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Esibita all’autosalone

Eravamo a metà del nostro giro per lo shopping quando Gianni, improvvisamente, decise che saremmo andati in qualche autosalone a visionare auto nuove. Non era sua intenzione acquistarne una, era solo per guardare e per mostrare il mio culo.

Il primo autosalone in cui entrammo era molto grande con diverse auto, allineate dalla più piccola alla più grande. Gianni mi disse di lasciare il mio soprabito nella sua auto, lasciandomi vestita solo con un vestito nero, corto ed aderente e, ovviamente, le scarpe. Uno dei venditori ci venne incontro appena oltrepassammo l’ingresso, Gianni gli disse che eravamo interessati a due auto, una per sé ed una per me. La sua idea era di farci mostrare tutte le auto dal venditore. Egli aveva circa 30 anni, e non era male; era chiaro che mostrasse più attenzione per me che per Gianni.

L’uomo cominciò a mostrarci le auto, soffermandosi su quelle che lasciavamo intendere ci piacessero di più. Gianni mi diceva di entrare in tutte le auto in modo da dirgli se le trovassi comode. All’inizio entravo ed uscivo dalle auto come una vera signora, tenendo le gambe ben chiuse, ma dopo la seconda auto, Gianni mi sussurrò di cominciare a mostrare la mia fica al commesso. Sarebbe stato facile per me, che adoravo esibirmi agli sconosciuti. Mi chiedevo solo dopo quante auto la mia fica avrebbe cominciato a gonfiarsi e gocciolare. La terza auto era molto piccola ed aveva solo due sportelli. Gianni mi suggerì di provare a sedere sui sedili posteriore per valutare se ci fosse abbastanza spazio per le gambe e se fosse confortevole.

Non c’era modo per me di entrare senza piegarmi. Per essere sicura di ottenere quello che Gianni ed io volevamo, chiesi al commesso di tenermi la portiera aperta mentre entravo. Come avevo previsto, quando mi curvai ed ebbi infilata la testa nell’auto, il mio vestito risalì indietro fino a meta glutei, permettendo al venditore di avere una bella visione del mio culo e della mia fica. Mi chiedevo se fossero stati ancora visibili i segni lasciatimi da Gianni la notte prima, con la sua cinta. Questo pensiero svanì quando sentii l’uomo tossire e chiedermi se riuscissi ad entrare. Io restati, metà dentro e metà fuori, per alcuni secondi ancora, poi mi infilai dentro e mi sedetti. Guardai GIanni poi il venditore che aveva il viso rosso e fissava il mio corpo. Il mio vestito non aveva avuto modo di ritornare in una posizione normale, e perfino io riuscivo a vedere dove i miei peli pubici erano soliti crescere. ( in realtà me ne crescevano ben pochi, così non ero costretta a depilarmi troppo spesso)

Il commesso era ancora rapito dalla visione quando io abbassai il sedile anteriore, per portarlo nella sua posizione originaria. Lo schienale urtava con le mie ginocchia, “Oh” dissi quando toccò le mie ginocchia; non mi ero fatta male ma volevo destare , dal suo torpore, il venditore.
“Non c’è sufficiente spazio per le gambe”, dissi “devo aprire le ginocchia per andare bene ”
Fu svelto a cogliere l’occasione ed infilò la testa dentro.
“Lasci che la aiuti” si propose “Il sedile può essere spostato in avanti e avere così più spazio. ”
“Grazie” risposi “non è adatto ad una signora sedere come sono seduta io ora”

Il commesso stava armeggiando con il sedile e guardava bene tra le mie gambe. Guardai Gianni che se stava dritto con un grande sorriso stampato in volto. Sentivo gli occhi del commesso bruciare la mia fica ed un formicolio nel mio ventre irradiato dalla fica.
Il mio clito aveva cominciato a pulsare , avendo uno sconosciuto che lo fissava da così vicino. Riuscì finalmente a sistemare il sedile; chiusi le ginocchia e dissi “non male, c’è più spazio di quanto credessi “. Il commesso si scusò a sparì lasciandoci soli. Io sono sicura che fosse andato a dare sollievo al bozzo che era apparso nei pantaloni. Gianni mi disse di uscire dall’auto e, girandomi intorno, disse “ben fatto, ti sei guadagnata una scopata per questo”. Andammo via prima che il commesso ritornasse ed ci recammo in un altro autosalone. Questo non era aveva auto piccole ma solo auto costose e molti fuoristrada.
Ancora una volta un commesso si affrettò ad accoglierci. Questa volta era un uomo di mezza età, e prima che finisse di dire ” Buonasera”, fu affiancato da una giovane donna , vestita con un tailleur corto. Non era tanto più grande di me, e ci sorrise garbatamente mentre l’uomo si presentava a noi. Gianni li informò che eravamo interessati ad un fuoristrada per la nostra famiglia( che non avevamo), e che inoltre doveva avere due soli sportelli perché non volevamo che i bambini giocassero con le porte. Io ignorai la storiella raccontata da Gianni a mi diressi verso una Range Rover. Era molto bella. I venditori e Gianni mi seguirono e cominciarono a spiegarci le caratteristiche, gli optionals di cui era dotata. Non li ascoltavo con attenzione e salii al posto di guida. Era molto più alta da terra di una normale auto, e non c’era modo per me di salire in modo composto. Poggia il piede sinistro sulla pedana e montai su. Inevitabilmente il mio vestito si accorciò e sentii il commesso ammutolire per poi riprendere la sua spiegazione pochi secondi dopo .
Non provai nemmeno ad abbassare il vestito ed di nuovo vedevo il mio pube.

Iniziai a giocare con tutti i pomelli ed i bottoni; la donna venne da me e cominciò a spiegarmi a cosa servissero. Lei stava in piedi fuori dalla macchina con lo sportello aperto e si piegava verso di me per le sue dimostrazioni. Ogni volta infilava la testa dentro e nel riuscire mi fissava tra le gambe. Dopo alcuni minuti di dettagliate delucidazioni che io non ascoltavo, lei smise di parlare. Mi spostai nel sedile di fianco. Questo spostamento ebbe l’effetto di sollevare ulteriormente il vestito e lei mie gambe si schiusero di qualche centimetro.

Io chiesi “questi sedili sono grandi e comodi, sono reclinabili ? ? ”

Lei rispose “Si ” e premette un bottone a lato del sedile. Lo schienale del mio sedile cominciò ad abbassarsi e non passò molto prima che fossi sdraiata completamente.
Il mio abito si era spostato insieme al mio corpo e l’orlo non riusciva a coprire completamente la fica. I due venditori fissavano la mia fica. Gianni li lasciò fissarmi per un po’ prima di chiedere un opuscolo ed il listino prezzi. L’uomo di ‘svegliò’ e disse “Si, vado a prenderne uno” e ci lasciò. La donna stava ancora fissandomi lì, così Gianni disse “come si rialza il sedile? ” Dopo 5 secondi la donna disse “oh.. si, basta premere questo pulsante” Si piegò nell’auto guardando ancora una volta il mio corpo.

Stavo per scendere, quando Gianni disse “è facile andare sui sedili posteriori ? ”
La donna ci disse che bastava far scivolare il sedile in avanti ed salire .
“Vanessa (il mio nome) prova e dicci se è facile ”
Così feci. Far scivolare il sedile era facile ma per salire dovetti piegarmi ancora. L’inevitabile avvenne ed il mio culo e la mia fica erano in primo piano ad altezza d’uomo. Avevo visto diverse donne salire sul retro di auto simili a questa e avevo visto le loro mutandine, ma l’avevo dimenticato fino a quando non mi resi conto che la mia nuda fica era a meno di un metro dalla faccia della venditrice.

Mentre mi sforzavo di salire, avevo visto che il venditore stava tornando con l’opuscolo. Scommetto che aveva visto tutto. Riscesi dall’auto così come ero salita dando loro una nuova ed eccitante visione. Dopo che Gianni li ebbe ringraziati, andammo via.

Mentre stavamo attraversando la porta, udii la donna dire “Bello spettacolo, non avevo mai visto un’esibizione così, per te ? ”

Riuscii a sentire la risposta dell’uomo “Ne avrai altri in questi giorni, sembra che siano sempre più frequenti con il passare degli anni”. In macchina io e Gianni ci guardammo e ridemmo. Gianni disse che si era divertito e che avremmo continuato, ma non quel giorno, era tardi e ci avviamo verso casa… FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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