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Appuntamento al buio (Giacomo)

La telefonata tra Giacomo e me stava prendendo decisamente una brutta piega
– no, no e poi no – risposi stizzito – ne ho abbastanza delle tue sole, Giacomo !!!
– ma ti ripeto…
– sì come l’altra volta… quando hai portato quella balena oscena…
– balena adesso… un po’ abbondante…
– abbondante sta m…. ma non farmi parlare… comunque non ci sto. Mi dispiace, ma non ci vengo… sono stufo dei tuoi appuntamenti al buio, cazzo !!!
– ma Renzo, se stasera non porto qualcuno Elena non esce con me… e stasera è la volta buona !!! i miei sono a fanculo a mare, mio fratello è a trombare con la ragazza in montagna… ho casa libera!!!! non mi puoi fare questo…. ti ricordi…
– … la volta che mi hai salvato la vita dopo l’incidente… Sì me la ricordi TU fin troppe volte…
– allora NON PUOI farmi questo…
– uhhfff… e questa… com’è! ? ! ?
– Ah allora accetti, che bello … Elena mi ha detto che è troppo simpatica, un vero spasso, è anche una brava ragazza…
– Primo: non ho detto niente. Secondo: se è simpatica e PEGGIO, se è una brava ragazza vuol dire che è un cesso rotto….
– MA QUANDO MAI !!! Ele mi ha detto che è bellina….. bionda, occhi scuri…
– Sì ma il fondamentale ! ? ! tette ! ? ! culo ! ? !
– Beh.. non lo so… so solo…
– Che cosa ! ? !
– Che è un po’ più grande di noi….
– Quanto ! ? ! ?
– Ventisette a..
– Lo sapevo… ecco la sola .. e sicuramente si è lasciata dopo una relazione di sei-sette -ventotto anni col ragazzo… e adesso non sa che cazzo fare …
– Bravo !!! come hai fatto a capirlo ! ? !
– E non mi prendere per il culo Giacomo, e se vengo lo faccio solo per non sentirti più !!!!
– ALEEEè !!!!
– Ma TU mi vieni a prendere e TU mi paghi, anzi CI paghi i biglietti del locale. sennò niente…
– Ma io…
– Prendere o lasciare….
Un attimo di silenzio dall’altra parte. Poi dopo uno sbuffo:
– e va bene.. ma solo per questa volta !!!

Insomma la serata si metteva nel peggiore dei modi. Giacomo non era nuovo a questo tipo di cose, e dopo la psicopatica depressa e la balena ninfomane chissà che cosa mi capitava….
Arrivata la sera mi lavai e vestii a malincuore. Giacomo mi venne a prendere puntuale come un orologio svizzero, quando si trattava dei fatti suoi era SEMPRE puntuale. Le ragazze ci appestavano davanti al locale…. e ciò voleva dire che dopo la racchia mi doveva riaccompagnare a casa… meglio così…
Ma se io ero nervoso (al massimo la delusione di una sera) Giacomo era una pila elettrica… non stava fermi, accendeva le sigarette, le spegneva ancora spente… un macello…
Ad un certo punto lo vidi che sobbalzava.
– eccole !!!!

Le ragazze avevano parcheggiato poco più in là così per lo meno avevo il tempo di vederle…. Elena era la solita, una piccola massa di capelli ricci tutta pepe e tutta curva.. e l’amica… la prima cosa che vidi un culo niente male, rotondo, sodo, però… sembrava scarsa di seno… pazienza non era necessario… aveva un abitino nero intero che le fasciava il corpo fino a metà coscia, e stivaletti che arrivavano al polpaccio…. I capelli biondo scuri lisci lambivano un piccolo zainetto di pelle nera… il viso… occhi grandi marroni, un sorriso sornione.. ma io .. ma io la ..
– renzo… ti presento Sonia – mi disse Elena spingendomi la ragazza tra le braccia – e questo pezzo di ragazzo è Renzo.
– Ciao- mi disse baciandomi, poi mi sussurrò nell’orecchio – fai finta di niente noi non ci conosciamo ….
– Ciao – risposi meccanicamente , deluso. La conoscevo, altro che se la conoscevo…

Giacomo non ebbe modo di vedere la mia reazione era troppo intento a spupazzarsi la sua bella. Ci infilammo nella fila per vedere il concerto jazz. Il gruppo era abbastanza famoso in città e c’era un po’ di calca…
– mi devi scusare- mi sussurrò Sonia, girandosi davanti a me in fila – ma Elena ci teneva così tanto… l’ho incontrata in palestra e mi ha pregato di venire stasera così Giacomo si sarebbe dato finalmente una mossa… è un po’ che se lo vuole fare… e nessuno dei due sa niente.. se parli potrebbero pensare che è tutto organizzato…
– ma lo è – risposi stizzito.
– E allora ! ? lasciagli l’illusione… e poi stasera sono io il tuo appuntamento…. Dovresti essere fiero.
Si rigirò davanti. Le osservai il culetto rotondo. Con un sorriso le diedi una bella pacca sul sedere. Lei sobbalzò, tra lo stupito, il divertito e l’offeso.
– ma che fai ! ? ! – mi chiese, non tanto arrabbiata.
– Apprezzo il mio appuntamento…

Naturalmente Giacomo non poteva fare le cose per bene…. Per scaramanzia aveva prenotato un tavolo solo per due persone, e si era DIMENTICATO leggermente di correggere la prenotazione. E a quell’ora le sedie erano sparite tutte.
– che fa ! ? ! – concluse Elena divertita- vuol dire che noi leggiadre femminucce ci siederemo in braccio a voi maschietti. Così sarete l’invidia di tutti qui dentro.
Elena saltò in braccio ad un arrapatissimo Giacomo che l’avvinghiò come un calamaro. Sonia si sfilò con grazia lo zainetto e si sedette sulle mie gambe, cingendomi un braccio dietro le spalle.
Per sorreggerla le misi un braccio dietro le spalle. Notai allarmato che non sentivo il reggiseno sotto il vestito in realtà non aveva bisogno, aveva due seni piccoli e sodi, di cui uno mi premeva impertinentemente sul petto. Ma il sedere che mi stava in grembo… meglio pensare ad altro.
La serata comunque era piacevole. Per aspettare l’inizio del concerto, che sarebbe iniziato dopo uuna mezz’oretta parlammo del più del meno. Quell’idiota di Giacomo, che aveva sempre più bisogno di una secchiata di acqua gelida sulle parti basse, introdusse un discorso MOLTO pericoloso.
– Allora, gente ! ? ! – disse stranamente allegro- qual è stata la prima volta che avete fatto l’amore ? ! ?
– blah, pessimo ricordo – tagliai corto io – al mare a sedici anni. Era tedesca. Puzzava di birra e cipolle… alle otto di mattina !! ero entrata in camera sua per andare a chiamarla per andare in spiaggia quando mi trascinò sotto la doccia.. mi ha stuprato !!!
Tutti si misero a ridere, soprattutto io. Naturalmente era tutto vero.
– Io invece una cosa bellissima- cominciò Giacomo – ero a Milano, accompagnai mio padre per lavoro. Albergo pieno di fotomodelle. La più carina, la più giovane, l’acchiappai in discoteca quella sera….
Però devo dire che era una bella invenzione. Quella della fotomodella mi mancava. Cosa non si faceva per far colpo sulle ragazze !!!
– .. una cosa meravigliosa…. E tu Elena ! ? ! – concluse il meschino senza troppo ritegno.
Elena stranamente arrossì e cominciò una serie di risolini. Poi cominciò a raccontare.
– ero in campagna da mio nonno, e c’erano pure i miei cuginetti. Il più grande di loro un pomeriggio mi porto nel granaio, dicendo che c’era una cosa che mi doveva fare vedere…. Io lo seguii curiosa. Ci chiuse dentro e poi mi disse di sedermi e di chiudere gli occhi. Io ero troppo incuriosita e quando mi disse di riaprirli… mi trovai davanti un coso enorme, a due centimetri dalla mia faccia. Lui mi chiese se mi piaceva e se mi andava di leccarlo. Non sapevo che fare, e per non fare la bambina decisi di accontentarlo… che buono… e poco dopo lo cavalcavo sopra i mucchi di grano…
Ci guardammo tutti curiosi come cozze.
– ma Elena – domandò per prima Sonia – ma quanti anni avevi ! ? !
– meglio che non lo sapete – rispose arrossendo ancora di più – e tu Sonia ! ? dai racconta manchi solo tu…
Lei sorrise, guardandomi per un attimo con un aria strana. Poi con la sua voce dolce cominciò a raccontare.
– Era una delle prime volte che uscivo con il mio ex- ragazzo, che poi è stata la mia storia più importante. Dopo avere mangiato una pizza mi portò in un posto…. Speciale. Un angolo del parco che si trova dietro al laghetto, dove c’è lo spiazzo con la statua del duca d’Aosta. Lì accese lo stereo.. e mi baciò. Io non stavo più nella pelle. Quando le sue mani cominciarono a scendere più giù non feci nulla per fermarlo.. ero troppo eccitata, non l’avrei mai ammesso con me stessa.
Facemmo l’amore a lungo…. Ero piena….
Ascoltai tutto il racconto come ipnotizzato. Non mi ero accorto di due cose. La prima era che il sul seno impertinente era spuntato un bel capezzolo che mi pungeva la camicia. La seconda era che l’altra mia mano, quella libera, era scivolata sulle gambe abbronzate e fresche di Sonia, e avevo iniziato ad accarezzarla piano. Lei mi coprì la mia mano con la sua, ma non fece nulla per fermarmi, si limitò solo a stringerla per un attimo. La mia erezione stava cominciando pericolosamente a spingere nello spacco del sedere quando per fortuna si spensero tutto le luci e iniziò il concerto.

La serata passò velocemente. Finalmente Ele e Giacomo se ne stavano andando a casa felici. Appena entrati in macchina Sonia mi guardò divertita.
– Allora ti è piaciuta la storia che ti ho raccontato ! ? 1
– certo.. divertente.. non me l’avevi mai detto… non sapevo che tu conoscessi Elena
– neanche io pensavo che quello era Giacomo e che ” il suo amico bono” fossi tu Renzo… e ora che vuoi fare ! ? io non ho sonno…
– andiamo a fare un giro ! ? 1
– va bene, ma fai la donna evoluta. Guida tu.
Lei sorrise mentre girava la chiave d’accensione.
Facemmo un largo giro. Ci trovammo in prossimità del parco quando abbassai il volume dello stereo.
– Allora Sonia ! ? ! – le chiesi – che ne diresti di… mostrarmi un certo posto speciale ! ? 1
Lei mi guardò stupita.
– Ma Renzo – spalancò gli occhi – cosa vai a pensare ! ? 1
– Beh, penso che dopo la buona azione di stasera di essermelo meritato. E poi sono il tuo appuntamento di stasera…
Mi guardò perplessa, storcendo il viso in una smorfia.
– e poi.. lo sai …. – ironizzai – Sono un bravo bambino… non faccio niente io…
– e va bene- mi carezzò la guancia- giusto perché te lo sei meritato.
Arrivammo nello spiazzo nascosto. La coccia del Duca D’Aosta era illuminata dalla luna piena, che si rifletteva anche nel placido laghetto.
– aaahhh – mormorò Sonia come una quattordicenne- non mi ricordavo che questo posto era così… romantico… che bella canzone…. Ho voglia di stringermi a qualcuno…
– beh, io non sono precisamente un paracarro – le risposi tra il seccato ed il divertito – se ti vuoi accomodare..
– ma che c’entra … tu sei tu…
– e tu hai bisogno di un po’ d’affetto… dai vieni qui…
Lei si arrese sbuffando come una bambina e si mise sulle mie gambe. Dapprima era un po’ tesa, ma mano a mano che si scioglieva mi faceva le coccole, mi accarezzava e mi dava dei piccoli bacini sulla guancia e sul collo… per un po’ la sentii pure piangere piano…. Rimanemmo così per un po’.
– Sonia..
– Sì dimmi… – mi rispose da dietro il collo.
– Ecco io quando parlavo prima…
– Allora ! ? 1
– Quando ti ho chiesto se mi potevi mostrare un posto speciale… non mi riferivo solo a questo…
Lei scattò con la testa all’indietro poggiandomi interdetta una mano sul petto. Io gliela presi e dolcemente la trascinai giù, passandola prima sui seni, poi sullo stomaco piatto, infine sul monte di Venere.
– ecco- le sussurrai- questo è il posto che voglio vedere…
Lei rimase interdetta. La vidi lottare con se stessa per un po’. Poi sorridendo mi diede un leggero bacio sulla guancia, e si rimise al posto di guida. Là con un movimento dolce e aggraziato si filò gli slip neri , lasciandoli appesi con fare seducente lungo la gamba sinistra.
– accomodati – mi disse con voce sensuale- benvenuto nel mio posto speciale…
Le alzai lentamente il vestitino elasticizzato, le mie mani percorrevano le sue coscie leggermente aperte. Vidi nascere una bella vagina con pochi peli ricci e castani… e già grondava !!!
Mi abbassai lentamente, percorsi col le dita tutto il contorno delle labbra, dilatando l’apertura.
Poi cercai il clitoride per stimolarlo dapprima con le dita e poi la lingua. Tutto questo strappava dei mugolii a Sonia, e diventavano sempre più intensi. Continuai con la mia opera, e mano mano che la leccavo ansava sempre di più.. era decisamente un tipo di poche parole… Quando la portai all’orgasmo, oltre che irrorami di secrezioni dolci, mi stritolò la testa fra le sue gambe.
– Ahia mi fai male !!!
– Scusami Renzo – rise ancora ansante- non l’ho fatto apposta.
Mi alzai. Era così bella con le gambe aperte che mi sorrideva dopo che mi si era offerta, non la trovavo affatto oscena, anzi.. ero tremendamente eccitato anch’io.
Lei si accorse dopo aver ripreso un po’ di fiato, e si carezzo sinuosamente la patta…
– mmmm che sento qui- insinuò divertita – forse è il caso che ti ricambio un po’ il favore se non voglio che tu scoppi.
Mi sbottonò la patta dei pantaloni, ed il mio uccello scattò come una molla, tra la sua sorpresa ed il suo divertimento. Poi si umettò sensualmente le labbra e si abbassò, leccando la base del mio uccello, salendo su e percorrendo tutta l’asta fino al glande.
Era bravissima. Dopo un po’ se lo infilò tutto in bocca, cosa non facile visto che non ero di scarse dimensioni, soprattutto in larghezza. Ed io la contrario suo non me ne stavo certo in silenzio…
– si dai.. ohh brava così….. che bel pompino … ahhhh sei proprio una brava pompinara… dai che ora vengo.. mmmm ingoia tutto….
Effettivamente non ci volle molto tempo per venire. La suzione di Sonia era troppo una goduria.
Non feci in tempo ad avvertirla che le venni in bocca, e lei con mia sorpresa.. ingoiò tutto, leccando con fare materno tutta l’asta per ripulirla…
Si alzò soddisfatta. Io la guardai perplesso. Era una scena quasi comica: io con i pantaloni abbassati e lei con la gonna alzata, entrambi i nostri sessi in bella vista, le facce sconvolte dalla goduria. Rimanemmo in silenzio per un paio di istanti, poi lei fece per riabbassare la gonna quando la fermai le braccia.
– Sonia io….
– Ancora – rispose perplessa – ma non ti è bastato….
– Vedi non scende giù.. e poi il posto speciale non è che l’ho proprio visitato…
Il mio braccio ridiscese sul suo clitoride, titillandolo e strappandole un mugoio divertito. Sonia chiuse gli occhi facendo un bel respiro…
– se la metto così – rispose lentamente con voce dolce – ma solo per questa volta, Renzo.
Con uno scatto spostò il sedile dell’automobile all’indietro (per fortuna c’era spazio). Poi aprendo in modo porcello le gambe mi invitò ad andarla a trovare.
Mi posizionai rapidamente fra le sue cosce, puntando l’uccello all’imboccatura della vagina. Poi guardandola negli occhi, scesi lentamente, strappandole un lento mugolio godurioso, che mi coinvolse giustamente.
– Ehi… – le dissi una volta arrivato fino in fondo – si sta proprio bene qui dentro…
Lei rimase ad occhi chiusi sorridendo ed inspirando profondamente. Poi cominciai a scoparla prima lentamentee poi sempre più velocemente, strappandole urla sempre più forti ad ogni colpo tra mie oscenità.
– aah … oohh ahhh… oohhhh
– dai così… mmm ti piace come ti scopo, eh ! ? ! mmmm… prendilo….
– Aaah … ohh… mmmmm .. aaahhh
– sempre di più prendilo così .. mmmmti sfondo… mmm
Incrementai il ritmo sempre di più lei mi cinse le spalle e rispose ai miei colpi con il bacino.
All’ultimo con i colpi sempre più veloci mi cinse il sedere con le sue gambe stringendomi dentro….
– ooh cazzo.. Sonia… sto per venire… mmmm
– aah ahh aah aaancchioooo.
Venimmo insieme urlando come forsennati. La inondai di tanto sperma e lei di un mare di umori vaginali. Mi ci volle un attimo di terrore per ricordare che prendeva la pillola, ed in verità non me ne sarebbe importato granchè: era stato bellissimo venirle dentro. Rimasi un po’ sopra di lei, poi per non schiacciarla mi rimisi al mio posto, continuandola a carezzarla e a coccolarla, asciugandola le lacrime che scorrevano dolci e tranquille sul suo volto.
– è stao bellissimo- sospirò felice.
– Ssshhhh…
Rimanemmo un po’ in silenzio, prima di rivestirci e ripartire.

– Sveglia Renzo. Devi andare all’università. L’urlo di mia madre a prima mattina era sempre più imperioso e rompipalle.
– Ssssiiiarrrivvvoooo…. – gemetti distrutto da sotto le coperte.
Mi ci volle un po’ per alzarmi…. La mattina mi esprimo di solito a muggiti prima di una buona dose di caffè… mi trascinai stancamente fino al tavolo della cucina…
– come è andata ieri sera ! ? – cominciò a torturarmi mia madre.
– Bene bene…. – tagliai corto.
– Non mi dici mai niente.. ecco arriva tua sorella…. ciao tesoro come stai.. che bello.. finalmente ti vedo con una faccia rilassata, contenta… allora ieri sera con le tue amiche ti sei divertita..
– Sì mamma- rispose lei tranquilla.
– Ecco Renzo, dovresti seguire l’esempio di tua sorella… e non strapazzarti così.. perché ogni tanto non esci con lei….
– Ma lei se la fa con gente più grande.. mi rompo mà..
– Gente più grande gente più grande oramai avete gli stessi interessi.. che ne dici tesoro di uscire con lui una sera di queste ! ?
– Certo mamma- rispose lei strizzandomi l’uccello da sotto il tavolo – domani sera lo porterò in un posto veramente speciale…
– Ah sì Sonia- risposi- già ci sono stato lì… è molto bello…. ci tornerei volentieri, grazie.
Nostra madre ci guardò contenta. Era bello vedere due fratelli che andavano d’amore e d’accordo.
Stranamente. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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