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Avventura in discoteca

Ero andato in discoteca. Stavo guardando distrattamente le coppie quando lo sguardo mi è caduto sull’unica ragazza decente della serata, una biondina credo di 19-20 anni con indosso un mini abitino celeste che sembrava una sottoveste tanto era leggero. Si dimenava al ritmo della musica e mi colpiva il modo in cui si strusciava ai pantaloni del ragazzo che stava con lei che mostrava segni abbastanza evidenti e tangibili dell’effetto che quei colpi pubici davano su di lui. Sembrava divertirsi tanto la zoccola, continuava a ridere e a ballare senza stancarsi mai sudando abbondantemente dalle ascelle, ogni volta che si muoveva attraverso quel mini abitino lucido si intravedeva che sotto non aveva niente e incominciai a sudare anch’io, pur non ballando per niente. Ero completamente ipnotizzato da quella scena e mi sono chiesto se lui non era geloso degli sguardi arrapati dei maschi sul corpo della troietta che stava con lui, quando all’improvviso, come annoiata lei si stacca da lui e va al bar a bere qualcosa. Ne approfitto per seguirla e per osservarla da vicino. è tutta sudata ed emana un odore di femmina intenso, si sente che non ha messo nessun profumo e ha sulle labbra un rossetto rosa chiaro molto lucido che è molto sensuale, continuo a guardarla, ha gli occhi scuri truccati che hanno una forma a mandorla e quando mi guarda sembra che dica: ma che cazzo vuoi? . Deve avere un caratterino un po’ stronzo e io ho sempre odiato quelle che si vestono sexy e poi guardano male tutti quelli che osano sfiorarle con lo sguardo. Finisce di bere la bevanda e salutando il tipo che era con lei, che evidentemente aveva conosciuto lì per lì si incammina spedita verso l’uscita della piazzetta. Io la seguo a distanza per vedere se abita in zona o ha qualche macchina ma vedo che allunga la strada dirigendosi, sempre a piedi verso la zona periferica, cazzo, abita quasi in campagna! continuo a pedinarla gustandomela da dietro che cammina malferma su quei tacchi alti che, all’improvviso, arrivati a un pezzo di strada sterrata gli si spezza un tacco e come un falco mi avvicino domandando: serve aiuto? mi guarda ancora peggio di come mi aveva guardato al bar e mi dice: ma che cazzo vuoi? mi stai dietro da mezz’ora, gli dico: scusa non volevo darti fastidio, volevo solo conoscerti! e lei sempre inginocchiata sulla scarpa rotta, guardandomi dal basso: e io no! e adesso sparisci! va bene, va bene, gli ho detto, me ne vado ma qualcosa dentro mi era scattata, non so se era odio o eccitamento per aver intravisto qualcosa attraverso le gambe quando era accovacciata. Lei si toglie anche l’altra scarpa e cammina a piedi scalzi verso un gruppo di case lì vicino. Continuo a seguirla e ad un certo punto arriva vicino all’ingresso della palazzina e mi avvicino mentre sale le scale d’ingresso, ormai sono eccitato al massimo e girandosi di scatto mi dice: ancora tu, ma si può sapere cosa cazzo vuoi da me? . La tiro violentemente verso di me appoggiandola a muro sotto la luce del lampione, spingo il cazzo già eretto da ore verso di lei mentre affondo la faccia sul suo collo biascicando delle parole smozzicate dall’eccitazione: puttana…… sei una puttana, sento il suo odore penetrante che già mi aveva colpito al bar ma adesso era più forte, un odore di sudore, di femmina, di sesso, di fica. Stronzo mi dice, sei uno stronzo e oppone resistenza ai miei colpi sul suo ventre ma io insisto, ormai sono imbestialito, non capisco più niente, mai avevo sentito una donna più vicina in senso fisico a me. Era come se fosse quello che avevo sempre fantasticato. Lei continua a offendermi, stronzo sei uno stron…………. ma la sua voce si inclina, è roca, e dicendomelo mi dà un morso all’orecchio e sento la sua lingua calda e bagnata che mi morde e lecca contemporaneamente. Comincia a muovere il bacino ritmicamente e adesso la sento morbida, mi lecca l’orecchio, mi bacia aprendo le labbra completamente e cerca la mia lingua con la sua. Si muove ancora su e giù e nel movimento quel vestitino celeste si alza lasciando vedere la fica, avevo visto giusto, non aveva niente sotto e quella zona ormai era completamente bagnata dai suoi umori di femmina. Siamo praticamente in strada e il caldo soffocante dell’estate si somma ai nostri gemiti sempre più forti… le dico: fammi salire, ma lei mi tira verso il garage sottostante la palazzina e mi porta verso quello che probabilmente è il suo, apre la serranda ed entriamo. In un attimo inginocchiandosi mi slaccia i pantaloni e sento la sua lingua calda e morbida sul mio pene , da troppo tempo costretto nei pantaloni, oramai è durissimo e mai l’ho sentito tirare così, era come se finalmente aveva trovato la sua strada, quella bocca era la cosa più appropriata per dare piacere, lo conteneva tutto amorevolmente, ! succhiandolo e leccandolo con una passione e una maestria che mai avevo sentito in una donna. La sua lingua fionda da una parte all’altra della cappella, la circonda, scende fino ai testicoli, li succhia, scende ancora più in giù, all’ano, lo lecca e bacia mentre continua a scappellarmi il pene con la mano. Sto per scoppiare, sento lo sperma salirmi su ma lei lo capisce e si ferma, si gira appoggiando le mani al muro e mi dice: infilzami! . Io sollevo il margine del vestitino scoprendo il suo culo da dietro, è un culo bellissimo e il suo spacco fa vedere due buchini fantastici circondati da peli neri. L’odore mi inebria e affondo la faccia dentro cominciando a leccare tutto quello che incontro sulla mia faccia, la sua fica sfondata è completamente bagnata e caldissima, il suo ano pulsa sotto i colpi della mia lingua e lei ormai è completamente inarcata offrendosi a me completamente, aprendo le gambe e abbassandosi ancora di più per favorire il contatto con la mia bocca, facendolo si muove avanti e indietro come se stesse scopando ma quando sente che perde il contatto con la mia lingua si ferma muovendosi all’indietro verso la mia bocca. Non resisto più, alzandomi un po’ mi metto in ginocchio e inserisco il pene nella sua fregna scardinata, ormai è completamente aperta e non incontro quasi resistenza, lo sento scivolare dentro con facilità senza sentire il fondo e mentre vado avanti e indietro, con un dito tocco l’altro buchetto che sembra rispondere al mio tocco con pulsazioni di piacere. Insisto con il dito sul buchetto inserendo la punta di tanto in tanto e lo sento aprirsi come se apprezzasse la pressione, ormai la mia attenzione è tutta lì tanto che lei ad un certo punto girando la testa mi sussura: dai, entra nel culo adesso. Non credo alle mie orecchie! , non osavo sperare tanto e sposto il pene dalla sua fica più in su inserendolo nell’ano che era oramai allargato dal piacere che gli avevo provocato con il dito, comincio a stantuffare e immediatamente si apre sotto i miei colpi con lei che geme di piacere portandosi da dietro una mano sulla fichettina degna di una cavalla che ha appena sfornato un puledro, masturbandosi per aumentare il piacere. Io ormai non ce la faccio più ed esplodo dopo poco spargendo una quantità enorme di sperma sul suo culo e sui suoi piedi, mentre lei ancora ansima dal piacere e si masturba. Dopo si gira verso di me e mi dice: però non è onesto prendere una ragazza in questo modo! lo sai che potevo denunciarti per violenza carnale? e io: sei tu che sei da denunciare! vai in giro senza biancheria intima provocando tutti e strusciandoti al primo che incontri! lei sorride un po’ e mi dice: sai, mi ero accorta di te mentre ballavo con quel tipo e volevo farti rabbia ballando in quel modo e facendoti eccitare, mi piacevi ma non volevo darti la soddisfazione di dimostrartelo! . Sei proprio una zoccola troia battona porca sudicia femmina da due soldi e lei: sì hai ragione ma io faccio quello che mi pare e adesso smamma perchè devo andare su da mio marito! tuo marito? si mi dice lei, è per questo che non ti ho fatto salire su, lui adesso dorme, domattina si alza presto, è un camionista, e se ne va lasciandomi lì mezzo svestito, completamente rincoglionito dal suo temperamento e mentre se ne va non posso fare a meno di guardare ancora quel culo splendido, che forse non rivedrò
mai più. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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