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La noia

Anna quella mattina aveva fatto molta fatica ad alzarsi…. Le capitava ormai da un paio di mesi, qualcuno dei suoi amici quando ne parlava malignava che tutto era nato dal fatto che aveva compiuto i quarant’anni ma lei ci rideva sopra. Eppure doveva ammettere con se stessa di essere molto cambiata.

Era ancora una bella donna, alta e slanciata dalle lunghe gambe perfettamente tornite e dal corpo perfettamente integro, ma qualche cosa era cambiato dentro di lei, non sentiva più dentro di se la stessa carica. A volte s’interrogava domandandosi che cosa potesse volere ancora dalla vita, che cosa le dava quel senso d’insoddisfazione latente che annebbiava sul nascere qualunque slancio e qualunque entusiasmo.

Aveva avuto un’infanzia ideale, una gioventù spensierata e ricca di successi dal momento che Anna oltre che bella era anche una donna intelligente. Successi sportivi, nello studio, con i ragazzi, ancora ricordava con un sorriso i tanti flirt che aveva avuto prima di conoscere suo marito ed innamorarsene. Poi l’amore l’aveva travolta, o meglio li aveva travolti dal momento che, ne era cerca, era stato così anche per Paolo, il matrimonio, due figli, una vita agiata… il sogno di ogni donna.

Ed ora che cresciuti i figli, il maggiore aveva 18 anni ed il più piccolo 16, ora che avrebbe potuto dedicarsi a se stessa ed a suo marito ecco che improvvisamente la sua carica interiore pareva svanita nel nulla. L’unica cosa che ancora le dava la forza di vestirsi ed uscire di casa era incontrare la sua amica di sempre Susanna.
Susanna aveva la sua stessa età, ma era sempre stata un po’ matta e continuava ad esserlo, ma ad Anna quel pizzico di follia era sempre piaciuto ed ora Susanna era l’unica che riuscisse a farle passare qualche ora spensierata ed allegra ed a strapparla, seppur per poco, dalla sua apatia.

Anna prese la sua Mercedes ed uscì dalla villa per recarsi all’appuntamento con Susanna. Era una bella giornata di Novembre, il sole splendeva solo un poco velato dall’umidità dell’aria, ma era decisamente freddo. Posteggiando l’auto ed incamminandosi verso il bar pasticceria dove avrebbe incontrato Susanna, Anna rabbrividì un poco stringendosi nel giubbotto di pelliccia.

Susanna era già seduta al tavolo mangiando pasticcini e sorseggiando una cioccolata calda. “Credevo non arrivassi più… ” le disse quando la vide “Ad essere sincera ho pensato di non venire… ma poi mi sono fatta forza… ” disse con un sorriso forzato Anna “Ti capisco… cosa di meglio che passare la giornata in una grande casa deserta senza sapere che cosa fare… ” la canzonò Susanna poi si voltò e chiamò un cameriere. Il giovane arrivò e Susanna ordinò. Anna seguendo lo sguardo del giovane cameriere si rese conto che l’amica indossava una minigonna vertiginosa e scosse la testa “Susanna è sempre la solita matta.. ” pensò. Dopo che il cameriere se ne fu andato non seppe trattenersi “Ha chi hai rubato quella gonna…. a tua figlia ? ? ? ” Susanna ridacchiò sistemandosi sulla seggiola “Forse… ma hai visto che effetto fa… mi mangiava con gli occhi… ”

Anna sospirò “Beata te che hai ancora di queste idee…. ” Commentò “Dovresti provarci anche tu… anzi, se fossi un medico te lo ordinerei come cura… ed inoltre ti ordinerei di scopare almeno due volte al giorno e vedresti che fine farebbe la tua apatia…. ” Ridacchiò. Anna fece una smorfia “Non credo che Paolo sopravviverebbe alla cura… sai è quasi vicino ai 60… ” rise Anna questa volta di cuore.

Susanna diede un’alzata di spalle “Ma io non pensavo a lui… infatti ho detto scopare…. quello di cui avresti veramente bisogno è di fare del buon sesso, magari con qualche giovane e focoso stallone…. “, ancora una volta Anna rise della follia dell’amica “Ti sei vestita così per dar la caccia ad un giovane e focoso stallone ? ? ? ” domandò all’amica. Susanna scosse la testa “Non ne ho bisogno… l’ho già trovato…. ” rispose ridacchiando.

Anna guardò l’amica inorridita “Hai un’amante ? ? ? ? ? ” domandò sbalordita ma allo stesso tempo incuriosita. Susanna rise e scosse la testa “Racconta dai…. Non mi fare penare… ” la incalzò Anna “Ma…. Non sono sicura di potermi confidare…. Da un po’ di tempo a questa parte sei diventata così bacchettona…. ” replicò Susanna. “Forse è vero… ma sono pur sempre la tua migliore amica… vi è stato un tempo non lontano in cui ci raccontavamo tutto… ” insistette Anna.

Facendo smorfie indecise Susanna tentennò “Mi prometti di non scandalizzarti ? ? ? ” disse ed Anna scosse la testa pronta all’ennesima follia di Susanna “Spara vecchia pazza…. ” Rispose. Susanna avvicinò la seggiola a quella di Anna “Tu sai che io amo mio marito… non potrei mai farmi un’amante… ” iniziò ed Anna aggiunse “Cioè niente sentimenti di mezzo… solo sesso… ” e Susanna annuì “Puro sesso… o meglio sesso allo stato puro…. Dio non so se faccio bene a dirtelo…. ” Continuò a titubare.

Poi si fece ancora più vicina e prese a bisbigliare a tal punto che Anna stentava a sentire seppur nella tranquillità del raffinato bar. “Tempo fa…. Ero depressa, Osvaldo è sempre così impegnato sul lavoro… avevo bisogno di tornare a sentirmi donna… mi ero vestita spudoratamente e avevo deciso di fare una passeggiata per godermi tutti quegli sguardi arrapati…. ” Iniziò a raccontare “Non volevo essere abbordata… solo guardata, ma ad un certo punto uno mi si attacca alle costole e ci prova… almeno così ho pensato… ” il racconto si ruppe in una risatina, ma Susanna riprese subito “Un signore distinto… sulla cinquantina, alto affascinante, appena leggermente brizzolato… un gran figo insomma…. , passiamo davanti ad un bar e lui mi affianca, mi supera e poi si pone davanti a me e con un galante inchino mi ferma e mi saluta… ” Anna ascoltava in silenzio, senza riuscire minimamente ad immaginare come sarebbe finita la storia di Susanna…. “Per levarmelo di torno accetto il suo invito a bere qualche cosa…. Lui si mette a parlare… è affascinante anche nel parlare… mi fa mille complimenti… decanta la mia sensualità etc. etc… poi quasi come se nulla fosse… come se fosse la cosa più normale di questa terra se ne esce con la sua proposta…. Ci credi che sono arrossita ? ? ? ” Anna fissò incredula l’amica. Non riusciva proprio ad immaginare che cosa riuscisse a confondere e scandalizzare la sua amica

Susanna si divertì a fissare il viso dell’amica su cui erano evidenti i segni della confusione e dell’ansia di sapere in che cosa consistesse la proposta. “Mi ha proposto di fare la puttana… hai capito? ? ? ? La puttana… ” Susanna scoppiò in un’allegra risata di fronte all’enormità di quella proposta “Naturalmente tu hai rifiutato… ” si affrettò a dire Anna impaziente di conoscere come si era conclusa la vicenda. “Naturalmente…. ” Rispose pronta Susanna…. “… l’ho lasciato lì come un pesce lesso e me ne sono andata …. “Anna trasse un sospiro di sollievo… la pazzia della sua amica non era peggiorata.

“Ti confesso però che quella oscena proposta mi aveva scombussolata… quella notte stessa ho sognato di essere veramente una puttana… decine e decine di uomini mi scopavano e facevano ogni genere di porcherie… poi mi gettavano addosso i soldi del compenso e se ne andavano per far posto ad altri….. un sogno sconvolgente… mi sono svegliata tutta bagnata… “risero assieme mentre Anna commentava “La solita matta. Credeva che la storia di Susanna fosse finita… ed invece, l’amica poco dopo riprese.

“Nei giorni successivi quel pensiero mi tormentava… il fascino della perversione…. Così un giorno senza rendermi nemmeno conto di quello che facevo ritornai nel posto dove lo avevo incontrato… non ci crederai … ma lui era li… “Susanna s’interruppe. Anna la fissava incredula ed interrogativa…. Non riusciva ad immaginare che l’amica l’avesse fatto veramente.

“Dovevo essere impazzita… non ci credo nemmeno io quando ci ripenso… eppure è successo… due giorni dopo andavo al mio primo appuntamento da puttana…. Al solo pensarci rabbrividisco ancora” concluse Susanna. Anna rimase a lungo senza parole, poi trovò la forza di balbettare “Meno male che è finita… pensa se lo venisse a sapere Osvaldo…. ” Susanna scosse la testa “Ma non è finita… e poi Osvaldo non lo verrà mai a sapere… i miei clienti sono tutti personaggi importanti e vengono da fuori città… io non so chi sono loro e loro non sono chi sono io… l’unica cosa che ci accomuna è la voglia di scopare… ” replicò Susanna.

“Non ci credo… mi stai prendendo in giro, non puoi averlo fatto veramente…. sei sempre stata matta ma non sino a questo punto… ” disse Anna incapace di credere a quanto l’amica le andava raccontando “Ed invece è vero… certo non lo faccio per i soldi… è una sensazione indescrivibile ma sconvolgente… un uomo disposto a pagare per averti… tu disposta a fare tutto quello che ti chiede per realizzare i suoi sogni erotici in cambio di denaro… al solo pensarci mi bagno tutta… ” replicò Susanna fremendo di autentica eccitazione davanti agli occhi dell’amica.

Anna scosse la testa con forza “Se volevi darmi uno scossone… ci sei riuscita, ma questa non me la bevo… ” rispose rifiutando ostinatamente di credere all’amica. Susanna alzò le spalle e si rimise a mangiare i pasticcini. Poi l’occhio le cadde sull’orologio di Anna “Dio mio ma è tardissimo… debbo scappare, paghi tu il conto… ” disse mentre raccoglieva freneticamente le sue cose “Perché tanta fretta ? ” domandò Anna sempre più sconcertata dal comportamento dell’amica “Un cliente mia cara… viene a prendermi qui tra poco… se non mi vede al posto convenuto se ne andrà… ed io ho una voglia di scopare che mi metterei ad urlare…. ci vediamo domani… “.

Susanna fuggì via lasciando la povera Anna attonita. Non le restò che pagare il conto dell’amica e rimessasi la pelliccia uscì dal locale. In lontananza Vide Susanna, la vide salire sorridente su di una fiammante Ferrari che si allontanò velocemente. Per un poco rimase immobile a guardare la strada lungo la quale la macchina si era allontanata.

Nei giorni successivi incontrando Susanna Anna evitò accuratamente di entrare nuovamente in argomento, ma doveva fare forza su se stessa dal momento che non riusciva a non pensarci. Non riusciva assolutamente a capire come Susanna avesse potuto fare una cosa simile, ma ancor di più non riusciva a capacitarsi vedendola tanto spumeggiante ed allegra. Ogni giorno la sua amica si prostituiva, vendeva il suo corpo piegandosi agli istinti più bestiali dei suoi facoltosi clienti ed invece di sentirsi umiliata ed offesa… appariva felice come raramente lo era stata in passato.

Un giorno mentre facevano il solito giro delle vetrine nei più bei negozi della città, Anna chiese un favore a Susanna “Senti, domani debbo andare alla solita visita dal ginecologo… non mi va di andarci da sola, mi accompagni… ” domandò “Quando sarebbe l’appuntamento ? ? ” rispose Susanna “Domani pomeriggio alle 17” rispose Anna Susanna fece una smorfia “Mi dispiace Anna…. Non posso” rispose . Anna andò su tutte le furie “Mi pianti in asso per andare da uno dei tuoi clienti ? ? ? ” sibilò furiosa “Dai non fare così… tu non capisci… ” cercò di ribattere Susanna “Certo che non capisco, non faccio mica la puttana Io…. ” Quasi urlò Anna trattenendosi solamente per la paura di essere udita dai passanti.

Susanna accolse quella cattiveria con una allegra risata “OK tu non fai la puttana… ma forse dovresti provarci mia cara… dovresti provare qualunque cosa che possa strapparti dall’apatia in cui sei caduta… ” replicò. Anna furiosa si voltò facendo il gesto di andarsene. Susanna la fermò e le infilò nella borsetta un bigliettino. “Se ci ripensi chiama questo numero ti risponderà Mauro, digli che ti ho parlato io di lui…. “. Furiosa Anna si divincolò dalla stretta dell’amica andandosene.

Per molti giorni si rifiutò di vedere Susanna, lasciò la segreteria sempre inserita e non rispose la telefono per evitare anche solo di parlarle. Il suo umore peggiorò ulteriormente. Senza la vivacità di Susanna si sentiva persa, le mancava moltissimo ed alla fine cedette, fu lei a telefonare all’amica “Scusami, ho sbagliato, in fondo quello che fai sono fatti tuoi. Anche se io non lo condivido non è un valido motivo per rompere un’amicizia come la nostra… ” esordì. Simona l’invitò ad andare a casa sua “Di persona si parla meglio… non mi va di fare confidenze attraverso questo maledetto coso.

Anna andò dall’amica e quando s’incontrarono si abbracciarono a lungo ed a lei scapparono anche alcune lacrime “Non so che cosa mi stia capitando… tutto mi sembra così difficile e brutto…. ” Confidò appoggiata alla spalla di Susanna che le accarezzava dolcemente i capelli. “Deciditi a fare qualche cosa… ascolta il mio consiglio… oppure vai da un medico… fai quello che vuoi ma fai qualche cosa… ” disse Susanna e dal momento che Anna non rispondeva continuò “Ase preferisci vai dai un dottore dei matti che ti rimpinzerà di medicine… io se fossi in te preferirei provarci in un altro modo… molto più piacevole… ” e ridacchiò maliziosamente.

Non insistette oltre per evitare di giungere nuovamente sul punto di rottura con Anna, ma continuò cambiando completamente argomento per cercare di distrarre Anna. Restarono assieme molte ore e durante queste ore Susanna ricevette una telefonata. Anna non aveva nemmeno notato il cellulare che Susanna teneva vicino a se, ma capì subito di che genere di telefonata si trattasse “Pronto… ” disse Susanna “Gli amici di Mauro sono miei amici… parliamone… ” la sentì dire Anna “Che so, dimmi come sei, quanti anni ai… cosa ti piacerebbe fare… ” continuò Susanna con voce bassa e sensuale…. “Interessante… continua… ” la telefonata si protrasse per una decina di minuti, Poi Susanna disse “Aspetta un attimo che controllo…. “poi premette un pulsante mettendo in attesa la telefonata “Avrai capito che si tratta di un cliente… uno nuovo, ma sembra interessante, pensa che ha 25 anni…. Vuole incontrarmi questa sera, a cena, se accetto mi copri con Osvaldo… gli lascerò un biglietto dicendo che sono a cena con te….. ” Anna colta alla sprovvista da quella richiesta vacillò indecisa “Ma non so come fare… cosa direi a Paolo… “, poi però l’espressione dell’amica fece crollare le sue resistenze “Sei pazza… ma sei mia amica… ” disse con aria affranta. Susanna riprese la conversazione “Allora Ok… ma una cena veloce non vedo l’ora d’infilarmi nel letto…. ” Appena riattaccato, abbracciò con entusiasmo Anna ringraziandola “Sei una vera amica… vieni aiutami a scegliere come vestirmi… voglio che gli venga duro appena mi vede… “.

Anna passò una serata d’inferno, accompagnò l’amica al ristorante dove aveva appuntamento, poi s’infilò in un cinema in attesa della chiamata di Susanna. Le ore passarono e lei stanca ed affamata uscì a mangiare un panino in un bar.. Non riusciva a smettere di pensare a quella matta di Susanna, e piano piano iniziò ad immaginare che cosa stesse facendo… la cosa la turbò molto. Alla fine per fortuna giunse la telefonata e andò a riprendere l’amica. Nel vederla tanto radiosa provò una fitta d’invidia.. a lei non capitava da tanto tempo di sentirsi così.

Trascorse una notte agitata, popolata da mille incubi, l’indomani si alzò tardi e per distrarsi si mise a riordinare le cose nell’armadio. Stava appunto sistemando le borsette quando da una di queste scivolò un bigliettino che cadde a terra. Lo prese leggendolo per capire di che si trattasse. “Mauro… 03359768598” c’era solo scritto. Immediatamente ricordò quando Susanna glielo aveva dato. Rimase immobile, mentre nella sua mente ripassavano le parole di Susanna, le immagini della sua amica impegnata con il cliente che aveva immaginato la sera prima. Si spostò come un automa, scuotendo la testa incapace di credere a quello che stava facendo.
Raggiunse il telefono e le sue dita incominciarono a comporre il numero.

Uno squillo… un secondo squillo, qualche cosa dentro di se la portava a sperare che nessuno rispondesse, ma dopo alcuni squilli, una voce maschile la fece fremere “Mauro ? ? ” domandò Anna con voce tremante “Si… ” rispose lui addolcendo la voce “chi sei ? ? ? ” domandò subito dopo “Lei non mi conosce.. sono Anna un’amica di Susanna…. ” Disse esitante “Speravo che chiamassi… Susy mi ha detto che sei una donna molto bella e sensuale… speravo proprio che mi chiamassi… ” Anna scosse con forza la testa… quasi a volersi svegliare da un incubo “Non so nemmeno io perché ho chiamato… ” disse mentre la mano che reggeva il microfono tremava violentemente “Lo sappiamo entrambi benissimo… per rompere la monotonia che ti schiaccia… per un brivido. Se vorrai io di brividi te ne regalerò tantissimi cara Anna… ” disse l’uomo “Lei non capisce… io non sono come Susanna… ” quasi pianse Anna.

“Certo, so anche questo, anche se siete amiche sei molto diversa da lei tanto lei è piacevolmente folle tanto tu sei
matura e posata, ma questo ti sta schiacciando Anna devi introdurre un briciolo di follia nella tua vita…. ” Disse Mauro. Anna rimase stupita di quante cose sapeva di lei quello sconosciuto, per un attimo si arrabbiò con Susanna “Facciamo così Anna, una prova, solo una prova…. Ho un cliente speciale, sembra fatto apposta per te. Un uomo elegante, di classe, se andrai da lui sarà gentile, ti affascinerà sai ed in qualunque momento potrai andartene, a lui il gioco piacerà sicuramente… ” continuò dolcemente Mauro “Non so… forse è meglio far finta che non abbia telefonato…. ” Disse Anna “Come vuoi… ma io ti do ugualmente l’ora e l’indirizzo….. chiedi di Sedretti alla reception…. “.
Quando alla fine riattaccò, Anna tremava, passarono lunghe ore in cui restò combattuta, tra la voglia di liberarsi da quella morsa che l’opprimeva giorno dopo giorno e la paura di quanto sarebbe potuto accadere, poi un’ora prima dell’appuntamento, iniziò a prepararsi.

La porta si aprì dopo pochissimo da quando lei aveva bussato delicatamente, comparve un uomo alto, sulla cinquantina, vestito molto elegantemente e decisamente piacente “Lei è Anna vero, Mauro non ha mentito è bellissima, si accomodi” disse l’uomo e visto che Anna esitò le passò con grazia una mano sulle spalle e la spinse ad entrare richiudendo la porta. Anna era effettivamente stupenda, Perfettamente truccata, un vestito nero sotto il giubbotto di pelliccia, dalla gonna corta anche se non vertiginosa, tacchi altissimi che esaltavano le perfette forme delle sue lunghe gambe.

L’uomo le offrì da bere e per vincere il nervosismo Anna accettò una coppa di champagne anche se non aveva mangiato. Si trovavano il un importante Hotel, la stanza aveva una bellissima vetrata e lui si mise a guardare le case circostanti. “Venga qui accanto a me mia cara” disse l’uomo, e quando lei lo raggiunse aggiunse “Voglio che chiunque mi veda m’invidi… ” e si voltò a sorriderle prima di bere un altro sorso di champagne.

Poi si allontanò un poco, solo di qualche metro “Chissà, ora forse dietro qualcuna di quelle finestre scure un uomo ci sta spiando, vede quanto è bella e vorrebbe vedere di più…. ” Iniziò a dire Sedretti. “Si tolga la giacca… per favore… ” disse, poi Anna sobbalzò nel sentire uno strano fruscio… si voltò e vide che Sedretti teneva tra le dita una banconota da cinquantamila. Da quando era sposata non si era mai spogliata di fronte ad un uomo che non fosse suo marito, mai si era spogliata di fronte ad una finestra dalla quale tutti potevano vederla…. Suo malgrado Anna provò un brivido. Iniziò a togliersi la giacca.

“Slacci la camicetta e se la sfili… ” continuò l’uomo estraendo una nuova banconota da cinquantamila lire. Anna obbedì scoprendo il raffinato reggiseno di pizzo “Ha un seno stupendo… avrei una gran voglia di baciarlo ed accarezzarlo… di mordicchiarle quei grossi capezzoli rosei che s’intravedono… ma non adesso… adesso si sfili la gonna….. ” continuò il Sedretti ed Anna ebbe un nuovo brivido d’eccitazione che si mescolò a quelli di tensione che già la scuotevano.

Ogni passo era più difficile, ma Anna non si sottrasse al gioco anche se di tanto in tanto guardava fuori dalla finestra con il terrore di vedere qualcuno affacciato che la guardava. Rimase nuda con il solo reggicalze e le calze di finissima seta. Sedretti continuò il gioco, la chiese di accarezzarsi i seni, di giocare con i capezzoli ormai turgidi, e Anna lo fece “Immagini che siano le mie mani, ecco brava continui…. ” Insistette lui poi la spinse ad accarezzarsi più in basso, lasciandola sempre di fronte alla vetrata.

Si scosse mentre sentiva un insolito rumore… aprì gli occhi e vide che Sedretti aveva spostato una poltrona. “Non ci faccia caso… continui così… adesso si lecchi le dita…. Brava” continuò l’uomo e Anna si lasciò nuovamente intrappolare da quel gioco. “Adesso riapra gli occhi e venga qui… ” sentì Anna. Sedretti si era seduto sulla poltrona. Con un brivido Anna vide il membro eretto stretto in una delle sue mani mentre l’altra ondeggiava nell’aria una banconota da centomila….. “Ora voglio sentire la tua bocca sudi me… hai una bocca stupenda sai, è da quando sei entrata che penso a questo momento.

Docile Anna lo raggiunse, lui la fece inginocchiare, con delicatezza la costrinse ad abbassare la testa su di lui poi la trattenne a pochi millimetri dal turgido membro “La lingua… usa solo la lingua, sfiorami… ” una brivido incontrollabile scosse il corpo di Anna mentre la sua tumida lingua iniziava a vellicare l’asta ed un gemito di piacere sgorgava gutturale dalla gola dell’uomo. Poi lui le concesse di accoglierlo in bocca, di affondarselo golosamente in gola, e lei si scatenò. L’eccitazione in lei cresceva ad ogni istante “Sai, adesso lui non può vederti…. o meglio può vedere solo i tuoi capelli che si agitano… sarà facile intuire che cosa stai facendo. Impazzirà di piacere … ”

Le parole del Sedretti erano come le pita di un suonatore d’arpa, sapevano far vibrare l’anima di Anna in modi sconosciuti. Lui la fece sollevare, stando ben attento che il membro non le scivolasse dalle labbra, lei continuava a succhiare mentre lui si spingeva ad accarezzarle le natiche “Hai un culo favoloso, lo potrà vedere benissimo… e non potrà resistere, inizierà sicuramente a masturbarsi pensando al tuo culo….. ” ed Anna incominciò ad immaginare l’ignoto e forse inesistente osservatore che con il naso appiccicato alla finestra iniziava a masturbarsi. Un gemito le sfuggì dalla gola, le mani del Sedretti si spinsero tra le sue cosce e la trovarono bagnata.

Senza nemmeno sapere come, Anna si ritrovò seduta sopra di lui, china in avanti per offrire i seni alla bocca del maschio mentre i suoi fianchi autonomamente dettavano il ritmo all’amplesso ed il membro scorreva in lei con un osceno sciacqui. La bocca del maschio tormentava dolorosamente i suoi capezzoli e le fitte di piacere giungevano immediatamente al suo cervello, gemiti incontrollati sfuggivano dalla sua bocca. Quando il Sedretti si alzò e la fece accovacciare carponi sulla poltrona, penetrandola da dietro, si vergognò ma non si mosse mentre lui le dilatava le natiche per godersi lo spettacolo del suo membro che scorreva in lei. Si vergognò ancor di più quando lui la fece sedere e scosciare oscenamente ed inginocchiatosi davanti a lei la penetrò. Le prese una mano e la posò sul delicato vello pubico ed Anna non resistette iniziando ad accarezzarsi ed a gemere.

I gemiti si fecero sempre più frequenti sino a fondersi in un unico interminabile grido di piacere quando l’orgasmo devastante la travolse. Non si accorse nemmeno quando Sedretti si staccò da lei, si arrampicò con mosse frenetiche sulla poltrona. Il membro le penetrò in bocca un attimo prima di esplodere. Lo sperma sgorgò copioso, con schizzi frenetici e rabbiosi che le si stampavano sul palato, s’impastavano con la sua saliva avvolgendole la lingua… Anna istintivamente iniziò a deglutire e l’orgasmo che andava acquietandosi riprese vigore quasi non volesse mai terminare.

Rientrando a casa, ancora sconvolta, Anna arrestò la macchina e scese brevemente infilando la busta con il milione appena guadagnato nella cassetta delle offerte. Poi risalì in macchina e tornò a casa chiedendosi se avrebbe avuto il coraggio di guardare negli occhi suo marito.
Non fu difficile come pensava e sin dal giorno successivo Anna si sorprese a pensare a quando sarebbe accaduto nuovamente

“Brava Anna… non volevo crederci quando Mauro me lo ha detto, raccontami come è stato… fantastico vero… ” la travolse Susanna non appena si rividero. Sulle prime Anna non voleva parlarne, poi piano piano si lasciò catturare e le parve che il tempo scorresse all’indietro e si ritrovò ragazzina quando lei e Susanna si raccontavano nei minimi dettagli
le loro prime esperienze “Parlerò con Mauro… voglio esserci anch’io la prossima volta…. ” Esplose Susanna “Ma sei matta… non potrei mai… “cercò di ribattere Anna, ma quando Susy si lanciava non era possibile fermarla.

Non lo credette possibile sino a quando si ritrovò insieme a lei ed ad uno sconosciuto in un letto, quando la sua lingua si unì a quella di Susy in impossibili intrecci sull’asta tesa del giovane che divideva con loro il letto. Susy era più bassa di lei, più rotondetta e dai grossi seni che sapeva usare con maestria. Sentendo i gemiti del maschio mentre l’amica massaggiava il membro con i suoi seni, Anna provò un poco d’invidia. Lei non sarebbe mai riuscita ad avvolgere il membro con i suoi piccoli seni.

Susy era scatenata, non stava ferma un momento, urlava, gemeva si dimenava, mentre il maschio stava scopandola carponi sul letto, con orrore vide l’amica avvicinarsi, stendersi sotto di lei ed iniziare a leccarla. Non si sottrasse e piano piano si abbandonò al piacere che quella lingua esperta le donava. Susy non si fermò li, i portò davanti ad Anna e spinse dolcemente la testa dell’amica tra le sue cosce. Ormai incapace di opporsi, Anna la ricambio, e per la prima volta il sapore del piacere femminile le invase la bocca.

Il maschio pareva instancabile, , rovesciò Susy sul letto e stesosi dietro di lei la penetrò con un violento affondo. Susy trasse un profondo gemito, poi incominciò ad implorarla “Leccami Anna te ne prego. Anna l’accontentò e solo allora si accorse che il membro del maschio era affondato nell’ano dell’amica. La sua amica si muoveva sul clitoride gonfio di piacere di Susy, mentre i suoi occhi non riuscivano a distogliersi dal membro che scorreva strettamente fasciato dai sodi ed elastici muscoli della sua amica. I movimenti divennero frenetici sino a che il maschio improvvisamente si sfilò dall’ano di Susy, sorpresa, Anna non fece in tempo a sottrarsi e lo sperma la colpì in pieno viso, coprendole gli occhi, imbrattandole il viso. Si ritrasse stendendosi sul letto e fece per pulirsi, ma Susy la fermò, ripulendola con un abile lavoro di lingua e poi perversamente la baciò. Lo sperma e le loro salive si mischiarono scivolando lentamente nelle loro gole.

Mentre ritornavano a casa in macchina, la mente di Anna continuò a lavorare, rivedendo come in un film quello che era accaduto, inorridendo ed eccitandosi allo stesso tempo “Allora non avevo ragione ? ? ? ” la scosse la voce di Susy “Cosa scusa ? ? ? ” domandò Anna cercando di capire che cosa intendesse l’amica. “Nulla.. è che avevi un’espressione così raggiante e felice… erano anni che non ti vedevo così… “, Anna annuì Susy aveva proprio ragione…. da quel giorno Anna non si sarebbe certamente più annoiata….. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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