Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Coppie / I due principianti
copertina racconto erotico

I due principianti

Stavamo per cominciare, Carlo e Paola erano di fronte a me, la serata tanto attesa aveva finalmente inizio.
Mi sembrava di conoscerli da sempre in realtà ci eravamo scritti e-mail per un paio di mesi e niente altro, nel primo pomeriggio avevamo avuto il nostro primo incontro vero e dopo una pizza insieme si era deciso che la serata tanto programmata poteva cominciare.
Avevo conosciuto Carlo e Paola attraverso una loro inserzione su una bacheca elettronica di un sito sadomaso, cercavano una padrona e si dichiaravano lui master espertissimo e lei schiava devota, ubbidiente e molto addestrata; tutto questo era falso ci misi poco a capirlo, la cantina iper attrezzata stile sala di tortura medioevale e le sedute a base di s/m hard erano solo nella fantasia di Carlo, in realtà loro si dilettavano con la mente e non erano mai andati oltre un leggerissimo bondage e qualche sculacciata.
Il’s/m li attraeva ma come spesso accade fra il dire e il fare…
Dopo alcuni messaggi in cui insinuavo che molti dei racconti inviatimi sembravano poco verosimili Carlo si decise, scusandosi, a raccontare la verità: lui e la moglie erano due bancari quasi quarantenni con nessuna esperienza e mi pregavano di non sputtanarli in giro raccontandolo a tutta internet.
Io non avevo affatto queste intenzioni anzi volevo cercare di incontrarli, ho sempre evitato i “veri schiavi” disposti a tutto ed ho sempre preferito persone certamente motivate ma alle prime armi in maniera da introdurli con calma e pazienza in questo mondo e fargli superare uno dopo l’altro i limiti che sembravano insormontabili.
Dopo alcune lettere e molti discorsi si convinsero ad incontrarmi, avevo stabilito esattamente il “copione” della serata, come uso fare con i principianti, in maniera che sapessero esattamente a cosa andavano in contro, niente sarebbe stato una sorpresa per loro salvo lo scoprire quali limiti avrebbero sorpassato con il mio aiuto.
Carlo e Paola erano quindi di fronte a me, io ero seduto in poltrona con un drink in mano e mi accingevo a dare il primo ordine, sapevo già quale sarebbe stato così come lo sapevano loro probabilmente, “Spogliatevi” dissi con voce secca ma non cattiva, loro due cominciarono ad eseguire e lentamente cominciarono a togliersi gli abiti, cominciavano a venir fuori le vere identità, Carlo aveva un poco di pancetta ma per il resto il fisico teneva bene stessa cosa per Paola che certamente non era, e non era mai stata, una top-model ma anche lei a fisico non si difendeva male nonostante un accenno di cellulite.
Era il momento adatto per iniziare se avessi aspettato troppo si sarebbero “abituati” alla situazione e il loro imbarazzo che adesso era palpabile sarebbe calato troppo e io questo non lo volevo,
“Girati, allaga le gambe e chinati” dissi a Paola, lei eseguì e io potei ammirare il suo posteriore e intravvedere lo spacco tra le gambe,
“Carlo, allargale le chiappe, così posso vedere meglio” lui fece come gli avevo detto, adesso il buchino di Paola era completamente esposto allora mi alzai e con un dito sfiorai lo sfintere della donna, lei ebbe
un brivido improvviso e si allontanò di scatto,
“Non erano questi i patti” le dissi quasi sottovoce
“se rifiuti anche l’ispezione iniziale come potremo andare avanti”; lei si scusò e riprese la posizione assicurandomi che non sarebbe successo ancora infatti anche se con mille brividi sopportò il tocco della mia mano prima fra le natiche e poi anche sulla figa, le divaricai leggermente le labbra e le passai un dito in mezzo, era ancora asciutta ma non mi preoccupai, l’eccitazione sarebbe arrivata dopo.
Adesso toccava a Carlo assumere la stessa posizione ed io potei controllare la sua perfetta pulizia e la depilazione che gli avevo intimato di eseguire fra le chiappe, lui sopportò molto meglio l’ispezione e potei andare a sedermi ancora sulla poltrona;
“Benissimo, sapete cosa facciamo adesso vero ? ” chiesi con voce ironica,
“Il clistere” disse lui con voce sommessa
“Esatto” risposi, andiamo pure, spero che sia tutto come ho chiesto.
Comincio quasi sempre le sedute con il clistere, pochi metodi umiliano uno schiavo quanto il ricevere un litro di acqua in pancia ed essere costretti a vuotarsi in pubblico, il dolore è inesistente quindi anche lo schiavo meno addestrato può sopportarlo ma a livello psicologico è devastante, tutta la propria intimità viene messa in piazza e nulla e più come prima, conscio di tutto questo avevo spiegato loro che avrei cominciato con questo gioco e li avevo avvertiti di preparare tutto l’occorrente, ma adesso e solo adesso che si stava mettendo in pratica quanto scritto avrei capito se i due erano veramente intenzionati ad andare avanti o se la serata si sarebbe conclusa in maniera poco gloriosa.
Decisi di cominciare con Carlo, la moglie era evidentemente l’anello debole e volevo evitare un suo rifiuto, vedere il marito passare la prova poteva darle la forza di passarla a sua volta, così le intimai di inginocchiarsi in un angolo e di guardare tutto perchè poi sarebbe toccato a lei; feci preparare a Carlo la pera personalmente, anche questo faceva parte del gioco poi lo invitai a mettersi sdraiato nella vasca e cominciai ad ungere la cannula della pera.
Paola sembrava interessata e quando mi avvicinai alla vasca per “infilzare” suo marito sporse la testa per meglio vedere quello che stava accadendo, mi avvicinai a Carlo, con la sinistra allargai le chiappe e con la destra puntai la cannula sullo sfintere, feci un poco di pressione e in men che non si dica era dentro, il lubrificante aveva agito egregiamente, d’altro canto il mio intento non era quello di fare male.
La prima razione andò tranquillamente, la seconda anche solo a metà della terza Carlo cominciò a dare segni di nervosismo
“Dopo la quarta potrai liberarti adesso però taci” gli sussurrai e andai avanti senza esitazione.
Alla fine della quarta pera lo autorizzai ad alzarsi e a liberarsi, se anche avesse avuto delle remore non lo dimostro minimamente, scatto in piedi e corse al Water dove si liberò con uno scroscio quasi comico, solo il fatto che si teneva la faccia fra le mani denotava un suo segno di vergogna per la situazione, appena finito lo autorizzai a pulirsi e mi avvicinai alla moglie, il sorrisetto che aveva sulle labbra mi convinse che tutto lo spettacolino le era piaciuto e che non avrebbe avuto molti problemi ad essere lei la prossima protagonista;
“Preferisci essere sola a prenderlo ” gli sussurrai alle spalle,
“No grazie preferisco che Carlo veda”, dopo questa frase capii che avevo visto giusto a cominciare con l’uomo adesso Paola aveva veramente poche remore a proseguire, la serata sarebbe sicuramente andata per il verso giusto.
Carlo finì in fretta di pulirsi e si preparò al seguito dello spettacolo, adesso toccava alla moglie e lui voleva essere lì ad assistere.
Lo misi in ginocchio nel solito angolo e ingiunsi a Paola di entrare nella vasca poi preparai personalmente la pera con acqua decisamente calda, volevo che quel sorrisino sparisse in fretta dalle labbra della donna quindi mi avvicinai e con la solita generosa dose di vaselina spalmai la cannula poi le allargai le chiappe e cominciai con le danze.
L’acqua era decisamente calda e già dalla prima pera lei cominciò ad emettere gridolini sconnessi, alla seconda cominciò ad agitarsi e tentò di alzarsi io dovetti poggiargli una mano sulle spalle per tenerla buona era evidente che non avrebbe retto altre somministrazioni dovevo pensare a qualcosa e farlo in fretta, alla fine dissi:
“Se vuoi svuotarti adesso poi ci sarà una piccola penitenza, cosa fai accetti ? ”
“Quale penitenza ? ” mi chiese mentre tentava di alzarsi,
“Non credo che tu sia in grado di mercanteggiare, rispondi subito si oppure no altrimenti comincio con la terza pera” mentre le rispondevo con la coda dell’occhio vidi il marito che seguiva attentamente la scena, una poderosa erezione mi confermò che apprezzava il mio operato e l’eroticità della scena,
“Accetto Accetto !!! ” strillò Paola e io la lasciai subito perchè si dirigesse subito a liberarsi cosa che avvenne fra scrosci e rumori non proprio edificanti.
“Lavati in fretta” la apostrofai
“che c’è la penitenza adesso poi cominciamo la gara vera e propria” la guardai negli occhi mentre pronunciavo questa frase ed una cosa era sicura il sorrisetto era sparito.
La sfida era stata programmata per bene e serviva a capire quale dei due avrebbe fatto da aiuto padrone per il proseguo dei nostri incontri, dopo varie proposte e controproposte si era deciso una gara di penetrazione anale chi avrebbe vinto sarebbe stato il mio aiuto padrone per il seguito della serata.
Li portai in salotto dove avevano preparato il necessario per la gara, c’era un basso tavolino al centro della stanza lui e lei ci si inginocchiarono davanti e poi si piegarono su di esso, io gli legai le caviglie in maniera che dovessero tenere le gambe abbastanza divaricate e poi bloccai le mani dall’altra parte del tavolo, in questa maniera avevo i loro due culi a mia completa disposizione e potevo cominciare, posai il vasetto della vaselina vicino a me anche se contavo di usarne poca in questa fase.
“Se siete pronti io inizio” dissi anche se si trattava di una domanda retorica, loro infatti non risposero la tensione adesso era veramente alta
i due coniugi erano immobilizzati e completamente alla mia mercè.
Il primo oggetto che ero intenzionato ad usare era il mio dito, lo unsi un pochino poi mi
diressi verso Carlo, gli allargai le natiche e puntai l’indice sul forellino poi dopo alcuni secondi di pausa lo introdussi con decisione, vinta la resistenza dei muscoli cominciai ad agitarlo dentro il suo culo, l’uomo si agitava come una biscia ma non poteva fare altro, la più spaventata era la moglie che lo sentiva muoversi ma non poteva vedere cosa stessi usando per sodomizzarlo.
Feci durare l’operazione circa un minuto poi affermai
“Prova passata per Carlo, adesso tocca a Paola”, tolsi il dito e dopo averlo unto ancora lo posizionai sul culo di Paola e dopo i soliti secondi di pausa lo affondai nel buco l’effetto fu stupefacente, la donna lungi dall’agitarsi cominciò ad andare su e giù quasi a volersi scopare il mio dito e la figa si mostrava sempre più umida e rossa, non c’era dubbio su chi avrebbe vinto la gara, bisognava solo vedere quanto avrebbe resistito Carlo.
Dopo il dito la prova prevedeva tre dildi di diametro variante ma tutti sopportabilissimi infatti solo sul terzo Carlo ebbe dei problemi di introduzione e fu sul punto di arrendersi la gara dopo le prime quattro introduzioni era ancora pari senza vincitore e vinto passai quindi al quarto dildo che avevo tenuto di riserva, era di dimensioni nettamente maggiori e difficilmente sarebbe entrato anche dentro Paola che fino ad allora aveva dimostrato una migliore elasticità.
“Per questa ultima prova è necessario che vi imbavagli altrimenti i vicini potrebbero spaventarsi, avrete in mano delle palline e potrete lasciarle in qualsiasi momento, questo sarà il segnale di resa” detto questo passai davanti al tavolo e gli applicai due bavagli a palla per impedirgli di emettere suoni troppo rumorosi, poi misi una pallina da ping pong in mano ad entrambi sarebbe servita per interrompere il gioco.
Decisi di cominciare con Paola e cominciai ad introdurre due dita nello sfintere per allargarglierlo un poco, pur non essendo grandissimo il dildo era comunque sufficiente per chi cominciava solo ora le “gioie” della sodomizzazione, dopo alcune manipolazioni le puntai il dildo e cominciai a spingere, capii subito che sarebbe stato più duto del previsto lei non mi aiutava e dovetti spingere a lungo per forzarle lo sfintere
“Non fare resistenza che è peggio” le dissi ma lei ormai non capiva più nulla, i gemiti sebbene soffocati passavano oltre la barriera del bavaglio e io mi aspettavo da un momento all’altro di vedere cadere la pallina invece Paola resistette fino quasi a metà dildo quando cioè io cominciai un violento va e vieni il dildo serrato strettamente dai muscoli non entrava ed usciva per più di un centimetro ma ciò fu sufficiente, dopo quattro o cinque movimenti la pallina cadde dalle mani di Paola ed io smisi immediatamente il mio movimento cominciando a sfilare l’attrezzo, il buco di Paola rimase oscenamente aperto per qualche secondo anche dopo essere stato liberato.
Con Carlo l’operazione non cominciò neanche, dopo aver visto la moglie cedere aspettò che appoggiassi il dildo al suo buco e fece cadere la sua pallina, aveva ottenuto un insperato pareggio.
Li slegai e li autorizzai a farsi un drink volevo fare un poco di pausa, anche io ero provato e ormai avevo una erezione perenne, volevo provvedere Paola sebbene fosse quella che aveva avuto la peggio sembrava poter proseguire tranquillamente così le ricordai della penitenza,
“Pensavi mi fossi scordato ? Hai pensato male, adesso è il momento, mentre Carlo prepara tre Succhi di frutta tu vieni qui da me” le dissi poi le ammanettai le mani dietro la schiena e la inginocchiai ai miei piedi mentre nello stesso tempo estraevo il mio cazzo dai pantaloni mettendoglielo sotto il naso, lei capì al volo e cominciò il pompino mentre io le reggevo la testa, pur essendo impedita dal fatto di non poter utilizzare le mani non ci mise molto a farmi venire e non dovetti neanche insistere perchè ingoiasse tutto il mio seme, evidentemente trovava la cosa come il naturale finale di un pompino ben fatto.
Finita la penitenza la slegai e bevemmo tutti insieme il nostro succo, adesso eravamo tutti e! tre nudi, solo i culi doloranti della coppia potevano rivelare chi era il master e chi gli schiavi fra noi tre.
La prova di introduzione statica era finita in parità ma qualcuno quella serata doveva vincere e quindi bisognava riprendere le danze, passammo quindi al secondo round della gara, feci mettere ad entrambi un dildo uguale in culo, poi feci passare una piccola catena intorno alla vita e quindi giù fra le gambe e poi ancora sù fra le natiche fino a bloccarsi sulla parte posteriore della “cintura” quindi applicai sul tutto un lucchetto, in questa maniera il dildo non poteva uscire, Paola aveva la catena direttamente dentro la figa ma questo compensava il minor fastidio procuratole dal dildo al suo culo maggiormente elastico rispetto a quello del marito.
Poi li ammanettai con le mani dietro le spalle e gli ordinai di cominciare a corricchiare intorno al divano ogni volta che pronunciavo la parola Hop dovevano saltellare chinandosi sulle gambe, alla lunga il dildo in culo si sarebbe fatto sentire e qualcuno avrebbe perso.
Per incitarli maggiormente quando mi passavano davanti li colpivo a volte con la cintura dei calzoni sulle natiche ed anche questi colpi lungi dall’essere veramente cattivi aumentavano lo stato di agitazione della coppia.
Dopo circa dieci minuti con mio stupore Paola si fermò e si arrese, evidentemente avevo sottovalutato la catena passante nella figa della donna, evidentemente il fastidio era molto maggiore di quello da me previsto.
Avevo il mio vincitore ora si trattava di pagare la penitenza, per prima cosa incitai Paola a fare un pompino anche a Carlo, lei si affrettò sapeva che non sarebbe stata liberata dal dildo e dalla catena che le martorizzava la figa prima che il marito avesse goduto cosa che avvenne in pochi minuti poi la slegai e li mandai entrambi a farsi una doccia, dovevo pensare la penitenza annunciai, in realtà sapevo benissimo cosa sarebbe stata.
Quando tornarono misi Paola in ginocchio in un angolo e cominciai a chiacchierare con Carlo
“Come pensi sia andata la serata ? ” domandai
“Direi ottimamente” rispose
“Francamente non immaginavo di potermi eccitare tanto con un uomo che mi rompe il culo e si fa fare i pompini da mia moglie”
“Sono contento direi che avete passato molto bene i vostri limiti” “Infatti !
Siamo andati oltre ogni nostra fantasia, è incredibile ed allo stesso tempo fantastico” concluse.
Era ormai tempo di concludere la serata chiamai Paola e la preparai per l’ultima penitenza lei sembrava impaziente le si leggeva negli occhi, la condussi verso una sedia da cucina con il sedile rigido in legno poi le applicai due mollette sui capezzoli e misi una decina di puntine sulla sedia, erano quelle a tre punte non molto lunghe, facevano indubbiamente male ma niente di più quindi la feci sedere lei si rialzò subito di scatto allora Carlo la tenne ferma mentre io la legavo alla sedia
“Se stai ferma sono sicuro che quasi non le senti e poi durerà poco o almeno questo dipende da te” dissi, poi le porgemmo i due membri,
“Prima ci fai venire prima ti puoi alzare” le spiegai.
La donna che sicuramente “sentiva” le puntine si mise di impegno e ci spompinò con l’ardore di una ventenne, io le procurai pochi problemi ero venuto circa un’ora prima ed ero al punto giusto per il bis, con il marito la cosa fù più difficile, Carlo era venuto solo pochi minuti prima e i suoi quasi quarant’anni gli concedevano tempi di ricarica molto più lunghi ma alla fine anche lui le sborrò in bocca
“Adesso tocca a te” le imposi
“Toccati fino all’orgasmo poi ti sciogliamo” anche lei, che non era mai venuta per tutta la serata, durò poco infatti dopo circa un minuto di un appassionato ditalino raggiunse un orgasmo sconquassante che mi fece pentire di non averla imbavagliata, finita questa formalità la slegammo e dichiarammo finita la serata, io e Carlo chiacchierammo ancora un poco mentre Paola stava in piedi vicino a noi, preferiva disse non sedersi per un paio di giorni.
Chissa perchè ? FINE

About Storie erotiche

Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

Leggi anche

copertina racconto erotico

Serata in pizzeria

Stavo prendendo un caffè alla macchina distributrice aziendale, ormai uno dei pochi posti in cui …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.