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Paz-zia

La zia è una meravigliosa quarantenne, da due anni vedova, con un corpo pieno e sodo. Un vero sballo. Per il caldo vestiva abiti leggerissimi, abbondantemente sbottonati tanto da lasciare scoperte tanta zona di petto e di gambe. Non portava reggiseno e i due robusti capezzoli segnavano le camicette o le magliette. Ha un seno grosso ma non eccessivo. Un sedere rotondo e sodo, un vero mandolino. I miei occhi non l’abbandonavano mai, seguivo ogni suo movimento e quando si abbassava se ero davanti ammiravo le tette e se mi trovavo dietro mi perdevo tra quelle cosce meravigliose. Capii che si era accorta del mio interessamento e lo ricambiava mostrandosi ma senza esagerare, con buon gusto. Ne fui certo quando il terzo giorno durante il pranzo mi cadde la forchetta. Mi abbassai per raccoglierla e non potei fare a meno di guardare dalla parte della zia. Dovette intuire che la stavo guardando perché aprì le gambe e tirò su la gonna. Lo spettacolo era da infarto. Ero stupefatto ed eccitatissimo. Poiché mi attardai un po’ si portò la mano sulla coscia, la carezzò, si fermò a palpare la figa, poi strinse le gambe ed abbassò la gonna. Mi rimisi a sedere, imbarazzato e rosso in viso. Sorrise: ti piace? mi disse alludendo sorniona alla pasta. è una meraviglia, risposi imboccando una forchettata di spaghetti. Finito il pranzo, piegandosi per sparecchiare mi mostrò quasi per intero le tette nude. Ero eccitatissimo, le dissi che mentre metteva a posto la cucina andavo a fare la doccia. Lei mi sorrise notando la piramide che si alzava dal bacino. Andai in bagno, lasciando la porta leggermente socchiusa, sapevo che sarebbe venuta a spiare. Mi misi sotto un vigoroso getto d’acqua fredda ma rimasi eccitato. Mentre mi asciugavo ripensai alla zia che sotto il tavolo mi mostrava le cosce, sicura che la stavo guardando. Mi eccitai ancora di più e presi a carezzare il cazzo duro. Da li a poco entrò la zia con in mano l’accappatoio, scusami, mi disse, mi ero dimenticata di metterlo dentro, marcando su ‘metterlo dentrò. Imbarazzato cercai di coprirmi. Lei mi venne vicino, guardò in basso il grosso glande, rimasto scoperto e mi disse: non vergognarti è normale per un ragazzo solo. Su continua mi piace vedere un uomo che si masturba. Infilò una mano sotto la camicia e prese a carezzare il seno. Scusami sei così bella e pensando alle tue tette e alle tue cosce mi sono eccitato. Lei si avvicinò, guardò il cazzo durissimo che avevo preso a carezzare lentamente, aprì la camicia mostrandosi nuda fino in vita. Ti piacciono le mie tette, mi disse, guardale, vuoi toccarle.. ? Sei bellissima, fatti vedere anche sotto. Mentre alzava la gonna: hai un uccello meravigliosamente grosso, guardami ti piaccio? Il ragazzo ormai rinfrancato rispose: Mi fai impazzire, fatti vedere tutta, ho il cazzo che mi scoppia, guardalo ti piace così lungo e grosso? Spinse le dita alla base del membro per mostrarlo interamente. è enorme.. ! Spero non mi violenterai? Tolta la gonna e lo slippino, tutta nuda si accovacciò, prese il cazzo in mano e carezzandolo: è bellissimo non ho mai preso un cazzo così lungo e grosso, lo baciò, lo leccò, sembrava sognasse, poi lo cacciò in bocca e mentre con una mano lo reggeva per succhiarlo con l’altra si masturbava energicamente. Ebbe quasi subito un orgasmo che la scosse tutta, abbandonò il cazzo e si ficcò le dita nella figa che spruzzava sborra da tutte le parti. Si portò le dita in bocca per leccarle dopo si alzò e preso il cazzo lo guidò in mezzo alle cosce mentre attirava il ragazzo a se con voce rauca e labbra gonfie gli disse: dammelo voglio sentire il tuo cazzo dentro la figa, dammelo voglio essere sfondata. Avevi paura d’essere violentata ed ora mi chiedi di sfondarti.. ? Si, un cazzo come il tuo lo merita. Baciami! Le bocche si cercarono, le lingue duellavano, il ragazzo portò le mani dietro, la prese per le chiappe la tirò a se e spingendo le disse: vuoi che ti sfondo? bene prendi e spinse con forza. La Lalla sentiva la figa che colava e malgrado fosse bagnatissima sentiva quel cazzo che la slargava, sbatteva in fondo all’utero, spingeva nel ventre. Godeva come mai le era successo, sentiva suonare le campane dall’interno del corpo, era felice e con le lacrime agli occhi ripeteva: bello è bellissimo… mi stai sbudellando bellissimo… non ho mai goduto così tanto… è stupendo il tuo cazzo… il più grosso il più lungo… godo… godo… sfondami voglio morire con dentro la figa il tuo grosso cazzo. Chiaramente non era abituata ad orgasmi così forti così vicini. Era sfinita ma continuava a muoversi avvolta in un languore da sogno. Lui si staccò, si abbassò: ora voglio assaporare la figa, voglio assaggiare la tua sborra, voglio che mi vieni in bocca. Così dicendo si sistemò in mezzo alle cosce bagnate cominciò a leccare la cremina che le copriva, poi salì e cominciò a picchiettare con la lingua il clitoride gonfio e sporgente, affondò la lingua nella figa, frugando, scandagliando per quanto gli era possibile, mentre lei ripreso vigore agitava il bacino, gli roteava la figa in bocca. Prendila, gli diceva con la voce alterata dall’eccitazione, leccala, così… così… è bellissimo… perché nessuno mi ha chiavata e leccata così… godo… godo… ti vengo in bocca.. ! Si muoveva senza ritegno, gli sbatteva la figa in faccia spruzzandola di sborra mentre lui le infilava il pollice nel culo Si è bellissimo, continua, leccala ancora, si… si.. così… sto per godere ancora… godo… ! Il ragazzo si alzò, lei lo strinse a se, leccando la sborra che gli aveva versato sul viso mentre cercava di centrare il cazzo con la figa. Andiamo sul tuo letto, voglio veramente sfondarti e non solo la figa. Si, lo voglio dappertutto anch’io. Appena in camera si buttò sul letto, spalangò le cosce e lo invitò a scoparla. La figa era una bocca aperta e il buco del culo sembrava gli strizzasse l’occhio. Le si stese accanto e cominciò a fregare la figa con tutta la mano, massaggiava il clitoride, spingeva le dita unite dentro la figa, lei guaiva come una cagna in calore, le solleticava il culo col pollice e lei muoveva il bacino come alla ricerca di ogni aderenza: sei un porco… sei un porco… mi stai facendo impazzire Dai fottimi, fammi sentire ancora il cazzo nelle budella, sei bravissimo neppure io so sditalinarmi così bene… mi fai venire… godoooooooo! Si dimenava, si apriva sempre di più mentre il pollice le era entrato completamente nel culo senza che lei ne facesse cenno. A quel punto estrasse il pollice e lo rificcò con forza . Lei gemette alzò le gambe aprendo le chiappe. Sei una gran troia, possibile che nessuno ti ha mai saputo scopare? Nessuno ti ha mai rotto questo bel culo? . Cosi dicendo la leccava e la inculava col pollice. Si è vero nessuno mi ha chiavato come hai fatto tu e il mio culo è ancora vergine, vienimi su sfondami la figa e poi anche il culo. Io mi alzai, mi sistemai in mezzo alle cosce, puntai il cazzo e lo affondai con forza nella figa. Lo sentii sbattere in fondo all’utero, lo roteai e mi sembrò di infilarlo nella pancia. Le feci male, emise un urlo di dolore poi lentamente prese a spingere andandogli incontro col bacino. La figa bagnatissima lo accoglieva procurandole sensazioni indescrivibili, si sentiva riempire tutta, si sentiva veramente sfondare. Era felice. Nessuno l’aveva chiavata così. è bellissimo, mi disse, ora mi sento veramente sverginata. Zietta sei una gran troia, non pensavo ti piacesse così tanto farti scopare, hai una figa che è un vulcano. Ho fame arretrata e non ho mai trovato un cazzo così lungo e grosso. Ti piace la mia figa? guardala… guardala mentre godo. Si portò le mani sulla figa con una aprì le grosse labbra gonfie e rosse e con l’altra si massaggiò il clitoride. Bellissima, si fammela vedere. Così dicendo sfilai il cazzo dalla figa e lo feci scivolare sul culo bagnato dalla sborra che colava dalla figa infoiata. Lo spinsi piano ma con decisione. Le vidi una smorfia sul viso, spinse ancora con decisione mentre lei continuava a masturbarsi con tutte le dita, muovendo il bacino come scossa ed elettrizzata. Il cazzo affondava sempre più nel morbido culo, poi con un colpo secco le infilò la parte ancora fuori. Ora sei proprio sverginata, le dissi. Porco… sei un porco… mi hai sverginato il culo senza neppure accorgermene, porco ho il culo indolenzito… sento il cazzo nella pancia attraverso il culo. Io : rilassati… continua a menarti la figa, si così… affonda le dita… sei una gran figona. Le parlavo e la inculavo con forza. Il cazzo si muoveva nel culo con padronanza e lei riprese a masturbarsi Mugolava, si leccava le labbra tutta eccitata, le si leggeva in faccia l’intenso godimento che le due cose le procuravano. Il ragazzo tutte le volte che sentiva arrivare un orgasmo si fermava un attimo, stringeva il cazzo poi riprendeva. Voleva farla godere come una pazza senza tirarlo fuori e senza interruzioni. Sentiva che non sarebbe andato avanti per molto, una quantità di sperma pressava per uscire. Prese allora a stuzzicarla: ti piace adesso… non ti sento più reclamare, mi avevi detto che avevi il culo vergine ed Invece hai preso tutto il mio cazzo lungo e grosso senza fiatare… sei una puttana… la mia puttana. Si sono la tua puttana, puttana ma col culo vergine, tu mi stai sverginando e lo fai tanto bene che non mi sono sentita scassare… senti com’è stretto.. ? bello… mi piace adesso non mi fa male, è bellissimo… talmente bello che non mi accorgo d’essere sverginata… perché non sono stata inculata prima.. ? perché a nessuno è venuto in mente di rompermi il culo prima delle figa… godo… godoooo, riempimi il culo di sperma… fammi un clistere di succo di cazzoooooo…… Si ti vengo nel culo, sentilo.. ti piace… ? Si… si… mi fai sborrare come un rubinetto… guardami la figa… non spingere così forte, mi stai facendo male… no… si…. spingi… bravo il mio nipotino… si… così… è bellissimo promettimi che mi sfonderai ancora il culo… si… siiiii… giura che violenterai tutti i giorni la tua zietta… godo…. ggggooooddddoooooo.. ! Si accasciarono sfiniti. Lui tirando fuori il cazzo dal culo della zia vide tracce di sangue, si convinse così ch’era stato veramente il primo a valicarlo. Dopo alcuni minuti la Lalla saltò su e mentre correva in bagno urlò : porco, mi hai proprio fatto un clistere. Liberò lo sfintere dallo sperma, insaponò le parti ancora aperte mentre ripassava sul display della mente le ultime ore di quella favolosa giornata. Rivedeva il ragazzo ancora nudo chiedendosi: possibile che a mio marito non è mai venuto in mente di palparmi il culo.. ? possibile che non gli è venuta la curiosità di vedere come reagivo sentendo il cazzo poggiato sul culo.. ? ed io, stupida, perché non l’ ho mai stuzzicato.. ? perché quando era duro e pronto sulla labbra della figa non l’ho dirottato, anche solo per scherzo nel culo.. ? io non ricordo, forse me lo ha chiesto o forse avrà tentato ed io l’ ho frenato.. proprio non ricordo… ma sono stata fortunata ad imbattermi in questo nipotino così fornito e così smaliziato… mai avrei pensato di provare le ebbrezze di oggi triste sarà ‘domanì quando mi sveglierò senza avere accanto quel grosso bastone di carne. Progettò quindi di allungare le vacanze al nipote e moltiplicare le scopate a lei. Mentre così pensava si carezzava la gnocca finché non senti un prurito interno e cominciò a sditalinarsi. Guardava il movimento delle dita nella vagina e pensava a quello che il nipotino le aveva fatto col suo voluminoso membro, ho voglia, si disse, voglio essere violentata. Leccò la ‘melassà che copriva le dita e corse a cercare il ragazzo. Grande fu la delusione non trovandolo sul letto dove l’aveva lasciato, corse in salotto niente, fu presa dal panico, quando trovò vuota anche la sua cameretta cominciò a piangere : possibile, pensò, mi ha piantato senza dirmi una parola, non può essere andato via. Due grosse lacrime le rigavano il viso. Le sembrò di sentire del rumore venire dal bagno di servizio, speranzosa corse di là : si stava asciugando l’ uccello un po’ floscio. Sei qui, gli disse, abbracciami, sapessi come sono felice.. ! Il ragazzo non capì ma rispose alla stretta, alla lingua che gli entrava in bocca. La mano della Lalla cercò il sesso del ragazzo e trovatolo poco duro le fece tenerezza, era la prima volta che non lo vedeva perfettamente eretto e battagliero. Interruppe il bacio si abbassò e prese a succhiare l’ uccello che iniziò subito a gonfiarsi. Lui la fece alzare, andiamo sul tuo letto, le disse. In camera prima di stendersi, inginocchiata davanti al nipote, riprese a succhiare il nerbo e ne fu felice: le piaceva sentirlo diventare duro in bocca. Eccitatissima prese a masturbarsi mentre con la bocca chiavava il cazzo che ormai si spingeva in fondo alla gola. Eccitato la fece alzare: che troia che sei, girati che voglio fotterti davanti e di dietro. Lei si girò e piegata a novanta gradi aprì le natiche mettendo in mostra i suoi vogliosi buchi. Lui abbassatosi prese a leccare ora la figa ora il culo. Notò che tutta le volte che solleticava quel piccolo buchino lo sentiva aprire per accogliere la lingua impertinente. Andò avanti per un po’ a toccare e leccare.

Lei si masturbava, gemeva e lo implorava: fottimi, ti prego scopami, fammi sentire il tuo cazzo, sono tutta un fuoco… chiavami… inculami… godo… godoooooooo…… Lui sentiva sulla lingua il ruscello di linfa che la zia troia sgorgava e movendosi tutta diceva, scopami… inculami… Sei una puttana, prese il cazzo e lo spinse con forza nella gnocca grondante della donna, sei una gran puttana… sono sicuro che se stamani t’ avessi detto: zia sei bellissima, ho voglio di scoparti mi avresti dato sicuramente quattro sberle, mentre ora mi preghi di sfondare le tue fortezze. Il ragazzo aveva ragione ma chi poteva immaginare che le cose avrebbero preso quella piega ? Si sentiva pompare con rabbia, le chiappe sbattevano contro il suo bacino e il membro sempre più duro voleva forare l’utero. Poi lo estrasse dalla figa e lo spinse con forza nel culo. Lei urlò, le fece male, sentiva che la sbatteva come una puttana, con rabbia ma più quella grossa verga si muoveva più spariva il dolore sopraffatto da intensa goduria. Troia prendilo… prendilo… Spingeva un po’ sotto e un po’ sopra. Non aveva più coscienza di cosa stava penetrando. Era lei che sottolineava: si nel culo… si nella figa… nel culo… nel culo… nella figa.. nella figa… nel culo… godo……… La donna aveva un orgasmo dietro l’altro. Il ragazzo esausto per il doppio pompaggio si fermò nel culo e lo inondò di sperma : ti vengo nel culo… prendilo… troiona ti piace farti inculare… ? Si mi piace.. non sapevo fosse così bello… , fece uno scarto ed il cazzo finì di spruzzare nella figa. La Lalla si girò e prima che perdesse consistenza lo prese in bocca e succhiò assaporando insieme il gusto del cazzo, della figa e del culo. Quando si alzò, soddisfatta, lo abbracciò e un po’ rossa in viso gli disse : sono stata una porcona vero ? Lui annuì e lei : è la prima volta che mi comporto così, te lo giuro, ma è stato meraviglioso. Ti giuro che solo con te sarò così troia, solo con te mi scatenerò come una puttana. Neppure con mio marito ho fatto e farò queste cose, te lo giuro. Sono felice, su vestiamoci ed usciamo, ti offrirò un bel pranzetto di pesce fresco e poi mi darai il tuo pesce caldo. Ti va l’idea.. ? FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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