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I fidanzatini

Li ho conosciuti per caso facendo giro con la moto in periferia, godendomi quel po’ di frescura fornita dai boschi attorno alla città oppressa dal caldo. L’afa non lasciava certo molto spazio alle velleità scopatorie quindi mi ero ripromesso di trascorrere un pomeriggio di relax confidando nell’abbassamento di temperatura serale.
Sto marciando spedito da una ventina di minuti quando, al bordo della strada, vedo due ragazzi fermi in panne con la moto.
Di solito tra motociclisti si tenta di darsi una mano a vicenda quindi decido, se non altro, di chiedere se hanno bisogno di aiuto.
Mi fermo a fianco a loro, saluto e facciamo le presentazioni.
Si chiamano Mara e Daniele; sono una coppia di una ventina d’anni a testa: lei è una bella fichetta mora, viso pulito ancora un po’ da bambina, piuttosto minuta ma con un bel seno coperto da un top minuscolo dalla scollatura vertiginosa ed un culetto tondo ed alto fasciato da un paio di fuseaux che lo evidenziano in modo delizioso; lui, biondino e leggermente efebico, per quanto ben proporzionato e tornito, è accoccolato accanto al motore e traffica con il cavo della frizione.
“Mi si è rotto il cavo e non riesco a sistemarlo. ” Dice Daniele.
è evidente che è un neofita in materia di moto: non si viaggia mai senza un paio di pezzi di ricambio al seguito.
Apro le sacche e tiro fuori l’attrezzatura adatta.
Mi sistemo accanto a lui e gli faccio gentilmente segno di farmi sposto.
Comincio a sfilare la guaina del cavo dalla sua sede quando anche Mara si avvicina per curiosare.
Si china in avanti per riuscire a vedere cosa combiniamo il suo fidanzato ed io e inavvertitamente, penso al momento, mi piazza la scollatura ad un paio di centimetri dagli occhi.
Nonostante stia lavorando di pinze e cacciavite il mio radar da sesso funziona perfettamente e niente può impedirmi di dare una bella occhiata alla mercanzia.
Per qualche secondo le mie dita si intrecciano con il cavo: ha due tette da infarto, ad occhio una terza misura, che tendono il top all’inverosimile costringendolo a delineare nettamente i capezzoli che spiccano sulla stoffa tesa; come da copione niente reggiseno: alla sua età è più che normale.
Con rammarico lascio il panorama per rimettermi al lavoro non senza aver notato il sorrisetto che fa lei che, a sua volta, si è accorta della mia occhiata di apprezzamento.
Traffico ancora un po’ con il motore ed infine riesco a staccare il cavo.
Daniele si alza e va vicino al manubrio per darmi una mano a sfilarlo e lei ne approfitta subito e sostituisce il fidanzato al mio fianco.
“Tieni così le pinze, per piacere. ” le chiedo.
Lei esegue prontamente e, chissà come, riesce ad appoggiarmi un seno sul braccio.
E due! Prima la scollatura, poi l’appoggio: gatta ci cova!
MI sposto di un pelo per afferrare meglio la guaina e contemporaneamente riesco a strusciare l’avambraccio sul seno.
Le do un’occhiata di sfuggita e vedo che continua a sorridere: e tre!
Questa ci sta, il problema è il fidanzato: non è detto che abbia voglia di concedermi in uso la sua ragazza nonostante gli abbia dato una mano.
Nel frattempo abbiamo messo al suo posto il cavo nuovo; ora si tratta semplicemente di fissarlo al suo posto.
Pochi giri di vite, una stretta con la pinza, un colpo di trancino ed è fatta: come nuovo.
Mi rialzo in piedi e, in quel preciso istante, una manina femminile mi sfiora la patta dei calzoni: questa è un’esplicita dichiarazione di guerra.
Resta sempre il problema di lui, ma mentre rimetto via gli attrezzi vedo che confabulano. Chissà…
Facendo finta di niente, mi ripulisco le mani con uno straccio.
“Ora potete tranquillamente continuare il vostro giretto. ” dico sperando in una mezza occasione di scroccare il numero di telefono di lei. Daniele alza le spalle e sorride,
“A dire il vero stavamo andando a casa di Mara: i suoi sono fuori e volevamo stare un po’ assieme.
“Cazzo che fregatura, penso.
“Allora buon divertimento. ”
Rispondo con un sorriso per niente allegro e faccio per rimettermi il casco.
Daniele mi ferma.
“No, aspetta. Almeno ti offriamo qualcosa da bere. ”
Mara rincara la dose.
“Con le moto in dieci minuti siamo arrivati a casa mia, con questo caldo una bibita fresca ci sta bene”
E come si può rifiutare un invito tanto gentile.
“Allora… volentieri. ” dico.
Lei guarda Daniele e gli fa un cenno.
Lui sorride imbarazzato.
“Possiamo chiederti ancora un piacere? ” mi fa. Annuisco.
“Mara non ha mai viaggiato su una moto come la tua, ti dispiacerebbe farle fare un giro fino a casa? ”
Farle fare un giro?
Anche due e non solo sulla moto.
“Mooolto volentieri”
Saltiamo a bordo e Daniele fa strada con me dietro, mentre Mara mi si abbarbica contro.
Non abbiamo fatto nemmeno duecento metri che la bimba inizia ad abbassare le mani dai miei fianchi alle mie gambe e da li fino alla patta il percorso è anche più breve.
Per fortuna sono anni che vado in moto e quindi non ho la necessità di prestare troppa attenzione alla guida perché con quel diversivo rischierei un bell’incidente.
Mara struscia e palpa, stringe e massaggia: risultato?
L’uccello duro nella patta che scalpita per uscire.
Visto che non c’è la possibilità di combinare altro mi accontenterei anche di una bella sega, ma Mara evidentemente non è interessata alla pratica e si limita ad una bella dose di strusciamenti vari.
Come aveva detto lei, in meno di dieci minuti siamo davanti a casa sua, varchiamo un cancello e, seguito un breve vialetto alberato, raggiungiamo la casa.
Si tratta di una delle tipiche casette dell’altopiano, bassa, dipinta di bianco, immersa nel verde e con una folta siepe di recinzione per schermarla dal vento e da sguardi indiscreti.
Entriamo ed in pochi minuti siamo seduti comodamente sul divano con una bibita fresca in mano.
Facciamo le solite quattro chiacchiere che si scambiano le persone appena conosciute poi Mara si alza, dichiarando formalmente che ha caldo e che ha tutta la sana intenzione di mettersi comoda.
Sparisce ancheggiando leggermente in un corridoio, seguita dal mio sguardo puntato sul suo sedere.
Daniele ed io rimaniamo da soli; tutto si può dire di quel ragazzo tranne che fosse scemo: si è accorto perfettamente del mio interesse nei confronti di Mara: ciò che mi lascia perplesso è la sua domanda.
“Ti piace Mara, vero? ”
Non posso fare altro che risponde con sincerità.
“è davvero un bel pezzo di… figliola. ” riesco a trattenermi in tempo dal usare un termine più volgare. Daniele ride.
“Diciamo che è un bel pezzo di figa” risponde senza scomporsi.
Per poco non soffoco mentre lui prosegue tranquillo.
“Penso proprio che le piaci, ed in questi casi non si sa mai quello che riesce a combinare. ”
Sto per domandargli cosa intende quando Mara riappare.
Ogni mio dubbio è disciolto.
Si è tolta il top ed i fuseaux sostituendoli con un… non saprei come definirlo… prendisole piuttosto trasparente o semplice vestaglia di garza sottile.
Sotto è inequivocabilmente nuda: non ci vuole un grande sforzo per vederlo.
“Che ti avevo detto”
Commenta sottovoce Daniele.
Lei si siede tra noi due ed il prendisole risale di un’abbondante quindicina di centimetri lungo le sue cosce che, viste a nudo, sono decisamente un’istigazione a delinquere: sode, tornite, affusolate e di una magnifica tinta bronzata.
Piazza una mano sulla mia gamba e l’altra su quella di Daniele e ci da un’occhiata che è tutta un programma: ha gli occhi lucidi e le labbra tumide da ingrifata completa.
Daniele mi fa cenno di avvicinarmi ed io mi sporgo per permettergli di parlarmi all’orecchio.
“Che ne dici di una cosetta a tre? ” bisbiglia nel mio padiglione auricolare.
Apro la bocca per rispondere ma me lo impedisce una manina che si appoggia sul mio cazzo; abbasso lo sguardo e noto che anche Daniele è nella stessa situazione.
” Non penso ci sia bisogno di rispondere. ” dico.
Ci fiondiamo entrambi su Mara che, evidentemente non aspettava altro.
Il prendisole prende… il volo seguito a breve dai nostri vestiti. In dieci secondi siamo aggrovigliati sul divano in piena azione.
Mi dedico innanzitutto alle tette, sono uno sballo e meritano una bella succhiata, nel frattempo Daniele da il via ad un lingua in bocca estenuante mentre con una mano accarezza il pube di Mara che, allargate le cosce, invita il ragazzo ad un massaggio più mirato mentre si da fare con i nostri cazzi con le manine esperte.
Sto per assaggiare la fichetta di lei ma Daniele mi ha preceduto quindi viro di bordo e punto la cappella alle sue labbra.
Mara non si fa pregare ed mi inghiotte l’uccello in un bocchino con i fiocchi. Il lavoro di Daniele deve essere valido perché dopo un paio di minuti Mara inizia a dimenarsi come una biscia e solo il mio cazzo infilato in bocca le impedisce di dar libero sfogo alle urla di piacere.
Daniele passa dalla lingua al cazzo ed inforna la porcella che dimostra di apprezzare particolarmente il trattamento accanendosi sul mio cazzo con una voracità da Biafra.
I colpi di lui la scuotono completamente, facendole ballonzolare le tette e costringendomi, in certi momenti ad ingoiare completamente il mio uccello.
Poi la giostra cambia: Daniele si stende sul divano con Mara sopra nel classico 69 ed i due cominciano a leccarsi a più non posso.
Mi sto chiedendo se intervenire o meno quando Daniele mi fa cenno di infilarmi tranquillamente nella fichetta spalancata di Mara.
Se a lui va bene, a me va anche meglio.
Le infilo l’uccello in corpo ed inizio un andirivieni piuttosto tranquillo. in compenso Mara, presa tra il mio cazzo e la lingua di Daniele inizia a dare in escandescenze, mugolando a bocca piena come un ossesso e respirando rumorosamente con il naso.
Per prova comincio a lavorare il buchetto posteriore della ragazza con il pollice con il risultato di farla agitare ancora di più.
Agitare talmente tanto che, ad un certo punto mi fa scivolare fuori il cazzo dalla fica.
L’impeto mi fa urtare con la cappella la faccia di Daniele.
“Scusa. ” bofonchio.
“Di niente. ”
Risponde lui, poi spalanca la bocca e la richiude sulla mia cappella.
Resto li a bocca aperta a guardare il biondino che succhia il mio cazzo con indiscussa maestria.
Non che mi dia fastidio, solo che non me l’aspettavo e mi ha preso di sorpresa.
Sta di fatto che è pure bravo, succhia con impegno ed ardore lavorando abilmente di lingua, passandola sulle palle, risalendo lungo l’asta per imboccare la cappella e riprendere a scendere, in un continuo movimento decisamente appagante.
Mara, che p rimasta a fica vuota interrompe il lavoro di succhio per osservare sgrillettandosi Daniele al lavoro, poi gli si piazza sopra e si infila l’uccello del fidanzato in fica iniziando a cavalcare con trasporto; poi si china in avanti e, senza chiedere permesso, si appropria del mio cazzo, sottraendolo brutalmente al fidanzato. Il lavoro di lingua di lei è decisamente differente ma altrettanto godurioso dell’altro.
Nel frattempo Daniele, restato senza asta, si dedica al mio scroto con qualche puntata alla zona anale.
Terribile, una bocca bollente che mi succhia il cazzo ed una lingua serpentina che mi stimola l’ano: dopo pochi secondi devo ritirarmi precipitosamente per evitare una sborrata da urlo.
“Dove scappi? ” chiede Mara.
“Ritirata strategica. ” rispondo io.
Mi siedo sul divano aspettando che l’ondata cessi e cercando di riprendere il controllo delle mie sensazioni. I due continuano a fottere a tutto spiano.
Dopo qualche minuto, quando il mio uccello ha sbollito il grosso dei bollenti spiriti, faccio il giro dei due corpi allacciati e mi dedico al buchetto posteriore di Mara.
La rosetta raggrinzita ha l’aria di non essere stata usata molto spesso, per quanto non sia proprio immacolata.
La stuzzico con la lingua, adattandomi alla meno peggio al sussultare dei due.
Stavolta è il turno di Daniele di sfilarsi dalla fica di Mara a causa di un movimento più brusco di lei: reputo giusto ricambiare il piacere di prima quindi gli afferro il birillo e mi dedico ad un po’ di succhio.
Daniele rantola stupito e Mara si volta a guardarmi.
Dopo qualche secondo mi batte sulla testa.
“Avete finito, voi due, di lasciarmi a fica vuota? ”
Mi sfilo il cazzo di Daniele di bocca affrettandomi a rimetterlo al suo posto accompagnato da un
“Scusa. ” che suona quanto mai falso; Mara e Daniele riprendono a cavalcare ed io mi rimetto a stuzzicare il buchino di Mara.
Evidentemente Daniele o è un po’ imbranato oppure ha gradito molto il trattamento che gli ho riservato perché continua a sbagliare i colpi e ad uscire di fica aspettando il mio intervento, prima orale, poi manuale, per riprendere la sarabanda.
Il mio lavoro sul culetto di Mara sorte l’effetto desiderato, la rosellina palpita e si contrae contro la mia lingua mentre io continuo a stuzzicarla, tanto che la ragazza non resiste più ed inizia a chiedere con voce roca di essere riempita anche dietro.
Non me lo faccio ripetere, mi alzo portandomi con l’uccello accanto alla bocca di lei ed intimandole di dargli una bella insalivata.
Poi, eseguita la lubrificazione, mi sistemo per bene alle sue spalle e, favorito da Daniele che ferma il suo stantuffare e tiene divaricate le natiche della fidanzata, punto la cappella sul buchino iniziando a spingere progressivamente.
Mara sussulta e trattiene il fiato a bocca spalancata finché la cappella riesce a passare, poi esala il respiro in un unico colpo quando il mio cazzo penetra tutto in una volta, nel suo retto.
La ragazza serra le mani sulla fodera del divano e stringe i denti: non mi sembra tanto allenata da permettersi una doppia penetrazione come se niente fosse, prima di goderci, dovrà soffrire un po’.
La conferma me la da Daniele: guarda stranito Mara iniziando a muoversi leggermente dentro di lei.
“E a me dai il culo una volta all’anno! ”
La rimprovera. Lei alza la testa, prende

fiato un paio di volte e biascica
“Non… potevo per… perdermi… una simile… oc… casione… per provare… due… bei cazzi… assieme. ”
Lui per punizione le molla un’affondo che la fa guaire.
“Allora mi sa che non avremo riguardi! ” sibila iniziando a sbatterla con foga. Il suo stesso movimento fa in modo che anch’io mi agiti dentro di lei ed allora, già che ci sono, prendo a stantuffare di mia volontà.
I gemiti di Mara si decuplicano, ansima, guaisce e si contorce: non saprei davvero se le piace o se le stiamo facendo male.
Io personalmente mi diverto un sacco e, vista l’espressione, Daniele non deve essere da meno.
Continuiamo imperterriti a fotterla ed incularla contemporaneamente e, dopo un paio di minuti ecco che la ragazza da evidenti segni di apprezzare il trattamento.
” Dai… ” incomincia ad incitarci a bassa voce.
“Sbattetemi… cazzo, mi state… aprendo in… due. ”
Si muove contro i nostri cazzi a ritmo, spingendo il bacino verso di noi per facilitarci il movimento. Il divano sussulta e sbatte contro il muro.
Il volume della sua voce aumenta con l’aumentare dei colpi.
“Riempitemi… forza… fatemi godere… siii… sto venendo. ” si agita come se avesse il diavolo in corpo e, a dire il vero anch’io inizio ad avere qualche grossa difficoltà a trattenermi.
Sto per dirlo quando Daniele mi precede.
“Sto per sborrare!!! ”
Ulula. Mara ormai si fotte da sola, lanciandosi contro i nostri cazzi con foga.
“Si!! Schizzatemi dentro… sborratemi in corpo… ” grida ormai senza ritegno.
L’orgasmo ci prende tutto ad un tratto: fino ad un secondo prima stringo i denti per non venire, un attimo dopo mi tendo, artiglio quasi con rabbia i fianchi di Mara, mi irrigidisco nel suo retto e le allago gli intestini seguito a ruota da Daniele; sento i suoi fiotti inondare la figa mentre lei si accascia tremante sul suo petto, ormai senza fiato.
Gli ultimi colpi sono scoordinati, nessuno dei tre ha più la forza di rimanere coerente e di muoversi in modo ragionato, ci agitiamo persi nel orgasmo che sembra non avere mai fine.
Ci abbattiamo l’uno sopra gli altri, troppo sfiniti per riuscire anche solo a muoverci per scioglierci da quel nodo sessuale.
Ci vogliono un paio di minuti prima che i nostri cuori riprendano a battere in modo normale e solo in quel momento riusciamo a sfilarci dai fori infiammati di Mara.
Ci gettiamo sul divano alla rinfusa, boccheggianti.
Mara si fissa le cosce e con un dito gioca pigramente con i rivoli di sperma che defluiscono dal suo corpo.
“Non avrei mai immaginato che avere due uomini a disposizione potesse essere così appagante. ”
Mormora stiracchiandosi languidamente.
Si struscia contro Daniele facendo le fusa e contemporaneamente mi accarezza leggermente il petto.
“Che ne dite? Non sarebbe male rivederci di tanto in tanto. ”

Borbotta.
“Magari scopriamo qualche altro giochetto da fare in tre. ”
Questo è molto meglio di un invito a nozze, secondo me! FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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