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Zia Tetta

Zia Tetta … ah …

Il motivo per cui, in famiglia, era chiamata così era dovuto al fatto che aveva un paio di tette enormi (credevo una quinta ma poi ho scoperto che era una sesta).

Mi ricordo che quando ero piccolo lei si divertiva a farmi spaventare mostrandomi le sue grandi tette; io a mia volta mi divertivo a toccargliele e a giocare con i suoi capezzoloni scuri che erano più grossi delle mie manine innocenti.

Zia Tetta (Concetta era il suo vero nome) aveva un marito muratore, di quegli uomini che restano nei ricordi non per le imprese, ma solo per il fatto di essere un gran lavoratore, fuori di casa di mattino alle sei fino a sera, e lei sola a tirar su una bimba, Carla, mia coetanea.

Carla venne su come la mamma, con due tette enormi e sode.

Io e Carla stavamo sempre insieme e con lei avevo dato sfogo alle mie prime fantasie erotiche , come quando , per esempio, me lo aveva strusciato sui suoi capezzoli nudi facendomi venire e quasi … svenire! Carla mi fa toccare e giocare con le sue tette ma non vuole che la tocchi in mezzo alle gambe… almeno per il momento.

Ho la fortuna di vivere in una famiglia che non mi fa mancare niente … insomma stiamo bene e viviamo in una villa in una zona semicentrale della città.

Sfortunatamente (o fortunatamente per me) non è lo stesso per Zia Tetta; così i miei l’ hanno assunta come donna delle pulizie per garantirle un sostegno economico, così tutti i giorni mi trovo zia Tetta per casa che pulisce.

Spesso viene anche Carla, così facciamo i compiti insieme mentre io le palpo le tette e lei mi massaggia il membro.

Non vi nascondo che amo le tette grandi per cui la mia adolescenza l’ ho vissuta in perenne arrapamento avendo quasi sempre in casa 2 paia di tette enormi: zia tetta e sua figlia Carla.

Senza nulla togliere a Carla il motivo principale del mio turbamento però era sempre stato Zia Tetta perché era una donna grande, porca e troia , ed io ero un adolescente.

Ricordo che quando ero piccolo i miei zii maschi si divertivano ad ironizzare sulle tettone di Zia Tetta e notavo in loro il desiderio che essi provavano per lei … se la sarebbero scopata tutti insieme !!! Lei divertita e lusingata rispondeva in maniera ironica e provocante aumentando il loro desiderio; ebbene, questa immagine di porcona provocatrice mi era rimasta impressa e a questa stessa immagine correva la mia fantasia quando iniziai a farmi le prime seghe.

Quando ero piccolo la mia famiglia era solita unirsi ad altre famiglie di parenti (tra cui quella di Zia Tetta) per trascorrere le vacanze insieme. Di solito si trascorrevano 3 settimane in bungalow in un residence sulla riviera romagnola.

Tra le tante estati ne ricordo una particolarmente bollente: io e Carla avevamo i nostri 15 anni e cominciavamo ad esplorare i nostri corpi, a godere insieme in quelle calde notti seppur senza ancora fare l’ amore.

Il team degli animatori era molto efficiente ed una sera come tante il residence si era riversato in spiaggia per parteipare ad un concerto con grigliata di pesce. Una leggera brezza mi fece sentire il bisogno di tornare in bungalow per prendere una felpa; Carla non mi seguì, avevamo avuto un leggero battibecco: lei mi aveva detto che volevo correre troppo semplicemente perché avevo provato a farle un ditalino; le donne, si sa quando dicono no vuol dire che lo desiderano più di ogni altra cosa … si trattava di avere pazienza.

Cosicchè mi incamminai verso il bungalow; il residence era buio e silenzioso, mentre si udiva da lontano il gruppo che intonava pezzi più o meno sconosciuti. Giunto al bungalow sentii delle voci nel bungalow adiacente che era quello di zia Tetta. La fissa che avevo di quella porca di mia zia mi spinse ad avvicinarmi per spiare dalla finestra ciò che stava accadendo all’ interno, magari trovavo lei che si spogliava o che fotteva con zio Mimmo, suo marito.

Così feci; la scena che mi si presentò mi fece trasalire … quella porca di mia zia era alle prese con ben 4 membri, quelli di tre miei zii e di un mio cugino, insomma quelli che di solito ironizzano sulle curve di zia e che lei fa eccitare rispondendo da vera porcona.

Zia Tetta si era tolta il leggero spolverino che indossava e, sorpresa delle sorprese, sotto era completamente nuda: al marito evidentemente doveva piacere parecchio portarsela in giro cosí. S’era seduta al centro del tappeto poggiando il sedere sulle proprie gambe e i 4 uomini, mangiandola con gli occhi, l’avevano circondata e si erano abbassati i pantaloncini quel tanto che bastava a tirar fuori i loro robusti sessi, ancora in relax, ma tuttavia già di dimensioni straordinarie.

Zia Tetta, ruotando su se stessa li guardò tutti, ne saggiò la consistenza toccandoli e infine si avvicinò con la bocca ad uno di loro e prese a leccarlo, mentre con le mani ne teneva stretti altri due. Il quarto uomo si era invece piegato alle sue spalle e la cingeva da dietro con le braccia stringendole i grossi seni fra le mani .

Ora lei stava in ginocchio, succhiando avidamente il grosso membro lucido di zio Lucio (un uomo rozzo e volgare che lavorava con zio Mimmo, il marito di zia Tetta), con le braccia distese in alto a toccargli il torace e i capezzoli, mentre gli altri uomini tutti accovacciati attorno a lei, le palpavano il corpo in ogni dove, insinuando le dita fra i seni enormi (che ormai non vedevo da quando ero piccolo), fra le cosce e cominciando pure con leggeri colpetti dei polpastrelli a violarla chi fra i peli del pube chi fra le natiche.

Inutile nascondervi che ero eccitatissimo e che mai avrei voluto perdermi quel film, importante fantasia erotica per le mie prime seghe.

Ma nel frattempo arrivò Carla con un sorriso come quello di chi ha dimenticato la lite e vuole farsi perdonare. Sicuramentete aveva bevuto e si sentiva eccitata, ed era probabilmente più disponibile rispetto a quando avevamo litigato.

Stranamente non mi chiese perché ero vicino alla finestra del suo bungalow e mi baciò molto intensamente strusciandomi i suoi grossi seni sul petto. Sapeva che amavo le sue tette grandi per cui puntò sulla arma vincente. Fu inevitabile per lei sentire anche la mia prepotente erezione sotto i pantaloni.

Era stupita dal fatto che quel suo gesto mi avesse provocato in un attimo quell’ erezione, così la baciai e le feci guardare all’ interno della stanza il motivo del mio turgore convinto che quella visione avrebbe provocato in lei lo stesso piacevole turbamento che aveva provocato in me.

Dopotutto conoscevo Carla; oltre a fare i porcellini parlavamo molto ed ognuno di noi conosceva le fantasie dell’ altro. E devo ammettere che Carla aveva delle fantasie allucinanti, sarebbe diventata una troiona … tale madre tale figlia.

Ammiravo con desiderio la flessuosità del corpo di Carla, china sul davanzale, che guardava la recita senza curarsi del mio sguardo che le carezzava con un pizzico di libidine la schiena e i glutei sporgenti.

Marco (mio cugino) accompagnò zia Tetta a sedersi sul membro di zio Gino che s’era disposto steso in terra, aiutandola ad impalarsi su di lui per raccoglierne in profondità il lungo sesso teso verso l’alto. Stando cosí seduta zia Tetta poteva del resto comodamente continuare a lappare con la bocca il sesso di zio Lucio, in piedi di fronte a lei, tenendolo stretto alla base con una mano. I colpi che balzavano dal basso dentro il ventre di lei si alternavano alle spinte di zio Lucio nella sua bocca e, un po´per godimento, un po´per non cadere, con l’altra mano la donna stava aggrappata al turgore del terzo uomo, mio cugino appunto, in piedi a fianco a lei, tenendoselo puntato diritto verso una guancia. L’ultimo del gruppo, zia Alfio, sentendosi forse un po’ trascurato, stava invece alle sue spalle e la carezzava fra i glutei come a sperimentarne l’elasticità dell’orifizio anale.

Mi accosto alle spalle di Carla, avvicinando la mia guancia alla sua e percependone il respiro. I nostri occhiali si scontrano tintinnando. Carla si volta un attimo verso di me e mi fa un sorriso per tornare immediatamentea guardare nella stanza inumidendosi le labbra. L’abbraccio sui fianchi , continuando a fingere di guardare nella stanza. Lei non reagisce e io mi avvicino ancora di piú stringendo il mio corpo al suo. La mia mano sul suo fianco le carezza a lungo la pelle fresca fino all’estremità del seno. Ridiscendo lungo il corpo e le tocco leggermente una natica carezzandola; poi con i polpastrelli passo al di sotto del suo leggero slip. Scopro con grande piacere che lei é estremamente sensibile e si sta facendo toccare in quel punto (non so se aveva già questa intenzione quando arrivò visto che sorrideva maliziosamente o se la scena che si stava consumando la stava terribilmente eccitando ) e sfrutto questa mia piacevole sorpresa per insistere, premendo con le dita laddove mi accorgo di provocarle qualche leggero fremito di piacere.

Gli zii stanno manipolando furiosamente quella porcona di zia Tetta che grida e si dimena scompostamente: sembrava stesse recitando una scena di un porno.

Ma io guardo Carla, le sollevo la gonna leggera e la carezzo con entrambe le mani sulle cosce e sui glutei, percependo dai suoi movimenti leggeri l’invito a non fermarmi. Le faccio calare il piccolo slip lungo le cosce e lei mi asseconda sfilandoselo del tutto con un piede, sempre senza interrompere di guardar fisso su quella grottesca penetrazione degli stalloni sull’oca giuliva, quella puttana di sua madre, diretta da zio Lucio che le grida come muoversi, come usare la bocca, come dimenare le anche.

La nuova scena vede la troiona ripiegarsi verso il volto di zio Gino su cui cavalcava, e offrire il suo ano, già dilatato dalla lunga consuetudine all’essere ospitale, a una seconda penetrazione dell’altro zio, Alfio, che le stava alle spalle. Le infliggono i loro violenti colpi da ogni lato in perfetta sintonia fra loro, e sbattono quel suo corpo inerme come un pupazzo in loro totale possesso incapace di ogni reazione.

Bacio sulla spalla e sul collo la mia formosa cuginetta ormai completamente rapita e bagnata e intanto il mio desiderio, che si é scoperto da ogni abbigliamento, si é poggiato all’attaccatura delle sue natiche. Standole dietro l’abbraccio: con una mano le carezzo il seno e con un dito la sfioro tra le cosce, davanti, inumidendomi con qualche goccia della sua eccitazione.

Carla mi sente mentre mi abbasso leggermente alle sue spalle frugandole fra le gambe con la mia curiosità irrigidita. Mi asseconda ancora e, furbetta, poggia un piede sullo sgabello lí vicino, ripiegando una gamba verso l’alto e permettendomi di portare la punta della mio membro al collo della sua ancora stretta ma bagnatissima fessura.

I miei cari zii ora penetrano la mia cara zietta (confesso che avrei voluto essere li tra loro) in posizione canonica, ma a ripetizione, uno dietro l’altro, spremendole sulle tettone (che lei riportava verso l’ interno stringendole con le sue mani in quanto la posizione supina gliele portava verso l’ esterno) il loro godimento e passandola a un altro dopo averla inondata. Il primo é zio Lucio che, percuotendola di colpi violenti l’ha presa per le caviglie e le ha sollevato le gambe: le tiene alte e divaricate e mentre le lecca un piede, la inchioda con raffiche che fanno grondare entrambi di sudore e umori. Zio Alfio guarda questo gran finale prima della dissolvenza sbavando, poi va anche lui sul tappeto e comincia a toccare concitatamente zia sulle tette poi menandosi il cazzo le viene in faccia mentre lei soddisfatta sorride di piacere guardandolo negli occhi. Poi prende il cazzo di zio Lucio e se lo agita sulle tette ricevendo immediatamente potenti fiotti di piacere. Intanto su di lei s’é piazzato mio cugino che le freme nell’intestino per schizzarle dentro i fiotti densi del suo piacere. Zia Tetta si pone in ginocchio per far venire gli ultimi due rimasti, zio Gino e Marco: cosicchè prende i 2 cazzi fra le sue mani (curatissime, con quelle unghie lunghe e sempre smaltate di quel rosso volgare che solo una gran troiona porta) e li punta verso la sua arma vincente, le tettone.

Quasi simultaneamente i due vengono cospargendo di sperma le tette di zia già inondate e grondanti di altro sperma.

Carla si é ormai aperta alla mia voglia che ora si immerge nel suo nettare. Mi muovo dentro di lei, carezzandole la schiena e le braccia. La sto avendo; finalmente la sto prendendo: la voglio, e percorro avanti e indietro il viale che mi ha aperto. Gira verso di me la testa e mentre la stringo, ci baciamo intrecciando le nostre lingue. Le sue labbra morbide aumentano la mia eccitazione e sollevandola leggermente per i fianchi mi insinuo piú profondamente e la scandaglio con maggiore energia. Gioco un po´con il suo desiderio ritraendomi fino quasi a uscirne: per poi rientrare con piú decisione oscillando con il bacino ritmicamente. La mia eccitazione si gonfia ogni momento e accelero il ritmo premendo piú forte. Con le mani guido i suoi fianchi ad assecondare il mio gioco, dimenandole e ruotandole i glutei a mio piacimento. La sento respirare forte e contorcersi ai miei colpi, vorrei sentirla gridare. Lei porta le braccia all’indietro sui miei fianchi e frena i miei movimenti. Mi vuole fermo nel suo guscio per cominciare lei a muoversi e, fremendomi intorno al sesso immobile, dettare il suo ritmo e raggiungere il piacere. Le porto le mani sui grossi seni e restando fermo dentro di lei, li inghiottisco nel palmo che a malapena li contiene, premendoli. Si muove con abilità giocando col mio membro che si fa vibrare dentro come vuole, finché non la sento contrarsi in un brivido teso che accompagna a un grido che non viene avvertito dai 5 nella stanza.

Anch’ io ero al limite, così lei si gira sottopone me alla stessa scena che si era consumata un attimo prima: prende il mio cazzo, lo punta verso le sue tette ed inizia a menarlo forsennatamente fino a ricevere appagata sulle sue tettone il mio succo.

Mentre lei era giu in ginocchio che puliva il mio membro strusciandolo sulle sue tette (sapeva che quello che stava facendo mi piaceva) guardo all’ interno ed un’ altra scena non potè non lasciarmi senza fiato nonostante quello che avevo visto era stato comunque spettacolare: i 4 uomini stavano pisciando sul corpo di mia zia, chi puntando fra le sue cosce chi sulle tette, mentre lei sospirava appagata buttando la testa all’ indietro. Anch’ io non potei trattenermi dal fare lo stesso sulle amate tettone di Carla che accolse con piacere quel che stavo facendo.

Senza accorgercene, come sotto ipnosi, io e Carla avevamo perso la verginità senza pudore alcuno, sicuramente aiutati dalla visione degli zii ben più esperti di noi. Si dischiudevano a noi nuovi orizzonti pieni si sesso libero e lussuria totale. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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