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Il mio amico di ISR

Non ricordo di preciso il giorno in cui ricevetti la sua prima e-mail, voleva sapere cosa pensassi dei suoi racconti, ma lo pseudonimo che utilizzava mi affascinava, amavo i racconti epici e lui aveva il nickname di un eroe di questi.
Da vero cavaliere mi mandò una foto, quasi a dire: mi mostro a te senza chiederti altrettanto e trattandomi come fossi una damigella di altri tempi.
Era simpatico, uno humour un po’ demenziale, ma sempre efficace e, manco a dirlo, pieno di doppi sensi, ma ISR, il newsgoup che avevo deciso di seguire, non era certo un ambiente per educande.
Cominciammo a scriverci sempre più spesso e alla fine era quasi una serie di appuntamenti andare a leggere la posta.
Era uno spirito gentile e romantico, di una intelligenza e cultura fuori del comune… e questo mi affascinava.
Ogni tanto mi ritrovavo a guardare la sua foto, un sorriso aperto, uno sguardo pieno di vita e un insieme veramente carino.
Il mio cervello stava viaggiando troppo e presi paura a ritrovarmi a fare quei pensieri, per cui scrissi, quasi a voler mettere un muro, che ero fidanzata e che avevo intenzione di sposarmi. Forse lui percepì tutto questo e mi scrisse che anche lui aveva una storia, una cosa un po’ complessa da raccontare per posta elettronica, una faccenda con una ragazza di una città piuttosto distante, abbastanza più giovane di lui, in effetti lui dimostrava dalla foto molti meno anni di quanti ne aveva.
Non so perché lo feci, ma finii per dargli il mio numero di cellulare e lui il suo. Fui io a chiamarlo per prima e scoprii che aveva una voce molto calda e sensuale, di una profondità che ti avvolgeva. Dalla parlata si stentava a capire di dove fosse, ma mi piaceva stare a parlare con lui.
Continuammo così a scriverci e-mail, brevi messaggi sul cellulare e a telefonarci. Passavamo ore al telefono.
Mi piaceva molto come scriveva e mi divertivo a correggere le bozze dei suoi racconti. Fu lui ad invitarmi a scrivere qualcosa, perché avevo del talento, e questo traspariva dai suggerimenti che gli davo nella sua revisione del racconto principale. Anzi ormai ero diventata il suo supervisore, al punto d’essere l’unica persona a vedere le bozze.
Gli mandai un breve racconto e lui ne fu entusiasta, proponendomi di scrivere qualcosa insieme con io e lui come protagonisti. Cominciammo quasi per scherzo, poi la cosa divenne sempre più frequente e coinvolgente. All’inizio non mi provocava grandi turbamenti, ma dopo un po’ ero colta da ansia ed eccitazione, sia a leggere quello che lui mi scriveva, sia a pensare quello che scrivevo io. Finii per dover trovare un rimedio al fatto che mi bagnassi tutta ogni volta che leggevo o scrivevo le parti di quel racconto e finii per toccarmi mentre lo leggevo. Anche lui mi disse che si turbava a scrive e leggere quelle cose, che forse era meglio prendersi una pausa, ma alla fine continuammo, perché ad entrambi la cosa cominciava a piacere troppo.
Mi ritrovai così a sognarlo… e nelle mie fantasie lui faceva ciò che entrambi descrivevamo nel nostro racconto.
Cominciammo a parlare di sesso anche al telefono, ma non più in maniera generica, praticamente continuavamo il racconto a voce, descrivendo nei minimi particolari cosa avremmo fatto l’una all’altro.
La cosa strana era che nessuno nei due ne risentiva nella propria relazione, solo che eravamo arrivati ormai al punto di toccarci mentre eravamo l’un l’altra al telefono. Mi rimase in testa tutta la notte la prima volta che lo sentii venire al telefono e quel suono entrò nei miei sogni prepotentemente, perché l’immagine di lui, ormai, aveva cacciato quella del mio ragazzo.
Non so perché lo feci, ma ad un certo punto decisi anch’io di mandargli una mia foto, il risultato fu altrettanto deflagrante, perché lui mi confessò che m’aveva sognato e che nel suo sogno mi possedeva in tutte quelle maniere che sino ad allora c’eravamo così minuziosamente descritti.
Nelle nostre e-mail i saluti da prima formali, erano divenuti molto affettuosi ed adesso rasentavano l’osceno.
Da tempo avevamo programmato di uscire una volta insieme, in occasione di un film a cui tenevamo particolarmente entrambi.
Quando lo vidi in carne ed ossa per la prima volta le gambe mi tremarono dall’emozione, era elegante e signorile nei modi di fare, un fisico che ne rendeva onore, vista l’età, e un volto fresco e giovanile che traspariva tutta la sua simpatia.
Mi saluto e la sua voce, così dal vivo, mi sciolse il sangue. Mi venne istintivo abbracciarlo e fu così che mi accorsi che lui era eccitato, gli era bastato vedermi per essere in stato di erezione. Quella percezione del suo desiderio nei miei confronti mi fece girare la testa e mi sentii mancare. Non so cosa accadde di preciso, ma gli svenni tra le braccia.
Quando riaprii gli occhi, eravamo nel bagno del cinema, il suo volto vicinissimo, la sua bocca ancora più vicina… non seppi resistere e lo baciai. Lui rispose al mio bacio, quasi non aspettasse altro. Baciava bene e le sue mani mi tenevano forte e dolcemente allo stesso tempo. In sala il film era cominciato ed il bagno era deserto.
Lo feci d’istinto, quasi senza rendermi conto di che gesto stessi per fare, ma andai con una mano a sentire se lui era ancora in erezione… ricevendone diretta conferma.
Le pareti della stanza mi giravano tutte intorno e tentavo di afferrarmi al nome del mio ragazzo per uscire da quello stato, ma il suo nome era lo stesso e la mia mente lo associò a lui. Le sue mani erano sul mio seno e poco dopo più giù ed io come stupidamente gli avevo promesso non avevo le mutande. Così ben presto potei percepire la pressione delle sue dita sul mio sesso.
Lo stavo desiderando come mai avevo desiderato il mio ragazzo, eppure non mi sentivo in colpa. Gli chiesi di farmi sua, che non potevo resistere altro. Mi ritrova così posata con le mani al muro esponendo il mio sedere oscenamente in alto. Lui sbottonò la patta dei pantaloni. Anche lui, come promesso, non aveva gli intimi.
Non c’era stato bisogno di preliminari. Ero bagnata come mai m’era accaduto prima e sul pavimento c’erano evidenti tracce dei miei umori. Anche lui doveva essere in un momento particolare, perché senza alcun preliminare era in uno stato di erezione notevole e lo sentii entrare in me come un’asta di una rigidezza incredibile. Lo sentivo muoversi all’interno della mia vagina e già godevo di per sé di questo fatto, mai con il mio ragazzo avevo provato un simile stato di eccitazione. L’arrivo del mio orgasmo e le conseguenti contrazioni interne chiamarono anche quello di lui e mi sarei dovuta vergognare per il modo osceno in cui gemetti per il solo piacere di sentire il suo sperma che pervadeva ed invadeva la mia vagina.
Lui continuava a muoversi anche se con maggior fatica, per il turbamento ricevuto dall’orgasmo, e io mi trovai ad implorarlo di fare una cosa che solo nel nostro racconto m’era accaduta. Gli spalancai il mio ano chiedendogli… no supplicandolo di farlo suo. Quello che al mio ragazzo non avevo mai concesso, lui lo stavo ottenendo come un’implorazione. Non provai alcun dolore, forse perché tra umori miei e suoi, il suo cazzo era notevolmente lubrificato. Non so cosa mi prese, nell’intimità con il mio ragazzo… l’unico con cui avessi mai fatto sesso prima, non era mai successo, gemetti e mugolai ad alta voce. Lo sentii venire dentro di me un’altra volta e gli stavo chiedendo che mi spaccasse in due. Lui uscì da me ansimando e malfermo sulle gambe. Mi girai e lo vidi posato con le spalle alla parete, lo baciai dicendogli che lo amavo, no di più che lo amavo alla follia.
Anche lui mi disse la stessa cosa, poi io mi misi in ginocchio, prendendoglielo in bocca, baciandoglielo, leccandolo e tormentandolo nei punti più sensibile e alla fine era tutto pulito, ma continuai, perché volevo mi venisse in bocca e provai rinnovato piacere quando questo accadde.
Mi guardò dicendo che forse era meglio smettessimo un attimo, che stavamo andando oltre, che tutto questo non era previsto, che dovevamo semplicemente vedere il film insieme. Il mio cervello disse che aveva ragione, ma già la mia bocca era nuovamente attaccata alla sua. Lui rispose a quel mio bacio con maggiore intensità e passione, mentre tutto intorno a me girava. Lo sentii scendere, sollevarmi la maglietta , abbassarmi il reggiseno e dedicarsi al mio seno ed in particolare ai capezzoli, quindi scese ulteriormente e la sua lingua si fece spazio tra le labbra della fica per solleticare la vagina ed il clitoride. Le mie mani ormai lo avevano completamente spettinato e le mie urla d’incitamento forse erano persino percepibili in sala.
Provai ancora a pensare al mio ragazzo ed il risultato fu di ritrovarmi in ginocchio, mentre usavo le mie tette per farci scivolare il suo pene, che gradualmente stava ritornando turgido, consentendomi di prenderlo anche in bocca ogni qual volta riemergeva dall’incavo dei seni. Fui nuovamente oscena quando la mia faccia fu ricoperta dal suo caldo seme e mi piacque quando le sue mani mi afferrarono la testa per spingermi verso quel pistone di carne.
Fu il rumore della gente che si muoveva in sala per la fine del film a riportarci alla realtà, a farci risistemare in fretta e furia ed uscire. Ci salutammo.
Continuammo a scriverci. Io mi sposai e, dopo alcuni mesi, anche lui si sposò… ma a volte andiamo al cinema insieme. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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