza facendoselo arrivare in gola. Non ha tenuto conto delle mie dimensioni e quindi gli viene un conato di vomito ma la cosa dura poco. Quasi subito si abitua al mio uccello ed inizia a pomparlo facendolo uscire tutto dalla bocca per poi farcelo scomparire tutto nuovamente mentre io con le mani gli impasto le zinne. Poi gli metto una mano in testa bloccandogliela ed iniziando io a scoparla in bocca. Lo spingo dentro fino a che lei non sbatte con il naso sulla mia pancia. Lo tiro completamente fuori ed in qualche occasione glie lo sbatto sulle guance o glie lo strofino in faccia. Quando però decido di venire inizio a scoparla in bocca senza tregua sotto lo sguardo di Angela che ancora non crede ai suoi occhi ma che continua a godere grazie all’altra mia mano che la sta lavorando tra le gambe.

Ormai completamente partita Adele si tira su il prendisole e inizia a masturbarsi per venire anche lei insieme a noi. Quando sento Angela iniziare a godere per la quarta volta mando il primo getto di sborra in bocca ad Adele che come un segnale inizia a godere a sua volta. “Mmmmmm…… mmmmmmmm……mmmmmm……. ” è tutto ciò che riesce a dire con la bocca piena.

“Bravo Claudio” ansima mia moglie, “Sborra in bocca alla mammaaaaa…. mmmmmm……. fagli sentire quanto è buonaaaaaa…….. ssssssssiiiiiiii…….. lavale anche la faccia come fai con me……daiiiiii….. fammi vedere come gli sborri in facciaaaaaa……mmmmmmm……. !! “.

Angela è proprio andata ma ciò che sta dicendo toglie anche a me quel po’ di remore che ancora avevo nei confronti di mia suocera. Dopo un secondo abbondante getto, gli sfilo il cazzo dalla bocca ed inizio a schizzarle in faccia. Libera di sfogarsi lancia alcuni gemiti mentre riceve i miei schizzi in pieno viso. Ne sto facendo così tanta che sembra una pisciata più che una sborrata. Altri due schizzi la raggiungono sulla bocca aperta e sul mento, poi abbasso il tiro e il resto lo svuoto sulle zinne che lei si affretta a sollevare ed unire. Ce lo affondo in mezzo ansimante e spossato per l’intenso piacere provato ma loro non stanno meglio. Angela è completamente poggiata con il busto sul tavolo, sudata ed ancora a novanta gradi, con gli occhi socchiusi ed il respiro affannato e mia suocera, anch’essa sudata, continua a massaggiarmi il cazzo che mantiene strizzato tra le zinne, muovendole dolcemente. Per alcuni minuti stiamo così. Io in piedi mi sorreggo con una mano poggiata sulla schiena di Angela e con l’altra poggiata su una spalla di Adele. Poi non reggo più e sento la necessità di sedermi quindi mi scanso e stramazzo sulla prima sedia che trovo.

Mentre mia suocera inizia ad asciugarsi con un tovagliolo, Angela si solleva dal tavolo.

Guardo quelle due donne mezze nude, una più bella dell’altra; non riesco a capacitarmi del fatto che sono madre e figlia e che le ho avute insieme.

“Ma quanta ne hai fatta Claudio! ” esclama Adele mentre si pulisce le zinne. “è sempre stato molto generoso in questo, mamma” le risponde Angela, “però effettivamente credo che stavolta ti sei superato eh? ” continua rivolgendosi a me.

Scoppiamo tutti e tre a ridere e loro si avvicinano a me come per ringraziarmi del piacere che gli ho donato. Ancora mezze nude le abbraccio all’altezza dei loro pastosi culi una per lato affondando il viso una volta tra le zinne di mia moglie ed una volta tra quelle di mia suocera. Loro si guardano complici e Adele fa alla figlia: “Ma…. non vorrà già ricominciare! ? “. “Devi prima rimetterti in forze Claudio altrimenti non ce la farai con tutte e due”, mi dice Angela strizzando poi l’occhio ad Adele. Tiro un sospiro di sollievo quando vedo che quest’ultima invece di essere titubante su quella offerta della figlia ne è palesemente contenta. “Oggi ho fatto vedere ad Angela come ti ho preso ieri, Adele. La prossima volta farò vedere a te come spesso prendo lei” termino mentre con il dito indice solletico il suo buco del culo e quello di mia moglie che così capisce cosa intendo e sghignazza.

Adele accetta con aria incerta facendoci intendere che effettivamente potrebbe essere vergine dietro.

Sverginerò lo stupendo culo di mia suocera con l’aiuto della figlia? ?

Vi farò sapere come andrà. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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