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Il Boschetto

La storia che sto per raccontarvi si svolge in una tranquilla cittadina del centro Italia, in uno di quei paesini toscani avvolti dal verde delle colline e riscaldati da un caldo sole estivo. Giorgio, 31 anni e Valentina, 29 anni, sono felicemente sposati da più di due anni. Lui, alto, moro, dal fisico balestrato, lavora presso una banca con il ruolo di addetto alla sala da circa quattro anni: Lei, invece, castana, fisico snello, agile, con una terza abbondante, lavora in una gioielleria, sempre nello stesso paese. Non hanno figli e questo permette loro di potersi ancora divertire, infatti appena è possibile, amano viaggiare, fare conoscenze, visitare nuovi luoghi ed apprendere nuovi modi di vita. Nelle domeniche di Agosto, di pomeriggio, sono soliti andare in giro con le biciclette per le colline nei dintorni, attraversano lunghi prati verdi, dentro rinfrescanti boschetti…. E proprio mentre attraversavano uno di questi boschi furono colti all’improvviso da quattro malviventi. Questi li circondarono e con fare minaccioso incominciarono a chiedere:

“Cosa ci fate qui? Non sapete che questi sono luoghi pericolosi? ” e subito il loro sguardo si pose su Valentina.

Giorgio, spaventato, cercò di dare una qualche spiegazione dicendo:

“Stiamo facendo una passeggiata, ma ce ne andiamo subito!!! ”

I quattro però non erano affatto d’accordo, anzi chiesero una sorta di riscatto:

“Non potete andar via senza aver pagato una penale…. dammi duecento euro e tu la tua signora sarete liberi”

Giorgio:

“Non abbiamo tutti questi soldi con noi, al massimo cinquanta euro… ma prenditi una bicicletta, noi ce ne andremo con una sola.. ”

Valentina terrificata non parlava e stava attenta a non muoversi troppo perché quel giorno, visto il caldo, aveva indossato una maglietta molto sottile ed aderente, non aveva il reggiseno ed il sudore aveva fatto sì che questa maglietta fosse quasi trasparente.

Il capo dei banditi però rispose:

“Visto che non puoi accontentarci…. Dovremo prendere qualcos’altro” e si rivolse a Valentina dicendo:

“Che te ne pare se volessimo divertirci un po’? Tuo marito sarebbe contento? ”

Valentina iniziò a gridare e Giorgio cercò di intervenire promettendo loro che al ritorno a casa, gli avrebbero dato tutto quanto desideravano, ma di lasciare in pace Valentina.

I malfattori, tutti uomini sulla trentina, muscolosi, non furono d’accordo. Giorgio cercò di scappare, ma subito preso e legato mani e piedi ad un albero, ma con il viso rivolto a loro in modo che potesse vedere tutto ciò che accadeva alla moglie.

Valentina, intanto, oltre a gridare, aveva incominciato a piangere, ma i briganti la rassicurarono dicendo che si sarebbe divertita anche lei.

Incominciarono a palpeggiarla dovunque, otto mani che frugavano ogni lembo della sua pelle. Le tolsero i pantaloncini e poi la maglietta e la sua terza abbondante apparve a i loro occhi. Nuda con il solo perizoma, distesa sull’erba era preda dei briganti che incominciarono a giocare con i suoi capezzoli, il suo seno. I primi due si sbottonarono il jeans e si abbassarono gli slip e misero i loro arnesi, nelle mani della ragazza, la quale impacciata non sapeva come muoversi, era la prima volta che aveva a disposizione tanti cazzi. La schiaffeggiarono dicendole:

“Facci una sega, stronza, altrimenti ricorderai questo giorno per molto tempo!!! ” Lei, schifata, iniziò. Gli altri due intanto le avevano tolto il perizoma e si stavano concentrando sulla sua fica rasata, la perlustravano in lungo ed in largo inserendo una, due, tre dita e Valentina cominciava a sentire i primi piaceri. Giorgio guardava la scena e anche il suo cazzo si era enormemente ingrandito.

Alla vista che anche Valentina stava godendo, un brigante disse:

“Piace anche a te, puttana, allora leccamelo un po’” e le mise il suo cazzo in bocca. Lei incominciò a spompinarlo, leccando accuratamente la cappella, fino a quando non arrivò copioso nella sua bocca e lei ingoiò tutto. Valentina era diventata ormai partecipe della sua situazione, le piaceva avere a sua disposizione tutti quei cazzi e stava godendo come una maiala. A turno tutti le sborrarono dentro la bocca e poi passarono alla fica. Mentre il primo la penetrava un altro stava lubrificando il buco del culo e gli altri due se lo facevano menare.

Valentina godeva ed i briganti continuavano sempre con più foga, la sua fica era un mare di umori. Tutti si alternarono nel penetrarla, poi decisero che era giunto il momento di farsi il culo. Lei era vergine, suo marito Giorgio aveva cercato di penetrarla ma non ci erano mai riusciti perché soffriva troppo e si erano limitati solo a qualche penetrazione con il dito.

Quando capì ciò che stava per accadere Valentina urlò tantissimo dicendo:

“Sono vergine, non l’ho mai preso in culo, vi prego non lo fate, mi farete un male mondiale!!! ” Ma loro non udirono alcunché, infatti il capo della banda fu lui che ebbe il piacere di sverginarla. Sputò varie volte prima sul buco cercando di allargarlo con il suo pollice, poi su suo cazzo cercando di lubrificarlo il più possibile. Quando decise che era giunto il momento puntò il cazzo contro il buco e con un colpo secco di reni fu tutto dentro. Valentina gridò fortemente e quasi svenne, dal buco del culo incominciò ad uscire un rivolo di sangue, ma il brigante continuò imperterrito a stantuffare sempre più velocemente fin quando non arrivò all’interno del suo intestino. Gli altri briganti, alla vista di tutto ciò, vollero partecipare anche loro alla festa e a turno montarono la ragazza. Le scaricarono una quantità di sborra mai vista nell’intestino e dopodiché caddero a terra stremati. A tutta la scena aveva assistito anche Giorgio, ormai arrapato matto. Il capo brigante vedendolo decise che era venuto anche il suo momento, prese Valentina , la portò da lui e gli disse:

“Ora puoi provare anche tu a sfondarle il culo!!! ” e rise fragorosamente. Giorgio così scopò per la prima volta il culo della moglie oramai sfondato.

Ripresisi, i banditi si vestirono e dissero:

“Veniteci a trovare più spesso, faremo una bella rimpatriata… !!! “, lasciarono ancora Giorgio legato e se ne andarono. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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