Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Incontri / Il tram
copertina racconto erotico

Il tram

Le hai tutte in un cassetto, sparse alla rinfusa, reggiseno e mutande abbinati, difficilmente ti vengono tra le mani subito. Scegli con cura l’abbigliamento, una comoda gonna a portafoglio e della calze spesse per il freddo della stagione, scarpe con poco tacco (anche l’occhio vuole la sua parte) un maglioncino colorato, appena scelto con cura quello che ti voglio mettere, con il resto dell’armadio appoggiato sul letto alla rinfusa, ti ricordi del tram e di me.
Il nero del mattino ti accoglie, appena passato l’uscio di casa, con le luci rassicuranti, il freddo trova a fatica la strada attraverso i disegni delle calze, il gonnellone lungo non impedisce all’aria del mattino, di accarezzare la pelle lasciata fuori dalle autoreggenti. Adori le autoreggenti, se non fosse per la scomodità di metterle di tanto in tanto a posto, ti senti più libera, sento la stoffa pungente della gonna accarezzarmi i fianchi, il contrasto gonna lunga autoreggenti ti fanno sentire una donna fatale e misteriosa, una Matha Hari moderna, anche se poi alla fin fine sai solo tu di averle.
La fermata del tram è come al solito mezza illuminata dall’unico lampione per fortuna il mio tram arriva subito.
Sali e con la massima naturalezza possibile ti guardi intorno, ed eccomi lì seduto sul fondo del tram con alcuni posti liberi di fianco. Ti siedi di fianco, è la prima volta che lo fai, normalmente il tram è sempre pieno, guardi altrove per dissimulare la tua curiosità.
Ti immagini ancora nel tuo lettone, al caldo con le mie mani sulla pancia e fianchi mentre ti abbraccio, cedendoti il mio caldo, una dolce e bassissima musica di sottofondo e dormire, semplicemente dormire con le mie mani addosso, che ti cercano che ti accarezzano, da sentire sulla tua pelle.
“Le chiedo scusa signora, che profumo è? ”
Sei ancora persa nel sogno, che fai fatica a dare connotati a quella voce, apri gli occhi, ti ritrovi seduta nel tram . Ti mordi un labbro per essere sicura di non sognare.
“scusi? Parla con me? ” “lo trovo molto particolare, il mio profumo, cosa è”
“Cocò”
Sorrido guardandoti “ha qualcosa che non va? ” “no assolutamente, non l’avevo ancora sentito” Mi sorridi !! Mi sorridi, ricambio il sorriso “me lo può far sentire meglio, mi passa una mano? ” Un po’ stupita mi allunghi la mano sinistra, al contatto con la mia “veramente gradevole, mi scuso per la richiesta… ” “non hai nulla i cui scusarti, e poi .. fa sempre piacere un complimento…. ”
“sa che lei è un… come dire…. un angelo…… ”
“forse.. ”
“non ho sentito il rumore delle piume delle ali, normalmente li scovo così” Ridi mentre il tram si avvicina inesorabilmente alla fermata “forse un angelo, con un buon profumo addosso” “chissà quando le nostre strade si incroceranno di nuovo” “chissà”.
Allungo una mano per fermarti, sfioro il tuo braccio fino ad arrivare alla tua mano, senti un cartoncino tra le dita, le porte si aprono e ti catapultano fuori, accorgendoti che in mano hai un biglietto.
Hai ancora il tempo per urlarmi
“ciao”
“ciao angelo”
Mentre il tram si allontana giri tra le mani il biglietto, un biglietto da visita stampato con solo un numero telefonico di un cellulare e un nome “Marco”.
Aspettando il secondo tram per arrivare finalmente in ufficio, sogni ad occhi aperti. La tua mente vaga senza meta, guardi i cartelloni pubblicitari e immagini di essere tu la modella in posa, una pubblicità, vista di schiena, con il sedere in bella vista, vedi le tue grazie al suo posto, chissà che effetto farebbe avere mille e mille sguardi addosso, che ti guardano e ti scrutano, e sognano il tuo corpo.
La mattinata scorre veloce, cammini più del solito, e non hai il tempo per tornare a mangiare nel solito bar, ti fermo in un chiosco, mangi, paghi e nel rimettere il portafoglio nella borsetta ti ricapita fra le mani il biglietto da visita. Bah sarà il destino, componi il mio numero Squilla più volte. Risponde la sua voce
“ciao sono come dici tu un angelo…. , ci siamo conosciuti oggi sul tram”
“ricordo, l’angelo profumato di Cocò”
Ridi
“si io”
“hai già sentito la mia mancanza? ”
“a dire il vero continuavo a trovarmi in mano il tuo biglietto da visita e ti ho chiamato”
“hai già preso il caffè? ”
“no non ancora, perchè me lo chiedi”
“potevo offrirne un po’ al tuo vestito, oppure fartelo versare da sola per non fare danni” “ho ancora molte cose da fare, non riuscirei a raggiungerti neanche volerlo” “non sai neppure dove sono…. sono vicino a Piazzale Corusio…… ” “va bene se arrivo alle 5 e mi offri un te? ”
“potrei anche farti trovare dei bei biscottini”
“allora alle 5”
Il pomeriggio vola, torni a casa velocemente, ti lavi e ti rivesti ed esci di corsa in macchina.
Camminando i ragazzi e gli uomini si girano, sorridendo, inizi a pensare che qualcosa non va, alla prima vetrina ti guardi riflessa, il trucco è a posto, i capelli pure, gli stivaloni sono dello stesso tipo e dello steso colore, le calze non sono smagliate. Accidenti! Hai dimenticato che con la minigonna la fascia delle autoreggenti esce fuori. Scuoti la testa, stai per tornare indietro e poi pensi…… vabbè, …. chi se ne frega….. Arrivi…… hai annotato il mio indirizzo e trovi facilmente la casa.
Entri nel portone e sali le scale…. Suoni…..
“Ciao angelo, non ti spaventare per il disordine”
“è bellissimo qui, ci sono dei colori stupendi, anche il semplice verde diventa meraviglioso qui dentro” “è il posto che più amo, in cui venivo a nascondermi da piccolo, i profumi i colori…. si, è tutto arredato come un viaggio con la fantasia” Al centro della sala due divani, uno stereo e un tavolinetto con un te fumante e un piatto di biscotti.
Ti prendo per mano e ti porto verso il tavolino. Sei letteralmente senza parole, ti lasci trascinare come una bimba in mezzo a un negozio di giocattoli, gli occhi sgranati, ti perdi nei mille fiori, mille colori,
“perdonami la spartanità del luogo”
“figurati è bellissimo, sono senza parole”
“non hai cambiato il tuo profumo spero? ”
“sarà meno intenso ma dovrebbe sentirsi ancora, sei attirato dai profumi,
mi parlavi di viaggio, cosa intendevi”
“vieni”
Ti prendo per mano e ti trascino verso dei fiori, ti passo dietro tenendoti ancora per mano
“avvicinati ad una rosa con il naso”
“ci sono”
Ti tocco le spalle sfiorandoti i capelli e con dolcezza ti copro gli occhi

“senti il profumo respiralo” respiro a pieni polmoni, il profumo mi entra nel cervello, immagino di essere in un enorme prato che corro a piedi nudi, vestita d’aria.
“cosa senti”
“il profumo”
“cosa vedi”
“nulla”
“non con gli occhi, cosa vedi”
“un prato di fiori davanti a me, e io a piedi nudi che ci corro dentro”
Ti riprendo per mano e ti porto di fronte alle rose
“portati vicino ad una rosa, quelle in basso sono più profumate, inizia da quelle in alto che sono meno profumate”
Ti avvicini, le mie mani sono rimaste sulle tue spalle, e ti copro nuovamente con dolcezza gli occhi
“cosa vedi”
“un tappeto di petali di rosa dai mille colori, i petali mi avvolgono morbidi e delicati, mi vestono, sono in una nuvola di profumo” “adesso quelle in basso” Senti le mie mani sulla faccia, il caldo della mia pelle, il profumo dei fiori, avresti voglia di mangiarlo, dei sentire il mio corpo contro il tuo, di assaggiare la mia pelle su un letto di petali di rosa, anzichè inginocchiarti ti chini un po’ in avanti, ti trovi con il mio torace che preme contro la tua schiena.
Il profumo è più intenso, senti i petali della rosa che ti accarezzano le labbra.
“adesso cosa vedi? ”
“un letto di rose, lenzuola di rose in mezzo ad un campo di fiori di erba verde e fiori, con il loro profumo che è l’aria, un profumo dolce che non da alla testa, un profumo che mi avvolge dolcemente”
Sei persa, il profumo ti fa girare la testa, non sai cosa fai, non sai dove sei hai un incredibile voglia di tenerezza e di sesso. Ti inchini ancora di più inarchi la schiena per aderire ancora di più contro di me, vuoi sentire se sono eccitato tanto quanto lo sei tu, i tuoi petali iniziano a inumidirsi, senti le mie mani calde sugli occhi. La testa continua a girarti….. il contatto con il mio corpo ti fa percepire una durezza che denota la mia eccitazione….
“non hai nessun altro fiore da farmi sentire….. io ne avrei uno che vorrei che tu sentissi”
“mi stai forse provocando? ? ”
“ti dispiace la cosa? ? ”
mi metti le mani sugli occhi……
“dimmi cosa vedi”
Mi giro fino a trovarmi faccia a faccia con te, mi mordi un labbro
Ti bacio intensamente, le nostre bocce si cercano, mentre le mie mani esplorano la tua faccia “sei dolcissima angelo, il tuo profumo e cento volte meglio dei miei fiori, pulsa e batte, è una musica il tuo cuore”
Le mie mani scendono, ti avvolgono, ti accarezzano la vita, scendono sulla gonna, l’orlo ha già ceduto e non l’hai rimesso a posto. Quando senti le mie mani calde sulla pelle scoperta dalle autoreggenti, ti scappa un gemito, prendi la mia testa e la stringi a te, ti strofini sulla mia pelle, lo vuoi sentire ovunque, vuoi la mia bocca sul tuo seno, sulla pancia, il mio caldo addosso.
Iniziamo a spogliarci in equilibrio, le mie mani non abbandonano le due mezzelune lasciate libere dal perizoma, le sento che stringono la mia morbida carne.
“ho un brutto culo, pieno di cellulite”
Dici scioccamente…….
“mi piace moltissimo il tuo morbido culetto, la pelle morbida, e non so cosa sia la cellulite, il fresco della tua pelle mi fa impazzire” Ti sbottono il reggiseno, siamo inginocchiati su un tappeto davanti al tavolinetto, ti senti strana ed eccitata, stordita in mano ad uno sconosciuto.
Hai il seno inturgidito, con i capezzoli che puntano verso di me, senti la mia bocca che lo esplora, lo avvolge, lo lecca, stuzzica i tuoi capezzoli leccandoli e lasciandoli umidi all’aria che li raffredda per poi tornare a giocarci ancora. Prendi la mia testa mi baci ancora, cerchi il mio petto, i peli sul mio petto sulle mani ti fanno il solletico, lentamente, senza smettere di baciarmi ti alzo.
Ci baciamo ancora, senti il mio sesso duro, che preme contro una tua gamba, ti sdraio e esploro con la bocca, ti bacio dappertutto. I pensieri affollano la mia testa, mentre esploro con le mani e la bocca il tuo corpo, la tua pelle, i tuoi capelli, tu ti perdi nei peli del mio torace, hai voglia di graffiarmi.
Mi abbracci premendo il seno sulle rotondità del mio petto, i capezzoli eccitati si solleticano contro i miei peli, inarchi la schiena per premere il tuo pube contro il mio corpo per farmi sentire che non sai più aspettare.
Ti sfilo le mutandine per accarezzarti i peli del tuo pube, prendi la mia mano e la porti fino al tuo sesso, che è oramai bagnatissimo. Senti le mie dita che dolcemente esplorano le labbra, i tuoi umori, hai i brividi dappertutto e continui a tremare come una foglia. Mi fermo e ti riabbraccio scaldandoti ancora, ti avvinghi avvolgendo con le gambe la mia vita, premi ancora di più il tuo sesso bagnato contro di me, senti la mia calda pelle sfiorare le tue labbra, il duro del mio ventre il duro del mio sesso, che esce parzialmente dalle mutande. Ti abbassi per raggiungere il mio piacere, sei intontita e frastornata, sfili la stoffa che ti separa dal mio sesso, lo cerchi con le mani e lo esplori come io ha appena fatto con il tuo fiore, lo accarezzi dolcemente, mi muovo e mi giro e senti che ti sfioro le gambe e ti ritrovi con la mia lingua che esplora la tua intimità bagnata.
Inarchi il bacino tendendo i muscoli, mentre cerchi con la bocca il mio pene, io esploro con la lingua il contorno del tuo sesso per poi tuffarmi dentro ad assaporare i tuoi umori, esploro la tua pelle, tu prendi la mia cappella è un gelato di pelle, non hai mai desiderato così tanto il sesso di un uomo.
Trovo il tuo bottoncino segreto e i brividi aumentano, alterno la pressione con la lingua e quando premo hai delle forti contrazioni, quasi ti fa male, mentre tutto il resto del corpo esplode. Mi stacco un attimo, senti che la coperta con la quale ti ho coperto (neanche te ne eri accorta) si solleva, risenti qualcosa sul tuo sedere, non è pelle, sembra qualcosa di ruvido e sottile, una foglia ti sta accarezzando, ti passa ovunque, arriva sulle grandi labbra del tuo sesso, ti accarezza ti viola, alternandosi alla mia lingua, altra pausa altra cosa sulla pelle del tuo sedere, stavolta è morbido e dolce, ti sfiora fino a farti venire la pelle d’oca, ti sfiora il sesso, cerca dolcemente di penetrarti, allunghi una mano l’afferri, la porti al naso. è il bocciolo di una rosa, senti il suo dolce profumo, accompagnato dall’acre tuo profumo.
Ti afferro alzandomi, ti avvolgo nella coperta e mi allontano, senti che raccolgo qualcosa e qualcosa di leggero che cade sul tappeto. La mia mano ti riprende, ci baciamo ancora, senti il mio sesso contro la pancia e un profumo di rose ovunque, ci sdraiamo di nuovo sopra un tappeto di petali di rosa.
Sei succube di un gioco che non conduci, che subisci che patisci che ti fa sentire cose che non avresti mai immaginato. “angelo va tutto bene? ”
“si che va bene, sono confusa……… ”
Ti abbraccio dolcemente, mentre senti il mio sesso che si fa strada nel tuo, senti il mio sesso gigantesco, mentre lui scivola dentro di te riempiendoti, il caldo ti invade ovunque, piano piano ti penetro e mi ritiro mentre le nostre bocche si cercano ancora, e così continua, continua continua.
Sei avvolta dai petali, sei avvolta dal mio abbraccio, lo senti dentro di te, il profumo di rosa ti avvolge, ti fa impazzire, ti stordisce, mentre il mio sesso scivola dentro e fuori, e lo senti sempre di più. Mi fermo allungo la mano e ti accarezzo il sedere con la foglia di prima, mentre continuo a muovermi dentro di te, poi lascio la foglia senti qualcosa che punge che ti graffia dolcemente la pelle, ti punge e inarchi il bacino, quasi volesse pungerti ancora di più, mentre io continuo andare avanti e indietro nella tua caverna umida di desiderio. Perdi la cognizione del tempo, ogni tanto cambiamo posizione, vuoi il mio sesso dentro di te più di ogni altra cosa, ogni volta è una dolcezza infinita, ti senti in me, lo senti dentro lo imprigioni, in quel momento è solo tuo.
Ogni tanto quando mi sfilo completamente trovi il modo di accovacciarti sotto di me per prenderlo in bocca insalivarlo bene, per poi reimmergerlo dentro di te e sentirlo ancora come se fosse la prima volta. Andiamo avanti per non so quanto tempo, ogni tanto i brividi si fanno più forti, il tuo sesso inizia a contrarsi e vieni, vieni più volte mentre io dolcemente continuo a muovermi, lo stringi forte con tutte le forze premendo il tuo pube contro il mio, quasi avessi paura che scappasse. Quando senti che sei vicina a venire aumento il ritmo, ti accarezzo, cerco con la bocca il tuo seno, che succhio come un bambino. Ti metti sopra di me e mi cavalchi gestendo i movimenti, ti afferro per la vita e ti aiuto, cerco ancora la tua bocca, il seno, premi il seno contro di me contro i peli, nel profumo, mentre la musica di sottofondo continua a nascondere il tuo respiro affannoso, passano i minuti il tempo si ferma, e solo quando inizi a sentire le gambe che fanno male, senti le mie gambe che si irrigidiscono, e il caldo del mio seme dentro di te.
Senti le mie contrazioni mentre mi baci e mi stringi a me, mentre ancora si contrae lo sfili dal tuo sesso e lo prendi in bocca, vuoi sentire il gusto dolciastro del mio seme. Il mio sesso è ancora duro e si contrae ora più lentamente, la tua bocca lo lascia per cercare ancora la mia bocca, mentre ci scambiamo il gusto del mio seme reinfili il tuo sesso dentro il mio.
Hai i petali di rosa appiccicati ovunque, il loro profumo ti avvolge, il mio profumo ti avvolge, tra le mie braccia ti accoccolo per addormentarti, come se tutto il resto del mondo non esistesse, il battito del mio cuore ti culla………………… FINE

About racconti hard

Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

Leggi anche

copertina racconto erotico

John e Emily

John era arrivato negli States per imparare la lingua. Aveva trovato, tramite una zia, una …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.