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L’affare

Era la prima volta… .dopo tanti anni che lavoravo come commesso viaggiatore non mi era mai capitato di incontrare una cliente a casa sua e guardarla con occhio non professionale.

Eppure di clienti ne avevo avute tantissime e pure di molto belle, e anche io non me la passo male…. 38 anni, ex rugbista, 1,95 fisico da body-guard…. non scolpito ma ben messo…. non che le donne si girino a fischiarmi dietro, ma non di rado colgo i loro sguardi interessati incontrandole per strada o sotto i portici della mia città….

Ma non divaghiamo: ero atteso dalla prima visita a casa di Miriam (si chiama così la signora in questione) ed ero anche piuttosto preoccupato, perché la sua voce al telefono aveva tradito un certo nervosismo dovuto ad un disservizio causato dalla mia azienda; mi preparavo dunque ad una ramanzina e ad una signora acida, e invece sono accolto da un bel sorriso e da due begli occhi su un corpo minuto ma ben fatto.

Una discreta cinquantenne come appresi poi, divorziata da poco e con due figli, di cui uno convivente con lei, molto simpatica e ospitale, che mi fa sedere e mi offre da bere; il problema con la ditta è superato in breve tempo e si passa a parlare del più e del meno…. è l’ultima visita di giornata e quindi posso rilassarmi un po’….

Quando vado via, dopo circa 45 minuti è tutto dimenticato e io mi accingo ad andare a casa risollevato nel morale e rasserenato.

Pochi giorni dopo, però arriva inattesa in ufficio una telefonata: “Sono la signora R. le dispiacerebbe venire da me una di queste mattine così sono da sola e possiamo parlare con calma per un acquisto che voglio fare?”

La sola idea mi aveva fatto ribollire il sangue, è come se tra di noi ci fosse tutta una comunicazione non verbale che promette scenari da mille e una notte.

Ci accordiamo per l’appuntamento e quando arrivo a casa sua mi aspetta con un succinto vestitino indossato chiaramente senza intimo sotto (il vestito è bianco e lascia spazio all’immaginazione) con la scusa che sta eseguendo dei lavori in casa.

Parliamo per un’oretta e io non faccio nessun passo avanti, preferisco studiarla e rimandare tutto al successivo appuntamento, anche se devo ammettere che il suo comportamento mi fa capire chiaramente di non aver intuito male…. tutt’altro

La volta dopo si finisce presto di parlare di lavoro…. .mi offre da bere e mi mostra le sue foto da giovane, portandomi in camera da letto per mostrarmi altre belle immagini appese alla parete.

Siamo molto vicini ora, e i nostri corpi si sfiorano, e allora mi faccio coraggio, supero la barriera tra noi e l’abbraccio teneramente sfiorando le sue labbra con le mie; si irrigidisce tutta fa un passo indietro e temo voglia darmi uno schiaffo, ma si controlla e dice: “è meglio che ci calmiamo un po’”; bruttissimo segno e io batto in ritirata lasciandola dopo pochi minuti.

Dopo pochi giorni però ci dobbiamo rivedere, ancora per parlare dell’ordine da fare; stavolta il ragazzo è in casa ma è chiuso dentro la sua camera con cuffiette e pc impegnatissimo.

Con la scusa che dobbiamo parlare d’affari noi a nostra volta ci chiudiamo in salotto…. .l’episodio di pochi giorni prima sembra dimenticato. Miriam indossa un vestitino grigio attillato e senza maniche…. .siamo seduti al tavolo ma vicini e le nostre braccia si sfiorano spesso: Stavolta siamo vicinissimi e quando faccio per baciarla non si tira indietro, anzi dischiude le sue labbra con un sospiro che mi fa capire che era tempo che aspettava un momento così…. .le lingue si stanno esplorando lievi, e la paura che il ragazzo possa piombare lì da un momento all’altro rende tutto più eccitante.

Mi faccio audace, le mie mani sfiorano un ginocchio, poi risalgono le gambe…. nonostante l’età la pelle è freschissima, mi lascia fare, arrivo facilmente alle cosce e risalgo ancora…. .riesco a sentire il sottile velo degli slip…. è incredibile come le sue difese si siano allentate tutte in un colpo, mi vuole, è bagnata, ora si fa audace anche lei vuole sentire il mio desiderio attraverso i pantaloni; tutto l’aplomb della signora perbene sta andando a farsi fottere lasciando spazio ad una femmina vogliosa.

Giochiamo ancora qualche minuto, ma il rischio di essere scoperti ci consiglia di rimandare ancora ad un successivo appuntamento; allora faccio per alzarmi …. la mia patta sfiora il suo viso e lei non resiste…incolla le labbra ai miei pantaloni in una specie di morso dolce…. .è proprio come immaginavo: ne ha una voglia matta.

Decido di andare, è ora, ma l’appuntamento è rinviato di sole 48 ore: il figlio partirà per una breve vacanza e lei sarà sola.

Arriva il fatidico giorno, decido di spostare ogni altro appuntamento al giorno dopo, senza ovviamente far capire nulla ai miei datori di lavoro, e a metà mattinata finalmente imbocco il portone con la mia valigetta da lavoro e lo sento già duro….

Prendo l’ascensore e lei è lì sulla soglia con un carinissimo vestitino bianco a fiori senza maniche…. fa caldissimo ma io mi sentirei bollire anche se ci fossero dieci gradi sotto zero…

Mi fa accomodare al solito tavolo e tentiamo di darci un contegno e di parlare di lavoro…. ma è un attimo…. pochi secondi e siamo sul divano le lingue che si attorcigliano e i suoi sospiri stavolta possono vagare liberi nella casa vuota.

Le tiro giù la zip sulla schiena e finalmente posso toccare i sui bei seni.Sembra perdere il controllo mentre la bacio e scendo a giocare con uno dei suoi capezzoli ma in un barlume di lucidità riesce a sollevarsi e a trascinarmi in camera da letto.

Una volta a letto mi spoglia con avidità ed io faccio lo stesso…. le mutandine bianche-ultimo baluardo-scivolano via e io non perdo tempo ma mi tuffo con la testa tra le sue cosce profumate e con la lingua a lambire le labbra della figa e poi il clito…. sospira, dice frasi senza senso, sicuramente è da molto tempo che nessuno viola la sua intimità:

Ho voglia di prenderla ma più forte di tutto è la voglia di sentirla vibrare di farla godere con la mia bocca: “Ho tutto il tempo per scoparla”,penso tra me e me e continuo a farle sentire la lingua.

Il suo respiro è sempre più affannoso sento che è pronta…. la sua figa secerne sempre più umori, finché con un urlo strozzato viene senza dire una parola, ma tremando totalmente scossa dal violento orgasmo.

La lascio respirare un attimo, ormai è alla mia dolce mercé…. la bacio con la mia lingua ancora piena dei suoi umori,poi la tiro verso di me e prendendola dolcemente per i capelli la spingo verso il mio uccello ormai duro da morire: “succhiamelo!” le ordino;voglio capire dove posso spingermi,ho progetti importanti per lei. Non ho ancora finito la frase e già la mia cappella è sparita tra le sue labbra…. è bravissima anche se la foga la spinge ad essere quasi aggressiva,mi sta succhiando anche l’anima e ha perso ogni tipo di inibizione:non è più una 50-enne cliente di un commesso viaggiatore,ma una calda femmina ed io il suo stallone.

Continua a succhiarmelo avidamente ma poi mi sorprende mormorando: “prendimi” e siccome io faccio finta di non capire diventa più porca e mi sussurra “voglio il tuo cazzo!”. E’ un attimo, le sono sopra e la infilo senza difficoltà,la sua figa è un lago e la mia spada la taglia come burro:

Si lascia andare senza freni e ad ognuno dei miei poderosi colpi i suoi sospiri diventano più forti fino a diventare urla fino a che viene di nuovo gridando con il mio uccello ben infisso dentro di lei:

Io non mi sono ancora scaricato,siamo zuppi di sudore e umori, ma sorprendendo anche me stesso riesco ancora a resistere:è troppo bella la scopata per farla finire subito;quando ha finito di tremare per l’orgasmo io riparto prima lentamente e poi affondando sempre di più. Mi tiro indietro quasi fino ad estrarre la cappella e poi la penetro con sempre più forza. Riprende vigore anche lei e asseconda ogni mia spinta con un colpo di bacino; i nostri sessi producono un osceno rumore lubrico;son quasi pronto per scaricarmi,ma ancora una volta mi sorprende, perché lei è già pronta per godere ancora e lo fa urlando ancora di più e tempestandomi di pugni quasi ad implorarmi di smetterla…. è un attimo,non si è ancora ripresa dal terzo lunghissimo orgasmo che le sfilo l’uccello dalla figa e lo affondo nella sua gola tirandola -stavolta senza complimenti- per i capelli.

Non ha più ritegno…sente che sono vicino al mio piacere ed accelera le succhiate, aiutandosi nel contempo con la mano che me lo mena; urlo: “sto per venire!!”voglio darle il tempo di decidere come farmi finire, ma lei intensifica le succhiate finché non esplodo in tanti fiotti di crema calda che lei avidamente inghiotte fino all’ultima stilla…. .è un orgasmo fragoroso che mi lascia senza una goccia di energia.

E’ stata una scopata memorabile, e ci rilassiamo accendendo una sigaretta che fumiamo voluttuosamente, ma inaspettatamente è solo un break, perché io ho ancora l’uccello teso nonostante la sborrata e lei -evidentemente- non è ancora sazia perché, intuita la situazione ci si rituffa a pesce riprendendo il lavoro da dove era finito.

Mi sento ancora eccitato e forte, la strappo via dalla mia asta e la rigiro bocconi…. adesso ho voglia di farle sentire tutta la forza dei miei 90 chili e vedere fino a dove si può spingere una cinquantenne che non vede un cazzo da mesi.

La tiro per i fianchi e la penetro in un solo colpo da dietro alla pecorina e sembra che le piaccia molto,perché subito comincia a gemere come se non avesse già goduto tre volte;sono di nuovo duro da matti,ma la copiosa sborrata di poco fa aumenta la mia resistenza,per cui ci dò dentro:I miei coglioni sbattono sul suo culo mentre la prendo con forza,e con quello spettacolo davanti decido di scoprire nuovi paradisi,

Le ficco un dito in bocca che lei succhia come se fosse un altro cazzo, e quando è bene umettato le penetro il buchetto più stretto sempre senza smetterla di fotterla come una cagna…. il trattamento sembra essere di suo gradimento, anche perché come tutte le donne di una certa età il suo forellino anale è molto più elastico e si adatta facilmente all’intrusione.

Ormai è partita di nuovo e stavolta è un orgasmo squassante che la fa quasi piangere dal piacere e dallo sfinimento insieme, solo che io stavolta non smetto di pomparla, non le do respiro e vado avanti imperterrito.

Poi la giro, la stendo di nuovo e le infilo la lingua in bocca e di nuovo tento di sfondarle il culo con un dito, poi con due.La sto penetrando a fondo, le sue gambe sono sulle mie spalle in modo che ad ogni colpo la punta del mio uccello va a solleticarle il collo dell’utero.

Non smette di incitarmi ed è oscenamente aperta a me, così senza chiederle niente sostituisco le due dita con la punta del mio sesso.La stretta Rosellina cede quasi subito e mi accoglie quasi come una seconda figa, mentre lei prorompe in un “siiiiiiiiii sfondami anche il culo, nemmeno mio marito c’è mai riuscito”, seguito da una serie di “dai” “spingi” e “rompimi tutta”.

Non sono più in grado di controllarmi, ormai spingo senza preoccuparmi più di niente e lei,col mio palo di carne bene infisso nel culo,viene ancora una volta sussurrando “siiiii,vengo ancora, non avevo mai goduto cosìì,siiiiiiii” con un filo di voce.

E’ come un segnale per me; mollo tutte le resistenze e le inondo le budella con una nuova interminabile scarica urlando come un ossesso, per poi rimanere lì ben inchiodato dentro di lei e ormai totalmente privo di forze.

E’ inutile dirvi che la vendita non ebbe buon fine, ma mai nella mia vita sono stato più contento di aver fallito un affare. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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