Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Incesti / Vi racconto la nonna
copertina racconto erotico

Vi racconto la nonna

Nella mia famiglia siamo in quattro, mia madre, mio padre, io che ho diciannove anni, e mia nonna di 61.
La nonna Carla vive con noi da cinque anni, cioè da quando è rimasta vedova. è la tipica nonna dolce e premurosa, molto attaccata sia ai miei genitori che a me, soprattutto a me…

Nonostante l’età, la nonna ha un carattere aperto e giovanile molte volte ho parlato con lei delle mie storie di sesso, e lei lo ha fatto con me.
è come una seconda madre per me, tra di noi c’è un bellissimo rapporto.

Da giovane doveva essere una gran troia, l’ho capito da come mi parlava di tutti gli uomini che l’avevano posseduta da giovanissima prima del nonno, e da come mi descriveva il nonno quale grande amatore instancabile.
Ascoltando le sue storie avevo capito una cosa per me molto importante: la mia nonnina una volta non perdeva occasione per farsi sbattere.
Sembrava quasi che ancora si eccitasse, ogni volta che tra di noi parlavamo di sesso il suo volto cambiava espressione, diventava più dolce e porco allo stesso tempo, si capiva che aveva voglia di un uomo. Mi ha confessato che malgrado ne avesse avuto l’opportunità non aveva mai tradito il nonno, e che dalla sua morte non era stata più con nessuno.
Ma si capiva che aveva voglia…

La prima cosa che salta agli occhi di lei, sono i due grossi seni, sproporzionati se considerata la non elevata altezza, le cosce sono belle grosse e due belle chiappone ancora sode vi poggiano sopra. Le due tettone, spesso libere dal reggiseno, e quindi ancora più facili da vedere attraverso i suoi vestiti casalinghi, poggiano su una pancettina appena visibile. Infine il viso, quel viso che mi aveva fatto capire, grazie alle sue espressioni d’eccitamento, il suo amore per il sesso, quel viso che mostrava ora qualche ruga qua e là, ma che ancora era carino e piacevole da guardare.
Sulla testa dei lunghi boccoli grigi.

La nonna mi eccitava, mi eccitavano le sue storie, mi eccitavano le sue tette, e sempre più spesso me la immaginavo mentre mi faceva una spagnola o mentre la prendevo alla pecorina, sempre più spesso mi immaginavo al posto dei suoi vecchi amanti.
Non so perché la desideravo tanto, le donne più vecchie di me non mi sono mai piaciute, ma la nonna era la nonna, e il saperla così porca la faceva apparire ai miei occhi come una dea del sesso. Pian piano dentro di me si era sviluppata quest’immagine della nonna Carla.
Il sapere di avere una nonna così mi aveva fatto parzialmente rimuovere il pensiero di sbattermi mia madre, da sempre oggetto delle mie fantasie erotiche.

Un giorno finalmente i miei sogni si avverarono.
Era una domenica di aprile e avevamo invitato a casa alcuni parenti.
La sera prima io e mia nonna avevamo avuto una discussione e si può dire che ancora ci tenevamo il muso. Io le avevo detto che doveva trovarsi un uomo perché ultimamente sembrava quasi in calore, tant’è che durante l’ultimo dei suoi racconti sugli amori passati, mi sembrava che fosse silenziosamente venuta, che ogni parola di sesso bastasse a farla eccitare. Era euforica. Le dissi che se aveva così tanta voglia doveva trovare qualcuno con cui sfogarsi.
Lei si era offesa.
Chiaramente le avevo detto tutto questo sperando che si accorgesse di me, sperando che capisse che io la volevo. Non potevo semplicemente saltarle addosso, se non mi avesse voluto? Era pur sempre mia nonna, che figura ci avrei fatto?

Durante il pranzo mi dovetti assentare per andare al bagno, mi faceva male un dente.
Ad un tratto la porta si aprì e la nonna entrò.
“Tutto bene Mario? ”
“Sì. ”
“Sicuro che non hai bisogno di qualcos’altro? ”
“Cosa vuoi dire? ”
“Voglio dire, queste non le vuoi? ”
E così dicendo chiuse a chiave la porta, si abbassò la scollatura del vestito e tirò fuori le sue grosse mammelle.
“Ho voglia di te nipotino mio, vieni dalla nonna. ”
Senza dire una parola mi lanciai sui grossi capezzoli e cominciai a succhiarli. Subito si inturgidirono.
Erano scuri e grossissimi.
Sembravo impazzito, continuavo a palpare quelle grosse tette e dolcemente succhiavo i grossi capezzoli della nonna, proprio come un bambino succhia i capezzoli della propria madre.
Entrambi ci lasciammo trasportare dai sensi.

“Mmhhhh siii da quanto tempo finalmente ahhhh toccami la figaahhh”
Non me lo feci ripetere due volte. Subito la mia mano andò sotto la sottana e constatai che la nonna non portava le mutande.
La cosa mi fece piacere, e mentre con la faccia affondavo nelle tette, con una mano iniziai a masturbarle il suo bel figone peloso già fradicio, e con l’altra le stuzzicai il buco del culo.

In breve raggiunse l’apice del piacere.
“Vengooo siiiii ahhh ahhhh. ”
Mi bagnò tutta la mano, quindi me la prese e la pulì per bene leccandola.
“Senti se ti piaccio. ”
Mi baciò appassionatamente in bocca, la sua lingua subito cercò la mia e io sentii il sapore dolce della sua figa.
“Grazie amore, era tanto tempo che non godevo con un uomo, ma ora dobbiamo andare o di la si preoccuperanno. ”
“Ma nonna non mi puoi lasciare in queste condizioni. ”
Mi calai i pantaloni e le mostrai il mio cazzo duro, era quasi sul punto di esplodere.
“Hai ragione, ora ti accontento, ma velocemente però di là ci aspettano. ”

Con una mano mi prese il cazzo e iniziò a masturbarmi. La sua mano impugnava dolcemente il mio membro e si muoveva velocemente su e giù, mi bastarono pochi colpi per arrivare all’orgasmo.
“Nonna sto per venireee. ”
Lei si alzò la veste e io le sborrai sulla figa, i miei schizzi partirono copiosi e la sporcarono tutta, così per non far colare il mio seme se lo spalmò sulle cosce e sulla vulva ancora gonfia per l’eccitamento.

Seguì un attimo di silenzio imbarazzante, poi lei si mise le mani in faccia e scoppiò a piangere.
“Oh mio Dio, cosa abbiamo fatto? Non è possibile, non ci posso credere, oh Dio. ”
Si voltò e corse di sopra in camera sua con la mia sborra che ancora le bagnava dalle coscie.

Io, frastornato, uscii dal bagno e tornai, cercando di sembrare il più tranquillo
possibile, in sala da pranzo dai miei parenti.

“Cos’è successo? , abbiamo visto la nonna correre di sopra” dissero loro. “Non so, io ero in bagno, mi faceva male un dente” risposi io, “vado di sopra a vedere. ”
Mi diressi di sopra dalla nonna, sperando di poter capire cosa l’aveva spinta a fuggire via, ma mi sentii rispondere di andarmene e di dire a tutti che non stava bene.
Scesi di sotto e dissi a tutti che la nonna aveva mal di pancia e si era messa a letto.

La sera era ormai arrivata, i parenti se ne erano andati tutti ed era ora di cenare, ma la nonna Carla non voleva scendere.
“Rimango qui e mi metto a dormire”, mi aveva detto, in realtà sarebbe rimasta lì non a dormire, ma a masturbarsi, come, mi disse dopo, aveva fatto per gran parte del pomeriggio.

La cara e dolce nonnina…

Io ero preoccupato per quello che sarebbe potuto succedere, e soprattutto la situazione mi imbarazzava, e non poco.

Sul tardi mi venne sonno, così decisi di andare a dormire. Non potei fare a meno di tirarmi una sega pensando al culo e alla figa della nonnina, che io quello stesso giorno avevo palpato. Stavo per venire quando la porta si aprì. Era mio padre Franco, il figlio della nonna Carla.
Cercai di coprirmi per non farmi vedere nudo, ma ciò che l’uomo alla porta mi disse mi scioccò.
“Vieni figliolo, la nonna è di là che ci aspetta. ”
Non credevo alle mie orecchie, e dopo aver guardato bene mio padre non credetti nemmeno ai miei occhi, non portava i pantaloni del pigiama, era nudo!

Frastornato mi alzai, e seguii mio padre.
Passammo di fianco alla camera dei miei genitori e vidi che la porta era aperta, mi fermai a guardare e vidi mia mamma Marina, nuda, che dormiva a panciasotto.
Era una bellissima donna e molte delle mie fantasie erotiche passate che avevano lei come protagonista mi tornarono in mente. Era la donna più bella che avessi mai visto con quel culo e quelle tette… , solo Dio sa come ho fatto a trattenermi per tutti questi anni.
Il cazzo mi tornò subito duro, mio padre se ne accorse e fece un ghigno d’approvazione, ma soprattutto mi accorsi che anche il suo grosso membro era eretto, e che se lo stava toccando con una mano mentre guardava la moglie.
“Vai a svegliarla”, mi disse.

Io non capivo più niente, ormai ero un automa in balia degli ordini di mio padre.
Silenziosamente, e col cazzo sempre più duro, entrai nella stanza e svegliai la mamma.
Senza dire niente si alzò, mi diede un piccolo bacio sulla bocca e si chinò davanti a me.
Mi scappellò il membro e iniziò a spompinarmi.

“Mamma che stai facendo? ”
“Ti dimostro che ti voglio bene figliolo. ”
“Aaanchio mhhh te ne voglio mammina. ”

La mamma ingoiava tutto il mio cazzo, fino alle palle,
lo vedevo scomparire tutto in quelle bocca calda e accogliente, ogni tanto lo tirava fuori e faceva roteare la sua lingua vellutata intorno alla cappella, mi succhiava i coglioni.
“Dai mamma succhia, sei bravissimaa daiii”

è una bocchinara fantastica, in pochi minuti mi fece venire.
“Mmmhh mamma sto per venire. ”
“Sii dai sborra amoreee ahhh, voglio vederti schizzaree mhhhh” i suoi movimenti si fecero sempre più veloci.
“Mamma sborrooooo. ”
“Anch’io amore aaanch’io, vengooooo. ”
Notai che si stava sgrillettando furiosamente.

Venimmo insieme, lei bagnò tutto il pavimento e io le sborrai in faccia. I miei
schizzi, che sembravano non finire, la sporcarono tutta, qualcuno finì anche sulle sue tette grosse e sode, ma lei si ripulì con le dita che subito si succhiò per non sprecare neanche un po’ del mio liquido.

Si rialzò in piedi, era bellissima, era la mia mamma…
“Ti amo mamma” le dissi.
La sua risposta fu un lunghissimo bacio.

Mi sembrava un sogno, la mia mamma mi aveva appena fatto un bocchino, e dentro di me sapevo che non si sarebbe fermata a questo.

“Su andiamo ora, di là ci stanno aspettando. ”
La seguii e andammo nella camera di mia nonna.
A questo punto la scena che vidi non mi sconvolse più di tanto, la nonna Carla era sdraiata sul letto con indosso una vestaglia, mio padre invece le era seduto vicino e mentre con una mano faceva su e giù col suo cazzo, con l’altra stava letteralmente scopando la nonna.

Quando ci videro fermarono il loro gioco erotico e la nonna come se nulla fosse iniziò a parlare.
“Come vedi caro Mario, la nostra è una famiglia di porcelloni, lo è sempre stata, è da quando che tuo padre aveva la tua età che fà l’amore con me, sono stata io a sverginarlo… da quando poi si è sposato quella figa di tua madre i nostri giochetti sono diventati ancora più eccitanti, purtroppo però tuo nonno ci ha lasciati, e pensiamo che ora sia giunto il momento, per te di entrare a far parte della nostra “famigliola”.
Ovviamente tutti i nostri discorsi e la scenata di oggi sono serviti a vedere se tu avevi degli interessi sessuali nei nostri confronti, non ti avremmo forzato in alcun modo se io avessi capito che noi non ti interessavamo affatto. Oggi però ho avuto la conferma di ciò che da tempo pensavo, cioè che anche tu sei come noi, ami scopare, e soprattutto ami la tua famiglia. ”

“Brava nonna, hai capito tutto, questo è il mio sogno che si avvera. ”

Mentre pronunciavo queste parole la nonna aveva aperto le sue gambe e mia madre subito si distese davanti a lei e iniziò a leccarle la vulva rossissima.
Io non sapevo cosa fare, ero eccitatissimo, il cazzo stava per esplodermi, stavo vivendo le scene che da sempre mi ero sognato, ero l’uomo più felice della terra.
Mio padre, che si stava masturbando, mi disse
“Vai sono tutte tue”, indicandomi le bellissime chiappe rosa di mia mamma.

Cominciai a stuzzicarle il buchetto, lo insalivai per bene e vi poggiai sopra il mio bel cazzone. Cominciai a strusciarlo sulle natiche di mamma, poi fu lei a dirmi
“Sfondami ti prego. ” Mentre la nonna le stava venendo in bocca, io impugnai la mia asta e con un colpo ben deciso penetrai in mezzo alle chiappe della mamma.
Un urletto di dolore e poi basta, solo grida di godimento. Era bellissimo e accogliente il culo della mamma, tant’è che la mia asta penetrava facilmente fino alle palle.

“Daiii amoreee sfondami sfonadami il culooo siiii mhhh ahhhhhahhhh siiiiii siii mhhvengooooo” era il mio amore, mia madre che stava avendo il secondo orgasmo della serata.
“Siii amore dellaaa maaammaaa siiii”
Gli schizzi mi bagnarono tutto, ma ci pensò la nonna a pulirmi con la sua bocca e a farmi venire in mezzo alle sue stupende tette.

La nonna mi ripulì per bene e mi lasciò riposare per qualche minuto, dopodiché mio padre, che si stava facendo spompinare da mia madre, con una mano cominciò a masturbarmi mentre con l’altra masturbava la nonna.
Farsi masturbare da un uomo è strano, poi se a farlo è tuo padre, lo è ancora di più.
La nonna allora mi disse che aveva voglia di me, era da tanto che non sentiva dentro di se un cazzo giovane come il mio.
Mi sdraiai e lei si mise sopra di me, prese il mio cazzo e se lo mise nella figa già lubrificata dai suoi umori. Iniziò una cavalcata portentosa, io venni sommerso dalle sue enormi tette e non potei fare altro che cominciare a succhiarle.
“Siiii nonnaaaa daiii sei bravissiimaaa siiii. ”
“Ahhh Mario com’e grosso e duro il tuo cazzooo ahhaa siii godo col mio nipotinooo siii venggoo ancoraaa sii. ”
Cavalcò il mio bel cazzone per più di un quarto d’ora e alla fine io non potei fare a meno di sborrarle nella sua larghissima figa.
Lei, che era venuta più di una volta, si accasciò esausta sopra di me e mi baciò.
Ero stremato.

La nonna era ancora sdraiata a cavalcioni sul mio bacino e la mamma mi stava accarezzando la testa, quando una mano cominciò a stuzzicarmi il cazzo, era mio padre, che in breve me lo fece tornare duro; intando con due dita dell’altra mano, stava penetrando il buco del culo
della nonna che sdraiata sopra di me si muoveva al ritmo di una scopata.

Dopo un attimo di relax, la nonna e la mamma si misero a pecorina e io e mio padre le prendemmo senza farci pregare. Io e papà ci davamo spesso il cambio, così io mi trovai a mettere il cazzo in un buco da cui era appena uscito un altro uomo; prima non mi era mai successo, e questo mi eccitava ancora di più.
Mentre noi le chiavavamo da dietro, le due donne si baciavano, si toccavano le tette e
naturalmente urlavano dal piacere. Le scopavamo un po’ nel culo e un po’ nella figa, l’importante era dare il massimo piacere alle nostre madri, mogli, nonne, ma soprattutto amanti.
Alla fine sborrai per la terza volta, venni dentro la mamma, ero veramente al limite delle forze, ma lei mi chiese di leccarla e non potei dirle di no.

Mi misi dietro di lei nella sua stessa posizione, col culo all’aria e la faccia affondata in mezzo alle sue cosce. Le stuzzicai il clitoride che divenne gonfio e lungo come il pisellino di un bambino. Lo succhiai e lo leccai, i suoi succhi mi bagnavano tutta la faccia.
Le sue labbra erano bellissime, rosse e gonfie dal piacere. La mamma urlava dal piacere.
“Siii Mariooo come sei bravooo ahhhti amooo figlioolooo leccami tuttaaa siiii”

Il cazzo mi penzolava in mezzo alle gambe, ci pensò la nonna a farmelo tornare duro con un bel pompino.
Stavo ancora leccando la mamma quando sentii qualcosa dietro di me, era mio padre, mi stava per inculare.
Non opposi alcuna resistenza, volevo provare questa cosa nuova. Il mio cazzo si induriva sempre di più nella bocca della nonna che me lo stava succhiando.
Ero eccitatissimo.

“Papà fai piano ti prego. ”
“Sta calmo figliolo. ”
Lentamente il cazzo di mio padre scivolò nel mio buchetto, all’inizio mi faceva male, poi iniziò a piacermi.
“Sii daii papà spingi, mi piacee. ”
Cominciai a muovermi per far sì che il suo grosso cazzo entrasse per intero, penetrò con fatica quasi per metà. Il mio buchetto era ancora troppo stretto perché mio padre riuscisse a entrare per intero, come io avevo fatto facilmente con la mamma e la nonna, però mi piaceva sentire il cazzo di papà nel mio culo.
Mia madre era ancora davanti a me e si stava succhiando una tetta mentre io le leccavo la fichetta bionda, sicuramente era contenta di quello che stava facendo papà.

A questo punto la situazione era questa.
Mia nonna mi stava ancora spompinando mentre si sgrillettava come una pazza, mio padre mi inculava e io mi ero perso con la lingua nei meandri della dolce figa della mammina.
In breve raggiungemmo tutti l’ennesimo orgasmo della nottata, la mamma mi venne in bocca, io venni in quella nella nonna, mio padre sfilò il cazzo dal mio culo e si scaricò sulle mie chiappe, ed infine mia nonna raggiunse l’orgasmo solitario grazie alla sua sapiente mano.

Ora era il mio turno, toccava a me fare il culo a mio padre, si mise giù a novanta gradi, io impugnai il mio cazzo e lo spinsi nel culo di papà.
Non fu difficile entrare, segno che qualcuno prima di me, sicuramente mio nonno, il padre di mio padre, era passato per quel buco.
Eravamo un quartetto fantastico, io stavo inculando mio padre, mia madre si torturava la figa, mentre leccava quella della nonna che intanto stava masturbando il cazzo papà.
“Sto per venire”, gridai.
“Falla dentro siii” mi rispose mio padre, e così dopo aver riempito la mamma e la nonna, ora era il turno di papà.
Venimmo, tra urla di godimento varie, tutti e quattro insieme.

Eravamo allo stremo delle forze, io soprattutto ero stanchissimo, io che ero nuovo a queste fantastiche scopate. Ci sdraiammo sul letto, bagnato dai nostri succhi, e in pochi minuti io mi addormentai felice tra le amorevoli braccia della mia dolce mammina con un dito nella sua figa bagnata. Mi addormentai non prima però di averle dato il bacio della buona notte.
Il papà invece aveva trovato un cuscino bellissimo su cui dormire, le grosse mammelle di sua madre, mia nonna…

Quella che vi ho raccontato fu solo la prima di una serie di innumerevoli scopate in famiglia, ogni volta che abbiamo voglia lo facciamo.
Tutto questo lo devo solo a quella porca di mia nonna che più di vent’anni fa entrò in camera di mio padre, si spogliò e se lo scopò. Non finirò mai di ringraziarla.

Ultimamente però appaio un po’ strano agli occhi dei miei amici, spesso, inventandomi delle scuse assurde, non esco con loro e si chiedono il perché… voi lo sapete. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

Leggi anche

copertina racconto erotico

Terry

Terry è una cugina acquisita, di quelle che, sposandoti, ti ritrovi come parente acquisito ma …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.