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In ufficio, in bagno

In ufficio, in bagno

La sveglia quel mattino interruppe uno di quei sogni che ti fanno svegliare completamente sudata e bagnata, con la sensazione di essere al limite dell’orgasmo ed con la voglia di un uomo che ti scopi, questo è a volte il grosso problema delle single, non avere nessuno vicino nel letto quando ti svegli così.

Avevo sognato di essere scopata da cinque uomini, come una vera professionista, avevo tutti i buchi pieni e tiravo delle gran seghe a quelli “disoccupati”. I cinque tizi mi dicevano le cose più porche e questo mi faceva godere ancora di più.

Ripensando al sogno non potei far altro che prendere dal cassetto il mio fido vibratore e mettermelo dentro sgrillettandomi furiosamente, in poco raggiunsi l’orgasmo urlando e dimenandomi come una pazza.

Fatta una doccia veloce mi preparai per andare a lavoro, la lussuria non mi aveva ancora abbandonato, per cui curai tutto l’abbigliamento con cura, scelsi il perizoma di pizzo nero con reggicalze e reggiseno coordinato, collant velatissimi neri, e sopra un completo grigio che avevo scelto perché la gonna era piuttosto corta e aderiva bene al corpo non lasciando dubbi sulle curve, sotto la giacca una maglietta azzurra con scollatura profonda che lasciava vedere abbondantemente il solco tra i seni, un ultimo sguardo allo specchio mi fece sentire decisamente attraente e porca…… mi ero eccitata guardandomi allo specchio!!!

La giornata in ufficio come al solito si annunciava noiosa e lunga, ancor di più dal momento che non riuscivo a focalizzare l’attenzione sul lavoro, la mente continuava a passare da una scena di sesso all’altra, avevo la figa fradicia e gonfia per l’eccitazione, immaginare di farmi scopare da un cane fu la goccia che fece traboccare il vaso, infilai la mano sotto la gonna e scostato il perizoma cominciai ad accarezzarmi, cercando di non dare nell’occhio, lavoro nella stessa stanza con altre 3 donne e 4 uomini, ma proprio l’idea di poter essere vista mi faceva andare fuori di testa, cominciai a infilarmi un dito nella figa e poi uno anche nel culo, mentre con l’altra mano mi tormentavo il clitoride, ogni volta che sentivo arrivare l’orgasmo rallentavo, andai avanti per un buon quarto d’ora, quando mi accorsi che uno dei colleghi Luca, il più belloccio del gruppo, mi stava guardando fisso, come se avesse capito, avrei voluto urlagli:

“vieni qui e chiavami, invece di stare lì a guardare! “. Stavo perdendo il controllo, quasi di corsa mi diressi verso il bagno. Dal bagno degli uomini arrivavano chiari i gemiti e i mugolii di un uomo e una donna intenti a fare quello che dalla mattina tormentava me, non appena socchiusi la porta del bagno delle donne qualcuno arrivato da dietro mi spinse dentro brutalmente, schiacciandomi con la faccia contro il muro, chiudendosi alle spalle la porta:

“pensavi non avessimo capito cosa stavi facendo sotto la scrivania? ? Con quell’espressione da troia che gode!! Paolo e Letizia si stanno scopando a morte di là, grazie a te, e adesso ti faccio godere un po’ io, ci stai? ? ” era Luca, non mi importava di chi fosse, avevo solo voglia di cazzo:

“Scopami! Scopami! Fai tutto quello che ti viene in mente, ho voglia di sentire il tuo cazzo dentro! “. Intanto gli stavo già tirando giù la zip dei pantaloni e giratami mi misi in ginocchio cominciando a spompinarlo, aveva un gran bel cazzo, di dimensioni giuste con una bella cappella grande come piace a me, lo stavo facendo godere, continuava a gemere e a ripetere:

“Sei una gran troia, una gran pompinara, siiiii, così, succhialo cosììììì, ahhhh, fammi godere troia! “, ma io non volevo farlo venire, volevo anche io la mia parte. Mi alzai, tolsi la gonna e lo feci sedere a gambe larghe sul water, salii in piedi sulla tazza mettendo un piede tra le sue gambe e l’altro appoggiato alla sua spalla, spinsi avanti il bacino, aveva la mia figa all’altezza della faccia, cominciò a leccare il perizoma fradicio e poi si dedicò la figa con leccate ampie infilandomi la lingua dentro e poi leccate brevi e veloci sul clitoride infilandomi tre dita nella figa.

“Mettimi un dito nel culo, aaahhhh, cosììììì, mmmmm, cosìììì, cosìììì, ahhhh”, conituava a stantuffarmi con le dita e a leccarmi, io assecondavo i movimenti di lingua e dita e godevo

“ahhh! Siiiiii! Mi fai godere!!! Fammi venireeee!!! Aaaahhh! Continua!!! Continuaaaa!!!!! Argh! Vengo! Vengo!!! Aahhhhh! Ahhhh! ” Mi fece scendere e giratami a 90° mi prese da dietro stantuffandomi come un pazzo, i suoi ciglioni che sbattevano contro di me, dovetti tenermi al muro per non rischiare di sbatterci una testata tanto ci dava dentro. Mi menavo il clitoride, e lui mi infilo un dito in culo……. stavo di nuovo venendo, questa volta fu interminabile, un orgasmo violento e lunghissimo, credo che cominciai a gridare perché mi tappo la bocca con una mano, avevo perso ogni controllo. Quando mi accorsi che stava per venire lo feci uscire, mi inginocchiai di nuovo e lo finii spompinandolo e facendolo venire sulla mia faccia e sulle tette, spandendo poi per bene lo sperma con le mani. Ci rivestimmo e uscimmo dal bagno senza dire una parola, nel bagno vicino Letizia e Paolo non avevano ancora finito, certo che avevo fatto un gran bell’effetto……… FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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