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Miria mia cugina

Il rapporto tra me, un ragazzo di 30 anni, e mia cugina Miria di 19 anni è giunto al culmine della passione, di amore e di sesso, scoppiata all’improvviso all’inizio di questa estate del 2002.
Abitiamo insieme con le nostre rispettive famiglie in una villa bifamiliare della collina torinese.
Dall’inizio dell’estate, durante le vacanze trascorse al mare, sulla spiaggia di Alassio, mi sono accorto che l’interesse per Miria la mia cuginetta si è trasformato in un desiderio folle di possederla.
Ma andiamo per gradi..
Ho sempre considerato Miria come la mia sorellina , fin da piccola da quando lei di pochi anni, si è trasferita nella villa che i nostri genitori hanno costruito insieme. I nostri rispettivi padri sono fratelli e molto uniti, tanto che le rispettive famiglie vanno d’amore e d’accordo.
Miria fin da piccola era una bambina stupenda, bionda con capelli d’oro color paglia di grano, occhi verdi vispi, sempre sorridente e sempre pronta a buttarsi fra le mie braccia, pronunciando gia a 4 o 5 anni la frase ” Tu sei il mio ragazzo” mentre mi stringeva con tutta la forza delle sue braccine. Io ero felice di questa esuberanza, adoravo questa bimba spensierata, la accompagnavo all’asilo, poi a scuola, le sono stata vicino sempre in ogni occasione difficile, per lei.
Io ero il suo cuginetto-fratello-fidanzato preferito, così ripeteva spesso allora..
Nel tempo ho visto sbocciare la sua bellezza, diventava alta più o meno come me intorno a m. 1, 75. Il suo corpo armonioso si formava con perfezione fino a raggiungere la bellezza statuaria e mozzafiato di oggi.
Bionda, occhi verdi, bocca regolare con labbra pronunciate, un seno da terza misura con un vitino stretto confinante con un culetto rotondo perfetto.
Fino all’estate scorsa ho solo ammirato la sua bellezza in fiore, non ho mai visto la ragazza sexy e sensuale che è.
Al mare, quest’anno, avvolta in quel suo costume, oserei dire un’ipotesi di costume, che tentava di avvolgere quelle forme armoniose, con quelle cosce lunghe, quel pancino piatto che termina in quell’inguine favoloso, dove il rigonfiamento appena pronunciato del pube, fa immaginare visioni paradisiache, mi è apparsa la più bella, la più sexy ed ho cominciato a desideraLa. La scoperta è stata una sorpresa, un tormento e mi ha spaventato.
Sarà stato anche il fatto che da poco tempo mi sono lasciato con la mia ragazza, dopo cinque anni, ed era anche da poco che non pensavo al sesso dopo la rottura del legame amoroso.
Anche quest’estate, come di solito faceva, Miria si rifugiava fra le mie braccia per qualsiasi problema, anche di cuore ed a volte anche intimo ed ad ogni mia consolazione ella stringendosi a me mi riempiva di sonori baci, senza malizia.
Ma l’ultima sera, al mare, mi sono accorto, mentre mi stringeva, di una forte erezione che mi ha procurato il suo stretto contatto. Istintivamente ed inavvertitamente mi sono stretto ancora di più e la bozza del pene enormemente teso, nel mio costume si è adattato perfettamente nell’incavo delle sue cosce all’altezza del suo pube.
Lei lo ha sentito, non si è mossa, ma io mi sono affrettato a distaccarmi.
Il fatto mi ha scombussolato e sono stato teso tutta la sera, cercando di evitarla, ella sott’occhi, ogni tanto, si soffermava a guardarmi fissa e pensierosa.
Ho cercato di distrarmi con gli altri della compagnia, ragazzi e ragazze, tra le quali, qualcuna, mi ero accorto era pronta a concedersi a me.
Miria si è accorta che la evitavo, ha incominciato a innervosirsi con gli altri, ad isolarsi ed io fremevo.
Avrei voluta abbracciarla, come ho sempre fatto quando la consolavo ed asciugarle le lagrime quando era triste.
Così la serata è passata
Ci siamo recati verso casa, silenziosi.. io dovevo accompagnarla, i miei zii si fidano ciecamente di me, affidandomi la figlia per le uscite serali. Difatti questa estate siamo stati sempre insieme, io ero completamente libero e lei preferiva me agli altri ragazzi che le ronzavano attorno.
Ci siamo lasciati con un semplice saluto ed un bacetto di circostanza. Un vuoto dentro mi si è formato, una tensione nervosa che mi ha procurato una paura tremenda per il desiderio, devo dire incestuoso per la mia adorata cuginetta.
Ho trascorso una notte agitata ma con il pensiero fisso a quelle cosce affusolate, quel pancino piatto, quel pube appena pronunciato dove i miei occhi si sono spesso posati nei giorni scorsi. Intanto una erezione dolorosa mi torturava e mi sono calmato un po’ soltanto con una sega tutta dedicata a lei ed al pensiero della sua fighetta vergine.
Il giorno dopo abbiamo fatto finta di niente, ci siamo comportati come sempre, come nulla fosse accaduto la sera prima, felici e spensierati insieme.
Siamo tornati il giorno dopo a Torino dove c’era un caldo insopportabile.
L’altra sera, per prendere un po’ di fresco, ci siamo recati io e lei sulla collina della Maddalena. Lei era vestita semplicemente con una camicetta stretta, da dove spuntavano prorompenti i due capezzolini di quel seno tondo e duro, non protetto da alcun reggiseno. Indossava inoltre una gonnellina, che arrivava a metà ginocchia facendo intravedere quelle stupende cosce, che in macchina tutte scoperte erano uno spettacolo da vedersi. Non so come abbia fatto a raggiungere la cima del colle, il mio cuore batteva a mille, il mio pene era in tensione continua.
Ci siamo affacciati sulla balconata, per contemplare dall’alto, il panorama di Torino, insolitamente chiaro in quella serata serena ed incantata.
Miria, nell’additarmi i vari punti caratteristici della città, si è sporta un po’ di più ed ha spinto il suo culetto verso la mia erezione formidabile, che si è adattata nel solco all’apice delle gambe fra i due globi rotondi e sodi. Ho spinto di più la mia protuberanza mentre lei volutamente si è inchinata di più per agevolarmi e sentire la durezza sul suo pube pronunciato.
Siamo stati fermi e stretti per lunghi minuti silenziosi e tremanti. Sono stati momenti sublimi, esaltanti, ho capito quanto le piaceva, per fortuna non eravamo soli, altrimenti sarebbe stato facile prenderla in quella posizione, come lei desiderava ormai..
Silenziosamente, mi sono staccato, l’ho presa per mano e ci siamo avviati verso la macchina. Muti ed imbarazzati ci siamo allontanati.
Dopo qualche chilometro mi sono fermato in un punto isolato e facendo finta di niente le ho chiesto perché non parlasse.
Di scatto si è girata, mi ha buttato le braccia al collo, e come mai non aveva fatto, mi ha baciato con furia sul viso, sul collo, sulla bocca, mentre lagrime di gioia le scendevano sul viso. Si è messa a parlare a raffica confessandomi agitata:
“Tu sei mio, sei sempre stato mio, non voglio che sarai di nessun’altra. Mi hai fatto tanto soffrire quando sapevo che ti vedevi con Marcella (la mia ex ragazza). Io ti amo!! ”
Queste frase le ha pronunciato con affanno interrotte dai baci che mi dava. Intanto io ero bloccato, sorpreso, fermo e lasciavo fare. Mentre mi stringeva, agitata ed eccitata.
La sua mano si è abbassata sulla patta dei pantaloni, per fortuna larghi, dove il mio pene ingrossato al massimo era pronto per scoppiare.
Lei si è bloccata per un attimo e guardandomi con un sorriso di soddisfazione, maldestramente ha afferrato la bozza nei pantaloni. Nel frattempo pronunciava frasi sconnesse come:
“Oh che duro! …. amore !! Quanto ho patito!! Mi vuoi anche tu? .. sai…. Io non mi sono fatta mai toccare da nessuno. Sei sempre stato tu il mio chiodo fisso…. Ma tu guardavi altre… ma adesso sei mio…. siii ti voglio .. amore sarò solo tua. “”
E tante altre parole simili.
Tutto questo tempo, sono stato silenzioso, mentre lei ha tirato la cerniera della patta e insinuando le dita negli slip, ha tirato fuori e maldestramente ha cominciato a stringere con quella manina vellutata, il pene eretto, che a stento riusciva a impugnare.
Oh che sogno!! … non capivo se era vero o immaginavo… ma ero in Paradiso! . Lei mi sembrava esaltata, era agitata allora anch’io ho rotto gli indugi e lentamente ho cominciato ad accarezzare, con una mano quelle cosce di alabastro, mentre con l’altra da sopra la spalla accarezzavo il seno sodo, roteando un dito sul capezzolino appuntito e sensibile. Sospirava ad ogni contatto. Il suo sospiro era accompagnato da un leggero lamento di piacere e non smetteva di pronunciare il mio nome:
“Ohhhh… Vani.. Vani… che bello, .. oh come ti amo.. “.
Intanto la mia mano dalle cosce, che lei allargava, si è fatta strada verso la fessura bagnatissima, . prima con un dito, poi con due sollecitandole il clitoride fra le labbra della sua fighetta, ormai in un lago di umore.
Il suo lamento è aumentato d’intensità, sembrava quasi di sofferenza, ma io vedevo i suoi occhi spalancati e percepivo le sue spinte del bacino verso la mia mano quasi ad invitarmi a spingere più dentro.
Era un momento inebriante, lei sempre maldestramente stringeva forte prima con una mano poi con l’altra il pene che stava per scoppiare.
Ho cercato di trattenermi perché avrei voluto godere contemporaneamente a lei, che ormai si agitava sempre di più e con affanno incitava:
“amore che bello… cosa mi fai? ? ? Ohh mi sento svenire….. Ohhhhhh amoreeee mi sgiolgoooo.. ”
Infatti con quel lungo lamento di liberazione, man mano che l’orgasmo discendeva, si rilassava e la stretta delle sue mani sul mio pene eretto si allentava. Avrei potuto prenderla in quel momento, affondando il membro al massimo della tensione in quella sublime fighetta allagata. Un barlume di coscienza mi ha frenato, sarebbe stato pericoloso scoppiarle dentro… oh dio sa come lo desideravo!!! , Mi sono accontentato di godere fra le sue manine che aiutavo a menare il membro per concludere in fretta.
è stata un’ieculazione formidabile, gli schizzi potenti l’hanno imbrattata tutta compreso i vetri della macchina.
Mi sono accorto della sua meraviglia e con trasporto mi ha stretto di nuovo, suggellando finalmente con un bacio vero, intenso, la nostra scoperta.
Ci siamo soffermati a chiacchierare: Io della passione che avevo scoperto per lei, che non sospettavo, ma era latente. Lei del desiderio che ha sempre avuto per me, confessandomi che dall’età di 15 anni, quando ha cominciato a toccarsi e godere, lo faceva pensando a me, sognando di avermi. Ha resistito ai ragazzi che ha avuto ed a nessuno ha mai permesso quello che è successo fra noi. Lei era fiduciosa che prima o poi mi sarei accorta di lei come donna.
Sono rimasto felice e disperato nello stesso momento. Lei, mia cugina che ho considerato sempre una bambina, fino a poco tempo fa, che è sempre stata per me una sorella, mi ha procurato una tale passione incestuosa. !!
Dopo un po’ ho preferito andare via, in quanto il desiderio stava per risvegliarsi e non volevo osare di più.
Per qualche giorno non la vedrò, è partita stamani con i genitori per recarsi a Bardonecchia dai nonni.
Mi ha telefonato al suo arrivo e felice mi ha annunciato:
“Non illuderti, ormai sono io la tua ragazza!! Non vedo l’ora che passa la settimana … mi raccomando fai il bravo, sarò io la tua donna!! ”
Domenica ci rivedremo, chissà… !! FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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