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Zia Anna ed il filtro magico

Quel giorno ero andato a casa di mia Zia Anna per aiutarla a trasportare le sue cose alla nuova casa.
Si era appena comprata un piccolo appartamento in periferia e mi aveva chiesto aiuto perché avevo il furgone.
Era la sorella di mio padre e siccome era divorziata era solita chiedere aiuto agli uomini della mia famiglia.

Ero arrivato di mattina presto.
Era un sabato molto caldo visto che ormai l’estate era alle porte.
Mentre Anna era al primo piano a raccattare le sue cose io decisi di andare nella soffitta di quella vecchia casa per portare giù i bauli più grossi che la donna custodiva lassù.
Il compito però si rivelò subito assai gravoso vista l’immane quantità di roba che Anna aveva riposto in quel buio e basso sottotetto.
C’era anche nel centro dei uno degli ambienti un vecchio letto completo di testiera, rete ed un vecchio materazzo.
Mi chiesi subito che cosa ci facesse lassù ma visto quello che ancora dovevo fare decisi di lasciar perdere.
Iniziai dai bauli più vicini alla botola.
Avevo agganciato una carrucola ad uno dei travi e con una corda calavo lentamente gli ingombranti oggetti verso il corridoio sottostante.
Verso l’ora di pranzo ormai avevo portato giù ormai l’intero repertorio di scatole e casse che quel soffitto ospitava ormai da anni.
Era rimasto solo il piccolo ambiente del letto da liberare.

“Michele vieni a mangiare! ” – urlo Anna da fuori.

Ero contento che quell’urlo fosse arrivato.
Ero stanco e sudato visto che il sole ormai aveva reso quella soffitta un forno.
Scesi e risposi a mia zia che sarei arrivato subito.

A tavola mangiammo in fretta dell’ottima pasta che mia zia aveva preparato. Mentre mangiavamo ad un certo punto ricordandomi del letto su in soffitta decisi di parlarne a mia zia.
Ero curioso di sapere come diavolo aveva fatto a portarcelo visto che sia la testiera che la rete erano troppo grandi per passare dalla piccola botola…

“Zia, scusami ma come hai portato quel letto su in soffitta? ” – chiesi.

Mia zia si fermò ed il suo sguardo si fece pensieroso…
“Il letto che io mi ricordi è sempre stato lì Michele e non mi appartiene, o meglio molta della roba che è in quella stanza non mi appartiene” – rispose lei ancora assorta nei suoi pensieri.

Lasciai cadere l’argomento e visto che ormai avevo finito di mangiare e di prendere il caffè decisi di riprendere per finire prima di notte.
Ringrazia mia zia del pranzo e ritornai lassù.

Ero entrato nella piccola parte del tetto deve era il letto e osservai incuriosito tutta la roba che vi era.
Ancora pensavo a come avessero fatto a portare li quel letto e mi avvicinai sedendomici.
La vecchia rete scricchiolò…
Presi ad osservarmi intorno.
Dopo un attimo i miei occhi finirono su una vecchia cassetta posta in un angolo del soffitto.
Decisi di prenderla e subito dopo l’appoggiai sul letto.
Era chiusa da un vecchio lucchetto e questo mi incuriosì ancora di più.
Dovevo aprirla per vedere cosa ci fosse e decisi allora di scendere a prendere un cacciavite per forzare la serratura.
Ritornai dopo pochi minuti ma non prima di aver chiesto a mia zia se quel piccolo forziere fosse il suo.
La sua risposta negativa mi aveva automaticamente dato il via libera allo scassinamento.

Il cacciavite fece il suo dovere ed il lucchetto cadde rotto per terra dopo pochi strattoni. Aprii lentamente il baule…
Al suo interno c’era molta roba ed a prima vista sembrava l’attrezzatura di un fotografo dei primi anni 30. In un angolo vi era una macchina fotografica con il suo cavalletto di legno.
Tre grandi album occupavano molto dello spazio rimanente e per finire molte piccole ampolle facevano bella mostra di se infilate ordinatamente in una cinta attaccata al coperchio della cassa.
Presi ad esaminare per prime proprio queste.
Molte erano preparati chimici per lo sviluppo delle lastre fotografiche.
Le istruzioni che vi erano riportate mi diedero anche la data precisa della loro preparazione e scoprii di avere ragione.
Era materiale del 1934. Avevo trovato un bellissimo cimelio di altri tempi!
Fra le bottigliette ce ne fu una che però attrasse morbosamente la mia curiosità.
La scritta un po sbiadita riportava la frase
“FILTRO DELL’AMORE ISTANTANEO”.
Sotto a questo buffo titolo vi erano anche le istruzioni per il suo uso.
Mi misi a ridere incredulo e pensai a quale cifra avesse sborsato quel fotografo per avere quel “ritrovatro miracoloso”.
Riposi la bottiglia e presi uno degli album e appoggiandolo sul letto iniziai lentamente ad aprirlo.

La prima pagina era scritta e riportava la descrizione del lavoro contenuto sull’album.
Leggendo venni a conoscenza che erano foto di donne nude in pose erotiche!
Spinto dall’irrefrenabile curiosità allora girai pagina e constatai che era proprio cosi.
Le foto erano un susseguirsi di donne grassottelle nude e provocatoriamente assorte in pose molto esplicite.
Gambe divaricate mostravano enormi cuffi di pelo pubico.
Sederoni grassottelli mostravano il loro spacco divaricato e provocante.
Erano belle foto ma la cosa che mi colpii di più che erano veramente eccitanti.
Erano diverse da tutte le donne che avevo mai visto nude.
Era come spiare nel passato con una macchina del tempo in camera di quelle donne mentre in quelle pose erano davanti al fotografo…
Piano piano mi resi conto meglio che l’ambiente usato come sfondo delle foto era proprio quella soffitta.
Era diversa certo, tutta pulita ed addobbata, ma era sicuramente li che quelle foto venivano scattate.
Finii velocemente di sfogliare due dei tre album e iniziai ad aprire il terzo quando leggendo l’introduzione rimasi interdetto dalle parole che vi trovai scritte…

“Le foto pornografiche di questo album sono state scattate con l’ausilio del mitico ritrovato del dott. Anderson.
Grazie al suo filtro dell’amore per me e per il mio assistente non è stato difficile convincere le belle donne a fare del sesso con noi mentre la macchina scattava.
Molte volte anzi mi dispiaccio per il fatto che eravamo troppo occupati entrambi per scattare delle meravigliose fotografie… ”

Presi subito a sfogliare l’album e come mi aspettavo vi erano pagine e pagine di foto porno da far invidia a giornali del mio tempo.
Fiche piene di cazzo da scoppiare.
Culi spaccati da poderose montate di uomini infoiatissimi.
Ma soprattutto nelle foto vi erano donne che completamente nude sembravano godere fino a morire!
Ero sconvolto e mi ritrovai presto eccitato con il cazzo che mi premeva contro la patta dei pantaloni.
Chiusi l’album e come istintivamente presi la boccetta del filtro delicatamente.
Conteneva ancora più della metà del suo liquido e notai che il suo tappo era chiuso con della ceralacca come per evitarne l’evaporazione.
Presi a leggere le istruzioni del suo uso…

“Versarne 15 goccie in una bevanda per un effetto eccitante. 30 gocce per scatenare nella donna una libidine incontrollata. ”

Era buffo ma mi venne in mente una voglia incredibile di stappare quella bottiglietta e di provarne gli effetti.
Forse solo per provarne la reale efficacia decisi allora di fare una prova.
Avevo bisogno però di una cavia ed iniziai a pensare a quale donna avrei fatto assaggiare quella roba.
Avevo un po’ paura per via del tempo che era passato dalla preparazione di quell’intruglio ma pensai che la conservazione era stata per tutti quegl’anni magnifica:
Al buio di una cassa senza umidità e perfettamente sigillata dalla ceralacca.
Un lampo corse fra i miei pensieri ed immediatamente pensai di provare quella roba sulla donna che armeggiava al piano di sotto.
Mia zia in fin dei conti era una gran fica a digiuno da molto tempo di sesso e non mi avrebbe certo fatto schifo scoparmela.
Poi tra le altre cose non c’erano persone che in quel momento potevano interferire con il mio piano…

Scesi di sotto e trovai mia zia che con il sedere ritto era a gattoni che cercava di arrotolare dei tappeti.
L’eccitazione che avevo fece diventare quel sedere come una calamita e decisi di procedere.
“Zia io mi preparo un bel bicchiere di thè freddo tu ne vuoi? ” – domandai io

“Si Michele. Ho una gran sete grazie! ” – rispose felice mia zia.

Mi avviai contento verso la cucina ed incurante di tutte le possibili tragedie presi due bicchieri e li riempii del thè che era in frigo.
Presi un coltello e facendo attenzione stappai la boccetta presa dalla cassa.
L’odore di quella roba era simile alla menta e maledissi la mia scelta.
Forse si sarebbe accorta dello strano odore del thè e non l’avrebbe bevuto ma decisi comunque di provare.
Con il dosatore contai 15 gocce ma preso da un attimo di dubbio ne versai altre 15.
Perché lesinare… avevo voglia di vedere la libidine incontrollata!
Il thè non cambiò colore ed a prima annusata nemmeno odore.
Tornai in salotto e mi diressi verso mia zia porgendo il bicchiere drogato.

“Grazie Michele” – rispose zia Anna.

Ne tracannò subito il contenuto e mentre bevevo dal mio bicchiere il cuore prese a battermi più veloce dall’eccitazione che la situazione mi aveva scatenato.
Subito dopo appoggiò il bicchiere e riprese a lavorare riaccucciandosi.
“Senti zia . Avrei bisogno di te in soffitta per fare una cernita del materiale che vuoi ancora portare via. Puoi venire su? ” – le domandai io gentilmente.

“Certo tesoro. Andiamo su” – rispose Anna.

Dopo un po’ eravamo in soffitta. Io avevo richiuso prima il baule lasciando però sopra al materasso del letto l’album delle fotografie porno.
Lo avevo fatto apposta sapendo che lei vedendolo non avrebbe potuto fare altro che aprirlo.
E così fù…

“Santa Madonna che foto che ci sono qua dentro!!! ” – esclamò mia zia aprendo a caso l’album.

La vidi sfogliarne altre pagine incuriosita.
Io intanto aspettavo gli eventi sperati che con mia sorpresa non tardarono a venire.
Infatti mentre mia zia sfogliava l’album si sedette e vidi che si stava mordendo le sue carnosissime labbra con lussuria.
Dopo un po’ divenne ancora più audace facendo esclamazioni ad ogni foto e commentando liberamente quelle immagini.

“Che cazzone che si prende questa. Guarda Michele. Tu ce l’hai così o più piccolo? ” – disse lei ad un certo punto.

TOMBOLA! Con mio stupore la roba della boccetta stava funzionando e quella donna che fino a poco fa era mia la mia normalissima zia ora stava diventando una donna vogliosa di cazzo senza ritegno.
La cosa poi si fece ancora più interessante quando mia zia inizio a toccarsi varie parti del suo corpo.
Iniziò prima dal seno ben modellato che aveva per poi finire con mio piacere fra le sue gambe.
Stava ansimando e decisi di fare io la prossima mossa.
Non ci stavo più dall’eccitazione e sicuramente fu anche questo a farmi tirare fuori il cazzo senza troppi complimenti e portarlo a mezzo metro di fronte alla faccia di mia zia Anna.

Lei mi vide e con lo sguardo luccicante dalla gioia lasciò cadere l’album per terra e si fiondò famelica sul mio pene.
Lo prese in bocca tutto di un colpo ed io stentai quasi a crederci!
Lo stava pompando come una matta. Il suo movimento era veloce ed ingordo.
Il mio cazzo spariva completamente dentro la sua bocca carnosa mentre la sua lingua mulinellava sulla mia cappella.
Era brava la zia! Iniziai a spogliarmi mentre lei non voleva lasciarmi.
Continuava a succhiare e con difficoltà portai a compimento la mia azione.
La staccai con la forza dal pompino che mi stava facendo e lei ansante mi guardava come implorando per poter continuare.

“Spogliati zia… ” – le ordinai.

Non se lo fece ripetere due volte e in un attimo me la ritrovai nuda difronte. Le sue gambe erano snelle e ben fatte.
La sua fica nerissima spiccava in mezzo al suo inguine piatto. Il suo seno non enorme era però bellissimo, degno di una diciottenne…
La spinsi a sedere sul letto e con le mani le aprii le gambe.
Avevo la sua fica a due dita dal naso e in un solo momento fui a leccarla come un gelato.
Anna stava letteralmente impazzendo ed i suoi mugolii mi fecero capire che stava godendo come se fosse la sua ultima volta!
Era bagnata da fare paura.
La mia faccia era madida dei sui umori che colavano quasi dall’interno della sua fica calda e buona.
Continua per un po’ ma poi alla fine decisi di scoparla.
La presi per le caviglie e in men che non si dica fui dentro.
Lei urlò di piacere ed io ero in estasi.
Presi a pompare come un matto fra le sue urla.
Era talmente bagnata che io sentivo poco della sua fica.
Era come tuffare il cazzo in una marmellata.
Era però bellissimo vederla godere sotto i miei colpi.
Dopo un po decidi di cambiare posizione e mi sdraiai sul letto facendola venire di sopra.
Prese a cavalcare fortissimo.
Mi faceva quasi male come se volesse infilare anche le palle dentro di lei. Intanto urlava e mormorava frasi oscene tipo
“Michele scopami, scopa forte la tua cara zietta. ”
“La tua zietta vuole essere divisa in due… aprimi la fica in due Michele”.
Ero al settimo cielo ma decisi ancora una volta di cambiare posizione.
Per via del fatto che era già venuta quattro volte era un bagno di umori e d io non sentivo nulla.
La misi alla pecorina per vedere se in quel modo avrei sentito qualcosa. Presi a sbatterla con il massimo della mia forza.
Il cazzo mi era diventato quasi rosso…
Il suo bel culo mi batteva ad ogni colpo sull’inguine e ne sentivo l’odore un po’ acre.
Presi allora a pensare di incularla e dopo un po decisi di farlo.
Tolsi il cazzo dalla sua fica ed inizia a strusciare la cappella umida sul suo buco stretto.
Li sicuramente era vergine ed avrei goduto da pazzi a pomparla per benino.

“Siiiii! Michele sfonda anche il culo alla tua zietta porca. Voglio sentirmelo nelle budella ti prego. ” – disse Anna mugolando impazziata.
Oramai non aveva più freni e non capivo come faceva e restare ancora in piedi.
Era venuta un sacco di volte…

Dopo aver infilato un dito su per il suo culo iniziai a puntare la mia rossa cappella su quel bottoncino invitante e generoso.
Iniziai a spingere ma entrava male mentre mia zia per un attimo urlò di dolore.

“Si fammi male ma ti prego infilamelo nel culo Michele! Non ne posso più” – disse mia zia e con un colpo di reni infilò il mio cazzo su per metà nel sul budello caldo e strettissimo.
Era cosi stretto che il mio cazzo veniva quasi strozzato e mi faceva male.
Presi dopo un attimo a muovermi con vigore crescente finché non arrivai ad inculare mia zia con tutta la mia forza.
Dal suo sedere usciva un po’ di roba ma io incurante e troppo eccitato la tirai via con la maglietta che avevo la vicino.
Ero alle stelle.
Stavo inculando una donna che per giunta era mia zia.

Cambiai posizione e mi stesi di nuovo sul letto ritrovandomi Anna dinuovo sopra a prendere il mio cazzo per intero su nel culo. Era meraviglioso e sentivo l’orgasmo arrivare ormai dentro di me.

Scoppia dentro al suo retto fra i mugolii di mia Zia.
Sborrai moltissimo mentre lei continuava ad impalarsi sul mio cazzo. Alla fine ero esausto ma lei continuava a muovere il mio cazzo su per il culo.
Quando fu moscio ed uscii tutto sporco da dentro di lei, mia zia rimase male. Aveva incredibilmente ancora voglia di cazzo e non vedendo alternative prese a menarsela da sola infilandoci dita a ripetizione.

Dopo un po’ però i mugolii di lei si fecero sempre meno forti e mentre la guardavo esausto seduto sulla cassa pensai a quante scene del genere avessero già avuto luogo in quella soffitta.
Ero felice e meravigliato della piega che aveva preso la giornata…
Mia zia Anna, quella gran porca, ormai dormiva sopra il letto… era sfinita e sporca di sudore ed umori.

L’unica cosa che dovevo ancora studiare era come spiegargli tutto quello che era successo e come utilizzare quello che restava di quella pozione miracolosa che avevo trovato. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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