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Mia zia e mia cugina

“Stasera tocca a teeè.. Stasera tocca a teeeè… stasera tocca a teeèe” questo era la cantilena che mia cugina insisteva nel propinarmi quando la zia apparve, dalla porta del bagno, con una sontuosa peretta in mano indicandomi di seguirla con l’inequivocabile gesto dell’indice della mano destra.
“Ma ma io… io sto bene… perché mi dovete fare una peretta? ” chiesi timoroso e annichilito….
“Su su dai, ora seguimi senza storie, sono giorni che ti controllo, so che fatichi a scaricarti, questo clisterino ti sistemerà tutti i tuoi disturbi, … forza vieni! ” mi ordinò in modo imperioso la zia e io non avevo altra scelta che seguirla, terrorizzato e pieno di vergogna anche per colpa della cugina Ines che non perdeva occasione di deridermi. Tremante mi alzai, la seguii in bagno, lei era seduta su un comodo sgabello, mi guardava e mi sorrideva,
“Chiudi la porta…. Tua cugina è una curiosona… sai come sono le bambine vero ? ? ” mi disse con dolce malizia
“Slacciati i pantaloni dai, mica ti vergognerai, un bel ragazzino come te.. ”
“Si Zia, eccomi, però ti prego… non farmi male” la supplicai mentre i miei pantaloncini corti cadevano sugli stinchi, “.. anche le mutandine? .. ” ma sapevo già la risposta. La zia infatti annuì a occhi socchiusi, il suo sorriso mi attirava a lei senza scampo, come un dolcissimo supplizio:
“Vieni Mauro, piegati sulle mie ginocchia, non sentirai nulla, vedrai… ”
Impietrito eseguii il suo ordine, piegai fino a lambire le sue calde cosce con il mio ventre, vergognandomi sentii anche il mio pisello catturato proprio tra le cosce della zia che lo strinse senza battere ciglio, appoggiai le mani per terra per stare in equilibrio, sentii la mano sinistra della zia spingere la mia coscia destra verso di lei, come per allargarmi le gambe, io tremavo… ero imbarazzatissimo ma insieme eccitatissimo, “Zia ti prego, fai piano… ” dissi pur di rompere un sacro silenzio preludio a una stupenda nuova esperienza.
“Mauro, stai fermo e rilassati, la tua zietta non ti farà nulla che possa darti dolore, tu collabora e vedrai … ”
Sentii le sue dita frugare tra i miei glutei, quasi un dolce e benefico solletico, girai il capo per vedere quanto più possibile le fasi dell’operazione, aiutato da uno specchio del mobiletto che mi permetteva di vedere cosa succedeva dietro di me, vidi la zia riprendere la peretta dal bordo della vasca e mentre la dirigeva verso il mio sederino, le sue dita aprirono le mia chiappe per mostrare il mondo al mio roseo sfintere che si vide baciare dalla punta di una grossa canula che, ben presto, dopo qualche tentennamento (secondo me voluto), la zia spinse dentro di me molto dolcemente facendomi scappare un “Ohohhooh!! ” di chiaro piacere più che di fastidio. La sensazione di pieno che ne ricavai fu mi provocò un tale da turbamento da rimanere con il fiato sospeso come in una piacevole constatazione di quello che stava per accadermi.
“Bravo Mauro, ora respira molto profondamente e senza affanno, così… mmfhhfhfh ohhaha mmfhhfhfh ohhaha mmfhhfhfh ohhha… ” La zia mi dava il ritmo per un corretto respiro, io la seguivo senza più alcun timore, anzi, il primo fiotto di tiepida camomilla mi trasmise un piacere tale da riuscire impossibile nascondere, infatti il mio piccolo cazzo si fece largo tra le gambe della zia e la mia vergogna venne mitigata da un sorriso compiaciuto della zia che si era stampato sul suo viso quando si accorso dello scivolamento del mio arnese tra le sue cosce.
La zia iniziò anche un lavoro di masturbazione anale roteando la peretta, sfilandola e reinfilandola con alta maestria, tutto mentre premeva con forza e determinazione sulla pera.
Fu durante questa fase (desideravo non finisse mai) che mi accorsi che mia cugina Ines, la stronzetta, stava spiando dalla porta e non solo, la sua mano era inequivocabilmente posizionata tra le sue cosce come per … masturbarsi.
Capii che quel momento era magico, l’eccitazione mi portava a dare a dare dei piccoli colpetti di reni per distendere e frugare meglio in l mio cazzo tra le cosce della zia la quale mi assecondava tranquillamente stringendo le cosce in fase di spinta e allargandole in fase di rilascio come per amplificare il mio godimento.
Sul finire della peretta (sigh! ) la zia prese a premere con estrema forza sulla pera, come per assicurarsi che tutto la camomilla presente nella stessa si trasferisse nei mie intestini. Fu in questa fase che notai sul suo viso una smorfia di forza e di impegno che portò la mia eccitazione alle stelle, al punto che stavo quasi per sborrare tra le sue cosce quando, improvvisamente… “Ok Mauro, come hai visto è andato tutto bene…. ” così dicendo sfilò la canula dal mio sederino, mi diede un buffetto sui glutei, mi fece alzare “… fatti quattro passi e poi scaricati pure tesoro” e, pur visibilmente eccitata, abbandonò il bagno lasciandomi proprio sul più bello, come un allocco.
Non sapendo cosa pensare e cosa dire, rimasi in bagno e, mentre pensavo di scaricarmi vidi mia cugina entrare …
“Ehi! La zia ti ha detto di fare del movimento prima di scaricarti… troppo comodo adesso! ”
“Ma tu che ne sai ? ” gli chiesi incuriosito coprendomi con un asciugamani vergognandomi del mio stato di eccitazione
“Ne so ne so” annuiva Ines, “Sapessi la mamma quante me ne fa.. ” aggiunse quasi sconsolata, ma con lo sguardo fisso sotto la mia vita, si, proprio lì, come sperando di vedere meglio….
“Ma tu non ti ribelli mai ? ” chiesi tentando di sviare la situazione
“No No, oramai è diventato quasi un gioco, del resto la mia stitichezza è cronica e io ne ho bisogno, sai….. ” si avvicinò a me con un sorrisetto malizioso tale da aumentare il mio già preoccupante stato di erezione, puntò la sua boccuccia al mio orecchio e sottovoce… ” …. se passi stasera dalla mia camera potrai vedere la zia farmi un clistere, e poi a me manca sempre qualcosa che ora non intendo farmi scappare… ” e così dicendo posò il palmo della sua mano sulla prominenza dell’asciugamano dove sotto pulsava il mio cazzo…..
“Ines ? ! ? ? ! … ma … che fai? ! ? ! ” balbettai mentre l’asciugamano cadde subito e, inutile negarlo, fui in balia di una sega che Ines, con maestria, mi praticò con estremo godimento delle due parti ma che finalmente portava un naturale sfogo a una somma di emozioni erotiche cerebrali che in pochi minuti cambiarono tutte le mie fantasie erotiche da lì a sempre! FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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