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Una zietta porcella

è davvero una bella cavalla.
Questo è stato il commento che ho sentito su di lei quella sera.
Non che possa trovarmi in disaccordo, anzi, solo che il termine non mi piace troppo, ha l’aria di essere qualcosa di spregiativo e siccome io le donne in genere le adoro preferisco usare altri aggettivi più consoni.
Comunque il tutto è accaduto in un centro commerciale in città.
Ci ero andato solo per godermi un po’ di aria condizionata e per dare una sbirciata alle vetrine ed invece ho avuto l’occasione di sbirciare ben altro.
Stavo guardando una magnifica vetrina di intimo femminile, altra mia grandissima passione, ed ero un po’ perso con la testa tra pizzi, merletti, tanga, reggiseni, calze velate ed altri “ammennicoli” del genere.
Il difficile è immaginarli indossati dal corpo giusto ma mettendomi d’impegno ci riesco piuttosto bene.
Il commento lo fanno due ragazzi che, fermi davanti alla vetrina successiva, stanno osservando con notevole interesse qualcosa all’interno. Incuriosito mi avvicino facendo finta di niente e do un’occhiata anch’io.
Alla faccia del bicarbonato di soda, si tratta davvero di un bellissimo
esemplare, direi se concordassi con il termine usato dai due.
Dico invece che si tratta di una bellissima donna: circa quarant’anni, mora, capelli lunghi fino a metà schiena, abbronzata ma non troppo, ovvero quella magnifica tonalità caffellatte che valorizza la pelle, un bel seno che tende una semplice camicetta bianca, un sedere “a mandolino” da urlo inguainato da una gonna nera piuttosto attillata, due gambe da modella infilate in sandali dal tacco alto e, guarda guarda, un sottilissimo braccialetto da caviglia; uno spettacolo.
E lo spettacolo è anche migliore perché sta scegliendo tra una decina di completini vari che in genere definisco “da sesso”.
Non posso fare a meno di restare a guardarla ed immaginare quale potrebbe acquistare, mentre i due ragazzi si allontanano: lo spettacolo è troppo poco esplicito per interessarli.
Io invece persevero, rimango ad ammirarmela finché non decide l’acquisto.
Strano ma vero è lo stesso che le avrei scelto io, una guepiere completa di reggicalze, tutto di raso bluette con bordura in pizzo sempre bluette ma di una tonalità leggermente più chiara e con coppe a balconcino, calze (e dico calze, non autoreggenti) in tinta, sottilissimo tanga satinato ed collarina in tinta con un piccolo fiocchetto turchese.
Accidenti, beato l’uomo che ammirerà lo spettacolo.
Si fa impacchettare il tutto, paga ed esce.
Non resisto alla tentazione di seguirla per un tratto, anche perché ha un modo di ancheggiare che è tutto un programma.
Si ferma davanti a varie vetrine; controlla la merce esposta; entra in un negozio; si accende una sigaretta ed io sempre dietro.
Come pedinatore devo essere proprio una schiappa perché dopo una decina di minuti si è perfettamente accorta che la sto seguendo, ogni tanto si volta e da una sbirciatina controllando se ci sono.
Porca miseria, non solo non protesta e non fa niente per seminarmi, ma alla vetrina successiva, dopo l’ennesima sbirciata, con la scusa di controllare una cosa sul fondo della vetrina si piega a novanta gradi spingendo il culetto in fuori e piazzandolo direttamente sulla linea di tiro dei miei occhi.
Chissà, forse le piace farsi ammirare. Invece, al negozio successivo, appoggia la borsa per guardare un paio di prodotti e poi si allontana senza riprenderla.
Come scusa è vecchia come il mondo ma questo non fa differenza: scatto veloce, afferro la borsa e la seguo.
La riprendo fuori dal negozio e mi avvicino.
Facciamo le presentazioni, lei si chiama Adriana e partono le solite smancerie, i soliti complimenti, le solite cosette varie più la punzecchiata finale
“Sarebbe stato un peccato perdere un completino bello come questo. ”
Nessun imbarazzo da parte sua ne tantomeno un gesto di meraviglia riguardo al fatto che cosa c’è nella borsa.
“Piace anche a te questo tipo di biancheria? ” chiede.
“Eccome, l’adoro! Anche se a dire la verità preferisco ammirarla dal vivo e, come dire, con il… ripieno giusto. ”
Espressione maliziosa da parte sua: allarga leggermente le braccia e sussurra
“Un ripieno così andrebbe bene? ”
Cosa dovrei rispondere, secondo voi?
“Assolutamente perfetto! ”
Le prendo la borsa della merce e le porgo il braccio, lei si appoggia leggermente e partiamo.
Strano ma vero, il beato che godrà della vista di quell’articolo sarò proprio io. In meno di un quarto dora siamo a casa sua.
Lascio la machina in garage e saliamo con l’ascensore.
Durante il tragitto abbiamo chiacchierato del più e del meno come due semplici amici, senza nessunissimo gesto compromettente.
Arrivati nel suo appartamento ci sediamo in salotto continuando a parlare; dopo una decina di minuti di chiacchiere sempre più tendenziose, la maggior parte riguardanti la biancheria intima piccante fa la sua mossa.
“Vuoi qualcosa da bere? ” mi chiede,
“Caffè, te… ” attimo di pausa e risatina soffocata.
“… Me! ”
Non posso fare a meno di ridere assieme a lei, è una battuta talmente vecchia da aver bisogno delle bretelle per stare su.
Comunque sto al gioco.
“Te, naturalmente! ”
“Mi aspetti qui per un paio di minuti? ” fa alzandosi e lisciando la gonna. “Molto volentieri. ”
Sparisce nel corridoio ed io pregusto il momento in cui la rivedrò.
Cinque minuti più tardi rientra: è avvolta in un kimono blu scuro con degli aironi grigio perla ricamati e indossa lo stesso paio di sandali neri.
Si avvicina a me mentre mi alzo in piedi.
“A te il compito. ” dice sporgendo in avanti il bacino ed indicando il nodo che tiene chiusa la cintura.
Ne tiro i bandoli ed il kimono si apre: lei abbassa leggermente le spalle e l’indumento cade silenziosamente ai suoi piedi.
Come avevo previsto il completino le sta a meraviglia.
Ruota lentamente su se stessa permettendomi di ammirarla dalla testa ai piedi.
Il bluette risalta sulla sua pelle abbronzata valorizzandola perfettamente.
Senza rendermene conto in un minuto me la trovo addosso in un bacio da capogiro.
Si è incollata a me come una tellina, facendo aderire ogni centimetro del suo corpo al mio. Sento attraverso la camicia i suoi seni dai capezzoli eretti contro il petto mentre il suo pube si strofina contro il mio con un lento movimento ondeggiante, poi si abbassa lentamente senza perdere il contatto, mi slaccia i pantaloni e mi tira fuori l’uccello che ormai ha la densità del marmo.
Mi stimola con le labbra e la lingua poi, finalmente lo prende in bocca.
Rimango li a godermi il servizio per qualche istante poi la prendo sotto le ascelle e la costringo ad alzarsi.
è il mio turno di inginocchiarmi davanti a le, le faccio appoggiare un piede su una sedia, scosto gli slip ed infilo la lingua tra le sue grandi labbra; ha il pube coperto solo da una strisciolina di peli neri larga meno di due centimetri mentre il resto dell’inguine è liscio e depilato alla perfezione.
Prendo a leccarla con passione e lei, quasi subito mi afferra la testa ruotando il ventre contro la mia bocca.
“Dio, si! Sei bravissimo! ” mormora, ”
Li, leccami li, sul grilletto. ” guida la mia testa ed io obbedisco più che volentieri.
Dopo cinque minuti di quel trattamento le gambe le iniziano a tremare, ansima sempre più rapidamente e, con un ultimo sussulto, viene contro la mia lingua.
è senza fiato, ma mi è prende la mano e mi guida in camera da letto.
Mi fa distendere, scalcia via le scarpe e, dopo essersi assicurata che il mio cazzo sia duro al punto giusto con un paio di risucchi da primato, mi scavalca e se lo infila nella fica.
Da come agisce è evidente che le piace condurre il gioco: per me di sicuro non è un problema, la lascio fare molto volentieri.
La sento pulsare contro di me e già questo rende difficile resistere, poi inizia a cavalcare impalandosi da sola.
Si punta contro il mio petto e agita il bacino in una danza erotica da infarto; io nel frattempo mi dedico con la bocca alle sue tette e con le mani al suo culo, impastandolo e massaggiandolo.
Sembra indiavolata, si sfila l’uccello dalla fica, si rigira di schiena e se lo rinfila dentro, ora ho sotto gli occhi il suo culetto favoloso incorniciato dalle sottili striscioline del reggicalze.
L’ano palpita invitante a ritmo con la cavalcata ed io l’assaggio con un dito, lei mugola e rincula per quanto le permette il mio cazzo infilandosi più in profondità il mio dito
“Siii! ” mormora,
“Ancora! ” eseguo prontamente ed un altro dito segue il primo.
Lei si sbatte con più forza reggendosi con una mano
alle mie gambe e con l’altra tormentandosi i capezzoli.
Con un brivido che la scuote completamente viene una seconda volta.
Non mi è mai capitata una donna come questa.
Cambia di nuovo: lascia le mie gambe e, con un rapido contorcimento, si mette accosciata sopra di me, che continuo a tenerle infilate nel culo due dita.
Continua così per un paio di minuti borbottando frasi prive di senso e mugolando di libidine.
Dal canto mio sto faticando un mondo a trattenermi, se non mi concede un attimo di respiro le schizzo nella figa a tempo di record.
Per mia fortuna si è nuovamente stancata della posizione, si alza in piedi, fa un giro su se stessa e si piazza a cavalcioni della mia faccia.
“Leccami ancora, mi piace come l’hai fatto prima.
“Per me è una benedizione, mi stava sfiancando.
La sua figa gronda di umori tanto che all’interno delle cosce le calze sono completamente intrise di ciprigna.
Mi applico di lingua, ma questa volta un paio di passaggi sullo sfintere anale glieli do davvero volentieri.
Lei accoglie queste attenzioni con dei mugolii più accentuati.
Mi sto impegnando su quel lavoro così piacevole quando un rumore dal soggiorno mi blocca completamente.
Rimango li ad orecchie tese con la lingua sul suo grilletto ad ascoltare attentamente: inutile, sono delle chiavi che girano nella serratura della porta di casa.
Mi aspetto da un momento all’altro la fatidica frase
“Cielo, mio marito! ” invece lei, per quanto sono convinto abbia sentito perfettamente il rumore, se ne frega altamente, mi passa una mano tra i capelli e mi preme la faccia verso il pube.
Per quanto sul chi vive ricomincio a leccarle il clitoride e già che ci sono le infilo un paio di dita nella figa.
Il duplice trattamento da presto effetti e nell’arco di un paio di minuti viene di nuovo.
Cavolo, se non si può definire multiorgasmica questa! ?
TRE orgasmi nell’arco di si e no un quarto d’ora!
Ma non è soddisfatta, mi ha riempito la faccia di broda calda ma vuole il resto, si piazza a quattro zampe sul letto e sculetta nella mia direzione.
“Dai, prendimi da dietro. ”
Mi invita.
Per fortuna la leccata e la distrazione mi hanno fatto passare il grosso della tensione, altrimenti…
Inginocchiato dietro a lei le punto il cazzo alla fica e glielo pianto dentro d’un colpo solo.
Iniziamo a muoverci contemporaneamente in qualcosa che sembra più un incontro di lotta che una scopata.
Sono talmente immerso in quella battaglia che non mi accorgo minimamente che la porta si apre finché la figura entrata non si piazza proprio davanti a noi.
Alzo gli occhi e mi trovo davanti una ragazzina che forse (spero) arrivi a diciotto anni.
Il rumore di prima, dunque, non era frutto della mia immaginazione.
Mi blocco nella fica di Adriana e resto impalato a guardare la ragazza che ci sta osservando con enorme interesse nonché una buona dose di libidine negli occhi.
Adriana alza la testa, sorride e
“Ciao, Elisa. ”
Dice come se niente fosse.
Al tempo, prego!
Chi cavolo è la nuova arrivata? Il dubbio lo scioglie Elisa stessa rispondendo al saluto di Adriana.
“Ciao zia! ” e si china a darle un bacio sulle labbra.
Segue un secondo bacio, un terzo, un quarto: finiscono con un lingua in bocca stile gastroscopia mentre Adriana, tanto per mantenere l’allenamento si agito sul mio uccello.
Quando si staccano hanno il fiatone e non dalla fatica si intende.
Adriana fa sedere la ragazza sul bordo del letto e fa le presentazioni.
“Ti presento Elisa, la mia nipotina. Ogni tanto viene a trovarmi ed a tenermi un po’ di compagnia. ” immagino di che tipo. ”
Non per guastare la festa, ma non ti sembra un po’ giovane? ” bisbiglio all’orecchio di Adriana che, staccatasi dal mio cazzo, si è distesa al mio fianco. ”
Ha passato i 19 da un paio di mesi. ” Replica lei tranquilla: tiro un sospiro mentale di sollievo perché in effetti ne mostra più o meno 15.
“Saluta il mio amico. ” Elisa si sporge verso di me ma anziché stringermi la mano mi agguanta l’uccello e gli da una sgrullata.
“Piacere. ” dice.
Alla faccia del cazzo.
“Piacere mio” rispondo. Elisa si volta verso sua zia.
“Mi dispiace di averti disturbato. ”
Sarà vero, ma non molla il cazzo.
“Se vuoi torno più tardi. ”
Adriana le guarda la mano e quello che stringe, poi sorride e le accarezza un seno attraverso la camicetta.
“Non disturbi mai, piccola. E visto che ci sei, hai voglia di darmi una mano? ”
Ho un brivido e non capisco se si tratta di eccitazione o paura: l’idea di farmela con due fighe contemporaneamente mi aggrada parecchio ma, avendo già sperimentato Adriana, non so mica se ci riesco a tenerle a bada.
La ragazza sorride e fa cenno di si con la testa.
“Allora datti da fare, bambina”
Dichiara asciutta Adriana, sistemandosi il cuscino dietro alla testa, preparandosi a godersi lo spettacolo.
Elisa in un lampo scalcia via le scarpe, si sfila la maglietta, sgancia la gonna e si toglie le mutandine.
Un altro secondo ed è distesa tra le mie gambe e mi lecca l’uccello, unto dagli umori della zietta, come fosse un gelato.
Come tecnica è un po’ strana ma niente affatto spiacevole.
Adriana osserva rapita la nipote e si sgrilletta con furia.
Per contribuire anch’io mi contorco un po’ e riesco ad infilarmi tra le sue gambe, ricominciando a leccare.
Evidentemente Elisa è più che pronta a ricevere la sua parte perché mi molla l’uccello e, salitami sopra, se lo infila in corpo.
Ha la fichetta decisamente stretta ed al momento fa una smorfietta di fastidio ma una volta entrato completamente sento che si rilassa notevolmente.
Ha uno stile decisamente differente da Adriana, meno irruente, meno aggressivo, si fotte da sola lentamente, facendo entrare ed uscire il mio cazzo centimetro per centimetro; è anche molto più silenziosa della zia e si gode la penetrazione con un basso mormorio cadenzato.
Trovandosi a fica vuota Adriana decide di arrangiarsi come può.
Si alza, apre un cassetto di un mobile e ne tira fuori una valigetta.
Quando la apre riesco a vedere un vera e propria collezione di vibratori.
Ne prende un paio di varie misure e si stravacca nuovamente sul letto.
Sceltone uno se lo infila nella fica a gambe spalancate e ci osserva che scopiamo.
Con Elisa è chiaro che spetta a me prendere le redini in mano, quindi decido di cambiare: la rovescio sul letto, le alzo le gambe fin sopra la testa e, inginocchiato davanti a lei glielo rimetto dentro.
La bambina guaisce ma non protesta, anche perché non gliene do certo il tempo. Adriana mi incita continuando a ficcarsi con forza il vibratore nella fica.
“Dai, sbattila per bene. Falle sentire il cazzo fino in fondo.
Allargale per bene la fichetta. ”
Agguanta un secondo vibratore, decisamente più piccolo del primo, se lo punta sullo sfintere anale e si penetra lentamente.
“Cazzo quanto mi piace. ”
Balbetta riprendendo a fottersi da sola.
Lo spettacolo mi ha distratto per un attimo, ma le pulsazione della figa di Elisa attorno al mio cazzo mi fanno ritornare al lavoro che sto facendo: mi guarda ad occhi spalancati e lucidi, con una buffa espressione sorpresa stampata sulla faccia.
Fa piccoli respiri ansimanti e mi stringe le braccia sempre più forte poi punta la testa contro il cuscino, inarca la schiena e viene contro il mio cazzo con un lungo e sibilante sospiro.
Io mi fermo per darle il tempo di riprendere fiato ma Adriana è in agguato, si è avvicinata a quattro zampe ed ora reclama un po’ di attenzioni.
Mi fa scostare e si piazza in mezzo alle gambe di Elisa con un vibratore in mano.
“Mentre coccolo un po’ Elisa, perché non riprendi da dove avevamo interrotto? ” mi dice sculettando. Io mi sacrifico più che volentieri.
Mentre lei inizia a leccare di buona lena la nipotina infilandole contemporaneamente in fica il vibratore, io ricomincio a fotterla da dietro. Non passano nemmeno cinque minuti ed Elisa si tende di nuovo: deve essere una caratteristica di famiglia venire a raffica! Il culo di Adriana è proprio sotto il mio naso ed essendo un attrazione per me irresistibile, dopo averlo tormentato con un dito, mi accingo a riempirlo con il cazzo.
Mi sfilo dalla sua fica e lo punto sull’entrata posteriore.
“Aspetta. ” mi blocca Adriana,
Sposta le ginocchia e si stende sulla pancia, poi si prende le chiappe e le allarga.
“Così mi piace di più. ”
Per me va più che bene: mi metto a cavalcioni sulle sue gambe reggendomi con una mano, mentre con l’altra punto l’uccello al suo buco ed inizio a spingere.
La cappella si fa strada e, quando e quasi passata, mi lascio cadere di peso su di lei penetrandola di colpo tutto in una volta.
Lei grida e stringe i denti poi sibila un
“Porco! “.
Prendo a stantuffarla con una certa cattiveria mentre lei non stacca più la bocca dalla fica di Elisa.
Sento che la sborra, già fin troppo trattenuta nelle palle, mi ribolle pronta a schizzare: penso un attimo ad Elisa che ha avuto una razione davvero piccola di cazzo, ma la voglia di scaricarmi in quel budello bollente mi sta sopraffacendo.
Sto quasi per sfilarmi dal culo di Adriana ma lei mi previene.
“Vienimi dentro. ” rantola abbandonando la fica della nipote.
“Riempimi il culo, dai. ”
Mi fermo per un attimo
“E Elisa? ” riesco a chiedere in un piccolo moto di altruismo.
Adriana gira la testa verso di me e sorride.
“Te lo facciamo ridiventare duro noi, non preoccuparti. ”
Questo è molto probabile.
“Quand’é così! ” mi rimetto a pomparla sbattendola con cattiveria, affondando in lei quasi con rabbia e godendo nel sentire il suo sfintere contrarsi attorno alla mia asta.
Lei continua a tenersi le natiche divaricate ed è tesa all’indietro come un arco.
Mi sprona a riempirle il culo, a farle un clistere di sborra, a sfondarla. Io alzo gli occhi un attimo giusto in tempo per vedere Elisa che si è impadronita del vibratore e lo fa andare a tutta forza.
Sento l’orgasmo montare, tendo le braccia e sferro gli ultimo fortissimi colpi nel culo di Adriana che a sua volta sta raggiungendo il climax del piacere.
Do un altro colpo, rimango piantato a fondo nel suo culo e schizzo come un geyser nel suo intestino, gorgogliano un frammentato
“Veeengggooo. ” nel suo orecchio.
Mi abbatto sopra di lei, che è venuta proprio quando le ho irrorato il budello, e rimango li boccheggiante senza fiato.
Con uno sforzo riesco a sfilarmi da lei e a rotolarle al fianco.
Lei si solleva con fatica sulle ginocchia; si passa una mano fra le natiche e la ritira coperta di sperma.
“Cazzo quanta ne hai fatta! ” esclama.
“Hahufff” e tutto quello che, almeno per il momento, riesco a dire. Adriana mi guarda e sorride.
Sento Elisa che si muove accanto a me, avanza lentamente al mio fianco e si appropria del mio cazzo che, lentamente ma inesorabilmente, si sta ammosciando.
“Posso? ” chiede.
è certamente una domanda retorica perché senza aspettare risposta lo prende in bocca ripulendolo per bene.
Io chiudo gli occhi e prendo un attimo di pausa.
Quando li riapro nipote e zia sono impegnate in un 69 con urlo.
C’è un sordo ronzio che invade la camera: sono i vibratori che vanno a tutto spiano.
Adriana ne ha infilato uno nella fica di Elisa e la ragazza a ricambiato e raddoppiato, infilandone uno per buco della zietta.
Si leccano con trasporto ed io decido di approfittare per godermi lo spettacolo e riposarmi un po’.
Almeno per il momento dimentiche di me, si trastullano tra di loro; dall’affiatamento è evidente che non si tratta della prima volta che si dedicano a questi passatempi. Hai capito Adriana?
Le piace, e non poco, il cazzo, rimorchia uno sconosciuto e se lo fotte, si fa la nipotina, ha una collezione di vibratori: davvero un bel tipetto.
Mentre penso a queste cose le due porcelle hanno deciso che è il momento di riprendere in mano un attrezzo di carne, si sciolgono dall’abbraccio e si buttano sul mio uccello che, dato lo spettacolo, aveva già iniziato a dare segni di ripresa.
Con due bocche e due lingue che gli si dedicano per bene la ripresa diventa quella di una Ferrari da Formula Uno ed in men che non si dica è pronto a dare nuovamente battaglia.
“Stavolta tocca ad Elisa. ” dichiara Adriana tirando nuovamente su di se la ragazza e riprendendo a leccarla.
La nipotina sembra decisamente gradire sia la leccata sia la prospettiva di godersi il mio cazzo.
La posizione è ottimale: è praticamente alla pecorina con la zia sotto la pancia.
Mi metto dietro di lei e saggio con un dito l’accoglienza della fichetta: è fradicia di umori. Intanto Adriana da un’altra succhiata al mio cazzo tanto per sicurezza.
Io mi godrei anche il pompino ma Adriana la pensa diversamente: si sfila l’uccello di bocca e lo punta alla fichetta della nipote.
Una bella spinta e le sono dentro.
La prendo per i fianchi e inizio a sbatterla per bene mentre lei si dedica a leccare la zia, ricambiata per benino (con qualche interruzione per darmi una salpata alle palle.
Ditemi che sono monomaniacale, ma il buchino posteriore di Elisa mi alletta parecchio.
Tanto per esperimento lo stuzzico con un dito.
La ragazza solleva la testa.
“li no, non l’ho mai preso! ” mi avverte.
Avete presente che effetto fa sventolare un drappo rosso davanti al naso di un toro? SI? U – GUA – LE !!
Adriana lo capisce al volo ed interviene.
“è una buona occasione per provare, Elisa. ”
La ragazza tenta di divincolarsi ma Adriana le blocca il sedere abbracciandola, mentre io mi sfilo dalla fichetta.
“Mi farà male! ” protesta la ragazza, anche se con non troppa convinzione. “Solo al momento. ” ribatte Adriana convinta.
“Poi vedrai che gusto! Non hai visto me prima? ”
“Si, ma tu ci sei abituata! ”
“E lo sarai anche tu! ”
Mentre si scambiano queste battute mi sono dedicato al buchino di Elisa, giocandoci con le dita.
Passo alla lingua e si nota subito la differenza: la ragazza rabbrividisce ma sembra gradire quel tipo di leccata.
Spingo la punta della lingua nel forellino e sento che si contrae, stringendomela.
La muovo un po’ e lo sfintere reagisce allargandosi e contraendosi.
Spingo ancora e si serra, muovo la lingua e palpita.
Nel frattempo approfitto per insalivare per bene il tutto.
Quando penso di averla fatta rilassare a sufficienza mi rimetto dietro a lei bagno l’uccello sulle labbra della sua fichetta e glielo punto sul culetto.
“Adesso rilassati, prendi un bel respiro e spingi come se dovessi andare al gabinetto. ” la istruisce Adriana.
La ragazza esegue.
Quando sento il suo sfintere aprirsi leggermente sotto la sua spinta addominale, spingo delicatamente.
“Soprattutto non stringere il culetto, bambina. ”
La redarguisce la zia.
E decisamente stretta ma lentamente la cappella si fa strada.
Elisa respira rapidamente ma fa come le da istruzioni.
Finalmente la punta del cazzo passa l’anello di muscoli: mi blocco immediatamente per darle il tempo di riprendere fiato ed abituarsi.
“MI sembra di tronco dentro. ”
Magari si potesse definire così il mio cazzo.
“Resta rilassata più che puoi. ” le risponde Adriana.
Fino a quel momento ha seguito estasiata la penetrazione, ora invece incolla la bocca al clitoride della nipote e prende a succhiare come un vitello.
La ragazza reagisce nel modo migliore ed inarca la schiena rinculando leggermente.
Senza rendersene conto si sta affondando il cazzo nel culo da sola.
Io l’aiuto un po’ ed in men che non si dica sono completamente dentro di lei.
“Oh Dio! ” Geme. ”
Non posso, solo la puntami sfonda, non riuscirò mai a prenderne di più. ” dice.
Non si è nemmeno accorta che più di così non ce n’è.
“Guarda che ormai è fatta. ” le dico.
Lei si volta di scatto.
“Come? ” allunga una mano e mi sfiora il basso ventre: di cazzo ne resta fuori giusto un mezzo centimetro.
Tira due rapidi respiri: prima che possa dire qualcos’altro mi ritiro leggermente.
Lei spalanca la bocca e guaisce.
Mi ritiro quasi del tutto poi inverto il movimento.
Lei lascia uscire un Haaaa smorzato ma non protesta.
Il movimento che le impongo è lento e costante affinché il suo sfintere si abitui alla mia presenza.
Dopo una decina di pompate sento che si sta veramente allargando ed aumento il ritmo.
Adriana continua a leccarle la fighetta e le due cose messe assieme iniziano a piacerle.
Mi muovo più veloce ed inizio a sbatterla nel vero senso della parola mentre lei comincia apertamente a mugolare di piacere.
La prendo per i fianchi e la stantuffo con tutte le mie forze, sbattendole il cazzo nel culo quasi con rabbia.
“Si… dai… si… ancora… dai… si… ” inizia a dire ad ogni mio affondo.
“Ti piace, vero? ”
Le chiedo.
“Si… mi… piace… è… strano… così… mi… fai… godere… ”
Ormai il ritmo è indiavolato, entro ed esco dal suo culetto come un pistone mentre lei barcolla sotto i miei colpi.
So che in questo modo vengo tra poco, ma non mi interessa, voglio riempire quel culetto burroso come ho fatto prima con sua zia.
“Tra poco ti sborro in culo. ” le mugolo in un orecchio.
“Siiii! Sborrami dentro. ” risponde lei quasi in un urlo.
Le stringo le chiappe fino a farmi sbiancare le nocche e la fotto a tutto spiano,
Sento il formicolio nelle palle, il cazzo mi sembra che mi scoppi, sento la cappella ingrossarsi.
“Vengo! ”
Sborro in quel buchetto stretto, le allago l’intestino, le faccio in clistere di sperma e lei viene con me, cadiamo addosso ad Adriana, incapaci di reggerci sulle braccia.
Lentamente mi sfilo dal suo sedere,
il cazzo ancora gocciolante, e Adriana lo prende al volo e si mette a ripulirlo. Ci stendiamo affiancati sul letto, io in mezzo e loro due tranquillamente appoggiate ai miei fianchi.
“Visto, bambina, quanto ci si diverte con un uomo a disposizione? ” chiede languidamente Adriana.
Elisa Si stiracchia.
“Mi sa che dovremo rifarlo”
Dice convinta.
“Meglio ancora, ” le risponde la zia.
“la prossima volta dovrai provarne due assieme. ”
Ma porca puttana, questa non ha proprio limite!!! FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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