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La linea n.7

Faccio da parecchi anni l’autista di autobus, un lavoro come gli altri, e da poco mi avevano assegnato una nuova linea, la n. 7.
Questo nuovo percorso prevedeva il passaggio per zone periferiche in ore anche notturne che decisi di fare, per poter arrotondare lo stipendio veramente basso.
Una sera in cui l’autobus era quasi deserto, forse per l’ora visto che erano quasi le 12, salirono due tipe molto carine ma con delle facce che non mi ispiravano fiducia, infatti non avevano obliterato il biglietto, ed io me ne ero reso subito conto, ma il controllore non c’era, data l’ora, ed io non potevo fermare l’autobus sul quale viaggiavano più o meno 5 persone, eccetto le due tipe.
Giunti alla penultima fermata, i passeggeri scesero quasi tutti eccetto loro due, io allora decisi che il momento era propizio per coglierle con le mani nel sacco.
Mi fermai in una zona nella quale non passava praticamente nessuno e soprattutto non vi erano centri abitati, bloccai le porte dell’autobus e andai verso di loro.
Giunto di fronte a loro, chiesi di mostrarmi i biglietti, che come immaginavo non avevano, allora gli dissi che ero buono e che potevo fargli fare i biglietti a bordo per evitare la multa, ma non avevano i soldi per pagarli, chiesi i documenti per fargli la multa ma non avevano nemmeno quelli, spazientito dissi che avrei dovuto chiamare la polizia.
Ma loro continuavano a fissarmi senza dire una parola, poi cominciarono a ridere tra di loro e a dirsi qualcosa che non riuscì a capire.
Solo allora capì che non erano italiane e non parlavano la mia lingua, ma loro due mi sorpresero ancora, cominciarono a fissarmi con uno sguardo malizioso, poi una delle due mi piazzo una mano tra le gambe, l’altra cominciò a sbottonarmi la giacca e la camicia, in men che non si dica ero in mutande dinanzi a loro, ma anche quelle mi rimasero addosso ancora per poco…
Mi tolsero anche quelle, mi fecero sdraiare per terra e cominciarono a leccarmi il corpo partendo dalle due estremità, giunsero fino dinanzi al mio cazzo ormai più che in tiro cominciarono a leccarlo insieme, baciandosi anche tra di loro, io non avevo perso tempo per spogliarle e adesso eravamo tutti e tre nudi, anche se erano loro a comandare il gioco.
Una delle due mi piazzo la fica all’altezza del viso ed io cominciai a leccarla con forza e vigore, l’altra mi infilò un preservativo preso dalla sua borsetta, e non esito un istante a sedersi sul mio cazzo, facendolo entrare nel suo culo, che a prima vista sembrava sfondato già da un pezzo.
Cominciarono una a cavalcarmi, e l’altra a soffocarmi con la sua fica, mentre si scambiavano baci e palpate reciproche, poi si scambiarono i ruoli, quella che fino ad ora aveva avuto il mio cazzo piantato in culo mi mise la passera in bocca, l’altra s’infilò il mio cazzo nella sua fica ormai bagnatissima.
Stanco di questa sottomissione al loro volere, decisi di prendere io l’iniziativa, le feci mettere alla pecorina l’una vicino all’altra, e cominciai a incularle ritmicamente, sentivo il piacere salire in me continuai ad entrare ed uscire dai loro culi per un bel po’, infine mi sedetti su una sedia e mentre le masturbavo con le dita, gli dissi di spompinarmelo insieme fino a farmi venire, così fu e dopo un po’ venimmo tutti e tre insieme, ci rivestimmo, e continuammo la corsa.
Al momento di scendere, mi mostrarono i biglietti perfettamente obliterati, e mi diedero appuntamento alla prossima volta, facendomi capire d’essere “italianissime”!!! FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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