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Giulietta e Romeo parte 2

Mimmo sta lavorando in buca e mi piego sulle ginocchia allargando le gambe per salutarlo, mi punta la torcia per vedere chi sono ma non mi guarda in faccia! La mini jeans si è alzata e sta guardando ben altro, aiutandosi con la torcia! Sto finendo qui, vengo subito. Francesca mi guarda un po’ rabbuiata “hai intenzione di farti mio padre, troia?”
“Tranquilla, ho fatto un assist a tua mamma che stasera avrà da fare! A me basti tu” Arriva Mimmo, scusate, mi cambio qui e andiamo a farci un panino, d’accordo? Si spoglia e resta in mutande che sono belle piene. Mentre Francesca lo aiuta con le scarpe lui mi strizza l’occhio che ricambio con un mezzo sorriso, si sono una troia, penso. Guida Mimmo che conosce il posto e al ritorno mi dice di portargli la macchina che ha bisogno di una messa a punto. Se c’era qualche dubbio sulla mia onestà, adesso è chiaro, sono una troia! Però per salvare le apparenze con Francesca gli rispondo che lo dirò a Romeo,”tiene più alla macchina che a me! Voi maschi siete tutti fissati coi motori” poi metto una mano sulla coscia di Francesca e dico” io preferisco la carrozzeria”, ridiamo e partiamo.
Mamma ci apre tutta sorrisi, la vestaglia un po’ aperta sulle mutandine nuove, è sorpresa di vedere Francesca che la saluta per nome e la bacia sulla bocca come faccio io entrando. “Ho portato Francesca che vuole vederti dal lato estetico visto che intende specializzarsi “
“Brava gioia mia, vi offro un caffè, thè, ditemi” dice girandosi verso la cucina con la vestaglia sempre più aperta e svolazzante. Mentre carica la moka le slaccio la cintura e le sfilo la vestaglia .”Guarda Fran, non è uno spettacolo ?” dico sculacciandola sonoramente “vero! Risponde mentre da dietro le abbassa le mutandine mettendola nuda. Mamma si gira un po incerta “che intenzioni avete?” “tranquilla vogliamo metterti a nuovo” dice Fran tirandole delicatamente i peli pubici, qui c’è troppo roba, mentre io abbasso i jeans di Fran, guarda qui mamma dico togliendole le mutandine “oddio, ma è tutta depilata, nuda!” mi spoglio anch’io e ci sediamo intorno al tavolo per bere il caffè. “visto che a papà piacciono i peli, magari lasciamo un ciuffetto incolto sopra il clito, ti va?” “fate voi porcelline, credo di essere in buone mani.”
In cameretta mamma si distende sul letto e comincio a tagliare col rasoio elettrico di papà. La vibrazione e la manipolazione necessaria a tagliare i peli superflui provocano gran piacere a mamma, vado in cucina a scaldare la cera e quando torno Fran sta depilando le ascelle.Le braccia sopra la testa e le gambe piegate al ginocchio e tutte aperte esprimono tutto l’erotismo della scena. Persino Fran ne è presa e percorre con le mani tutto il corpo di Simona. Lecca, palpa, strizza presa dall’eccitazione che trasmette a mamma che non si trattiene più e squirta un getto di pipì che tampono e asciugo per applicare le striscette cerate. Gli strappi riportano Simona alla calma e le facciamo vedere il risultato finale allo specchio dell’armadio. Francesca, manipolando la pelle nelle varie parti del corpo conclude che un ciclo di massaggi e l’eliminazione di alcuni cibi e liquidi, alcool in primis, consentiranno a Simona di migliorare. Io e Fran ci depiliamo velocemente usando le striscette direttamente sulla modesta crescita pubica, infine faccio un selfie delle fighe che mando a Romeo. Le nostre fighe sono fresche e profumate di crema idratante presa dal frigo e ci rivestiamo contente dei risultati. Mamma resterà in contatto con Fran per un ciclo di massaggi (a pagamento) con creme e olii appropriati. Sulla via del ritorno mi scuso con Fran per la stupida esibizione davanti a suo padre ma è tutta una bugia perché io Mimmo me lo voglio fare! Sono troia! Ci salutiamo con un bacio lingua in bocca e ci sentiremo domani per l’uscita del sabato. Torno a casa stanchissima e mi appisolo sul divano. Quando mi sveglio ho ancora un paio d’ore prima che Romeo ritorni e mi dedico al memoriale dei ricordi.

All’epoca la mia vita sessuale si divideva fra Romeo e Simona c’era già Francesca ma non ci frequentavamo molto, a parte l’università. Durante l’estate avevamo fatto alcune gite al mare e Romeo faceva continui tentativi di strapparmi il fiore profumato fra le mie gambe ma ero determinata a sposarmi vergine. Mi aveva parlato di tutte le pratiche erotiche sperimentate sempre allo scopo di accendere il mio desiderio che francamente non necessitava di altri stimoli oltre ai miei ormoni che mi obbligavano a notti agitate e continue masturbazioni. Verso la fine di settembre, di ritorno dal mare Romeo mi disse che era giunta “l’ora delle decisioni irrevocabili” di Mussoliniana memoria. Temevo l’ultimatum “o figa o morte” invece mi chiese se ero d’accordo a

organizzare una cena a casa sua per presentarmi ai suoi genitori e chiedermi in sposa ai miei genitori. La mia gioia incontenibile lo costrinse a fermarsi per evitare un incidente” io dico SI, dobbiamo festeggiare subito, fermati al primo motel”
“me la dai?” chiede guardandomi sorpreso
“sarebbe squallido, sverginata in un motel! Però dobbiamo festeggiare. Penetrazione esclusa ti farò prosciugare le palle e ti sfiancherò l’uccello. Quando tutto sarà ufficiale organizzeremo una notte degna dei nostri nomi. Giunti al motel mangiammo un bel panino per prendere energia e salimmo in camera. La maratona durò quasi tre ore e realmente eravamo sfiniti. Avevo ingoiato un buon bicchiere di sperma ( dicono che fa bene alle tette, se è vero dovrei guadagnare almeno due taglie!!) e il suo cazzo non si sarebbe alzato nemmeno con una gru! Quando entrai a casa avevo un’aria affranta ” vado a letto, mamma mi fai un brodino caldo e un’aspirina?” Dopo una decina di minuti Simona entrava con una tazza fumante e l’aria preoccupata ma io la tranquillizzai “si è dichiarato finalmente, volevo stare sola con te per dirtelo! Vuole organizzare una cena di fidanzamento a casa sua. Mentre bevevo di gusto il brodino dissi a mamma di venire a letto con me che le avrei raccontato tutto, lei si spogliò in un baleno e si infilò sotto le coperte mettendomi una mano sulla figa “gliel’hai data?” chiese infilandomi due dita per controllare eventuali perdite “no, no! Ma il resto lo abbiamo fatto fino allo sfinimento. Gli ho promesso una notte da fiaba dopo il fidanzamento ufficiale. Non vedo l’ora di liberarmi di quel cazzo di diaframma!”
“Brava ragazza, vado a dirlo a Pietro” si mise le mutandine e raccolse la sua roba e anche la mia da mettere in lavatrice.
La mattina andai presto in cucina per vedere papà che mi abbracciò complimentandosi per la notizia, “finalmente ci liberiamo di te, mostriciattolo!” disse con fare burbero. “Ti auguro tanta felicità come è stato per noi”. Come fu uscito trascinai Simona in camera e tornammo a letto nude a fare progetti sul da farsi. Ero particolarmente soddisfatta per aver resistito un minuto più dell’avversario nel senso che matrimonio o meno ero ormai decisa a donarmi e la sua capitolazione mi diede il motivo per rimandare lo sverginamento di tre settimane in occasione del compleanno. La giornata era cominciata bene e proseguì in crescendo, a metà mattina Simona ricevette la telefonata d’invito dalla madre di Romeo, Francesca mi chiamò per confermare l’uscita di sabato e nel pomeriggio Romeo mi chiamò per darmi la grande notizia: papà l’aveva incaricato di proporgli un appartamento adatto alle nostre esigenze, ma doveva essere un segreto e mi raccomandò di non far trapelare nulla con nessuno, men che meno con Simona.
L’uscita del sabato ebbe successo, Davide sembrava un ragazzo a modo e faceva bella figura con Francesca, sciolto di lingua, camicia e giacca ma senza cravatta, buon ballerino aveva legato con lei e sul lavoro stava crescendo, come caposquadra. Parlando con Fran lei si era detta interessata e disposta ad approfondire il rapporto. Quando eravamo soli Romeo mi aveva detto che l’indomani mi avrebbe portato a vedere un appartamento che gli sembrava adatto.
La mattina, essendo domenica ci trovammo in cucina per fare colazione. Io ero particolarmente affettuosa con papà e finita la colazione mi ero seduta sulle sue ginocchia abbracciandolo e sbaciucchiandolo sulle guance. Simona sorrideva sorniona e Pietro mi chiese cos’erano quelle insolite smancerie. Da consumata commediante io gli dissi” be, sai, avremo bisogno di soldi per mettere su casa…..” Ah, ecco il perchè” rispose ridendo e sculacciandomi mentre mi allontanava, “ci penseremo al momento opportuno mostriciattolo” “ti voglio bene, papà” dissi rifugiandomi fra le braccia di Simona, “si , certo, anche al mio portafoglio! Stai serena il tu’ babbo ‘n ti lascia sola” rispose imitando in qualche modo la parlata toscana. Ridemmo tutti allegramente e ritornando in camera dissi “oggi mangiamo fuori, Romeo verrà a prendermi a mezzogiorno”
Romeo si presenta con un bel mazzo di rose che consegna a Simona. Lei lo abbraccio molto confidenzialmente anche se non si erano mai visti, appoggiandogli tutto il corpo mentre lo ringrazia, In salotto era pronto un aperitivo e dopo i soliti convenevoli io presi un vaso di cristallo dal buffet e andammo con mamma in cucina per sistemare le rose. “ce l’ha bello duro” disse mentre riempiva il vaso, “certo, ti sei incollata come una piovra” “non esagerare, era un abbraccio affettuoso”
” che te ne pare? Ho scelto bene, o no?”

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