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La visita di controllo

Erano passati già dieci giorni dalla piccola operazione che mi aveva rimosso un piccolo accumulo di grasso che si era formato sul mio scroto. L’indomani dovevo recarmi dalla dottoressa Laura per farmi togliere i punti.
Erano stati dieci giorni di inferno con il continuo timore che i punti potessero saltare. Con la mia ragazza mi ero dovuto accontentare solo di rapporti orali. Lei è molto brava, era capace di succhiarmi per ore senza farmi mai venire e quando decideva che era giunta l’ora non riuscivo a resistere per più di dieci secondi e le riempivo la bocca e la faccia del mio succo che lei da vera ingorda ingoiava tutto.
Il giorno dopo, ricordando ciò che la dottoressa Laura mi aveva detto, mi reco nel suo ambulatorio verso ora di chiusura pregustando già la magnifica scopata che mi sarei fatto con la dottoressa.
Per fortuna, visto che era martedì, trovo la sala d’aspetto dell’ambulatorio vuota. La dottoressa è però impegnata con una visita e mi tocca aspettare una decina di minuti il mio turno con il cazzo già quasi in tiro al ricordo della precedente visita.
All’improvviso la stanza dell’ambulatorio si apre e sorpresa alle spalle di una signora appare non la dottoressa Laura ma la figlia ventenne, studentessa di medicina. Mi chiede se avevo bisogno di una ricetta, in quanto lei poteva fare solo quello. Le dico che dovevo togliere dei punti. Lei mi fa accomodare dicendo che dovevo aspettare una mezzoretta in quanto la madre era dovuta uscire per una visita urgente. Vista l’ora chiude l’ambulatorio e dopo avermi dato un giornale mi lascia solo ad attendere la dottoressa recandosi attraverso una porta della sala visita nell’appartamento ad essa comunicante.
Per fortuna non devo attendere molto, solo un quarto d’ora, il ritorno della dottoressa Laura. Questa appena rientra mi nota e mi dice:
“Ciao Francesco, l’intervento è andato bene? ”
Gli rispondo di si e gli dico che ero venuto per farmi togliere i punti.
“Aspettami un attimo, vado di là a mettermi il camice e sono subito da te… intanto spogliati! ”
Mentre aspetto mi spoglio e mi stendo sul lettino, un attimo dopo la dottoressa rientra, mi si avvicina, prende una sedia e si siede tra le mie gambe iniziando a togliermi i tre punti che c’erano voluti per suturare il taglietto dell’operazione. Finito il lavoro la dottoressa mi dice:
“Ecco fatto, ora però proviamo se tutto funziona ancora bene…”
Detto ciò, si china sul mio cazzo e inizia a succhiarlo con foga. Io inizio ad emettere mugolii di piacere. Sento la sua bocca e la sua lingua scorrere il cazzo per tutta la sua lunghezza soffermandosi non poche volte in piacevolissimi succhiamenti di palle. Dopo un po’ le dico:
“Guarda dottoressa, che già sapevo che per i pompini non c’erano problemi… sono già dieci giorni che vado avanti così…”
“Scusa Francesco, ma questo è solo l’inizio e poi chi è il medico io o tu? ”
Detto questo, si rialza e si apre il camice e sorpresa… sotto è tutta nuda, ha solo un paio di calze nere con reggicalze altrettanto nero. Rimango qualche secondo impietrito a guardare quel corpo stupendo che sembra non risentire dell’età, le sue superbe tette che restano dritte anche senza reggiseno sormontate da due capezzoli rosa acceso che non chiedono altro di essere baciati. Mi alzo del lettino e inizio a succhiarle avidamente i capezzoli che immediatamente rispondono indurendosi a dismisura. La cingo con la mano e le infilo l’indice della figa che trovo bagnatissima. Dopo un po’ la dottoressa mi spinge nuovamente sul lettino e si impala sul mio cazzo duro come la pietra. Mentre mi cavalca a smorzacandela mi porge nuovamente la tette da succhiare, non me lo faccio ripetere e riprendo il lavoro interrotto in precedenza. Sento la figa della dottoressa che diventa sempre più bagnata e inizio a sentirne le contrazioni sintomo di un orgasmo ormai prossimo. La dottoressa però si ferma e mi dice:
“Vieni voglio provarlo alla pecorina”
Si inginocchia quindi sul divanetto offrendomi la sua figa completamente aperta. Mi metto dietro di lei e inizio a stantuffarla sempre più velocemente. Dopo pochi attimi, sento nuovamente la sua figa contrarsi ma questa volta sono io che conduco i giochi…
“Stai per venire… troietta…”
“Si… non ti fermare… continua… ahaaaaaaaaa vengoooo! ”
La dottoressa venendo emette un urlo disumano e subito si accascia sul divanetto…
“Sai Francesco, sei stato bravo… meglio della volta scorsa…”
“Grazie Laura, ma la visita ancora non è finita… abbiamo visto che con la figa è tutto a posto, proviamo con il culo…”
“Ma sei uno stallone… non sei mai soddisfatto…”
“Sai dopo dieci giorni di pompini sono in crisi d’astinenza…”
Detto questo la dottoressa inarca maggiormente la schiena e mi dice:
“Hai ragione, poverino… rimediamo subito…”
Appoggio quindi la cappella al suo buchetto e inizio a spingere piano. Trovo il suo ingresso posteriore più stretto di quanto mi ricordassi e faccio un po’ di fatica a far entrare tutto il cazzo.
“Oh… si… bravo così… piano…” mugola la dottoressa inizialmente ma dopo un po’ inizia a dire “dai… più forte… continua… incula la tua dottoressa…”
Mentre sto pompando come un forsennato incitato dalla dottoressa noto che la porta di comunicazione con l’appartamento della dottoressa è socchiusa, qualcuno ci sta spiando. Mi piego sulla dottoressa e gli mormoro all’orecchio:
“Penso che quella troia di tua figlia ci stia spiando… ora gli faccio vedere io che razza di troia ha come madre…”
A quella parole i mugolii della dottoressa si fanno più forti e frequenti, penso che stia godendo come una pazza sapendo di essere spiata dalla figlia. Prendendo i suoi mugolii come incitamento inizio a incularla con maggiore foga dicendo:
“Ti spacco il culo, brutta troia… questo non è un culo… è una fogna…”
Dopo una decina di colpi, la dottoressa gode nuovamente e si accascia esausta sul divanetto. Io sono ancora carico, la rigiro e le sbatto il cazzo in bocca…
La dottoressa inizia a succhiarlo ma dopo un po’ si interrompe e mi dice:
“Francesco, non ce la faccio più mi hai distrutto… Ti va se chiediamo a quella guardona di mia figlia di finire la visita? ”
Senza attendere la mia risposta si alza, va alla porta e la apre di scatto. Dietro la porta, Camilla, la figlia della dottoressa sta ancora accarezzandosi la figa. La mamma la prende per un braccio e le dice:
“Hai visto quanto è bravo il nostro Francesco… lo vuoi provare? ”
Camilla, come ipnotizzata dal mio cazzo non dice niente ma si inginocchia e comincia a succhiarmi il cazzo. A quel trattamento il mio cazzo diventa ancora più duro ma non ne vuole proprio sapere di venire.
Camilla si alza e mi dice:
“Ho visto come godeva mia madre con questo bestione piantato nel culo… voglio provarlo anch’io”
Mi fa sedere sul divano e si siede sopra di me puntandosi l’uccello al culo. Piano piano, inizia a scendere inculandosi da sola. Inizia a muovesi su e giù. Ad un certo punto dice alla madre:
“Oh mamma, è bellissimo, ma è troppo grande mi fa male…”
La dottoressa mossa a pietà si inginocchia e inizia a leccare la figa della figlia.
“Camilla, ora va meglio? ”
“Oh si… continua… continua… ahhhhh vengoooo…”
Sentendo che anche la figlia ha goduto inizio a pomparle il culo più velocemente, voglio godere anch’io. La dottoressa continua intanto a leccare la figa alla figlia accarezzandomi contemporaneamente le palle. Sento che stò per godere. Tolgo il cazzo dal culo della figlia e lo pongo alle labbra della mamma che inizia a succhiarmi voracemente.
Vengo un attimo dopo riempendo la bocca della dottoressa con il mio succo, sono talmente eccitato che ne produco una quantità industriale, sento la dottoressa deglutire un paio di volte. Ad un certo punto, quando ormai la mie palle sono vuote, la dottoressa si alza e con la bocca ancora piena di sperma bacia la figlia passandogli tutto il succo che aveva ancora in bocca e le dice:
“Dai troietta… bevi tutto… senti come è buono il succo di Francesco…”
La figlia deglutisce tutto e bacia ancora la madre appassionatamente.
Mi rivesto, e silenziosamente mi dirigo verso l’uscita lasciando le due donne stremate sul divano. La dottoressa mi chiama e mi dice:
“Francesco… torna quando vuoi. Ti aspetteremo con ansia. ”
Come potete ben immaginare sono tornato più volte a farmi “visitare” sia dalla dottoressa sia dalla figlia sia da entrambe. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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