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copertina racconto erotico

La signora dice che le vanno benissimo

In un ristorante la gonna di Lina trasparentissima incanta tutti gli avventori. Gino lo fa notare a Lina quando torna al tavolo dalla toilette. Lina dichiara che la cosa la diverte. La stuzzica. Chiede a Gino se gli dispiace. Se è geloso. Lui le dice che non gli dispiace e che anzi. La cosa lo eccita. Quando stanno andando via Lina quando è quasi sulla porta dice che deve andare di nuovo al bagno. Deve attraversare la sala. Gino l’aspetta in strada. Lina in macchina gli mostra gli slip tirandoli fuori dalla borsetta. Lui è curioso di vedere cosa hanno visto. Fanno benzina in un distributore e lei scende dalla machina per farsi vedere da Gino. Fa finta di andare a posare una cosa nel portabagagli. Oltre a Gino la può ammirare anche il benzinaio. Arrivano a casa eccitatissimi fanno l’amore parlando dell’esperienza al ristorante e al distributore. Per un ò di giorni non ne fanno cenno Gino accompagna Lina a fare spese. Le consiglia una minigonna succintissima. Le fa un po’ di storie poi se la compera Decidono di andare a mangiare fuori. Gino consiglia l’abbigliamento. le dice che cosi gli piace da morire. Lei gli chiede se per caso. Lo eccita anche l’idea che altri la vedono cosi. Lui lo ammette e fa dire anche a lei quello che prova. Lui va al ristorante dell’altra volta. Lei gli chiede perché e lui le dice che gli piace che loro pensino di lei cose brutte. Lei gli replica che pero penseranno che lui è un cornuto. Lui le confessa che la cosa non lo disturba. Lei prima di entrare si sbottona n bottone della camicetta. Lascia vedere parecchio seno. Appena fatte le ordinazioni lei fa in bagno. La sala la guarda. Gino fa notare a Lina come la guarda il cameriere che li serve. Quando stanno per uscire Lina dice a Gino che le va di fare un’altro passaggio tra i tavoli andando in bagno. Gino è d’accordo e le dice che l’aspetta in macchina. La macchina è abbastanza lontana. Lina uscendo dal ristorante deve fare un pezzo di strada da sola e come Gino sperava. Una macchina di passaggio rallenta e si accosta a Lina. Lina accelera verso Gino e sale in macchina trafelata e scombussolata Mi ha preso per una battona. è normale. Chissà quanto mi avrebbe offerto. Ti avrebbe chiesto lui. Ma a quanto avrebbe accettato? Penso parecchio. A casa continuano a parlare mentre fanno l’amore. Vanno in giro per negozi. Comperano un’altra gonna volgare e un top dozzinale. In un negozio di intimo scelgono un perizoma. Gino chiede alla padrona 45enne se può provarlo. Lei acconsente. Gina entra nello stanzino. Gino si affaccia le dice che le sta bene poi si scanza e chiede alla commessa di dare il suo parere. La signora dice che le vanno benissimo. Gino piega che le servono per una gonna molto aderente. Che non si devono vedere segni. Ma perché non la provi ce l’hai qui. Lina indossa a gonna elasticizzata ed esce per farsi vedere. La commessa le fa i complimenti. Si permette di dare un suggerimento. Dice che con quella gonna cosi corta è facile che sedendosi si possa vedere il perizoma. Per cui sarebbe meglio intonare il colore con quello della gonna. Gino disse subito che aveva ragione. La donna prese un perizoma dello stesso colore e lo diede a Lna mentre questa si sfilava l’altro perizoma. Era nello stanzino ma la tenda semi aperta. Sia Gino che la commessa rimasero a guardala mentre se lo infilava. La commessa fa a Gino
-Le sta da favola. – Gino le risponde che le sta meglio del primo. La commessa va ad aiutare Lina a sistemarsi la gonna. E intanto rivolta a Gino dice che ne avrebbe un altro molto carino. Gino dice subito di farlo provare a Lina. Porta un perizoma microscopico. Lo mostra a Lina che fa
-ma è piccolissimo. – Continua a rimiralo mentre con una mano comincia ad abbassarsi la gonna. La commessa l’aiuta. Lina si ferma e lascia f are. La commessa le sfila anche il perizoma. Lina porge il perizoma da provare alla commessa. Questa le infila il perizoma.
– Non è una favola?
– Però si vedono i peli
– Si deve depilare un po’ di più – e rimbocca i peli sotto l’orlo del perizoma. – Gino dice che li prenderanno tutti e tre.
-Se lo lasci su- Fa la commessa.
– No magari mi lascio il primo che ho provato. –
-Allora questo lo togliamo. – E comincia a sfilarle il perizoma. Lina le porge quello che si vuol mettere. A commessa glielo infila. Pagano ed escono. Mentre tornano a casa Gino fa notare a Lina che la commessa si era eccitata. Lina fa la sorpresa poi dice che a lei era piaciuto essere servita come una star. Gino dice che a lui il vedere che sua moglie faceva eccitare anche una donna con la sua femminilità lo eccitava. Qualche giorno dopo escono per cena. Solito posto. E abbigliamento come da ultimi acquisti. Lina solleva gli sguardi di tutti sia all’ingresso sia facendo due escursioni in bagno. La seconda volta ci va prima di uscire. Gino come al solito le dice che l’aspetterà alla macchina. Lina esce dl ristorante. La macchina non è molto vicino. Mentre attraversa la strada una macchina si ferma per lasciarla passare . Sulla macchina ci sono due uomini L’autista si sporge dal finestrino. E le dice
-Sei una gran fica. – arrivata sul marciapiede opposto la macchina riparte e subito dopo si accosta a lei un’altra macchina. L’autista abbassai finestrino e le chiede quanto vuole. Lina si gira a guardarlo turbata ma non dice nulla. Arrivata in macchina Gino le chiede cosa le hanno detto. Lei gli dice che soprattutto il secondo l’ha presa per una mignotta. Gino le dice che la cosa lo eccita. Anche lei si dichiara turbata. A casa mentre fanno l’amore Gino le dice che per sembrare una vera prostituta dovrebbe avere anche sopra qualcosa di più volgare. Due giorni dopo sfogliando una rivista mostra a Lina un corsetto e le dice che indossando quello sopra la mini sarebbe perfetta. Le domanda dove lo potrebbe trovare. In un negozio di ligerie. Fa lei. Nel pomeriggio vanno al solito negozio. Lina chiede alla commessa se le può far vedere dei corsetti. Lei ne prende alcuni e poi si avvia allo stanzino di prova. Loro la seguono. Lina si sfila il vestito. Sotto indossa il perizoma più succinto. La commessa lo nota e le dice
– come si sente. Benissimo. Mi sento molto libera- E molto sexy – fa la commessa. Intanto aiuta Lina ad indossare il primo corsetto. Intanto Gino sta girandosi in mano e osserva gli altri. Quando Lina ha indossato il corsetto. Fa una piroetta per farsi vedere. Come mi sta? Benissimo. – Fa la commessa
-Si non male. Ma secondo me questo è il migliore si abbina meglio.
– Con cosa? Fa curiosa la commessa. Una gonna rossa. L’ha vista quella che si è provato qui l’altra volta.
-Be certo con il rosso va bene il nero.
– Suo marito ha molto gusto. Non è frequente che i mariti si interessino a come stanno le mogli.
– Lui mi consiglia sempre. A lui piace dirmi come mi devo vestire. Certo che devo vestire come dice lui. –
-Se la consiglia bene. – Lina ha indossato il corsetto nero.
– Pero ci vuole il perizoma nero. – Fa la commessa. Torna con tre modelli. Gino li prende e li esamina. Lina si sfila quello che porta e la commessa l’aiuta. Gino ne sceglie uno e dicendo
-Questo mi piace molto. Lo porge alla commessa che si abbassa per infilarlo a Lina. Poi gli sistema un ciuffetto di peli che sbucano dall’orlo. Perfetta. – Fa Gino.
-è uno schianto fa la commessa. Lina si fa ammirare. Parlano tra di loro come se Lina fosse una bambola che loro stavano addobbando.
-Suo marito ha proprio un gusto spiccato. Sa scegliere le cose più sexy. Si mi piacciono le cose sexy. Li prendiamo. L’aiuto a sbottonare il corsetto. Lina la lascia fare e aspetta che lei le tolga anche il perizoma. Rimane nuda a guardare il merletto del corsetto. Intanto Gino prende il perizoma dalle mani della commessa e lo ammira da vicino dicendo che è molto bello. La commessa prende il vecchio perizoma e comincia ad infilarlo a Lina. Glielo aggiusta addosso poi prende il vestito e le infila anche quello. Sono tutti e tre turbati. La narcisista Lina gode ad essere ammirata e servita, la commessa è evidente che è attratta da Lina e gode a giocarci. Gino è eccitato da tutto questo e inoltre prova un gran piacere a toccare rimirare e scegliere gli indumenti intimi. La sera stessa Gino propone a Lina di andare a mangiare fuori. Lina le chiede come vuole che si vesta. Sexy. Le fa le. Si. Da battona. Vanno al solito ristorante. Ormai li mi prendono per una battona. A me eccita e a te no?
– Si ma a te non da fastidio che ti prendano per cornuto. Mi eccita invece. Per la prima volta Gino confessa a Lina che lo eccita essere umiliato. Al ristorante Lina è più sfacciata che mai. Come al solito Gino l’aspetta in macchina. Lina va in macchina sculettando. Si fermano due macchine. Con la seconda Lina ci parla. Gino è super eccitato. La fa salire e le chiede di raccontarle cosa le hanno detto i due uomini. Entrambi le hanno chiesto quanto voleva.
-tutti e due ti hanno preso per battona.
– Si- con il secondo ci hai parlato
– Si- Cosa gli hai detto?
– Una cifra
– Cosi gli hai confermato di essere una puttana
– Si
– E lui non ha accettato.
-No
– Ma quanto gli hai chiesto?
-Trecento mila.
– Ma sei pazza.
– Perche non le valgo?
– Si ma per strada non c’è gente che è disposta a spendere tanto.
– Andiamo a casa? Ho voglia di scopare
– Ti ha eccitato fare la parte della prostituta.
– Si da morire. Ma non so se sono stata proprio credibile. Non so se si comportano cosi le vere prostitute. Mi porti in qualche strada a vedere come fanno. Rimangono un po’ a spiare delle prostitute. Ora portami a casa non ce la faccio più ho voglia di scopare. Due giorni dopo dall’ufficio Gino propone a Lina di andare ancora fuori.
– A ristorante con finale da battona?
– Si
– Però non posso sempre andare con la solita gonna. – Nel tardo pomeriggio vanno a fare shopping. Comperano una mini gonna nera cortissima. In un negozio dove c’è un uomo abbastanza anziano. Lina si lascia intravedere dalla tenda e sfila in minigonna inguinale. Passano dalla signore della biancheria intima. Devono comperare un altro corsetto. Grande complicità tra Gino e la commessa. Gli mostra anche delle canottierine di seta che possono essere dei top. Gino fruga tra tutta quella roba con entusiasmo- La commessa lo fa notare a Lina mentre la spoglia. Lina non partecipa alla scelta e si lascia sfilare il vestito dalla commessa. La commessa si complimenta con Lina perché è fortunata ad avere un marito che si interessa tanto al suo look. Sono pochi gli uomini che lo fanno. Gino ammette di farlo con piacere. La biancheria da donna è bellissima di fantasia e di tutti i gusti. La commessa dice che anche quella per gli uomini comincia ad essere molto bella anche per gli uomini si cominciano a fare cose carine e spesso ci sono cose unisex. Infilato un corsetto a Lina va in uno scomparto e mostra a Gino alcuni slip dicendogli che sono spesso acquistati da uomini
– Ma davvero? !
– Si
– A chi piace portare slip. Lei non porterà mica i mutandoni. Ecco questi sono della sua misura- Lina si avvicina a loro uscendo dallo stanzino incurante che potrebbe entrare qualcuno o che la potrebbero vedere dalla vetrina.
– Tu non li porti molto più grossi tesoro. E questi sono carinissimi- è vero ma non cosi piccoli piccolissimi.
– A me piacciono. Li compero io. Mi da la mia misura li voglio provare.
-è questa avete più o meno la stessa misura.
– Si infatti . – Fa Lina dando lo slip a Gino avviandosi verso lo stanzino.
-Li provo. – La commessa la segue. Lina rimane immobile in attesa di essere aiutata. La commessa si china a sfilarle il perizoma. Gino si avvicina e porge alla commessa lo slip. Questa lo infila a Lina.
-è carinissimo- Fa la donna
– Si le sta molto bene.
– Le prendo. Prendo lo slip e il corsetto. – Rimane in attesa che la commessa la aiuti a cambiarsi. La donna non si fa pregare. Intanto Gino fa:
– Posso curiosare in giro.
-Faccia pure – Quando Lina è completamente rivestita Gino torna verso le donne con uno slip molto simile a quello che ha appena provato Lina solo di un colore diverso. Anche questo è carino.
– Vuole che glielo provi?
– Si- La commessa si avvicina a Lina le alza il vestito e le sfila il perizoma. Gino le porge lo slip e la commessa lo infila a Lina. Poi le alza il vestito per vedere come le sta.
-E proprio carino. Li prendiamo tutti e due. Arrivano a casa che sono entrambi eccitati
– Mi avete fatto morire. Tu fai la bambola giuliva e lei che gioca col tuo corpo.
-Ti ecciti in quel negozio. Vero?
– Si da morire. Lei è una gran porcina. Molto lesbica.
– Si mi piace farla eccitare. ha l’aria di essere una dominatrice anche se mi serve come una schiavetta.
– Si anch’io mi sento soggiogato dalla sua personalità. La cosa strane è che mi piace. Sento di essere schiacciato da voi due. Mi sento quasi un’intruso.
– Mi sembra normale tesoro. Oltretutto anche fisicamente ti domina. E giunonica. Se dovessi lottare con lei perderesti.
– è veramente un colosso. – Intanto Lina tira fuori gli acquisti
– Sai perché li ho presi – Chiede a Gino.
-No. Perché? – Perché anche se tu li hai detto che non erano adatti a te io credo che ti piacciono.
– Ma sono troppo succinti.
– Tesoro ti stanno bene. Provali. Tu vuoi vestirmi come vuoi te. Anch’io voglio vederti vestito come dico io. Gino indossa gli slip nuovi per uscire. Sono succinti da morire. Molto sgambati lasciano le schiappe scoperte. La sera vanno a cena. La solita scena al ristorante. Poi all’uscita Senza più dirselo Gino precede Lina in macchina Quando esce cammina lentamente sculettando. Le si accosta una macchina. Lei si ferma. L’autista l parla e lei gli risponde. Sale in macchina
– Cosa ti ha detto? – Mi ha chiesto quanto volevo. E tu.
-Gli ho risposto la solita cifra. E lui?
– Sei una gran sorca ma non posso.
– Sei veramente una gran figa – Fa Gino partendo.
– Dove mi porti?
– A battere. In una strada dove ci sono le puttane.
– Che devo fare?
– Quello che hai visto fare a quelle. Voglio vedere che ti accosti alle macchine che si fermano e ci parli. L’aspetterò a qualche decina di metri. Lina scende. Gino si posizione si fermano alcune macchine. Lina fa la puttana benissimo. Gino si accosta e la carica.
– Ne ho sentite di tutti i colori. è stato eccitantissimo.
– Dai raccontami.
– Mi sono sentita una vera puttana. Mi veniva da parlare volgare in modo naturale. Uno quasi mi dava i soldi che chiedevo. Vuoi fare un’altra uscita?
-Si.
– Si ferma una macchina con la quale Lina chiacchiera molto poi se ne ferma una con due sopra. Lina si accosta allo sportello e uno dei due tira fuori un braccio e carezza le cosce e il culo di Lina. Quando Gino la carica
-Hai visto come mi ha palpato. Si è stato eccitantissimo.
-me ne sono quasi venuta.
– mi piace vederti palpare da un altro. Mi ha eccitato da morire. Si ferma davanti un cinema a luci rosse. Entriamo
– Perché vuoi entrare?
– Perché voglio vederti palpata.
– Sei sicuro che li dentro mi palperanno.
– Si. Conosco il posto.
-Come
– Ci sono stato qualche giorno fa.
– C’è pochissima gente tutti porconi allupati. Pensa che dopo poco che ero dentro mi si è seduto vicino uno. Mi ha poggiato una mano su una gamba.
-E tu?
– Sono rimasto di sasso non sapevo cosa fare. Poi ha cominciato a carezzarmi la gamba e io ho fatto finta di aver bisogno di andare al bagno e mi sono alzato.
– Se hanno cercato di palpare me che sono un maschio pensa cosa faranno a te. Io rimarrò vicino a te e mi godrò quello che ti fanno. – Sei un porcello.
– Entrano ci sono una decina di persone. Dopo poco un uomo molto robusto si siede accanto a Lina. Gino le sta carezzando una coscia quando anche l’altro poggia una mano sull’altra coscia comincia a pomiciare. Dopo un po’ Gino vede che l’uomo prende una mano di Lina e la porta sul suo uccello che ha tirato fuori la mano di Gino e dello sconosciuto si incontrano tra le cosce di Lina. Le loro dita si strusciano masturbando la fica della donna ormai fradicia. Poi la mano dello sconosciuto si chiude sulla mano di Gino e guida due sue dita tra le labbra della sorca della donna penetrandola con forza. Gina ha un’orgasmo mentre l’uomo se ne viene. Due giorni dopo tornano dalla signora che li accoglie cordialmente. Vogliono comperare i top che aveva suggerito lei. Lina confessa alla donna che Gino indossa gli slip e che gli piacciono. Lui si schermisce un po’ poi pero acconsente a provarne altri. La donna gliene da diversi da portarsi nello stanzino mentre lei prova la roba a Lina Tra gli slip ce ne sono alcuni di cotone che anche se molto lontanamente si potrebbero adattare ad un uomo ma ce ne sono due che sono spudoratamente da donna e anno perfino dei pizzi. Quando esce lei gli chiede se li ha provati tutti. Lui le dice di si. Pero solo un modello gli va bene. Lei gli chiede di ammettere che pero tutti erano veramente carini. Lui lo ammette. Il modello che a Gino va bene ha anche il toppino a canottierina. La commessa glielo propone ma Gino dice che è troppo da donna. Lina lo prende per se. Qualche sera dopo sono di nuovo al ristorante . Lina sempre vestita da troia sotto la pelliccia finta. Si mette in mostra spudoratamente decidono di andare a battere dopo cena. E talmente eccitata che scende senza pelliccia. Gino non fa a tempo a fare il giro che una macchina si è fermata. Lina ci parla abbastanza. Poi se ne ferma con sopra due uomini . Uno la tasta. La macchina successiva si ferma moltissimo. Quando riparte Lina si avvia verso Gino sale in macchina turbatissima. Stai diventando bravissima sembri una vera battona.
– Stavo per fare una cosa tremenda.
-Cosa ?
– Mi sono cosi eccitata che stavo per per dirgli un prezzo più basso.
– Perché?
– Perché non mi controllavo più volevo sentirmi una vera troia.
– In che senso.
– Mi era venuta una gran voglia di essere caricata veramente.
– Veramente? !
– Si tesoro. Quell’uomo mi trattava con una tale brutalità che ha scatenato tutta la mia libidine.
– Era cosi affascinante?
– No. Era solo molto bruto. Tutto l’opposto di te.
– Tozzo peloso.
– Uno di quelli che ti usano.
– Allora tu vuoi quei tipi li. Io non ti vado bene.
– Ma che dici! Tu sei fantastico mi sai far godere da impazzire. Mi fai delirare. Sai come portarmi all’apice e mi fai godere anche prima di penetrarmi. Quello invece e sicuramente uno che non sa fare l’amore raffinato come te. è uno che pensa solo a penetrarti con forza selvaggia.
– Una cosa che con me a te manca.
– Tesoro pero non pensare che tu non mi vai bene. A me piace moltissimo fare l’amore con te. Sentire la tua pelle liscia sfiorare la mia con delicatezza. Le tue mani di velluto. Mi fanno impazzire. Il uo corpo morbido e delicato mi manda in estasi. Ma in certi momenti. Quando mi sento porca mi piace sentirmi usata come una troia. Senza riguardi.
– E quello ti avrebbe usata cosi.
– Si ne sono sicura. Tu come ti saresti sentito se fossi salita su quella macchina?
-Non lo so. Mi sarei preoccupato. Sola con uno sconosciuto.
– Ma tesoro quello voleva solo scoparmi.
– E poi non avevi neanche un preservativo.
– Con un preservativo ti andava bene. Non ti sarebbe importato che ti tradivo.
– Non sarebbe un tradimento. Io lo so. Lo faresti .
– Andiamo al cinema ho bisogno di fare la porca. E voglio che tu mi veda fare la troia. In sala si siedono alle ultime file. Ci sono poche persone. Appena seduti vedono uscire dai bagni un ragazzo che cammina lentamente e ancheggiando. Appena si siede un tipo sui cinquanta si alza dal suo posto e si va a sedere vicino al ragazzo. Ma tu quando sei venuto da solo in questa sala come era vestito.
-Avevo i jeans
– Quelli che non mettevi più perché troppo stretti.
-No. Mi vanno bene.
– Sono strettissimi. Ti stanno stretti come quelli che portava quel ragazzo.
– Dici?
– Si tesoro. Ora mi spiego perché il tipo che ti si è seduto accanto ti ha carezzato la coscia.
– Perché
– Perché qui vanno a cercare quelli carini.
– E io sarei carino? – In quel momento si siede accanto a Lina un uomo. Smettono di parlare. Dopo poco l’uomo palpa Lina e si fa carezzare l’uccello. Gino raggiunge la mano dell’uomo tra le cosce di Lina. Insieme gliela aprono e la penetrano con le dita. Lina gode mentre l’uomo sborra. Escono dalla sala. A casa mentre fanno l’amore Lina fa a Gino.
– Si sei molto carino.
-Che vuoi dire.
– Che in quella sala ci sono dei porconi, spesso anziani che non si toccano tra di loro. Vanno a toccare i tipi carini come quel ragazzetto o come te.
– Quando indossi quei jeans ti fasciano e mettono in evidenza il tuo culetto fantastico. A me piaci con quei pantaloni Il giorno dopo gli propone di andare a fare shopping mentre si vestono lo convince a mettere il completino celeste. Sopra jeans e un maglioncino di lana. Fanno una capatina da Susanna. Lina con aria maliziosa le dice indovina cosa indossa Gino sotto?
– La donna gli alza il maglioncino.
-Ne ero sicura. Non si porta bene. Me ne sono arrivati altri ancora più carini. E mi è arrivato un Body da favola per lei.
– Susanna va a prendere la roba. Lina entra in uno stanzino e Gino nell’altro. I completino sono spudoratamente da donna. Gino viene lasciato solo a provare. Se li prova tutti. ne ha indosso uno quando si apre la tenda e le due donne appaiono. Lina col body è una favola.
-Com’è? Stupendo.
– Anche il tuo completo ti sta bene.
– Ma non è troppo femminile? .
-Ma no . Mi fa vedere come le sta questo?
– L’ho gia visto
– Mi faccia contenta mi faccia vedere come le sta?
– Se lo prova lo slip è un perizoma piccolissimo. Si fa vedere. L’imbarazzo va scemando, non si vergogna più. Le sta benissimo. Mi sono arrivati anche dei completino con i boxer – Fa lei e senza aspettare risposta va ad uno scaffale a prendere delle scatole. Torna con dei completino di calzoncini e canottierine corte di similseta. Gino ne indossa uno celeste. Sotto si è lasciato il perizoma. Esce per farsi vedere. Fa finta di protestare
– Ma questi non sono boxer e questa non è una canottiera.
-Ma si ti sta benissimo
– Le sta veramente bene. Il colore le dona. Provi quello nero. – Gino torna nello stanzino a cambiarsi. Sente Susanna dire a Lina. Gli sta tutto bene.
– è vero gli sta veramente bene.
-Ha un corpo perfetto. Dei bei fianchi e belle cosce. Valorizza tutto. – Sentirle parlare in quel modo eccita da morire Gino. Quando esce però fa lo scocciato.
-Questo poi no. Ha anche i fiocchettini.
– Pero le sta veramente bene.
– Però non lo compero.
– Va bene però si deve provare anche quello rosa.
– Se lo prova e si fa vedere dalle due donne. Quando escono dal negozio in macchina Lina fa
-è stato eccitantissimo.
– Cosa ti ha eccitato tanto?
– Non dirmi che tu non ti sei eccitato. è una bugia.
-Si ma dimmi prima tu che cosa ti ha eccitato.
– Vederti sottomesso da Susanna.
– è vero, non so dirle di no .
-Ti fa fare ciò che vuole.
– Non so perché no riesco a ribellarmi a lei.
-Perché è una lesbica. Lo avevi capito vero?
-Si. Con le attenzioni che ti riserva e è quello che mi eccita. Ma che c’entra con la mia sottomissione il fatto che sia lesbica.
– Perché tu senti la sua componente maschile. La sua virilità ti domina. Anche fisicamente è più forte di te. E tu lo senti.
– Dici?
– Si tesoro. Gioca anche con te come se fossi una bambola. Ti ha fatto indossare anche il baby-doll.
– Volevo oppormi ma non ci sono riuscito.
– Vogliamo andare al cinema ora invece di tornare a casa?
– Subito.
-Si tesoro. – mentre vanno verso il cinema lei gli chiede
– non mi hai finito di raccontare coso hai fatto quando al cinema ti sei alzato per andare al bagno.
– Niente sono andato al bagno.
– E sei rimasto sempre li?
– No sono uscito subito anche perché mi sentivo in imbarazzo. C’erano tre uomini a fumare che mi guardavano in un modo!
– Quando sei tornato in sala il tipo che ti aveva pomiciato è tornato all’attacco?
– No. Pero mi si è avvicinato un altro. Anche lui ha cominciato a palparmi su una coscia.
– E tu ti sei rialzato facendo finta di andare in bagno.
– No. Ne ero appena tornato non me la sentivo di tornare la. Non sapevo cosa fare. Quindi sei rimasto li mentre lui ti accarezzava senza dire nulla.
-Si ma poi lui mi ha preso una mano e se l’è portata tra le gambe. Io dopo un po’ sono riuscito a riprendere il controllo e mi sono alzato – Entrano in sala e smettono di parlare. Si siedono e dopo poco un uomo si siede accanto a Lina. Inizia a palparla.
-Lina sottovoce si gira verso Gino e gli fa:
– Si era tirato fuori l’uccello?
– Si. – L’uomo le prende una mano e la guida sul suo uccello.
-E sei scappato subito
– Quasi- Gino incontra la mano dell’uomo tra le cosce di Lina.
-Te làha fatto toccare.
– Si pero solo per poco poi sono scappato. Lei mentre smanetta l’uccello dell’uomo si gira verso Gino e gli fa:
– Questo ha un’uccello enorme. Lui come ce l’aveva.
– Anche quello lo aveva grosso. – Lina ora sta sospirando sta arrivando all’orgasmo. L’uomo se ne viene. Quando sono in macchina Lina fa mi sono sentita una porca. Ho goduto da matti.
-è stato eccitantissimo anche per me.
– Cosa ti ha eccitato di più
– Tutto l’ambiente, quell’uomo che ti palpava lascivamente. Tu che gli carezzavi l’uccello. Un’altra cosa che pure se assurda mi eccitava era il fatto che tutti in sala sapevano cosa stavate facendo tu e quell’uomo e che io lo accettavo.
– E il fatto che lui ti ha peso la mano e ti ha fatto infilare le dita nella mia fica non ti è piaciuto?
– Da morire.
-Sai che mi diceva lui all’orecchio?
– Cosa?
-Apriti troia. Ti infilo nella fica tutta la mano di tuo marito. – Il pomeriggio dopo Lina propone a Gino di andare a fare un giro. Vuoi passare a trovare Susanna?
– Tu ne hai voglia.
– E tu? – Io volentieri mi piace da morire provare quella roba. – Gino indossa il completino celeste sopra un maglione di cachemire sopra jeans. Passando davanti ad un negozio di di abbigliamento casual, Lina gli mostra un pantalone di jeans. Bianco.
– E bellissimo. Con questo maglione ci starà benissimo.
– Dici.
-Dai entriamo. – Dentro Gino fa notare a Lina che gli stanzini hanno le tende che non chiudono bene.
-E allora
– Tesoro sotto ho gli slip celesti
– E allora. ‘idea che ti veda qualcuno mi eccita. Dai
– Ma tesoro- Entra nello stanzino si prova i pantaloni . Lina gli dice che gli stanno larghi. Chiama un commesso e gli dice di portare il numero più piccolo.
– Intanto togliti questi. -Quando arriva il commesso Lina prende i pantaloni e apre un po’ la tenda e dubito i pantaloni a Gino. Il commesso può vedere per un attimo Gino con il suo scippino celeste. I jeans lo fasciato stupendamente.
-Lasciateli. – Gino infila il giaccone ed escono.
-Sei una vigliacca.
-Dai ammettilo. Ti ha dato imbarazzo ma anche eccitazione. Vero?
– Chissà che avrà pensato il commesso
– Che ti piacciono le mutandine raffinate. Hai visto che non ha fatto una piega. Arrivano da Susanna che fa subito i complimenti a Gino per i nuovi pantaloni. Propone subito a Lina un nuovo arrivo. Lei si presta subito a provarlo. – Intanto Lina racconta a Susanna:
-Quando abbiamo comperato i pantaloni ha sfoggiato il completino che ha comperato l’ultima volta.
– Davvero con chi?
-Ma dai io non ho sfoggiato nulla è colpa tua se mi ha visto.
-Pero tu non hai fatto nulla per nasconderti.
– Si è scandalizzato?
– No. Non si è meravigliato affatto.
– Lo vedi che è normale che anche gli uomini indossino le cose carine. Scommetto che ti sei pentito di non aver comperato quello che ti piaceva ieri. Pensa che figura facevi.
– Ma quale dici che mi piaceva tanto ?
– Quello nero ora te lo prendo e lo riprovi. Comincia a spogliarti. – Gino ubbidisce. Intanto Susanna ha finito di vestire Lina. E un completino di reggiseno e perizoma succintissimo il reggiseno è come una ragnatela che copre solo il capezzolo mentre lo slip una striscetta dietro che sui fianchi si divide in due per andare sul triangolino che è minuscolo.
-Sei uno schianto- Fa Gino mentre attende con solo gli slip e la canottierina che Susanna gli porti il completino da provare.
-Era questo. –
-Non me lo ricordo. L’ho provato ieri?
– Si ma hai detto che era troppo non so cosa.
– A me sembrava di averne provato un altro.
-Che ti piaceva?
– Si aveva la canottirina come fatta di rete.
– Poi lo cerco. – Segue Lina nello stanzino per provarle un’altra cosa.
– Come ti sta?
– Mi sta bene
– Ti piace?
-è molto carino.
-Dai fatti vedere- Fa Lina. Gino si affaccia allo stanzino dove sono le donne. – Susanna sta aggiustando addosso a Lina un coordinato originalissimo.
– E stupendo! -Fa Gino a bocca aperta.
– Anche tu stai benissimo con quel completino.
– Ti vado a prendere quello a rete. – Quando torna porge a Gino il completino e va ad aiutare Lina a rivestirsi.
-Adesso non dite che questo e Unisex. Ha addirittura il reggicalze incorporato!
– Ma si può togliere- Fa Susanna Vuoi sempre avere ragione tu. Poi questo non è un completino. Lo slip non è suo.
– Che centra si abbinano benissimo. -Quando le due donne escono fanno
– Ma ti sta divinamente.
-Pero il reggicalze non si toglie. Quindi ho ragione io. Prendo l’altro. – Lina invece non prende nulla è indecisa. Escono dal negozio entrambi eccitatati. Lina sa benissimo che quando è eccitato Gino si lascia andare e Lina forza la mano. Pero potevi prendere anche l’altro era molto carino. Si più femminile di quello che hai preso ma ti stava divinamente.
– E con il reggicalze che ci facevo? – Lo potevamo tagliare
– Comunque è carino anche questo.
– Lo metti questa sera. Questo ed i pantaloni nuovi.
-Dove vuoi andare questa sera?
– Al cinema
– Si. Gia l’idea mi fa impazzire.
– Ti piace portarmi a fare la porca.
– Si . Come ti vesti?
– L’ultima minigonna, autoreggenti e sopra il corsetto nero.
– Ti levi il soprabito gia nell’atrio. Mi piace che la cassiera capisca che ti porto a pomiciare. – Nell’atrio del cinema si tolgono i soprabiti entrambi. Gino va a fare i biglietti. Lina aspetta dietro. Quando Gino torna, Lina gli fa: Ti stanno benissimo i pantaloni. ti stanno a guanto.
– Entrano in sala. Ci sono sempre poche persone.
-Sono eccitatissima e tu? – Fa Lina appena seduti.
– Da morire. –
-Voglio che vai al bagno tesoro.
– Perché.
– Ti prego lascia qui il soprabito e vai in bagno passando al centro della sala. Voglio che ti vedano tutti. – Gino non replica si alza e va in bagno. Torna dopo poco e appresso a lui escono due uomini. Seguono con lo sguardo Gino. Appena si siede Lina fa a Gino. Quei due sono usciti dal bagno molto interessati a te.
– Anche in bagno mi hanno guardato in un modo. – Uno dei due dopo poco si avvicina e si siede accanto a Lina. La comincia a palpare e subito dopo le mette in mano l’uccello.
-Ha un’uccellone enorme- Fa Lina a Gino.
– è duro?
– Altroché!
– Quello a cui l’hai carezzato tu ce l’aveva gia duro o è diventato duro mentre lo carezzavi?
– Lo era gia un po’ ma poi si è indurito di più. E diventato durissimo.
– Tesoro sto per godere devo correre al bagno. – Gino si alza e si avvia al bagno. Un altro uomo prende il posto di Gino. Questi lo vede girandosi prima di entrare in bagno. Quando riesce dal bagno incontra sulla porta l’uomo che aveva lasciato a farsi masturbare dalla moglie. Gino si siede al suo posto. Infila una mano tra le cosce della moglie. Incontra le dita dell’altro. Si piega un po’ in avanti a guardare affascinato la mano di Lina che va su e giù per l’asta dell’uomo. Gina arriva all’orgasmo mentre se ne viene l’uomo.
– Ti è piaciuto? – fa Gina appena in macchina.
-Da morire. Sei stata fantastica. Io non capivo più niente. Non mi vergognavo più di nulla. Hai visto che mi sono messo a guardare la tua mano che masturbava quello.
– Si mi ha eccitato moltissimo.
– Ti devo confessare una cosa.
– Dimmi
– Mi è piaciuto tanto quando mi hai ordinato di andare al bagno sfilando per tutta la sala. Quando ti ho detto che dovevo tornare al bagno era perche non resistevo volevo rifarlo e ho scelto un momento in cui la scena era abbastanza chiara.
-Volevi farti vedere. Lo visto che ti piaceva. Camminavi proprio per attirare l’attenzione. Pensa a sfilare con il completino che porti sotto.
-Sei pazza! ? . – Il giorno dopo Gino dice a Lina che gli va di andare per negozi. Non vuol comperare nulla ma solo curiosare. Lina acconsente. Lina indossa un mini abito scollatissimo con sopra una finta pelliccia lunga mentre Gino sotto il giaccone indossa un maglione e pantaloni di flanella. Passano davanti al negozio dove avevano comperato i pantaloni e Gino mostra un paio di pantaloni neri, taglio jeans. Di una stoffa un po lucida
-Ti piacciono? -Fa Lina.
– Si. Non sono originali? Poi si abbinano bene al maglione fumo di Londra.
– E anche al completino che hai sotto. Vero? – Gino non risponde. Segue Lina nel negozio. Viene a servirli il commesso del giorno precedente. Gino prende i pantaloni ed entra nello stanzino. Il commesso rimane a parlare con Lina, Gino non ha messo molta cura nel chiudere la tenda e il commesso può sicuramente vederlo. Esce indossando i pantaloni che potrebbero andare anche bene ma lui dice che gli sembrano grandi. Il commesso va a prenderne un paio della misura più piccola. Gino si sfila i pantaloni in attesa che gli diano gli altri. Mentre il commesso si avvicina Lina si allontana dallo stanzino facendo finta di guardare delle camice. Il commesso va a dare i pantaloni a Gino. Apre la tenda e gli da i pantaloni con calma. Questi posso rmetterli via. Vero? Fa guardando Gino. Si ritira e va a mettere a posto i pantaloni. Lina si affaccia alla tenda e fa a Gino sottovoce. Quando esci per farci vedere come ti stanno alza un po’ il maglione fai vedere quanto è carina la canottiera. -Gino fa come le ha detto Lina. I pantaloni gli stanno a guanto. Per vederli bene sulla vita si alza il maglione e cosi facendo fa vedere la canotierina . Il commesso dice che gli stanno benissimo. Anche Lina si avvicina e gli dice che sta un amore. Rientra per toglierseli. -Lina si affaccia e con una carezza gli fa:
-Sei eccitato da morire. Vero. Lasciarti andare. Mi piace vederti cosi. Quando Lina si ritira il commesso apre la tenda per prendere i pantaloni mentre Gino è ancora in mutandine. Gino senza nascondersi chiede al commesso se gli fa provare anche la felpa che in vetrina è abbinata al pantalone. Il commesso gli ridà il pantalone dicendogli che è bene che provi la felpa con il pantalone. Quando il commesso torna con la felpa Gino ha di nuovo indossato i pantaloni e si è tolto il maglione e mostra completamente la canottierina operata . Il commesso aspetta che si infili il maglione e glielo aggiusta addosso. Gino è eccitatissimo esce per farsi vedere da Lina. Poi rientra nello stanzino. Il commesso dopo un po’ apre la tenda per prendere i pantaloni e la felpa. Gino indossa solo il completino. Quando escono dal negozio vanno subito da Susanna. Appena dentro Lina fa a Susanna:
– Ha fatto il fanatico con l’acquisto di ieri. Si è fatto vedere con indosso solo il completino dal commesso che l’ha servito. E devo dire che a quello lo spettacolo non è dispiaciuto.
– Lo sapevo che una volta provato le cose carine lo fanno impazzire. – Fa Susanna. Poi propone a Lina di provare un negligé che le è appena arrivato. Lina ripropone a Gino di prendere quel completino che aveva provato la volta precedente.
-Non lo so. Si mi piaceva. Dici che il reggicalze si può togliere.
– Si lo tagliamo. Dai riprovalo. – Susanna va a prenderlo e gli porta anche altri due modelli.
– Oh no. Cosi mi metti ancora in imbarazzo.
– Dai provali sono carini. – Lui se li prova mentre Susanna aiuta Lina. – Gino indossa il primo completino e si fa vedere.
-è molto carino. Prova gli altri. -Fa Susanna. Gino ne prova un altro.
-Questo è ancora meglio- fa Lina.
-Mi piace molto. – Fa Gino.
– Ma è proprio femminile.
– Si. Tesoro. -Fa Susanna
– ma se ti piace che te ne importa a te sta benissimo.
– Ma il reggicalze si puo togliere?
– Si. Non c’è bisogno di tagliare.
– Lo prendo? – Fa Gino con una vocina indecisa rivolto a Lina.
-Si tesoro. Prendilo. Come al solito escono dal negozio di Susanna eccitatissimi. Decidono di uscire la sera e si preparano insieme. Naturalmente Gino indossa i nuovi acquisti. Quando si mette la canottierino fa :
– Oh i reggicalze! Ci siamo dimenticati di toglierli. Mi aiuti. – Si pero prima fammi levare una curiosità .
-Cosa?
– Fammi vedere come staresti con le calze.
-Perché?
-Cosi per curiosità. – Lina prende un paio di calze nere dal suo cassetto e le da a Gino.
– Ti valorizzano la gamba da morire. Ci stai benissimo.
-Non prendermi in giro.
-Te lo giuro non ti vedi da solo. Certo per completezza dovresti indossare delle scarpe con il tacco e non le ciabbattine.
– Ma sei matta che vado in giro con le scarpe con tacco alto.
– Solo per vedere come ti stanno mica ci devi uscire.
– Ahhh. – Lina gli ha gia portato un paio di chanel sue. Hanno lo stesso numero. – Gino le infila.
– Sei veramente uno schianto. Vorrei che ti vedesse Susanna! – Gino si toglie le scarpe e sta per slacciare il primo gancetto del reggicalze quando Lina gli fa: No. Non te le togliere. Voglio che rimani con le calze.
– Ma scherzi!
– No. Dico sul serio. E poi ci hai pensato anche tu. Confessalo. Prima hai detto che ero matta che potessi pensare di farti andare in giro con le scarpe. Il che sottintendeva che con solo le calze ti piaceva.
– Perche non si vedono.
– Appunto se non ti spogli non si vedono.
– Allora tu ti metti solo il tubino e le autoreggenti senza nulla sotto.
– D’accordo. Mentre dalla macchina vanno al cinema Lina chiede a Gino:
– Non mi hai mai detto per quanto glielo hai carezzato l’uccello quella volta al cinema.
-Non lo so te l’ho detto che ero scioccato.
– Non voglio sapere per quanti minuti. Mi hai detto che gli era diventato durissimo. Quando lo hai sentito cosi durissimo sei scappato?
– Non subito. Insomma lui dopo un po’ ha goduto. – Intanto sono entrati nell’atrio del cinema. Entrambi si tolgono i soprabiti e Gino va a fare i biglietti. La cassiera guarda entrambi con occhio complice. Mentre entrano in sala Lina fa a Gino. Tesoro si notano i gancetti del reggicalze.
-Oh no!
– Non molto. L’ho notato io perché lo so. – Appena si siedono Lina fa a Gino.
-Vai tesoro.
– Vuoi che vado al bagno?
– Certo. Gino non si fa pregare. Si avvia lentamente verso il bagno. Quando entra trova tre uomini che stanno fumando. Lo guardano intensamente. Lui entra nel box ma non fa nulla. Scarica e riesce. Si domanda se loro Hanno notato i segni del reggicalze. Torna in sala. Trova un uomo accanto a Lina. Sta carezzando una coscia della donna. Anche Gino. Le poggia una ano sulle cosce. L’uomo mette in mano di Lina l’uccello. La donna comincia a carezzarlo. Un altro uomo si siede a due posti da Gino. Quando Lina lo nota dice a Gino:
– vai al bagno.
– Ancora ?
– Si. Gino si alza e passa davanti all’uomo e si avvia al bagno. Si gira prima di entrare e nota che l’uomo si è seduto al suo posto. Entra per un attimo poi torna al posto. Si siede accanto all’uomo che sta palpando gia Lina e si tiene l’uccello in mano. Lina dopo un po’ prende anche l’uccello di questo. – L’altro se ne viene. L’uomo tra Lina e Gino passa un braccio dietro al collo di Lina. Spinge la testa della donna in basso verso il suo uccello. Lina non oppone resistenza Gino guarda estasiato
– Guarda come ciuccia tua moglie. – Gino è senza parole. Affascinato ed eccitato. Rimane immobile a guardare fin quando l’uomo non gode. Gina si sfila l’uccello di bocca poco prima. Gino aveva tirato fuori un fazzoletto e lo porse all’uomo che lo uso per schizzare la sua sborra. Poi alzandosi lo ridiede a Gino. Mentre ornano in macchina è Lina che rompe il silenzio:
-Ero troppo eccitata non ho resistito.
– è stato eccitantissimo tesoro. Hai sentito che parlava con me. Ti rendi conto mi diceva che succhiavi da sballo. E a me piaceva sentirgli dire quelle cose. Non ho avuto la forza di parlare
– Cosa avresti voluto dirgli.
– Mi perdoni se te lo dico.
– Certo tesoro. Puoi dire tutto.
– Non farla alzare sborrale in bocca.
– Se lo avesse fatto sai cosa avrei fatto?
– Cosa. ?
– Ti avrei baciato subito dopo. – In macchina Gino confessa a Lina:
-Quando quell’uomo si è seduto a pochi posti da me credevo che venisse a cercare me.
-Cosa te l’ha fatto credere?
– Lo avevo visto al bagno e mi aveva guardato in un certo modo.
– Ci credo tesoro per quei porconi uno carino come te con il tuo look è un bocconcino prelibato. – Due giorni dopo passano al negozio di Susanna. Appena entra le racconta di quanto Gino ha appezzato l’ultimo acquisto compreso il reggicalze.
-Devi vedere come sta con le calze e i tacchi alti.
– Lo immagino ha delle gambe bellissime da far invidia ad una donna. Adesso pero mi devi far vedere come ci stai. – Gino non oppone nessuna resistenza fa un po’ di moina ma niente di più.
– Intanto provi un altro completino con il reggicalze. – Susanna va a prendere la roba intanto Lina approfitta per provare degli slip. Quando Susanna torna da tutta la roba a Gino e gli dice i scegliere lui e va ad aiutare Lina. Gino elettrizzato si veste. Non protesta per il fatto che i reggicalze sono in effetti delle guepiere. Ne indossa una carinissima poi infila le calze e indossa le scarpe di Lina con tacco a spillo.
-è veramente uno schianto fa Susanna affacciandosi a vedere Gino tenendo per la vita Lina con in dosso un o slip carinissimo.
-carino fa Gino indicando lo slip che indossa Lina.
– Ti piace?
– Si. è stupendo.
-Lo vuoi provare? . – Fa Susanna.
– Ma non per me per Lina.
– Dai che muori dalla voglia di provarlo. – fa Lina.
-Provalo con quel sopra li Gino va a cambiarsi. Sei uno schianto. Sei da fotografare.
-Ma sei matta!
– Si ti devo fare una foto dalla vita in giu. Da dietro. Puoi fare la pubblicità delle gambe. Quello slip ti sta benissimo.
– Che dici lo compero? – Fa Gino a Lina.
– Prima che Lina risponda Susanna gli fa. Quello te lo regalo. Ma domani torni e ti faccio una foto. Voglio vedere l’effetto. – Tornando a casa Lina vede Gino particolarmente eccitato. Sa che quando è cosi può fargli fare tutto gli propone di passare al negozio casual. Gino accetta volentieri. Entrano nel negozio. Si guardano un po’ in giro poi davanti ad un manichino con in dosso un pantalone rameggiato ed una felpa a fiori decisamente da donna Lina dice a Gino. Ora vai dal commesso che ci ha servito e gli chiedi di farti provare questo completo. Gino esita un attimo . E elettrizzato. Parte e va dal commesso. Il commesso non fa una piega.
-Me li porta nello stanzino?
– Si certo. Gino va nello stanzino e si spoglia. Indossa lo slip che gli ha regalato Susanna. Il commesso appende la felpa all’attaccapanni e da a Gino i pantaloni guardandolo con aria complice. Quando Gino apre la tenda per farsi vedere. Lina lo guarda in silenzio mentre il commesso fa:
– Le sta benissimo. Forse i pantaloni un po’ grandi. Comunque ne ho un paio simile che le dovrebbero stare meglio. Gino si ritira e aspetta che il commesso gli porti il nuovo pantalone. Questi apre un po’ la tenda e entra nel camerino e mentre Gino si infila i pantaloni lui rimane a ripiegare sulla stampella gli altri. I pantaloni vanno a Gino come un guanto. Non hanno la patta ma la chiusura lampo laterali. Il commesso aiuta Gino a tirarla su. Il commesso fa a Gino.
-è fantastico come le stanno. – Gino è eccitatissimo. Apre la tenda per farsi vedere da Gina. Lina anche gli fa i complimenti. Ma Gino dice che ci vuol pensare. -Il commesso molto premuroso gli propone di fargli provare altre cose . – Ma Gino dice che hanno un po’ fretta che ripasserà . Escono elettrizzati.
-Gli piaci al commesso. Hai visto come si prende cura di te?
– Si è molto gentile. – Il giorno dopo hanno una giornata pesantissima però prendono appuntamento con Susanna per l’orario di chiusura. Cosi potrà fare il suo servizio fotografico. – Quando arrivano Susanna saluta Gino con un bacetto poi Lina con un abbraccio e un bacetto sulle labbra. Susanna nel servizio esagera nel far provare a Gino delle cose sexy da morire. Anche Lina si fa fotografare. Susanna dice che elaborerà le foto e farà sembrare delle cartoline pubblicitarie. Lina a tutto corpo con un body da sballo e Gino da dietro con un corsetto con reggicalze. Si eccitano da morire spesso Susanna fa delle carezze pesanti a Lina e quando si salutano la bacia sulla bocca. Mentre in macchina tornano a casa passando in una strada solitaria. Gino carezzando una coscia a Lina le fa
– Scommetto che avresti voglia di scendere.
– Si capisce vero.
-Si. Mi fermo?
– Si. – Si toglie il soprabito e scende. Camminando si allontana dalla macchina si ferma sotto ad un lampione. Non passano molte macchine ma dopo poco se ne ferma una Lina ci parla a lungo poi la macchina riparte. Si è fatta offrire una sigaretta. Gino la chiama al telefonino. Timmi che ti ha detto.
– Muori di curiosità. – Fa Lina. Mi ha detto che sono una gran sorca ma non può spendere tanti soldi.
– Com’era?
– Niente di che uno tutto perbenino.
– Senti quando si ferma la prossima macchina apri lo sportello e mettiti seduta sul sedile lasciando lo sportello aperto. Cosi lui ti puo toccare.
– Si interrompe la telefonata perché si ferma una macchina.. Lina fa come ha detto Gino. – Appena riparte la macchina Gino telefona.
-Ti ha palpato vero.
– Si. Mi ha toccato anche la fica. Si è eccitato da morire. Ma non poteva spendere. TeSoro ho VOGLIA DI FUMARE. Mi porti una sigaretta. – Gino scende dalla macchina senza soprabito e si avvicina a Lina. Le sta accendendo la sigaretta dicendole che gli è piaciuto molto vederla seduta nella macchina pensando a cosa stavano facendo. Si sente arrivare una macchina Gino da le spalle al senso di marcia. La macchina rallenta.
– Che si ferma?
– Credo di si
– Oh no!
– Stai calmo è eccitante mi potrai vedere fare la puttana. Voglio che rimani- Gino ubbidisce. Il cuore gli batte a mille. Lina si avvicina alla macchina apre lo sportello e si siede. Trattano. Gino sente Lina parlare volgarmente e si eccita ancora di più. Quando la macchina riparte.
-Ti è piaciuto?
– è stato eccitante.
– Quando mi ha guardato. Morivo dalla vergogna ma mi eccitava. Sai perché ti guardava?
– Non lo so.
– Perché gli piacevi.
– Ma va!
– Non ci credi?
– Tesoro. Quello si è fermato vedendo il tuo culetto. Poi io mi sono fatta avanti. Non ci credi?
-No
– Vuoi scommettere.
-Che scommettiamo chi ci dice chi ha ragione?
– Facciamo la prova. Vediamo se attiri gli uomini. Quando si ferma una macchina ed io ci tratto, tu ti allontani un po’ rimanendo sul marciapiede. Vediamo se si ferma qualche macchina. – Gino accetta. Si ferma una macchina Gino si allontana e di li a poco se ne ferma un’altra accanto a Gino. -Quello chiede quanto vuole ma Gino rimane muto. L’altro insiste poi se ne .
-Hai visto?
– è pazzesco. Andiamo via dai?
– No ancora un po’
– Io vado in macchina.
– No. Voglio che fai quello che dico io stella. Voglio che fai fermare un’altra macchina. – Quando si ferma la macchina Gino risponde al cliente una cifra paradossale. Quello se ne và. Arrivano a casa supereccitati. Lina si fa scopare da Gino con l’aiuto di un cazzo finto per godere di più. FINE

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