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Il guardone del Cinema

Era da tempo che volevo provare a coinvolgere la mia lei in una situazione scabrosa. Abbiamo l’abitudine di fare sesso in macchina, in luoghi appartati, protetti dal buio, ma molte volte abbiamo agito da ignari esibizionisti per la gioia di numerosi guardoni nascosti dietro ai muretti, agli alberi o ai cespugli che limitavano quelle stradine isolate. Alla fine, una volta scoperti gli ospiti, avvisavo la mia lei che avevamo visite, e con grande sorpresa, dopo la titubanza delle prime volte, ogni volta che accadeva, lei si scatenava di più, esplodendo in performances da vera troia ed esibendosi in acrobazie orali che, immagino, avranno alimentato diverse fantasie e numerose masturbazioni a chi ci guardava di nascosto. Ma la mia fantasia più grande era il cinema. Un giorno decisi di portarla allo spettacolo del pomeriggio, il più deserto di tutti, in modo che, se si fosse creata l’occasione, l’avrei scopata tra le poltrone del cinema. Lei chiaramente era ignara delle mie intenzioni e accettò di buon grado questa sorpresa infrasettimanale per vedere un bel film d’azione americano. Lo spettacolo inizio alle 15, 00 ed in sala le persone si contavano sulle dita di una mano. Una coppia nelle file centrali, un uomo sulla quarantina subito dietro a loro, ed un signore sulla sessantina che si era piazzato nella fila dietro la nostra, la penultima, e dal lato di lei. Notavo che durante la proiezione del film, il signore si affacciava spesso, sporgendosi in avanti con il busto per controllare i nostri movimenti. A quel punto l’eccitazione salì al massimo. Erano passati 15 minuti dall’inizio della proiezione quando presi l’iniziativa e decisi di iniziare ad accarezzarla. Sulle prime si ribellò un attimo ma poi, vista la mia insistenza e la mia discrezione nell’intrufolarmi tra i suoi vestiti, si lasciò andare. Sentivo la sua pelle nuda, il suo addome e continuai a scendere fino all’attaccatura del pelo, dove lei ebbe un sussulto. Questo insospettì il nostro vecchietto che si spostò prontamente di qualche posto e si avvicinò pericolosamente a noi. Lei non si accorse di nulla ma io mi irrigidii un pochettino. Un conto è fantasticare ed un conto è realizzarle le fantasie. A quel punto però mi feci coraggio e provai ad essere più audace. Mi sbottonai i pantaloni e portai la sua mano a toccare le mutande oramai allo scoperto. Il mio cazzo era durissimo e la sentivo eccitarsi nel passare la mano sulla mia asta ancora chiusa negli slip. All’improvviso lo sfoderò e si trovo in mano un arnese dritto e duro che inizio ad accarezzare come per farmi una sega. Ed inizio a pompare con la sua mano, prima piano e poi sempre più velocemente, tanto che dovetti fermarla per evitare di venire. Volevo che la situazione si protraesse per tutto il film. All’improvviso si accesero le luci in sala. Fine primo tempo. Ci ricomponemmo alla svelta ed attendemmo che passassero quei pochi minuti che ci separavano dall’inizio del secondo tempo, ed altro. Nel frattempo, la luce ci dette la possibilità di vedere che oramai si era formato quasi un trio, lì davanti, l’uomo era oramai al fianco della donna della coppia, qualche posto più in là. La mia lei capì subito quel che stava accadendo in quelle file e credo che non le dispiacesse. Dopo un minuto, il signore dietro di noi si spostò di una fila e si piazzò proprio ad una poltrona da noi, anzi da lei. La sentii infastidita per questa novità ma non disse nulla, sbuffò perché pensò che non si potesse proseguire oltre, nel prolungare quello che avevamo interrotto. Si spensero di nuovo le luci. Il vecchio scavallò ancora di un posto e si trovò al suo fianco. Lei si piegò verso di me in modo da creare un minimo di distanza da quell’invadenza ma non servì a molto. La baciai d’improvviso, appassionatamente, e sentii di nuovo la sua eccitazione che saliva. Allora le toccai il seno da sotto la camicetta, della quale avevo aperto un bottone. Si era quasi dimenticata di quella presenza al suo fianco quando, d’improvviso sussultò e si voltò dalla parte del vecchio. Con la coda dell’occhio mi accorsi che l’uomo le aveva poggiato la sua mano sul ginocchio velato dalle calze e provava a risalire lentamente. Lei prese la sua mano e la scostò, ritraendosi. Sperò che io non mi fossi accorto di nulla e così non feci parola. Dopo un gelido attimo, la forzai a riprendere le nostre effusioni e le riproposi il mio cazzo in tiro. Mi sbottonò, lo tirò fuori e inizio di nuovo la sega interrotta in precedenza. La porca sapeva benissimo che il nonnetto ci stava guardando ma non se ne curò. La sentii di nuovo sussultare e stavolta sospirare. Il vecchio aveva poggiato di nuovo la mano sulle sue cosce e stavolta risaliva sempre di più, tanto che potevo scorgere l’attaccatura dell’autoreggente sullo spacco oramai allagato della gonna. Lei fece finta di trovare una posizione migliore per vedere il film ed approfittò, senza farsi vedere, per prendere la mano del vecchio ed allontanarla di nuovo. Ma sapeva che era una battaglia persa oramai. Era eccitatissima. Le infilai una mano nella gonna, da sopra, e sentii la sua fica fradicia attraverso gli slip che indossava, ancora. A quel punto il vecchio ripartì all’assalto. Posò la sua mano sul ginocchio e provò di nuovo la risalita. Lentamente. Io potevo vedere tutto e lei oramai non protestava più. Il vecchio finalmente arrivò a contatto con la pelle scoperta della coscia, tra il pizzo delle autoreggenti e lo slip. Io contemporaneamente la sditalinavo e lei continuava a pomparmi mentre limonavamo. Il vecchio risalì ancora e sentii le sue dita frugare sullo slip, entrando di lato, e quasi venire a contatto con le mie. Oramai era a contatto con il pelo. Sentivo che frugava. Lei era persa nell’eccitazione, non capiva più nulla, non sapeva quante mani e di chi la stavano toccando e non le interessava più. Per facilitare l’approccio con la figa del vecchietto tolsi la mia mano che infilai di nuovo nella gonna, ma stavolta da dietro. In un baleno arrivai al suo buchino ed iniziai a stuzzicarlo. Era anch’esso fradicio degli umori della figa che oramai tracimavano da ogni lembo delle sue mutandine. La sentii sussultare di nuovo, il vecchio le aveva infilato un dito ed aveva iniziato a penetrarla in quel modo. Altro sussulto, due dita, e poi tre. Era il massimo che poteva fare quando si dilatava dall’eccitazione. Io non resistevo più, volevo che me lo prendesse in bocca da abile pompinara qual’era. Succhiare il cazzo era la sua passione, ovunque, comunque ed in ogni modo. Le feci un cenno e lei capì al volo. Si piego e lo abboccò con sapiente maestria. Il vecchio dovette togliere la mano per via della nuova posizione. Ora le porgeva il culo involontariamente. Mentre mi succhiava avidamente l’asta, vidi il vecchio prendere il lembo della gonna e sollevarla fino ai fianchi. Iniziò ad impastare le chiappe con le mani ed infine, non contento, provò a sfilarle gli slip. Lei si mosse per agevolargli il lavoro e lui ci riuscì. Era una scena incredibile, lei con il mio cazzo in bocca, con la gonna sollevata e gli slip alle ginocchia, all’interno di un cinema, con un estraneo che la palpava come un porco. E continuava il suo pompino. Il vecchio la toccava in tutti i sui buchi, penetrandola con le dita nella figa da dietro e poi infilandole contemporaneamente il ditone nel culo. Lo capii perché mi strinse il cazzo con i denti quasi a mordermi. Finalmente anche il vecchio passò ad un altro livello di porcaggine. Era straeccitato. Si era sbottonato i pantaloni e mentre con una mano la masturbava, con l’atra si menava un uccello che di sfuggita ed ancora coperto dagli abiti mi sembrava tutt’altro che floscio e tutt’altro che piccolo, come si poteva immaginare per un uomo di quell’età. Era l’ora, era l’ora finalmente di farle toccare un altro cazzo. E lui lo aveva capito. Le prese l’avambraccio più vicino e lo diresse verso i sui pantaloni. Fu bravo ed esperto. Per non turbarla, prima le fece toccare la patta richiusa, poi le fece saggiare le dimensioni del suo arnese abominevole, durissimo e compresso nelle mutande, e poi le fece infilare la mano dall’elastico degli slip in modo da farle assaporare piano, prima il pelo e poi la carne del suo membro. Lei accolse la proposta. Vedevo che lo toccava, e che sfiorava, accarezzandolo, quel cazzone ancora coperto, vedevo che infilava la mano negli slip, senza forzature di nessuno, spontaneamente, la sentivo aumentare i sospiri, accelerare il pompino, sbattersi la cappella sulle labbra come le pornostar. Poi lei lo sfilò dagli slip e fece uscire quel cazzone di lato. Aveva in mano il suo scettro da 30 cm di lunghezza e di diametro imprecisato. Lo stringeva alla base, quasi alle palle, enormi. La vedevo che tentava di pomparlo ma non era nella posizione più comoda per farlo. Allora la aiutai. Tenendole sempre il cazzo in bocca la feci inginocchiare di fronte a me, tra le due file di poltrone. Nella manovra lei non staccò mai la sua mano da cazzone del vecchio, il quale, nel frattempo si era calato i pantaloni fino alle caviglie e forzava per togliersi anche le mutande, incastrate dal cazzone che usciva di lato dalle stesse ed impugnato fermamente dalla mano di lei. Riuscì abilmente nell’impresa di liberarsi dalle mutande e saltò sulla poltrona lasciata libera dalla mia lei inginocchiata e si sedette di fianco a me. In questo modo lei riusciva a masturbarlo con foga e contemporaneamente continuava a spompinarmi stringendomi le palle con l’altra mano. Il cazzo del vecchio era talmente grande che anche masturbarlo era complicato. Lui per aiutarla si bagnò la mano con la saliva e si inumidì la cappella gigantesca. Lei apprezzò molto il gesto, ma non fu soddisfatta. Non aveva mai aperto gli occhi, li teneva socchiusi quasi in trance, quasi per non rovinare quello che stava immaginando mentre faceva quelle acrobazie sessuali. Ad un tratto, esausta e con le labbra infuocate smise di prendermelo in bocca e guardandomi negli occhi riprese a masturbarmi. Due cazzi per le mani. Rivolse lo sguardo finalmente sul cazzone del vecchio e strabuzzò gli occhi. Era enorme, rosso, dritto che quasi pensai avesse preso il viagra per far stare su tutta quella carne. Non le stava nella mano, masturbava ma non scorreva veloce, era lenta, e si vedeva che lui premeva per qualcosa di più appagante. Non resistette, oramai senza freni lo accolse pian piano nelle sue labbra, anzi dapprima lo leccò tutto come amava fare, senza toccare la punta. Gli girò intorno come fosse un gelato, era tutto lucido di saliva, inevitabilmente si trovò vicino alle grosse palle ed iniziò a slinguare tutto lo scroto ed a succhiare un testicolo per volta infilandoselo tutto in bocca come fosse un bignè di pasticceria. Due minuti di risucchio di palle e risalì l’asta di nuovo, stavolta fino alla punta, due colpi di lingua e lo abboccò. Prima la cappella, piano e poi più giù, fin quasi ad averne più della metà in bocca. A bocca spalancata, visto il diametro ed a guance gonfie, iniziò un pompino che non dimenticherò più. Vederla con il cazzo in bocca di quella portata, di un vecchio, in un cinema pubblico, alle quattro del pomeriggio, con il culo all’aria, le autoreggenti e gli slip oramai sulla caviglia, sorretti solo dal cinturino delle scarpe con tacco era il massimo per me. Facendo in modo che non si scomponesse, le sollevai il bacino e la misi alla pecorina, mi piazzai dietro di lei ed in un colpo solo la penetrai da dietro mentre continuava a pompare il cazzone del nostro complice. Godeva come una troia e glielo dicevamo apertamente. -Te l’avevo detto che sei una succhiacazzi nata, continua porca- Ed il vecchio – dai troiona, che bocca che hai, sei fantastica, sei una bocchinara, continua che dopo ti impalo. – A quelle parole lei cominciò a muoversi ed a dimenarsi sul mio cazzo infilato da dietro, mi sbatteva il culo sulla pancia, il rumore delle palle sulle chiappe era oramai evidente. I suoi sospiri, i sui gemiti, udibili per tutta la sala. Ma in sala non vedevamo più nessuno, eravamo oramai soli, il trio delle file centrali si era evidentemente spostato o nelle toilette o a casa di qualcuno dei tre. Le sfilai il cazzo dalla figa e lei protestò rimanendo immobile sul cazzo del vecchio, smettendo di pompare. A quel punto il vecchio le prese la testa tra le mani e le fece continuare i movimenti, forzandola a sbocchinarlo ed infilandole un tratto di verga ancora maggiore rispetto a prima. La sentii quasi soffocare ma non si staccava. Così indifesa la inculai in un batter d’occhio. Inarcò la schiena, era la prima volta che le infilavo tutto il mio cazzo per intero nel culo. Ma non urlò, mugolò di un misto tra dolore e piacere. Il vecchio aveva capito che era pronta ad accogliere anche la sua maestosa mazza. Tolse il cazzo dalla sua bocca, la fece avvicinare a se, le succhiò un po’ le tette non molto grandi ma orami durissime, e mentre la inculavo da dietro, pian piano la fece accomodare con le ginocchia sui braccioli della poltrona e la accompagnò piano nell’operazione di impalamento. Sentii il rumore del cazzone che le scivolava fino nell’utero. Fu un momento di apoteosi. Due cazzi la riempivano, una bocca le succhiava le tette alternando la destra e la sinistra, con una mano la tiravo per i capelli come fosse una cavalla, e con l’altra le infilavo tre dita fradicie dei suoi umori in bocca, e le i succhiava. Urlò come un’ossessa, aumento il ritmo del bacino, cavalcava il vecchio in preda ad un raptus amazzone – sfondami porco, sbattimelo tutto dentro, lo sento, lo sento….. così mi piace, ancora…. non ti fermare, spingi…. e tu sfondami il culo, più forte dai, ne voglio di più in culo!! – Era completamente andata, io stavo per sborrare, non ce la facevo più, le sfilai il cazzo dal culo oramai dilatato e cambiammo posizione. Il vecchio ancora seduto sulla poltrona la fece roteare sul suo cazzo fino a mettersela di spalle. Faccia allo schermo, come per vedere il film, venne impalata nel culo, e stavolta urlò! -che cazzone, sbattimelo in cuuulooo daiiiii- Tutto dentro, incredibile, non credevo ai miei occhi, erano un corpo solo, non vedevo nemmeno l’attaccatura del pube del vecchio, solo le palle uscivano dal culo. Stantuffava come un’ossessa, la sua testa ondeggiava libera nell’aria, si alzava e si riabbassava esattamente dell’altezza della porzione di cazzo che si infilava dentro, e cioè tutta. Oramai sembrava un pistone nel cilindro, filava liscio come l’olio, l’aveva sventrata. Il vecchio sembrava non cedere mai, io invece mi stringevo il cazzo per non sborrare, li fermo ad osservarli come godevano. Mi sentivo inferiore, vederla infilzata in quel modo ed estasiata in viso mi infastidiva, per cui decisi di ricordarle chi ero io. In quella posizione le infilai il mio cazzo tutto in fica e le leccavo il viso cercandole la lingua. Lei si alternava tra la mia e quella del vecchio, voltandosi per leccargliela e farsela leccare, le tette invece erano serrate nelle mani del vecchio. -Che puttana che sei, rotta in culo, ti piacciono due cazzi eh? ? ? Ne vorresti un altro in bocca eh? ? ? Maiala che non sei altro- -si si ne vorrei un altro, in bocca lo voglio, in bocca!! – Mi tolsi dalla sua fregna e lo appoggiai sulla sua bocca. Lo ingoiò di un colpo mentre il vecchio ora le impalava la fica. Pochi risucchi ed esplosi in una sborrata memorabile. Le colava tutto dai lati delle labbra ma non mollava la presa. Il mio cazzo si era afflosciato, come sgonfiato di tutto ma lei continuava a mangiarlo e con lui tutto lo sperma. La vidi irrigidirsi di colpo, aprì la bocca e con tutta la sborra che le colava ebbe un orgasmo devastante. Quasi svenne tanto che si sentì mancare le forze. Il vecchio capì, si sfilò, la fece sedere sulla poltrona accanto, si alzò in piedi, si piazzò con il cazzone davanti la sua bocca, diede due colpi di mano, la avvicinò alla cappella, lei aprì la bocca e accolse il turgido fungo rosso tra le sue labbra, come fosse una ventosa. Vidi le frustate dello sperma che attraversavano quel cazzone e sentivo gli schizzi che le inondavano la gola. Lei deglutiva, non si staccava, ingoiava tutto, non ce la faceva a sputarlo, per quanto era copiosa la sborrata. Si gettò distrutta ma contenta sulla poltrona, il vecchio fuggì prima che si riaccendessero le luci dicendoci – Vi aspetto ancora qui, quando volete -. -Grazie- rispondemmo insieme. FINE

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