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Zia Etta

Era stato un caso che Carlo dovesse andare a iscriversi all’università di Bologna proprio quel giorno. La zia Etta stava proprio per partire alla volta di Ancona per trascorrere qualche giorno di ferie prima di un colloquio di lavoro, e si offrì di dargli un passaggio. Etta era la minore di una nidiata di sette sorelle, la maggiore delle quali era la madre di Carlo. Sposata e già separata nonostante la sua giovane età: ventinove anni, appena dieci più di Carlo. Una tragedia che l’aveva provata ma dalla quale era uscita a testa alta, e anzi ci aveva guadagnato, in soldi e in forma fisica: aveva ripreso a frequentare la piscina, gli amici, si era abbronzata per bene, aveva fatto crescere a dismisura i capelli foltissimi, e ora si concedeva una breve vacanza, cosciente che il suo aspetto, il suo corpo sembravano la réclame di costumi da bagno olimpionici.
“Fino a Bologna ti porto io, ” aveva detto a Carlo con entusiasmo, “Poi proseguo fino ad Ancona e tu rimani in pensionato finché ti passo a prendere dopo una settimana. ”
Detto e fatto. Genitori benedicenti, sorellona che si raccomandava di “dare un occhio al mio Carletto”, zia e nipote partirono alla volta della dotta capitale.
Un viaggio piacevolissimo, ricco di battute, risate, barzellette spinte e via di questo passo, tanto che, arrivati a Bologna, lei lo accompagnò in università, poi al pensionato, poi …

Avevano due camere comunicanti, matrimoniali uso singolo, all’hotel Quaglia appena fuori Ancona. Dopo la cena ognuno nella sua, ed erano già le undici. Etta non aveva sonno. Si fece una bella doccia rilassante, si profumò ben bene, si spazzolò i capelli, si mise la camicia da notte osservando le sue forme giunoniche e perfette nel grande specchio. Avrebbe voluto che suo marito fosse ancora con lei e le facesse la corte: ci sarebbe cascata come una pera cotta.
Improvvisamente, bussano alla porta, ma non a quella principale: a quella intercomunicante. Col cuore in gola, Etta va ad aprire e si trova davanti il nipote in maglietta e slip: “Non riesco a dormire… ” dice lui. Lei gli sorride e lo fa entrare, guardandolo. è un bel ragazzo dal fisico atletico, e quel sorriso quasi innocente la stimola. Chissà come reagisce alle grazie di una donna, pensa Etta. Chissà se ha già avuto esperienze o è verginello. E intanto si parlano sottovoce, la luce è bassissima, il profumo di lei riempie la stanza. Si sdraiano sul lettone uno accanto all’altra scambiandosi confidenze. Sguardi lunghi, lenti, carichi.
“Sai zia che sei bellissima? ” dice lui accarezzandola con lo sguardo.
“Anche tu” gli risponde lei, ed è già innamorata. Come una pera cotta.
Lo sguardo del ragazzo scivola nella scollatura della camicia da notte, sotto la quale Etta non porta il reggiseno. La zia nota un rigonfiamento nelle mutande del ragazzo, che va pian piano aumentando mano a mano che lui la osserva.
“Cosa stai guardando? ” chiede lei maliziosa.
Lui arrossisce: “Il tuo seno. Ho sempre ammirato le tue forme giunoniche, ma il reggiseno non ti rende giustizia: al naturale sei molto più attraente. ”
Etta ride e si liscia la camicia da notte sul seno prosperoso. I grandi capezzoli sembrano voler forare la leggera stoffa mentre lei si siede a busto eretto per farli risaltare di più. Il nipote non le stacca gli occhi di dosso, deglutendo emozionato: non gli sembra vero di poter osservare l’adorata zia così intimamente, per di più con il suo consenso. Dal canto suo lei tiene d’occhio le mutande del giovane che ormai faticano a contenere un membro virile quasi completamente eretto che lui si sforza di non mettere troppo in mostra. Ma l’eccitazione è troppo grande e la zia troppo seducente.
“Dài, fammele vedere… ” fa lui timidamente. Lei lo guarda di traverso con un sorrisetto: “Solo una sbirciatina, ” dice con aria complice, “E sarà meglio non dire niente a tua madre. ”
Poi, chinatasi in avanti, apre la scollatura lasciando intravedere al nipote eccitato le sue poppe da playmate. Un soffocato fischio di ammirazione esce dalle labbra del giovane mentre lui si sistema nelle mutande il pene ormai completamente turgido. I due si sorridono. Carlo prende le mani della zietta e le porta alle labbra baciandole, poi le apre la scollatura e la abbassa più che può per ammirare quei capolavori di madre natura. Etta finge di scansarsi con un risolino, ma in realtà si stringe nelle spalle per agevolare il caro nipote. La camicia da notte si abbassa scoprendole spalle e seno fino sotto ai capezzoli, e più giù, per la gioia del nipote che fissa la zia con un sorriso eccitato.
“Toccale, ” dice lei con la sua voce bassa e roca, e lui non si fa pregare. Etta chiude gli occhi mentre sente le mani del nipote che le palpano i seni, li modellano, li accarezzano fino quasi a procurarle un orgasmo. Con gli occhi lucidi osserva il giovane che la tocca incredulo e felice, eccitato. Sente che le sue mutandine sono bagnate e ne prova piacere.
“Hai dei capezzoli così grossi e così duri! … ”
“è perché sono eccitata. Mmmmm… Continua a toccarmeli… Dio, che bello… Perché non me li succhi? ”
“Zia carissima, non osavo chiedertelo! ” E senza farsi attendere si attacca come una ventosa alle mammelle della zia, ciucciando quei capezzoloni come se volesse staccarglieli, tenendo tra le mani le poppe turgide che lei gli porge. Prima uno, poi l’altro, e ancora e ancora finché Etta non lo stacca a forza dal proprio seno per non raggiungere un orgasmo così rapidamente.
Sono entrambi ansanti, lei scoperta fino alla vita e lui ancora con la maglietta e gli slip dai quali fuoriesce il glande gonfio ed eccitato.
“Adesso però mi fai vedere qualcosa anche tu, ” dice la zia e, senza attendere risposta, abbassa le mutande del ragazzo per osservarne il membro eccitato. “Maestoso! ” esclama iniziando ad accarezzare i testicoli del ragazzo per poi salire lungo la sua verga fino a sfiorargli la cappella setosa e già inumidita da gocce di liquido. “Sei già bagnato! ” dice sorridendo, “Fai provare. ” Così dicendo si abbassa e lambisce con la punta della lingua quelle gocce saporite. Poi, incapace di resistere, ne prende in bocca tutto il glande e lo succhia a più riprese. “Ti piace? ” chiede con finta timidezza mentre in realtà muore dalla voglia di spompinare quel giovane cazzo fino a farselo sborrare in bocca.
Carlo non crede ai propri occhi e alle proprie orecchie: la zia che ha sempre adorato e concupito fin da quando era un ragazzino è davanti a lui con le tette al vento e gli sta leccando l’uccello. Abbandonando ogni timidezza si sfila la maglietta e lascia che sia lei ad abbassargli gli slip fino alle ginocchia, mentre lui le passa le mani tra i folti capelli. Etta chiude gli occhi e struscia la testa contro le mani del nipote, poi gliele bacia e gli sorride: “Ho capito, ti piace molto. ” Poi afferra quel membro eretto e se lo passa sul seno, attorno ai capezzoli, nello stretto solco tra le poppe sode… E poi di nuovo in bocca per succhiarlo e succhiarlo e succhiarlo in mille modi e con abbondanza di saliva, mentre le sue mani adoranti gli stringono delicatamente i testicoli grossi e maturi, quasi a volerne stimolare la produzione di sperma. Carlo la segue con movimenti pelvici eccitatissimi accompagnandosi con rantoli di piacere a cui fanno eco i mugolii golosi ed eccitati di Etta. Completamente fuori controllo, il ragazzo lascia che la zia conduca il gioco fino al culmine, quando con ansimi strozzati e felici eiacula sprizzando sperma a fiotti nella bocca golosa di lei che non ne perde nemmeno una goccia, succhiando e leccando fino ad ingoiarlo tutto e togliendosi di bocca il pene di suo nipote solo quando è diventato un po’ più morbido.
“Mmmm… ” dice la zietta chiudendo gli occhi e schioccando la bocca dopo le lunghe sorsate, “Sai che sei proprio buono? Questo signore merita un bacio! ” e si congeda dal pisello di Carlo con un bacione. Poi si rialza e si tira su la camicia ricoprendosi seno e spalle.
Ma il ragazzo non ha nessuna intenzione di farsi congedare.
“Eh, no, cara zietta, non credere di terminare così. Chi dà, deve anche ricevere! ”
“Ti riferisci a te o a me? ” fa lei perplessa.
“A tutti e due. ” E senza indugio le solleva la camicia da notte stropicciata scoprendole i fianchi e le mutandine di pizzo bianco, poi l’ombelico e infine lo splendido seno che, visto nell’insieme di quel corpo stupendo, è ancora più eccitante.
Il ragazzo abbraccia la donna e lei gli cinge il collo eccitata, piegando la testa per farsi baciare. Zia e nipote uniscono le bocche e iniziano a limonare come forsennati, mordicchiandosi le lingue e assaporando il gusto dei rispettivi aliti mentre i loro respiri si fanno sempre più ansanti e frenetici.
Etta è eccitatissima e sente la sua vagina bagnarsi a ripetizione. Le mani di Carlo le stanno accarezzando la schiena. Il pene di lui si sta indurendo di nuovo contro il suo ombelico e lei gli si struscia contro per sentirlo meglio. Poi le mani di Carlo le abbassano le mutande per accarezzarle il sedere, e lei non si trattiene più: con gemiti rochi, senza abbandonare la bocca del ragazzo, struscia il suo sedere ben formato contro le palme aperte di lui, e addirittura gli prende le mani e le accompagna nei movimenti per fargli capire dove le piace di più essere toccata.
“Toccami qui, cazzo che belle mani che hai. Sentimi tra le cosce, ecco, lì. Ohhhh, stupendo, che tesoro… Mmmhhh, baciami, baciami… ”
“Zia Etta del mio cuore, mi ecciti a dismisura. Sei l’apoteosi della femminilità, ti desidero da quando ero un ragazzino e non mi sembra vero di poterti palpare così dappertutto e sentirti godere! ”
“Mi sono bagnata già quattro o cinque volte stasera, grazie a te. Adesso devi continuare, perché la tua zietta è innamorata come una gatta in calore. ”
“Ogni tuo desiderio è un ordine che eseguo con immenso piacere. ” E le mani di Carlo spogliano la zia lasciandola completamente nuda, mentre lei lo asseconda sdraiandosi poi sul lettone con le gambe spalancate.
“Ti piace il mio odore? ” gli chiede mostrandosi a lui nella sua piena femminilità.
Senza nemmeno risponderle, Carlo si accomoda tra le cosce della bella zietta e le bacia la vulva con ardore, poi vi introduce la lingua mentre le sue mani le accarezzano i fianchi. Il sapore della zia lo eccita da morire. La sua lingua lecca e si muove in quella vagina eccitata con rapidità sorprendente, tanto che lei è assolutamente sorpresa della velocità con cui arriva l’orgasmo, accolto con frenetici gemiti di piacere. Carlo continua a leccarla, instancabile. Le lecca il clitoride teso che sporge dalle pieghe di quella vulva saporosa, lo prende tra le labbra e lo succhia delicatamente mentre la zia si abbandona a contorsioni spasmodiche. Un altro orgasmo corona l’opera amorosa del suo maschio, che la lappa golosamente.
Quando lui si stacca dalla vagina della zia, con la bocca grondante del suo liquido, lei si tira su e lo guarda sorpresa, con i lunghi capelli scarmigliati e il viso paonazzo per l’eccitazione.
“Mi stai facendo impazzire! ” geme. “Dammi un bacio, tesoro mio. ”
Le bocche di nuovo si uniscono e le lingue si abbandonano a ogni sorta di leccate. Etta non resiste più, il desiderio di scopare con il nipote è tale che gli afferra il membro con la mano e se lo struscia contro il pelo. Lui si piazza su di lei che lo accoglie a braccia aperte e gambe spalancate. Le sue poppe turgide sono mollemente adagiate sul petto ansante, mentre le belle braccia nude della zia tirano a sé il nipote per invitarlo. Carlo si abbassa a baciarla.
“Sai zia che non ci avrei mai sperato? Ti desidero da così tanto tempo che ancora non posso credere che tutto questo sia vero! ”
“Hai voglia di scopare con la zietta del tuo cuore? ” gli chiede lei atteggiando le labbra a un tenero broncio infantile.
“Ho una voglia pazza di scopare con te, con te, solo con te!!! ”
Il suo membro turgido non resiste più e le si infila nella vagina mentre lei, arrapatissima, spinge per aiutarlo.
“Come sei accogliente, zietta, tra le tue gambe sembra di stare tra due cuscini morbidi, e la tua figa è abbondantemente lubrificata. ”
“Hai un cazzo grosso e durissimo, mi piace da morire sentirmelo dentro. Voglio godere di te come una puttana. Non trattenerti, sborra tutto dentro di me. ” E inizia, per invitarlo, i movimenti pelvici dell’accoppiamento. Il ragazzo non si fa pregare e inizia a scopare la cara zia con vigore, eccitato, il bel corpo atletico che troneggia su di lei facendola impazzire di desiderio persino mentre sta facendo l’amore con lui. I movimenti dei due amanti sono accompagnati da gemiti ritmici di entrambi, lei ha gli occhi semichiusi e arcua la schiena per il gran piacere, mentre lui flette le braccia muscolose e si abbassa a leccare la bocca della zia. Etta ansima e geme e raggiunge l’orgasmo in men che non si dica. Carlo si ferma un attimo, poi riprende i movimenti. Lei non capisce più niente: con la testa che le gira si abbandona a gemiti rochi e frasi smozzicate, godendo e godendo del caro nipote che va e viene nella sua figa infoiata. Poi sente che anche lui sta per eiaculare e lo accompagna, incitandolo e stringendosi a lui, finché il giovane si rizza sulle braccia e con una serie di ansimi frenetici raggiunge l’orgasmo e sborra nell’utero della zia con sorprendente abbondanza. Infine si abbandona su di lei, unendo la sua bocca a quella di Etta mentre il pene si ammorbidisce in quella vagina tanto desiderata, sogno adolescenziale ora diventato realtà. FINE

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