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Dopo partita

Quel pomeriggio avevamo appena finito di giocare una partita di calcio vinta per 3 a 1.
Era stata la mia prima partita da titolare ed avevo addirittura segnato il gol del provvisorio 3 a 0, quindi ero molto felice.
Rientrati negli spogliatoi l’allenatore ci fece i complimenti e così cominciammo a fare la doccia: eravamo in trasferta e in quello spogliatoio, peraltro piccolissimo, c’erano solo due docce, ma se accese entrambe solo da una usciva acqua calda, morale dovemmo fare a turno, per anzianità.
I nostri compagni che erano rimasti in panchina decisero di non fare la doccia (erano chiaramente gli ultimi) e così l’ultimo fui io e subito prima di me Stefano, mio grande amico.
Ci sedemmo aspettando il nostro turno e chiacchierando della partita (lui m’aveva convinto a giocare a calcio in una squadra) e di sua sorella Giulia; lei mi piaceva e Stefano mi prendeva sempre in giro perchè non avevo ancora avuto il coraggio di dichiararmi, quando ci trovavamo a casa mia la domenica sera per il posticipo di serie
A bevevamo sempre molto e poi ubriachi ci raccontavamo le nostre fantasie, cioè io gli dicevo cosa avrei voluto fare con sua sorella e lui mi diceva cosa faceva con Sara, la sua ragazza.
Ma quel pomeriggio c’era spazio solo per la vittoria ed i complimenti; mentre parlavamo arrivò il momento di Stefano, si spogliò ed entrò nella stanza della doccia, allora anch’io mi spogliai coprendomi con l’asciugamano e fu allora che entrò Giulia.
Ero imbarazzato e fu lei la prima a parlare:
-Ciao, bella partita-, ed io
-Grazie, si ho giocato bene-.
Seguì un breve silenzio e poi rientrò Stefano che si stava asciugando la faccia
-Copriti Stefano, dai- disse Giulia girandosi dalla mia parte
-Ma dai- le rispose prendendoselo in mano
-t’è sempre piaciuto-,
-Adesso vado a farmi la doccia- dissi alzandomi per uscire da quella situazione imbarazzante, appena entrai nell’altra stanza sentii che discutevano ma non ascoltai e mi misi sotto l’acqua; era bollente, Stefano la faceva sempre così.
Dopo aver regolato l’acqua ad una temperatura accettabile mi ci misi sotto, rilassandomi non potei non pensare a Giulia nell’altra stanza e cominciai a toccarmi, subito il mio cazzo diede segni di vita drizzandosi in una erezione, sentii un rumore, mi voltai e vidi di fronte a me Giulia nuda che mi guardava negli occhi.
Abbassò lo sguardo
-Spero che stessi pensando a me-.
Prima che potessi rispondere lei si avvicinò e m’abbracciò baciandomi; dopo un attimo di stupore mi gustai quel fantastico bacio atteso così a lungo.
L’abbracciai e sentivo il mio cazzo duro come non mai premerle sulla pancia, Giulia si lasciò scivolare in basso lungo di me e inginocchiatasi mi guardò:
-Sei stato bravo oggi, ti meriti un premio- e prese il mio uccello con la destra e cominciò dapprima a leccarlo come un gelato, poi lo prese in bocca giocando con la lingua sulla cappella.
Venni in breve tempo cogliendo un po’ di sorpresa Giulia, mi guardò mentre le sborravo in bocca, una volta finito continuò come se niente fosse ad occuparsi del mio cazzo mollo facendolo tornare duro in breve tempo.
La tirai su per le braccia, fin allora ero stato uno spettatore, la spinsi con la schiena su una parete della doccia con decisione palpandole la tette, istintivamente m’inginocchiai restituendolo il piacere che m’aveva dato prima, allargò le gambe per facilitarmi il lavoro e premette con forza le mie mani sulle sue poppe, sentivo i capezzoli durissimi contro i miei palmi, poi mise la sua gamba destra sulla mia spalla e di seguito anche la sinistra, alzai la testa per guardarla, s’era appesa alla sommità della parete divisoria delle docce, mi sorrise ed io continuai a metterle la lingua nella figa, leccarle il clitoride e mordicchiarla.
La sentii venire e così tentai d’alzarmi ma lei strinse le gambe, allora con le mani mi dedicai al suo culo palpandolo ed infilandoci le dita, prima una, poi due, fino a tre quando la sentii gemere e divincolarsi.
Smontò dalle mie spalle:
-Ora scopami- disse e mi strinse le braccia al collo e le gambe ai fianchi, la spinsi nuovamente contro il muro, con la destra sotto il suo culo l’aiutavo a sorreggersi mentre con la sinistra dirigevo alla ceca il mio uccello verso la sua fica, la trovai e con un movimento del bacini infilai la cappella mentre le baciavo il collo, lei ebbe un sussulto e si lasciò scivolare un po’ in modo da farsi entrare tutti il mio cazzo dentro.
Con movimenti dapprima lenti e via via sempre più veloci facemmo l’amore guardandoci in faccia e baciandoci; quando stavo per venire mi fermai un attimo ma ripresi per far venire anche lei, il che avvenne per fortuna poco dopo, perché non ce la facevo più a resistere.
Venimmo quasi assieme e poi restammo abbracciati a lungo con l’acqua che ci cadeva addosso.
Ci staccammo e rimanemmo li in piedi l’una di fronte all’altro:
-Sei bellissima- le dissi infine
-Grazie… era da un po’ che volevo farlo con te- rispose stupendomi, presi il docciaschiuma e cominciai ad insaponarmi, poi insaponai anche lei e finimmo col toccarci a vicenda, d’improvviso fermandosi mi fissò:
-Dai mettimelo nel culo- e si girò appoggiando le mai alla parete ed inarcando la schiena in modo da far risaltare il suo bel didietro.
La presi per i fianchi e la inculai, il cazzo mi faceva un po’ male per le erezioni così ravvicinate ma s’indurì di nuovo e così le scopai il buco del culo.
Mi appoggiai col petto sulla sua schiena e le palpai ancora una volta la tette giocherellando coi sui capezzoli.
Le sborrai dentro per la terza volta ma stavolta poco e con un po’ di dolore. Ci lavammo per bene e feci per asciugarmi con l’asciugamano, ma era fradicio e così ci avviammo abbracciati verso l’altra stanza dove ne avevo un’altro.
Appena entrammo vidi un flash e Stefano che ci faceva una foto
-Ma come siete carini! – esclamò
-Ma… cosa… – mentre balbettavo Giulia mi prese l’uccello e squotendolo un po’ si mi se a canticchiare con Stefano che continuava a scattare.
Finito il servizio fotografico ci rivestimmo ed andammo a festeggiare il nostro incontro. FINE

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