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Infermiera dolce miele

Adele è una donna come tante con un fidanzato, tanti amici e le rate dell’auto da pagare.
Svolge la professione di infermiera presso l’ospedale civile della sua città mossa da una irrefrenabile voglia di aiutare il prossimo che cova fin da quando era poco più che un’infante, maturata e di sicuro alimentata dalla presenza in casa del fratellino minore fortemente handicappato e costretto alla sedia a rotelle. Più che semplice misericordia nutrita da spiccata sensibilità quella di Adele nei confronti dei malati è una sorta di missione, di autentica religione, devozione alla vita, un dovere che se espletato la rende una donna pienamente realizzata e l’inquantificabile gioia che ne trae le dona la forza di continuare e far godere della propria felicità anche chi le stà intorno.
All’ospedale la adorano tutti, colleghi, medici e pazienti. Adele ha un sorriso per ognuno e una ventata di buonumore si sparge nei corridoi al suo passare. Naturalmente c’è pure chi se ne è invaghito come il suo giovane collega Marco e addirittura chi se ne è follemente e segretamente innamorato come la ginecologa, la dott. ssa Lesbichelli e il primario di urologia, l’illustre dott. De Cazzis. Non parliamo poi dei pazienti, una vera strage di cuori, già, perchè oltre ad essere così angelicamente premurosa e devota bisogna aggiungere che Adele è anche una bellissima donna. Gonfi capelli biondi e ricci le cadono sulle spalle a far da cornice ad un volto innocente dai lineamenti armonici, non troppo tondi e neppure spigolosi, tra gli occhi azzurro chiaro un nasino piccolino e sbarazzinamente all’insù. Snella, mediamente alta, seni grossi e sodi, gambe lunghe e sederino piccolo e ben tornito.
Oggi è arrivata un po’in anticipo dato che è agosto e il suo bus nella città semideserta ci mette la metà del tempo a compiere il tragitto.
In questo periodo dell’anno le infermiere portano vestiti molto leggeri e, per supplire alla condanna del camice e sopperire alla calura, alcune soltanto la biancheria.
Adele è una di queste e ancora sola nel camerino si aggiusta il reggiseno allo specchio e non sà che Marco, preventivamente nascostosi dentro ad uno degli armadi, la stà spiando concedendosi, peraltro, una bella sega.
La piccante quanto inconsapevole infermierina stà alimentando le fantasie sfrenate del giovane collega che stringe la propria verga dura tra le mani mentre lei ora, dopo essersi svestita del reggiseno del quale il ferretto la infastidiva non poco, stà cambiando le mutandine per vestirne un paio di color bianco più adatto ad esser celato dal sottile camice di cotone. Così, nuda davanti al suo estasiato voyeur, come se la scena non fosse abbastanza eccitante, la nostra eroina estrae dalla borsa della crema e una lametta da barba e dopo essersi accuratamente massaggiata le lunghe e setose gambe comincia a depilarsele. Marco è in preda all’orgasmo e stenta a fare silenzio correndo il rischio di essere scoperto, Adele nel frattempo è passata alla zona pubica che delicatamente rade dischiudendo quel roseo fiorellino profumato che è la sua fica agevolando la lama nell’oneroso compito di rendere ancor più morbide ed appetibili quelle morbide carnose labbra. Marco sborra e imbratta i vestiti di un collega. Adele dopo aver indossato un perizomino bianco infila il camice e si reca al reparto di ortopedia dovè presterà servizio.
Sono ormai più di due mesi che la bella Adele sostituisce una collega in maternità in questo che non sarebbe il suo reparto. Conosce tutti i pazienti per nome nonostante cambino di continuo. L’unico che è era già ricoverato lì ancor prima dell’avvento di Adele è lo sfortunato Claudio, un sedicenne che già aveva pagato cara la sua passione per le due ruote restando vittima di un incidente con la sua Aprilia RS 125. Era giunto incosciente al reparto di rianimazione tre mesi prima e aveva riportato la frattura del bacino e quella scomposta di entrambi gli arti superiori. Adele lo aveva preso particolarmente a cuore, gli ricordava molto il fratellino anch’egli impossibilitato a camminare e privo dell’uso delle braccia. Edoardo, questo il nome del fratello, è morto poco più che ventenne a seguito del decorrere della sua grave malattia, egli aveva due anni in meno di Adele. Và detto che l’amore e la compassione che legava quest’ultima ad Edoardo l’ha spesso spinta a fare cose che senz’essere mossi dallo stesso spirito possono apparire immorali ai più, infatti raggiunta l’età dell’adolescenza Edoardo cominciava a mostrare generosi stimoli sessuali che repressi si ritorcevano sistematicamente sull’umore del giovane che perciò oltre al dolore fisico si trovava a dover far fronte anche al brutto male della depressione e fù così che la magnanima sorellina s’incarico di alleviare il dolore dell’amato fratello. L’episodio che diede il la a questi straordinari eventi scaturì una sera mentre Adele si prodigava a lavare il fratello nella vasca da bagno. Edoardo era ormai paralizzato ma il suo grosso pene funzionava benissimo e reclamava rigoglioso la propria virilità con erezioni che non tardavano ad arrivare soprattutto sotto le carezze di una bella ragazzina ben formata come Adele e poco importava fosse la sorella. Ella capì che finalmente avrebbe potuto perlomeno alleviare le sofferenze di Edoardo e spinse la propria mano tra le gambe del giovane. Adele strinse il cazzo e fingendo movimenti casuali volti semplicemente a lavare il sesso del fratello in realtà iniziò a fargli una suprema sega. Pochi colpi ed Edoardo liberò una quantità enorme di caldo sperma tra le mani della sorella e finalmente un gioioso sorriso gli colorò il volto, sorriso che fece capire ad Adele di aver fatto la cosa giusta e che la spinse a lenire il dolore del fratello almeno una volta alla settimana dapprima con semplici masturbazioni poi con pompini della quale così aveva imparato l’arte ed infine concedendosi totalmente a quello strano rapporto incestuoso perdendo anch’ella la verginità e godendo della poderosa natura di cui Edoardo disponeva.
Suona la campana ad avvisare Adele che un paziente ha bisogno di lei, è Claudio. L’infermiera si fionda nella stanza del ragazzo ma fortunatamente non è nulla di urgente. Il suo compagno di stanza è guarito ed ha lasciato l’ospedale il giorno prima così non c’è davvero nessuno che possa aiutarlo a togliere il pigiama dal momento che il caldo comincia proprio a farsi insopportabile tanto che anche Adele non si può trattenere dallo sbottonare un paio di bottoni del camice rendendo incoscientemente ben visibili almeno la metà degli interi globi dei propri grossi seni lasciando davvero poco all’immaginazione, scioglie anche un bottone dal basso creando così uno spacchetto molto sexy che lascia intravedere maliziosamente l’interno coscia. Adele è ben felice di poter aiutare il giovane e lo aiuta a spogliarsi della maglietta. Claudio però ha anche un’altra richiesta, gli scappa la pipì. La brava infermierina ligia al suo lavoro porge il pappagallo al giovane e lo aiuta a liberarsi dei pantaloncini. Il ragazzo non porta le mutande e Adele si ritrova presto in mano un giovane cazzo che mai avrebbe creduto tanto grosso. La giovane età mista alla lunga astinenza di Claudio, la bellezza e la sensualità di Adele sono un cocktail che non può non ubriacare di desiderio il ragazzo che in pochi secondi ha un’erezione impetuosa che imbarazza non poco entrambi. Ella impugna un grosso membro duro me esperta e professionale com’è non si fà sopraffare dall’irrazionalità e trova la lucidità per scherzare sul fatto e mettere il povero Claudio a proprio agio. Come sarà capitato a molti di voi lettori, nonostante lo stimolo se qualcuno vi guarda la pipì non viene ed è esattamente ciò che accade al ragazzo col risultato che Adele maneggia quel grosso cazzo in piena erezione per dei lunghi minuti finchè Claudio in preda all’eccitazione più vibrante inizia ad ansimare. Subito il pensiero della donna vàallo sventurato fratello e a come anch’egli soffrisse per le innumerevoli erezioni mai soddisfatte col raggiungimento dell’eiaculazione, ora avrebbe potuto donare sollievo ed alcuni attimi di felicità anche a questo sfortunato giovane e al suo poderoso cazzone. Improvvisamente si sente bagnare tra le cosce e decide che sta per fare la cosa giusta. Adele libera i grossi seni e senza dire nulla comincia una lenta ma inesorabile masturbazione. Claudio è incredulo, esterrefatto quanto appagato dalla estasiante vista e dal delicato andirivieni della morbida e calda mano della sua infermierina. La donna pone i capezzoli alla mercé della bocca del ragazzo che lecca, morde, succhia e fà tutto ciò che gli detta il giovane istinto. La sega si fà più veloce e la stretta più energica. Adele capisce che il ragazzo stà per venire così gli regala un’altra forte emozione mettendosi una mano sotto la corta gonna e raggiungendo la fica fradicia, ella scosta le mutandine e si allarga le labbra gonfie della fica, a questo spettacolo il giovane non può trattenere oltremodo l’imminente sborrata, lei lo avverte e decide di stringere quel vulcano in eruzione tra le tette facendosi sborrare oscenamente in bocca e da brava infermierina non se ne và prima di averlo pulito per bene dalla cappella al buco del culo a colpi di lingua, non c’è stato posto per l’orgasmo di Adele che nel frattempo aveva continuato a sgrillettarsi con l’altra mano, ma la fame di sesso di un cazzo sedicenne alle prime esperienze non si placa così facilmente e non vuole saperne di afflosciarsi ben intento a godere al massimo quello strano incontro d’amore. A saziare quel palo di carne, a spegnere il fuoco della passione che divampa sulla rossa cappella di Claudio ci pensa la grondante fichetta della nostra beniamina della sanità che con movimenti leggiadri e delicati sale sul lettino e si impala su quel bastone pulsante, il monte di venere glabro e madido di umori appare agli occhi del ragazzo che non può ma vorrebbe sferzare forti colpi col bacino. L’esperta dea del piacere disegna ampi giri con le anche e viene colta da uno sconquassante orgasmo. Appagata dal proprio amante decide di fargli un ultimo regalo e sfilatasi la verga dalla fica se lo punta nel culo, Claudio sta per svenire dal piacere, Adele si siede sul cazzo e se lo fa sparire in pancia dove il seme del giovane non tarda a depositarsi. Un lungo bacio sulle labbra. Ora lei se ne può andare consapevole di aver portato un po’ di contentezza seppur effimera in quella giovane ma triste vita, è felice, e perchè no, appagata. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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