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Carmen al mercato

Questa storia si riferisce a qualche anno fa, quando ero ancora fidanzato con Carmen.
Una domenica mattina mi svegliai verso le 9. 30 circa, poiché avevo preso appuntamento con la mia ragazza per andare al mercato. Ero fidanzato con Carmen, che a quel tempo aveva 19 anni, da quasi un anno, ma per il momento, per una scelta di entrambi non avevamo avuto rapporti sessuali completi, quando usciamo al massimo facevamo un poco di peeting senza toglierci ancora i vestiti perché lei aveva molta vergogna.
Arrivai a casa di Carmen alle 10, suonai e lei subito scese, quindi prendemmo il motorino e ci avviammo al mercato.
Carmen doveva acquistare delle scarpe e se avesse trovavo qualche vestito a buon prezzo avrebbe comprato anche quello.
Così senza perdere molto tempo a girare tutto il mercato ci dirigemmo verso le bancarelle che vendevano le scarpe, iniziammo a girare ma lei non riusciva a trovare qualche tipo di scarpe che le piaceva. Ad un certo punto ci fermammo ad una bancarella dove fortunatamente la vedevo molto interessata ad un bel paio di scarpe, vidi che lei era intenzionata a comprarle e così le dissi di sceglierle con calma e di aspettarmi lì, perché io andavo a vedere se trovavo una cassetta audio di Claudio Baglioni, che non riuscivo a trovare.
Il proprietario della bancarella si avvicino a Carmen e si presentò dicendo di chiamarsi Gianni e chiedendole se voleva misurare quelle scarpe che stava ammirando da circa dieci minuti. Carmen a quel punto si decise e chiese il suo numero che era 38.
Gianni prese il 38 ed invito Carmen a misurarsele, cosicché sedendosi le si alzò la minigonna facendo intravedere il perizoma rosa che aveva indossato. Si tolse gli stivali con l’aiuto di Gianni e si misurò le scarpe, quindi chiese il prezzo, che però, per lei era un po’ troppo alto.
Gianni replicò dicendo che era un modello firmato e disse ancora che nel camion aveva altri modelli simili ma meno cari, invitandola a seguirlo mostrarglieli.
Nel salire sul camion Carmen si macchiò di grasso la minigonna, quindi Gianni le disse che se voleva aveva una specie di vestaglia, che poteva indossare mentre lui avrebbe provveduto a far pulire la gonna. Carmen accettò e dopo aver messo la vestaglia si tolse la minigonna, facendolo però prima voltare su se stesso.
Carmen disse che era inguaiata perché era andata al mercato a vedere oltre le scarpe anche un vestito e che lo aveva trovato due bancarelle, ma che i soldi non sarebbero bastati per tutte e due le cose e che quindi era indecisa su quale prendere tra scarpe e vestito.
Gianni disse di non preoccuparsi che avrebbe parlato lui col proprietario della bancarella dei vestiti, visto che era il cugino che li vendeva, così prese il cellulare e telefonò al cugino chiedendogli di portare gli abitini descritti da Carmen alla sua bancarella.
Dopo cinque minuti si arrivò il cugino con i vesti e si presentò dicendo di chiamarsi Paolo. Mostrò i vestiti a Carmen, la quale gli chiese se poteva misurarsi uno dei vestiti che l’aveva colpita molto, lui acconsenti e come prima li fece girare, quindi si levò la vestaglia che ancora indossava e indossò il vestito il quale, però, la stringeva sui glutei. Paolo le si avvicinò toccandole i glutei e dicendole che ci voleva una taglia più grossa che però al momento non aveva, così Cinzia si tolse quel vestito per misurarne un altro, ma mentre lo stava misurando e precisamente quando aveva indosso solo la biancheria intima, si girarono contemporaneamente sia Gianni che Paolo, dicendole che ora era abbastanza che li provocava e che adesso se la era voluta.
Carmen non si rese conto di quello che stava per accadere finché Gianni dopo averla tirata a se le mise una mano davanti la bocca per non farla urlare mentre Paolo, dopo averle strappato con violenza il perizoma, si tirò fuori il cazzo incominciando a strusciarsi sulla sua fighetta prima di infilarglielo senza tanti complimenti.
Dopo due tre volte che andava avanti e indietro Carmen senti scorrere qualcosa in mezzo alle gambe e guardando si accorse si accorse che era sangue e ciò significava che aveva perso la verginità.
Gianni cercò di sdrammatizzare e poi le mise il suo pene in bocca dicendole di succhiarlo cosa che lei molto spaventa fece nonostante la sua inesperienza.
Paolo intanto continuava a pompare con violenza, ma prima di arrivare all’eiaculazione estrasse il suo pene dalla figa di Carmen obbligandola a girarsi ed a mettersi carponi.
Con l’aiuto di Gianni le allargò le chiappette sode e si fermò per qualche istante a guardare il suo buchetto, quindi le infilò un dito in bocca per farselo insalivare prima di infilarglielo nell’ano per farsi strada.
Una volta forzato leggermente, le puntò il cazzo, dapprima piano, poi, una volta entrata la cappella, con una botta secca completò l’opera penetrandola fino ai coglioni.
Dopo qualche minuto Paolo non resistette più e sborrò dentro il culo di Cinzia mentre Gianni le venne in bocca obbligandola ad ingoiare tutta la sua sborra.
Gianni e Paolo si rivestirono e dissero a Carmen di fare lo stesso indossando però gli abiti e le scarpe che aveva scelto dicendole che erano un regalo per lo splendido rapporto che lei aveva donato loro.
Lei usci dal camion e si diresse verso l’uscita del mercato, dove mi incontrò mentre la stavo cercando, salimmo sul motorino e la accompagnai a casa.
Carmen per tutto il tragitto non disse nulla, ma nello stare seduta sul motorino, quasi piangeva perché il suo culetto era ancora dolorante.
Di tutto questo lei mi parlò qualche tempo dopo, quando ormai ci eravamo lasciati, seppur restando buoni amici e la storia mi eccitò moltissimo, tanto che ancora adesso, quando sento la necessità di masturbarmi, e una delle fantasie più frequenti che mi aiuta a godere con me stesso!!! FINE

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