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In gonna nel privè

“Fate i bravi… mi raccomando… Non fate impazzire i nonni! ”
Le ultime raccomandazioni, chinato verso il più piccolo dei due miei figli, dopodiché mi rialzo, e sorrido verso mia moglie, che elegante e sorridente, mi aspetta sulla porta.
Saluto i suoceri ed esco con lei.
è vestita benissimo, con quella gonna nocciola, la camicetta bianca, gli stivaletti ocra.
Sotto, so benissimo che indossa quel paio di calze color carne, tenute su da quel bel reggicalze acquistato il pomeriggio da me. Un piccolo regalo, per abbellire la serata che c’aspetta.
La mia bella Daniela mi sorride.
I suoi occhioni nocciola brillano, mostrandomi la soddisfazione e la felicità di potersi assaporare una serata tutta per noi due.
è da un po’ di tempo che abbiamo preso la decisione di dedicarci tutta una sera, o meglio, tutta una notte per noi.
Lasciano i due figli dai nonni, e via, a divertirci, a prenderci quelle poche ore di libertà, dimenticando tutto e tutti. Il lavoro, i figli, i problemi quotidiani…
Non è stato facile convincere Daniela, ma ce l’ho fatta, ed anche lei dopo le iniziali, comprensibili resistenze, nel non volere lasciare i figli dai suoi per tutta la notte, assapora quelle ore di libertà. Di libertà e di trasgressione.
Io e Daniela ci conosciamo da oltre 20 anni. Ci siamo conosciuti da ragazzi, e subito ci siamo piaciuti.
Lei era poco più di una bambina, eppure abbiamo legato subito, nonostante il
mio carattere molto differente del suo.
Lei tranquilla, metodica, serena, riflessiva, io invece estroverso, casinista, nervoso. Un fidanzamento lunghissimo, poi il matrimonio. fatto di mille piccole soddisfazioni.
Ora, con il traguardo dei 40 anni superato da pochissimo, la mia voglia di trasgressione era come divampata. Fare sesso, con il passare del tempo, non era più sinonimo di “amore”, ma era diventato uno sfogo fisico, del quale
sentivo sempre più il bisogno.
Lei, dopo 20 anni, qualche emozione nel farlo con me, le era sicuramente venuta meno, e si concedeva più per dovere coniugale che per vero piacere.
Certe cose, io le avevo subito recepite.
La amo, e non voglio assolutamente perderla, e quella sua perdita di desiderio, mi aveva allarmato, ed in più, la mia voglia di trasgressione si faceva sempre più impellente. Decisi di unire le due cose…
Di lì la decisione, drastica, di lasciare a casa i bambini, e tagliare, anche solo per poche ore, i ponti con tutto, famiglia, lavoro, problemi vari e dedicare tutti quei preziosi secondi a cercare quel divertimento, quelle sensazioni, di cui sentivo il bisogno, e che certamente anche a lei mancavano.
Non ho mai cercato e non cerco avventure con donne diverse. Io amo Daniela e mai ho pensato seriamente al tradimento. Quello che costantemente e sempre più intensamente cerco, è di trovare nuove sensazioni, nuove esperienze per entrambi, che ci coinvolgano, e che ci eccitino a vicenda, trovando quella verve e quel desiderio che sembravano un po’ appassiti.
Anche questa mia ricerca ebbe difficoltà ad essere recepita dalla tranquilla Daniela, che però accettò le mie piccole stravaganze iniziali, quasi come un “atto dovuto” alla mia indubbia fedeltà ed amore che sentiva nei suoi confronti.
Fu così che iniziammo ad uscire una volta ogni tanto. Una cenetta in qualche
posto tranquillo, poi cominciammo a frequentare un vicino club privè.
Era stato difficilissimo convincerla ad entrare in un locale del genere.
La prima volta c’entrò per curiosità. Sebbene fosse sempre stato un mio obiettivo, era stata lei incredibilmente a parlarmene per prima, durante una nostra cena in piena tranquillità. Una sua amica le aveva parlato di quei locali strani, dove all’interno capitava di tutto.
Io la presi in giro, e ci giocai sopra con attenzione, prima cercando d’indovinare di che amica stava parlando, poi andando ad aumentare piano piano la sua curiosità, dopodiché le proposi di farci un salto, soltanto per guardare.
La visita al club, quella prima volta, durò pochissimo. Ce ne restammo seduti in disparte, al buio concedendoci solo un paio di “passeggiate” nell’ala dei “privè”.
Lei sembrò quasi scandalizzata nel vedere tutte quelle persone, che lei definì “ignobili guardoni”, che spiavano dentro le piccole camere sistemate ovunque.
Quello che però io ebbi modo di vedere in quei pochi minuti, nella semi oscurità, mi rimase impresso nella mente per un mese.
Lei si lamentò per tutto il tragitto verso casa, mentre io non mi capacitavo di essere uscito così presto da quel locale, che mi raffiguravo come un surrogato di paradiso terrestre. Un locale dove si poteva fare tutto quello che si voleva, dove tutti erano lì per un solo scopo comune, dove non c’era nessuna limitazione alla propria fantasia.
Niente ipocrisia, vergogna, ceti sociali, problemi, preoccupazioni… solo sesso, come e con chi volevi!
A casa però, scopammo come forsennati, ed io mi accorsi che anche lei era
eccitata, e non poco…
Per un po’ non ne volle più sapere, ma finalmente riuscii a convincerla a farci un’altra capatina.
Era una bella serata, dove avevamo mangiato benissimo, e lei forse aveva bevuto un bicchiere di troppo.
Davanti al locale, si tolse la camicetta, restando solo con il reggiseno sotto la giacca del tailleur, poi guardandomi maliziosamente, si tolse le mutandine, mostrandomi così le autoreggenti nere che indossava.
L’eccitazione, dovuto al luogo dove eravamo ed a quei gesti, fatti lentamente, con malizia, in me salì a valori inimmaginabili.
Anche quella volta però, restammo poco tempo.
C’erano moltissime persone, e il clima si fece subito pesante.
Le camere si riempirono subito, e c’erano coppie dappertutto.
Daniela si spaventò, e seduta sul divano, mi fece una scenata incredibile, mentre a pochi metri da lei, una coppia stava scopando selvaggiamente.
Io alternavo lo sguardo. La predica risentita e stizzita di Daniela s’alternava con le immagini di quella stupenda ragazza bionda, che a gambe aperte, si stava facendo scopare da un uomo a due metri da noi.
La predica finì nello stesso tempo che la bionda si faceva sborrare in bocca dopo un forsennato pompino.
Lo sguardo soddisfatto dell’uomo incrociò il mio, sicuramente molto meno soddisfatto.
Uscendo, incrociai lo sguardo anche della donna, che mi sorrise, per nulla imbarazzata, consapevole che io avevo assistito alle sue performance.
Ritornammo a casa, e lungo il tragitto, eccitato com’ero, cominciai ad accarezzarle le gambe, e piano salii sulle cosce, arrivando piano a toccarle la figa, che trovai bagnata in modo inverosimile.
Imboccai una stradina laterale, e ci fermammo in mezzo ad un parcheggio.
Lei mi guardò in silenzio, e senza dire nulla, si chinò a prendermi in bocca
il cazzo, che subito avevo liberato.
Scopammo in macchina, a pochi metri dalla strada statale dove passarono
centinaia d’auto.
A casa poi, la gettai sul letto, e con le immagini di quanto avevo visto impresse nella mente, la scopai nuovamente con una foga straordinaria.
La mattina dopo lei era ancora arrabbiata e delusa per il mio comportamento.
Deprecava il fatto che io l’avessi portata in quel locale, e continuò una strana manfrina piena di risentimento.
Da parte mia però, non replicavo, forte di due convinzioni inattaccabili.
Prima di scendere dall’auto s’era tolta camicetta e mutandine, ben sapendo dove la stavo accompagnando, e la sua figa, all’uscita del club, era un bagno d’umori.
Avevamo pure scopato due volte nel giro di un’ora… ed ormai, non era una cosa che capitava spesso…
Io la lasciai sfogarsi, ben capendo che per una donna di famiglia, tranquilla e seria, il trovarsi in un ambiente del genere poteva certamente provocargli qualche problema.
Me ne restai in silenzio, a sorbirmi tutte le sue lamentele, che piano piano con il tempo però s’affievolirono, e così capii che era il momento di passare a mia volta all’attacco. Piano, con cautela, con piccole battute, provocazioni, allusioni…
Lei passò dalla risposta secca, al sorrisino, arrivando all’imbarazzo pieno, quando le feci notare il fatto delle mutandine.
L’arrabbiatura, o meglio, la vergogna era passata, ed ora stava assaporando quel lato intrigante della faccenda.
Scopare in auto, come due ragazzini, mentre a pochi metri le altre auto sfrecciavano, l’aveva eccitata, e questo era anche provocato dal fatto che poteva essere vista, scoperta, guardata. La stessa cosa che capitava dentro
al club…
Riuscii a farle confessare, che l’eccitazione dovuta al fatto che chiunque poteva vederci all’interno dell’auto, era uguale a chi scopava dentro i privè.
Il solo osservare e pensare a quel suo cambiamento, bastava per farmi eccitare e fantasticare su tutto quello che poteva nascere.
Decidemmo di uscire ancora, ed era palese che io volessi recarmi nuovamente al privè. Non c’era stato nemmeno il bisogno di dirlo esplicitamente.
Bastavano gli sguardi e le battutine, ed il reggicalze come regalo, non era
altro che un’inutile conferma circa il programmino della serata.
Ora Daniela era al mio fianco, elegante, truccata, che sorrideva soddisfatta di essersi liberata, per quella sera, dei due terribili figli, e già si pregustava la cenetta.
Un buon ristorantino, tranquillo, dove chiacchierare rilassati, mangiare in santa pace, lontani da ogni preoccupazione, pregustando il proseguo.
Io sono tranquillo. Mangio piano, e chiacchiero tranquillamente, osservando sempre più intensamente gli occhi marroni e vivaci di mia moglie.
Mi piace pensare a quel reggicalze, a quelle calze di seta vecchia maniera, tenute su da quel nuovo e sexy indumento.
Il pensiero mi vola al club, e mi trovo, tra una chiacchiera e l’altra a fantasticare, e mischiare le mie fantasie alle immagini rapite nelle visite precedenti.
Daniela mi sembra decisa, cosciente di dove andremmo a finire.
Non ho la minima idea di cosa potrà o vorrà fare una volta dentro. Non me ne
importa… L’importante è andarci, farmi respirare quell’aria inebriante di quella atmosfera, e vedere se anche a lei fa qualche effetto.
Non pongo limiti, e non ci penso nemmeno più di tanto. L’importante è entrare… per il resto si vedrà.
Durante il pasto, bevo acqua minerale. Io, che ho sempre detestato chi pasteggia ad acqua, rifiuto il vino per restare completamente lucido,
consapevole che questa sera sarà una sera particolare, in cui non voglio dimenticare assolutamente nulla.
Dolce, caffè, conto…
Usciamo che la mezzanotte è ormai vicina.
In auto ripiombiamo nel silenzio.
L’auto sfreccia verso il locale, che stranamente non è mai stato nemmeno nominato, ma che incombeva su tutti nostri pensieri.
Allungo una mano, e palpeggio le cosce della mia signora, la quale risponde allargandole ed aiutandomi così nello sforzo di raggiungere il bordo delle calze, e toccarle quella pelle bianca e liscia.
Sento il caldo delle sua pelle e continuo ad accarezzarla piano, arrivando a giocare con il limite delle calze e l’inizio del minuscolo tanga che indossa.
Lei resta un po’ ferma, poi allunga una mano, e comincia a massaggiarmi il cazzo.
Sussulto, in preda ai progetti, ai pensieri ed a quel massaggio sopra la patta dei pantaloni, che mi sta eccitando.
Il miscuglio di sensazioni sembra prendermi allo stomaco, e sebbene abbia
bevuto solo acqua, la vista sembra addirittura annebbiarsi.
Ad un tratto Daniela si riassesta sul sedile, togliendo la sua mano dai miei pantaloni, e scostando la mia dalle sue cosce.
Temo che abbia un ultimo, catastrofico ripensamento.
Resta in silenzio, con lo sguardo puntato sull’asfalto, e non dice nulla.
Io rallento, voglio darle tutto il tempo necessario per risolvere quello che io penso, siano i suoi ultimi dubbi.
Arriviamo, e parcheggio l’auto con calma, dopo un lunghissimo e pesante silenzio durante il quale, i miei progetti sembravano infrangersi proprio a pochi chilometri dal traguardo.
Lei mi guarda, poi con una brutta espressione, alza la gonna, e con un gesto secco s’abbassa le mutandine e le getta sul sedile posteriore.
Il suo modo sembra molto seccato, e senza più guardarmi, scende dall’auto.
Sono turbato da quel suo gesto, quasi fosse un grosso rimprovero. Con quel
gesto evidentemente vuole dirmi che accetta di entrare, ma che lo fa solamente perché lo voglio io. Quel suo modo sprezzante vuole dirmi che lei
no, non ci vuole andare. Intanto però lei è scesa e si dirige con passo deciso verso l’entrata.
Entriamo.
Non ha la minima idea di come si comporterà Daniela. Quel suo gesto mi ha un po’ spaventato.
Appena entrati, lo stomaco sembra attorcigliarsi, e la salivazione mi viene a mancare. è un’incredibile eccitazione che mi provoca tutto questo.
Non sono eccitato sessualmente, ma mentalmente. La mia mente sta già volando ad una velocità incredibile.
Il clima, l’aria, tutto quello che vedo e respiro non fa altro che aumentare questa mia eccitazione mentale.
Il buio mi colpisce come un bacio di un un’amante, e mi fermo, ad aspettare che i miei occhi si abituino e riescano a vedere tutto. Devo vedere tutto.
Daniela mi precede e va a sedersi come le altre volte, lontana dalla pista, nell’angolo più buio e riservato mentre in pista, circa una ventina di persone ballano stancamente.
Elettrizzato dall’atmosfera, mi guardo attorno, e cercando di non dare nell’occhio, osservo le persone sprofondate nei divani.
Il pensiero che tutti sono lì per fare sesso, mi fa sballare lo stomaco, quasi fino ai crampi.
Mi sento come un bambino all’ingresso del paese dei balocchi, che non sa nemmeno cosa fare, da dove cominciare.
Una sensazione difficile da descrivere, ma bellissima, intensa, quasi irreale.
Corro al bar, ed ordino un countreau per Daniela ed una Coca per me.
Daniela prende il bicchiere in mano, nel silenzio più assoluto, mentre con lo sguardo assente osserva la gente ballare.
Tra breve comincerà il solito spettacolo sexy, che vedrò come un peso, ben sapendo che il vero spettacolo inizierà dopo…
Bevo piano la coca, mentre con gli occhi scruto nell’oscurità nel tentativo di non perdermi nulla di quanto accade.
Mi alzo con il consenso di Daniela, e faccio il mio solito giretto dietro il tendone del privè.
Coppie che girovagano tranquille ma elettrizzate, sbirciando dentro le stanze da letto, tutte ancora vuote.
L’eccitazione continua inesorabilmente a salire nel vedere tutte quelle coppie che aspettano, impazientemente, di vedere, di fare, di scopare.
Certamente mi possono prendere per un single, uno di quelli che sono entrati
sperperando una cifra da capogiro, con la speranza di poter partecipare a qualche ammucchiata, o sperando in qualche marito di “larghe vedute”, come
probabilmente sono io. Non me ne importa nulla, e continuo a camminare, sbirciando a destra ed a sinistra.
Sono entrato in un’altra realtà, in un altro spazio, dove pudore e vergogna sono inesistenti….
Daniela è seduta al buio, in disparte, spazientita per la mia assenza, che però, non dura a lungo.
Lo spettacolo inizia, ed è un’ulteriore perdita di tempo.
Daniela riesce a parlare per criticare il trucco, certamente troppo pesante e volgare, della ragazza che si sta esibendo.
Lo spettacolo dura poco, dopodiché le coppie cominciano a muoversi, ed io, preso sottobraccio Daniela, la porto nel reparto privè, per una passeggiatina.
Lo stomaco mi fa addirittura male. Ho i crampi.
Sudo, e i miei occhi sembrano impazzire nel roteare vertiginosamente per osservare tutto quello che è possibile osservare.
Mi piace guardare negli occhi le donne, che davvero sembrano avere dentro lì, un’espressione nuova, sicura, decisa.
Chissà come si comportano realmente, fuori da quei muri, e mi trovo a cercare d’indovinare la professione di chi incontro. Impiegata, professoressa, casalinga, operaia…
Mi chiedo quale sia la era personalità delle persone… quella impeccabile e seria “fuori”, o quella decisa, risoluta che dimostrano dentro al privè?
I loro sguardi li trovo finalmente liberi, veri, tranquilli.
Mi piace fantasticare, pensare che fra poco quella donna lì, che sto osservando, starà scopando in qualche stanza, con uno, due, tre uomini…
Mi piace fermarmi, ad osservare l’approccio, la susseguente trattativa tra coppia e coppia, o tra coppia e singolo e seguirli con lo sguardo mentre cercano di appartarsi con fare sicuro.
Noto subito una coppia che prende contatto con un’altra, e poco dopo li vedo
entrare in una cameretta.
Prendo Daniela per mano, e la costringo a seguirmi.
Mi appoggio alla parete, e sbircio dentro da una delle finestrelle, e vedo che le due donne stanno spogliandosi, lentamente, sotto lo sguardo dei due uomini.
Una di loro si avvicina agli uomini, e gli sbottona i pantaloni con una tranquillità incredibile, mentre la seconda la sta accarezzando le spalle, quasi per incitarla.
Daniela mi strattona, e mi porta via.
Nel voltarmi, intravedo una signora, sui 45 anni, che scatta via, con una strana espressione sul viso.
Il suo sguardo è un misto di vergogna e d’eccitazione, e mi colpisce enormemente. La osservo, mentre grazie alle sue ancora belle e lunghe gambe, si perde lungo i corridoi.
Quello suo sguardo era davvero eccitante. Quel suo misto di vergogna, e nello stesso tempo d’eccitazione, mi ha fatto bloccare.
Un altro spintone, ed eccomi dietro a Daniela, che lentamente prosegue la passeggiata tra i corridoi stretti e bui del reparto privè.
Incrociamo altre coppie, altri singoli, tutti ci sorridono senza vergogna o imbarazzo.
Le camere si stanno piano piano riempiendo, ma Daniela mi impedisce di soffermarmi ad osservare.
Posso solo dare veloci sbirciatine, dove vedo una ragazza alle prese con tre uomini. La vedo china succhiare un cazzo, mentre gli altri due in piedi, la stanno palpeggiando dappertutto.
Rivedo le due copie di prima, e posso vedere che ora sono distesi sul
lettone, ed ogni donna ha un cazzo in bocca.
I due uomini, inginocchiati, si stanno parlando sempre dimostrando una
sconcertante tranquillità, mentre le due donne li stanno spompinando.
Parlano piano, e posso udire solo una leggera risata.
è surreale quel silenzio rotto da sordi gemiti.
In un veloce calcolo approssimativo, riesco a stabilire che circa una decina di coppie stanno già scopando, mentre io passeggio, cercando di mostrarmi un
pò svogliato ed annoiato, per quei corridoi.
Ritorniamo in sala, e lì sui divani posso vedere indistintamente alcune coppie tutte prese a sfogare le loro voglie.
In pista, una donna con un corpo stupendo sta ballando praticamente nuda.
Daniela ritorna al suo posto, e cade pesantemente sul divano.
Non sembra soddisfatta, e sono quasi preso dallo conforto. Tutto sembra presagire che andrà a finire come le altre volte, con lei arrabbiata che se ne va prima che io possa godermi a pieno quel spettacolo.
Daniela ha accavallato le gambe nervosamente, ed io resto ad osservare i suoi occhi arrabbiati, le sua mani che si muovono nervosamente.
Resto in attesa, quasi demoralizzato, pronto ad alzarmi ed uscire dal club come le altre due volte.
Lei si gira e sorridendomi tesa, mi chiede:
“Allora.. posso andare anch’io a fare un giretto da sola? ”
Ne avevamo parlato a casa.
Io ero solito farmi un giro da solo, come avevo fatto poco prima, e lei a casa mi aveva chiesto se mi avrebbe potuto farlo anche a lei.
Certo, una donna in giro sola dentro al reparto privè, non è una cosa normale, ma io avevo risposto non avrei avuto il minimo problema, anzi, ci speravo…
La prendo per mano e la faccio alzare, invitandola a procedere da sola.
Mi guarda, e mi dice in modo un po’ duro:
“Lo faccio solo per te… ”
Poi il suo sguardo cambia, mi sorride, passandomi davanti, e decisa prosegue.
Io la osservo. Vedo il suo copro passare in mezzo ai divani, ondeggiando per
evitare i piedi di chi è avvinghiato l’uno sull’altro, dopodiché, la perdo nell’oscurità.
Quella sua frase non mi stupisce… L’importante è che lo faccia, e che si vada “oltre”.
Non ho dubbi che Daniela sta facendo un qualcosa a cui anche lei è attratta, ed ho la consapevolezza che quella frase è dettata più dalla necessità di crearsi un alibi, una scusa che per rinfacciarmi un qualcosa.
Daniela mai farebbe qualcosa a cui è fermamente contraria…
Resto da solo, e per un po’ continuo a guardarmi attorno, noncurante di quanto può succedere a Daniela.
Torno ad osservare la coppia che davanti a me si sta dando molto da fare.
Lei, una biondina molto carina, è a cavalcioni sul suo uomo, e lo sta scopando, ed ogni tanto mi guarda, evidentemente soddisfatta per la mia presenza.
Non riesco a capire per quanto tempo sono da solo ad osservare quei due, ma decido che è meglio alzarsi ed andare nei privè.
Non mi sfiora nemmeno per un attimo che Daniela sia nei guai. Troppo furba
ed intelligente per finire in qualche casino, e lentamente, sempre osservandomi attorno, scosto il pesante tendone, ed entro nel reparto.
Respiro a pieni polmoni quell’aria pesante che sembra inebriarmi.
Davanti a me, una bella ragazza mora, si sta strusciando con le spalle addosso al suo ragazzo, mentre parla con un terzo.
Sorride maliziosa, e non mi ci vuole molto a capire l’origine della loro discussione.
Mi soffermo solo un attimo cercando di capire fino a che punto è quel tentativo di approccio, poi comincio a cercare Daniela.
Il silenzio è rotto da sordi fruscii e mugugni.
Capannelli di persone s’accalcano nelle finestrelle dove ci sono situazioni più bizzarre e strane.
Io passo di sfuggita, sentendo la necessità sempre più impellente di trovare mia moglie, ma sbircio lo stesso dentro a tutte le camere che posso.
Rivedo le due coppie di prima. Si stanno rivestendo, lentamente, sorridenti e sembra soddisfatti.
Faccio tutto il giro, ma di Daniela nessuna traccia.
Vado nei bagni, ma non c’è nessuno.
Entro un po’ agitato nella sala tivù, dove disturbo altre due coppiette che stavano baciandosi guardando un porno antiquato. Nulla.
Per un attimo temo che Daniela se ne sia andata, che mi abbia lasciato lì, decretando la fine di tutti i miei sogni.
Ripasso affannosamente camera per camera, quasi disperato.
Mi blocco, e ritorno sui miei passi.
Vedo uno stivaletto. Lo riconosco. è di Daniela.
Sul letto due uomini stanno scopando qualcuno.
Vedo le gambe della donna, fasciate con delle calze color carne, ma non riesco a vederne il viso.
Ad un tratto uno dei due si mette in ginocchio per porgere il cazzo in bocca
alla donna.
Questa si muove, e si mette su un fianco per poterlo prendere in bocca, e la
vedo. è Daniela, che quasi nuda, sta cominciando a spompinare un perfetto
sconosciuto.
Mi avvicino alla porta, C’è la catenella. è una semplice, innocua catenella tirata, che ha il potere di impedire a chiunque di entrare.
Mi fermo per un attimo, ma si tratta pur sempre di mia moglie che sta scopando con due uomini di cui non conosco nulla.
Osservo i due stivaletti a terra, la gonna appoggiata su una sedia, accanto ai pantaloni dei due uomini
Mi innervosisco, in un misto di eccitazione e di terrore.
Lo volevo, lo sognavo, eppure ora mi sento il sangue rimescolare nelle vene.
Osservo la bocca di lei, che si chiude sul cazzo avvolto nel preservativo del primo uomo.
Gli occhi sono socchiusi. Conosco bene quello sguardo, e so che sta provando piacere, tanto piacere.
Attorno a me la gente si ferma, osserva, mormora piano.
Io resto fermo e non mi sposto, nonostante i piccoli spintoni che mi invitano a lasciare lo spazio.
Vogliono vedere. Vogliono vedere mia moglie che scopa con due uomini.
Mi decido, e tolgo la catenella e m’infilo dentro, appiattendomi al muro, quasi cercando di scomparire.
Subito uno dei due si gira e mi osserva in malo modo, ma io subito gli faccio segno di stare tranquillo, facendogli capire che non arrecherò alcun disturbo.
Lui non si scompone, e torna a strizzare i seni di mia moglie, mentre questa le succhia l’uccello.
Vedo la mia donna, abbandonata tra i due, che mugugna nel semi buio della stanzetta, con gli occhi semichiusi.
L’altro uomo dopo averle leccato la figa, si sta sistemando l’uccello, e comincia a penetrarla.
A quel punto Daniela apre gli occhi, e mi vede. Per un attimo si ferma e mi osserva, e mi ritorna alla mente la frase di poco prima.
Il cazzo gli esce dalla bocca, ma è una questione di pochi secondi. Subito l’uomo glielo rimette in bocca.
Il cazzo del secondo uomo la penetra, e lei torna a socchiudere gli occhi, ed a spompinare il cazzo del primo uomo.
La vedo sussultare, mentre con la mano destra afferra il cazzo e lo tiene stretto tra mano e bocca, mentre con la sinistra va ad accarezzargli i testicoli.
L’uomo sembra gradire, e le appoggia la mano sulla testa, costringendola ad
ingoiare maggiormente il cazzo, che sembra essergli sparito in gola.
Ad un tratto si ferma, apre la bocca ed il cazzo gli esce nuovamente. L’uomo
lo prende in mano, e glielo passa sul viso.
Lei rotea la testa, affinché il cazzo si strofini per bene per tutto in viso I colpi da dietro si sono fatti più forti, e lei sussulta, godendosi quelle nuove sensazioni.
Pagherei non so cosa, per poter capire o sentire quello che prova lei.
Chissà se tutta presa da quei cazzi, ha tempo di pensare alla mia presenza, alla mia persona, e se la cosa la eccita oppure la disturba.
Chissà se ora è pentita, oppure è pienamente soddisfatta delle mie insistenze.
Domande forse inutili, perché lo sguardo assolutamente assente, tutto preso
da quello che le stava capitando, non lascia dubbi in proposito.
è questione di un momento, e senza nemmeno guardarmi, sempre con gli occhi semichiusi, con quell’espressione che io conosco e amo moltissimo, riprende in mano il cazzo dell’altro uomo e ricomincia a spompinarlo, con lo stesso ritmo dei colpi che riceve in figa.
Ora la prendono, e la distendono, scambiandosi i posti.
La vedo distesa, e noto che una calza s’è sganciata e piano è scesa sulla gamba.
Vorrei quasi andare a rimetterla a posto, fermarli per risistemare quella calza affinché tutto risulti perfettamente in ordine, ma non oso, e resto bloccato nel mio angolo.
Ora è il ragazzo che prima la stava scopando, che in ginocchio vicino al viso di Daniela, sta porgendogli il cazzo.
L’altro, le ha divaricato le cosce, e la sta palpeggiando a piene mani.
Posso solo immaginare come è bagnata e calda quella figa che conosco bene.
Posso solo immaginare come le dita scivolino dentro quella vagina calda ed
accogliente.
Osservo attentamente l’uomo che mette il cazzo in posizione, e con un colpo
secco lo infila.
Le gambe di Daniela hanno una contrazione, poi si rilassano, ed il ritmo comincia ad aumentare.
La calza ballonzola sulla gamba, e continua a scendere piano sotto il ritmo della scopata.
Non vedo più il viso di Daniela, nascosto dal corpo del ragazzo, ma posso vedere i seni sussultare sotto i colpi del cazzo.
Vedo la testa di lei che aumenta la velocità, mentre il ragazzo sta arcuando la schiena, prevedendo il prossimo orgasmo.
Lo sento mugugnare. Quasi un lamento.
Gode, e lo vedo come scaricarsi.
Il corpo, prima eretto e fiero, sta lentamente sgonfiandosi, e lo vedo afflosciarsi a fianco di Daniela, che ora continua a stringere il cazzo dell’uomo quasi come un trofeo.
Anche l’altro sta emettendo dei suoni gutturali.
Le gambe di Daniela sono leggermente alzate, alla ricerca di un maggiore contatto con il cazzo.
La calza è completamente attorcigliata attorno alla caviglia.
Vedo i muscoli di mia moglie contrarsi, e percepisco che sta a sua volta godendo.
L’uomo sembra impazzito, e la sta sbattendo con grande violenza.
Il corpo di Daniela è tutto un fremito, e lo vedo sobbalzare sotto gli ultimi, forsennati e veloci colpi dell’uomo.
I seni abbastanza vistosi di Daniela sobbalzano incredibilmente, e vedo i pugni di Daniela stringersi mentre probabilmente sta avendo il suo meritato orgasmo.
L’uomo sborra, e cade in avanti, andando a coprire quasi totalmente Daniela.
Lei si sfila di sotto, e si rannicchia mostrandomi le spalle.
è tutto finito.
Piano i due uomini si alzano, si guardano e si sorridono reciprocamente,
evidentemente compiaciuti e soddisfatti.
Non degnano di uno sguardo Daniela, che sembra essere totalmente scomparsa dalla scena.
Velocemente raccolgono i vestiti, si vestono ed escono. Passando mi guardano un po’ incuriositi, ma non mi chiedono nulla.
Io mi sposto, appiattendomi maggiormente contro la parete, ed abbasso leggermente il capo, quasi scusandomi per quella mia presenza ingiustificata.
Resto solo, e lentamente, anche chi stava guardando da fuori, perde ogni interesse per quel corpo di donna seminudo, rannicchiato su un angolo del letto.
Mi avvicino piano, e mi siedo accanto a lei.
Il viso è schiacciato contro il materasso, quasi in segno di vergogna.
L’accarezzo sulla nuca e piano con la mano scendo dalla schiena verso il suo culo. Di lì mi abbasso, e vado a toccarle la figa, che trovo, come immaginavo, in un lago d’umori.
Lei sussulta, e cerca di allontanare la mia mano senza voltarsi, con un colpo deciso della sua mano.
Io la costringo a girarsi, e non le do il tempo nemmeno d’aprire bocca, che già la mia lingua è alla ricerca della sua.
Contraccambia mal volentieri quel mio primo bacio.
Il gusto di plastica che mi lascia non è piacevole, ma io subito ricomincio a baciarla, e pian piano Daniela si lascia andare.
La sento calda, quasi bollente. Il suo odore mi inebria completamente, e la sua pelle, leggermente sudata per la fatica, mi manda in estasi.
In breve, è distesa accanto a me, e continuiamo a scambiarci baci, mentre io
la tocco nella figa.
Si stacca, si riassesta un po’, poi mi guarda come per chiedermi quali sono le mie intenzioni.
Non ho alcuna intenzione… Ho ottenuto quello che volevo… Ora sono consapevole che non ci sono più alcuni limiti… e decido di non avere alcuna fretta.
“è la tua serata… ” gli mormoro.
Lei capisce. Si sistema la calza lentamente, poi guarda la catenina, ancora tirata della porta.
Capisco. Non occorrono altre parole.
Mi alzo e la tolgo.
Mi giro, e lei è già distesa, a gambe aperte che mi osserva.
Esco. Questa volta, indubbiamente non lo sta facendo per me. Questa volta è lei che me lo ha chiesto, con un semplice sguardo.
Sono accaldato, eccitato, e passeggio barcollando nel buio del corridoio.
Posso andare a fare un’altro giretto, magari per sbirciare quella aitante 45 enne che mi aveva eccitato poco prima.
Devo lasciare un po’ di tempo a Daniela, dopodiché ritornerò ad osservare mentre scopa con qualcun altro.
Sono eccitato come non mai.
Uscendo, sento lo sguardo di Daniela sulle mie spalle, che mi pare una vampata di fiamme che m’infuoca tutto il corpo.
Il buio ormai mi è famigliare, e percorro i corridoi quasi come un automa, inondato da tutte quelle sensazioni, da quelle immagini, da tutto quello che stava accadendo.
La 45 enne la trovo alle prese con un uomo. Probabilmente il suo.
Lei le è sopra, e lo sta cavalcando sorridendo malignamente, compiacendosi degli sguardi che ancora era in grado di attirare.
Osservo un po’, e quasi ho il desiderio d’entrare, di toccare quei seni, quelle gambe scattanti, ma la porta è chiusa dalla catenina.
Nella stanza accanto riconosco la morettina con il fidanzato e lo sconosciuto. Ricordo le avance con cui aveva preso contatto con lo sconosciuto, e la cosa deve essere evidentemente andata a buon fine.
Lei ha ambedue i cazzi in corpo, e posso bearmi del suo sguardo assolutamente pieno di sensazioni, che intravedo dalla finestrella.
Attorno a me, non c’è tanta gente ormai.
Quasi tutti sono già alle prese con le rispettive o altrui partner, ed io mi sento di essere uno dei pochissimi ancora in giro per i corridoi ancora eccitato.
Esco, e vado a bere qualcosa di fresco. Mi ci vuole.
La mia gola e secca, e sono sudato.
La sala è semideserta.
Intravedo ancora dei corpi avvinghiati, gambe che s’alzano come aste di bandiere, braccia che s’aprono e chiudono.
Bevo quasi d’un fiato la coca con ghiaccio. Mi ci voleva.
La cognizione del tempo mi è totalmente scomparsa.
Sono cosciente che dall’altra parte del tendone, mia moglie avrà certamente trovato qualche altro cazzo.
Sono con la coca quasi finita in mano, e la mente che viaggia ad una velocità folle, e la consapevolezza di quello che mia moglie sta facendo, sotto gli sguardi di alcuni curiosi.
Certamente sarà dura tornare a casa… Sicuramente ci dovremmo fermare ancora, probabilmente lungo la statale, perché se anche lei sarà esausta… io devo ancora cominciare….
Finisco la coca, e mi dirigo piano verso il tendone.
Mi fermo, e penso che sto andando a guardare mia moglie che scopa, e penso a quei valori ai quali sono stato educato, lavoro, fede e famiglia, trovando il tutto ammantato da tanta, troppa ipocrisia.
Non ho dubbi sul fatto che domani Daniela tornerà ad essere come sempre, una brava madre di famiglia, affettuosa e premurosa, e tornerà ad avere quell’aria da donna tranquilla e morigerata di sempre. Ma ora voglio godermi quel suo sguardo, così voglioso, intenso e caldo che mi fa impazzire.
Finalmente la posso vedere con quel sguardo spoglio da tutte le ipocrisie e i tabù che l’accompagnano tutti i santi giorni.
Finalmente la vedo come l’ho sempre desiderata, libera di esprimersi e di fare quello che più desidera.
Femmina, in tutto e per tutto, con le stesse mie voglie e gli stessi miei desideri.
Domani tornerà ad essere Daniela, moglie e madre, ma per questa sera, e per quelle poche altre sere che seguiranno questa, sarà Daniela la mia femmina, pronta e vogliosa.
Sono eccitato al massimo, ed ancora ho il desiderio di guardare, di vederla, di osservarla per vedere fino a che grado raggiungerà il mio desiderio e la mia eccitazione.
Quando toccherà a me?
Sarà il giusto regalo per una serata trasgressiva come mai avevo vissuto.
Guardo la tenda rossa che mi separa da quel mondo peccaminoso che ritengo molto più reale della realtà di tutti i giorni.
Quella tenda mi separa dal mondo degli egoisti e degli ipocriti dal mondo dove ogni desiderio viene espressamente alla luce.
Tentenno un po’, forse per prolungare quel mio ragionamento pseudo filosofico, ma poi allungo la mano sulla tenda, la scosto, accorgendomi che sto tremando dall’eccitazione, e mi sorprendo a sorridere. FINE

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Un commento

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