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L’assistente

Antonio uscì dall’ufficio del rettore piuttosto irritato, a cinquant’anni non amava sentire prediche, anche se sapeva benissimo che il rettore aveva ragione. Lo sapeva, ma sapeva anche di non poter forzare la propria natura…. lui era uno scienziato, un ricercatore…. ed amava passare il suo tempo nei laboratori, o alla sua scrivania immerso nei suoi calcoli e nelle sue elucubrazioni…. non certo fare pubbliche relazioni od andarsene in giro per il mondo a tenere discorsi.

Questo aveva cercato di far capire a Roberto, rettore e suo amico di lunga data, ma non c’era riuscito ed imperterrito Roberto gli aveva sciorinato le aride cifre del bilancio della facoltà e lo aveva inchiodato alle sue responsabilità…. anche se non gli piaceva, anche lui doveva contribuire alla ricerca di fondi…. anzi proprio su di lui tutti contavano dal momento che era conosciuto e rispettato in tutto il mondo.

Si sarebbe rassegnato…. lo sapeva….. ma quello che non gli andava proprio giù era la decisione di Roberto di affiancargli un’assistente “Quantomeno metterà ordine nella tua agenda e ti ricorderà gli impegni che non ci possiamo permettere che tu dimentichi…….. ” aveva detto Roberto seraficamente. Antonio, sul punto di esplodere aveva raccolto le proprie forze ed aveva cercato di spiegarglielo con calma… lui era un lupo solitario… non sapeva lavorare in team e non aveva alcuna intenzione di imparare a cinquant’anni….. ma Roberto era rimasto inamovibile.

Nemmeno litigare era servito, il lunedì successivo, avrebbe preso servizio ed anzi quando Antonio ritornò in ufficio vide che gli addetti lavoravano nella stanza attigua per preparare l’ufficio del nuovo assistente. Furioso, entrò in ufficio, raccolse le sue cose e se ne uscì dall’università per andarsene a casa senza nemmeno prendersi il disturbo di disdire gli appuntamenti della giornata.

Nei giorni successivi Antonio preparò la sua controffensiva….. non poteva opporsi alla decisione di Roberto…. ma avrebbe fatto in modo che si rivelasse inutile.. “Chissà come se la caverà con il suo primo incarico…. riordinare il mio archivio…. ” pensò ridacchiando malignamente al pensiero.

L’archivio di Antonio era infatti un’informe ed inestricabile ammasso di scaffali e scatoloni ricolmi di carte nel quale, a volte, egli stesso si trovava in difficoltà. Nessun’altro essere umano avrebbe mai potuto raccapezzarcisi….

Il lunedì, come sua abitudine, si recò in ufficio molto presto, anche se aveva lezione sono nella tarda mattinata, fu sorpreso nel notare la luce accesa nell’ufficio a fianco del suo, ma decise che non era il caso di fingere una cordialità che non provava andando a salutare il nuovo assistente…. e tirò diritto entrando nel suo ufficio.

Si sedette alla scrivania ed aperta la borsa scaricò il pesante plico di annotazioni che aveva preso nel week end ed acceso il computer si mise a lavorare. Poco dopo però sentì bussare alla porta “Avanti… ” disse meccanicamente senza smettere di lavorare e senza staccare gli occhi dal video.

Si riscosse solo quanto sentì una voce femminile che diceva timidamente “Professore scusi se la disturbo….. sono Enrica… la sua nuova assistente e sono venuta a salutarla…….. “. Antonio si mosse voltandosi verso la voce e per la prima volta vide la sua nuova assistente.

Era giovane, molto alta e slanciata, con un delizioso caschetto di nerissimi capelli e…. molto molto bella…. tanto bella da ammorbidire qualunque burbero professore universitario…. ma non Antonio.

Non che ad Antonio non piacessero le donne…. anche se non si era mai sposato non disprezzava affatto la loro compagnia…. ma in quel momento la malcapitata Enrica agli occhi di Antonio appariva unicamente come il simbolo del sopruso che Roberto aveva perpetrato ai suoi danni.

Antonio annuì, poi si alzò “Si…. sapevo del suo arrivo… ” disse quasi distrattamente e senza nemmeno abbozzare un sorriso, poi si alzò “Venga ….. le mostro l’archivio…. ” aggiunse e si mosse rapidamente e costrinse la ragazza a seguirlo fuori dall’ufficio e nel lungo corridoio. Giunto di fronte alla porta del suo archivio personale, estrasse la chiave dalla tasca e la aprì, poi, accese la luce illuminando l’interno della stanza. Quando si voltò verso la giovane, per la prima volta sorrideva…..

Le allungò la chiave e disse “Da questo momento le cedo le chiavi del mio regno veda di metterlo un poco in ordine…… se ci riesce……. quando avrò bisogno di qualche documento lo chiederò a lei….. ”

Poi si allontanò soddisfatto, dirigendosi nuovamente al suo ufficio, ma non prima di aver guardato un’ultima volta Enrica che gettava uno sguardo sgomento all’indescrivibile caos che regnava nell’archivio.

Tornato in ufficio, Antonio si mise pazientemente ad attendere l’inevitabile ritorno della disperata Enrica, ma con sua sorpresa non accadde e quando la sera uscendo gettò un’occhiata all’archivio, vi trovò Enrica ancora intenta a lavorare. Non trattenne una battutina “Mia cara ragazza……. ho impiegato quasi 20 anni a creare questo mirabile esempio di disordine cosmico…. non pretenda di sistemarlo in poco tempo….. “.

Guardandola in viso, si aspettava di trovare uno sguardo disperato ed implorante, ed invece si trovò di fronte ad un sorriso smagliante ed a due nerissimi occhi che brillavano d’orgoglio “Debbo confessarle Professore che credo lei abbia una mentalità molto contorta…… ” disse Enrica e subito riprese “Ho impiegato tutto il giorno per trovare la chiave con la quale lei archivia i suoi documenti….. ”

Dall’atteggiamento della giovane appariva evidente che riteneva di aver alla fine capito. Stupito e perplesso Antonio rispose in modo evasivo “Che cosa le fa pensare che esista una chiave…. a me sembra solo un caotico ammasso di carte…… ” ed assunse un’espressione scettica “Nel quale però lei riesce a trovare quello che cerca…… quindi una chiave deve esistere…… e ciò che esiste può sempre essere scoperto….. non usa sempre questa frase nella prefazione ai suoi libri…… “.

Enrica continuava a sorridergli ed Antonio la fissava stupito anche da quell’ultima citazione…. decise di battere in diplomatica ritirata “Si…. ma le assicuro che quando l’ho scritta non pensavo certo al mio archivio…… “.

Si allontanò in fretta lungo il corridoio incominciando a sentirsi un poco a disagio e chiedendosi se aveva sottovalutato la nuova assistente….

Nei giorni successivi Enrica gli dimostrò ampiamente quanto si fosse sbagliato…. le ci vollero solo due giorni per rimettere in sesto l’archivio, per metterla alla prova più volte Antonio le chiese dei documenti dei quali ricordava a malapena l’esistenza, ma alla ragazza non ci volle mai più di mezz’ora per portarglieli in ufficio, e sempre con uno smaliante e trionfante sorriso sulle labbra.

Quando tre giorni dopo Enrica gli offrì magnanimamente di uscire dall’imbarazzante situazione in cui si era cacciato, le fu persino grato. La giovane bussò alla sua porta e quando entrò, portava due bicchieri con il caffè. “Ho pensato che forse avrebbe gradito un caffè…. ” disse con voce argentina “Grazie…. ” rispose imbarazzato Antonio. Enrica si avvicinò e gli porse il caffè, poi con molta disinvoltura si appoggiò alla scrivania incrociando le braccia e portandosi il suo bicchiere alla bocca.

Dopo un sorso tornò a rivolgersi ad Antonio “Professore…. quando portò considerare finita la prova e potremo incominciare a lavorare veramente ? ? ? ? Forse lei non lo sa… ma anch’io sono laureata in fisica come lei….. se ritiene potrei utilizzare meglio le mie energie ora che ci siamo liberati del problema dell’archivio…. “.

Il tono di voce era tanto gentile e conciliante, privo di qualunque sfumatura polemica che Antonio decise di non farle ulteriormente ostruzionismo e di essere totalmente sincero “Posso chiamarti Enrica ? ? ” le domandò, e la giovane annuì “Enrica ti confesso che l’archivio era un trucco per liberarmi di te, nulla di personale…. ma è stato il rettore ad impormi un’assistente…. “. La ragazza continuava ad ascoltarlo impassibile

“Ero tanto ingenuo da ritenere che qualsiasi essere umano sarebbe fuggito alla sola vista di quella stanza…. a proposito… tu sei sicura di essere umana vero. ? ? ? ? “. Enrica, annuì, poi si alzò e prese a girarsi di fronte a lui come per mostrargli chiaramente che lo era.

Per la prima volta, Antonio la guardò per quello che era…. una splendida donna.

Le gambe erano lunghe e perfettamente modellate, i fianchi stretti ma la linea delle natiche tendeva impertinente la stoffa della gonna, il seno era piccolo ma alto e sodo, ed il volto allungato ed elegante…. una vista tutt’altro che spiacevole. “Razza umana…. sesso femminile…. non ci possono essere dubbi…. ” scherzò Antonio per togliersi dall’imbarazzo che quell’estemporanea passerella gli aveva provocato.

Da quel giorno le cose mutarono completamente ed i loro rapporti migliorarono sempre di più. Enrica sapeva essere discreta e non invadente, ma allo stesso tempo non perdeva occasione per dimostrare quanto brillante ed arguta fosse.

La scrivania di Antonio brulicava di posta e riviste che solitamente lui non riusciva a leggere, ma Enrica prese l’abitudine di raccoglierla, catalogarla e di consegnarli brevi riepiloghi che consentivano ad Antonio di non perdere tempo con le cose di nessun interesse ed concentrarsi sulle cose importanti..

Nel giro di un mese, la giovane si era guadagnata l’incondizionata fiducia del professore ed i rapporti tra di loro cambiarono nuovamente, con Antonio che iniziò a considerarla come una figlia o una nipote alla quale si sentiva particolarmente affezionato.

Pur rimanendo sempre distratto e perso nel suo mondo di formule ed esperimenti, Antonio non potè fare a meno di notare che il suo ufficio era diventato insolitamente meta di un vero e proprio pellegrinaggio. Solo poche settimane prima pochissimi erano gli studenti che chiedevano di parlargli

mentre ora ogni giorno si ritrovava una vera e propria lista di attesa.

Non gli ci volle molto per capire che quell’improvviso interesse degli studenti non aveva nulla a che fare con le sue doti accademiche ma era più umanamente legato alle indubbie doti fisiche di Enrica del resto anche a lui faceva piacere vederla, soprattutto quando indossava quelle sue minigonne…. e non faceva a fatica ad immaginare che effetto poteva fare la vista delle stupende gambe di Enrica sugli studenti di 20 anni…..

Comunque sfruttandolo come scusa per vedere Enrica, gli studenti gli facevano perdere molto tempo ed Antonio decise di parlare con discrezione alla ragazza. Una sera la raggiunse nel suo ufficio con una scusa qualunque, poi cercando di essere scherzoso le propose il problema. “Abbiamo un piccolo problema…. ” le disse “Davvero ? ? ? ? Di che cosa si tratta ? ? ” domandò sollecita Enrica “Il problema è che io sono vecchio….. non posso competere con le energie dei giovani studenti soprattutto quando sono decine e decine… ” iniziò ed Enrica fece una strana smorfia non capendo dove doveva parare. “…. in poche parole gli studenti dicono di volermi parlare…. ma è soltanto una scusa per vederti….. niente di male ma io non posso perdere tempo …. sentissi che cosa inventano…. ”

Enrica alzò le spalle “Mi dispiace ma…… non posso chiuderli fuori dalla porta…. non sarebbe gentile…. ” ridacchiò lei , anche Antonio rise “Credo non servirebbe…. l’abbatterebbero… ” scherzò “Forse però potresti diminuire un poco la folla se allungassi di qualche centimetro le tue gonne o magari indossassi di tanto in tanto i pantaloni…. ” provò a dire augurandosi che lei non reagisse male alla proposta.

Ma Enrica non smise di sorridere, con una mossa studiata si aggiustò sulla seggiola accavallando le gambe, la corta gonna risalì ulteriormente scoprendo un’altra porzione di cosce e suo malgrado lo sguardo di Antonio ne fu attratto irresistibilmente “Intende dire evitare di offrire spettacoli come questo….. ” disse Enrica sfottendolo un poco.

Antonio annuì distogliendo a fatica lo sguardo “Credo tu abbia capito perfettamente…. si lo credo proprio… ” rispose cercando di controllare il tono di voce e dopo aver salutato Enrica tornò nel suo ufficio abbastanza turbato. Nei giorni successivi, si accorse che il rimedio proposto era totalmente inefficace.

Enrica incominciò ad indossare jeans e pantaloni aderentissimi che non scoraggiarono affatto gli studenti ma anzi se possibile ne aumentarono ancora l’affluenza, poi passò a gonne lunghe, ma con eccitanti spacchi laterali e, rassegnato, Antonio si provò ad affrontare con coraggio l’interminabile fila di studenti.

Ma ormai Enrica aveva fatto breccia anche in lui e sempre più spesso si sorprendeva a guardarla in modo non proprio consono o a pensare in modo non del tutto corretto al suo giovane corpo, sfortunatamente per lui Roberto, il Rettore, gli comunicò che avrebbe dovuto rappresentare l’università ad un importante congresso e per settimane Antonio ed Enrica lavorarono fianco a fianco per preparare il suo intervento.

La primavera era ormai inoltrata ed i primi caldi rendevano sempre più eccitante l’abbigliamento di Enrica. Durante i week end, la giovane andava spesso al mare, e la sua pelle aveva già incominciato ad assumere un’intenso colorito scuro che ne esaltava l’invitante aspetto. Antonio quando l’aveva a fianco doveva spesso lottare contro se stesso e la crescente eccitazione, ma ormai non sapeva più rinunciare alla sua presenza.

Sotto le magliette o le leggere camiciole, sempre più spesso ad Antonio sembrava di notare l’ombra scura dei capezzoli e più di una volta gli era sembrato di notarli spingere con decisione contro la stoffa quasi Enrica fosse eccitata. Il solo pensiero era sufficiente a sconvolgerlo scatenando in lui tempeste di devastante desiderio sino a che una sera Antonio non seppe resistere.

Stavano correggendo l’ultima serie di slide che Antonio avrebbe presentato al congresso, lei stava calorosamente spiegandogli perché non era convinta della modifica che lui aveva suggerito, ma Antonio non l’ascoltava mentre l’eccitazione aveva aumentato il ritmo del suo cuore. Senza che lui quasi se ne accorgesse, la sua mano si posò sulle cosce di Enrica.

Il contatto con la calda e vellutata pelle lo elettrizzò e la carezza divenne più aperta e decisa, Enrica smise di parlare, guardandolo in apparenza stupita, ma Antonio non si fermò, la sua mano continuò a scorrere, risalendo sino ad incontrare il bordo della gonna. Lui attendeva la sua scandalizzata reazione, ma allo stesso tempo non riusciva a fermarsi, la mano si spinse oltre senza incontrare ostacoli … e solo allora Antonio si rese conto che la giovane aveva leggermente dischiuso le cosce.

Le dita gli tremavano mentre scostava delicatamente il bordo delle mutandine per giungere la dove aveva sempre voluto arrivare. Ancora una volta si sorprese della violenza delle sue reazioni, mentre la calda intimità di Enrica scorreva sotto la punta delle sue dita. Antonio sussultò quando le sue dita incontrarono il clitoride della giovane e vi si soffermarono.

Antonio trasalì mentre con voce carica di sensualità Enrica gli sussurrava…. “Professore…. sono contenta di scoprire che non solo gli studenti sono interessati a ciò che c’è sotto le mie gonne…. “, poi accarezzandogli dolcemente i capelli, si chinò verso di lui e gli mordicchiò leggermente il lobo dell’orecchio e riprese “Mi piacerebbe molto se tu approfondissi la tua ricerca….. magari con la lingua….. “.

Antonio si lasciò docilmente guidare dalle mani di Enrica e si ritrovò con la testa tra le cosce di lei, la giovane scostò completamente le mutandine e davanti agli occhi del professore, comparve il roseo splendore della vagina completamente depilata, ed Antonio incominciò a leccarla con tutta la dolcezza e l’esperienza di cui era capace.

Il profumo della donna si fece sempre più intenso a mano a mano che Enrica si eccitava, colpendogli violentemente le nari ed eccitandolo a sua volta, i muscoli del ventre della ragazza iniziarono a contrarsi, caricandosi di tensione che, quando sopraggiunse l’orgasmo, si scaricò in violenti ed incontrollati movimenti, mentre dalla gola della giovane sfuggiva un prolungato gemito a malapena soffocato.

Enrica lo costrinse ad alzarsi e lo baciò appassionatamente, poi lo fece nuovamente sedere, e si accucciò davanti a lui, impaziente gli slacciò i pantaloni, s’impossessò del membro già eretto accarezzandolo energicamente “Sei stato fantastico…. non io so se sarò all’altezza, ma voglio provarci…. ” disse con un’aria di finto candore, poi si chinò e con decisione si affondò il membro in gola emettendo un profondo gemito di piacere.

Subito Antonio si rese conto della dolce menzogna di Enrica…. la ragazza era certamente all’altezza….. anzi era decisamente superiore a lui. Le sue mani, le sue labbra e la tumida lingua si muovevano con incredibile abilità donandogli un’incredibile piacere. Enrica non impiegò molto a scoprire i suoi punti sensibili ed ad accanircisi con determinazione.

Il famoso professore restò attonito a guardare la ragazza china su di lui, sentendo la propria eccitazione crescere in modo inarrestabile e senza nemmeno accorgersene, si ritrovò in balia dell’orgasmo. Il suo membro iniziò a scaricare copiosi getti di sperma nella bocca di Enrica, ma le labbra della giovane rimasero saldamente strette intorno all’asta di Antonio, mentre lei ingoiava golosamente il bianco e caldo liquido.

Come se nulla fosse accaduto, Enrica si rimise in ordine i vestiti e riprese a discutere della presentazione fino a che l’esterrefatto Antonio non si arrese ed a sua volta tornò a concentrarsi sul lavoro.

La notte, Antonio quasi non riuscì a dormire, si sentiva euforico ed allo stesso tempo preoccupato per gli sviluppi che quella situazione poteva prendere. Alla fine decise che ne avrebbe parlato con Enrica, ma l’università non gli sembrava il posto adatto. “La inviterò a cena così parleremo tranquillamente…. ” si disse sentendosi subito felice per la prospettiva.

Ma il giorno dopo quando glielo propose, Enrica gli fece chiaramente capire come stavano realmente le cose. “Sei un tesoro Antonio…. ” gli disse con dolcezza, “…. ma proprio non posso…. tra qualche giorno partiremo per il congresso ed il mio fidanzato vuole stare con me tutte le sere…. ed è meglio che non lo facciamo ingelosire…… ” concluse con un cenno d’intesa, ma subito dopo ammorbidì il colpo chinandosi leggermente verso di lui e sussurrandogli “Del resto staremo via quasi una settimana e…… ceneremo assieme un sacco di volte…. ” poi fuggì via con un risolino eccitato.

Antonio ritornò nel suo ufficio, ponendosi molte domande su come dovesse affrontare la situazione. La sua riflessione durò alcuni giorni, ma nell’imminenza della partenza per il congresso e con la prospettiva di poter passare molti giorni, e notti, con Enrica…. decise che non era il caso di porsi particolari problemi “Nessun impegno…. meglio così” pensò scrollando le spalle.

Arrivò il momento della partenza e quando arrivarono a destinazione, Antonio scoprì che Enrica aveva prenotato due stanze attigue e comunicanti e la cosa gli diede un brivido d’eccitazione. Li accompagnarono nelle loro rispettive camere, ma poco dopo, mentre stava aprendo la valigia per sistemare le sue cose, la porta di comunicazione tra le due camere si aprì, e comparve Enrica vestita con una leggera sottoveste bianca sotto la quale si distinguevano nettamente i capezzoli eccitati.

“La mia camera è bellissima….. non ti va di venire a vederla ? ? ? ? ” domandò appoggiandosi allo stipite in modo molto sensuale. Nel farlo sollevò un piede appoggiandolo alla parete, e la sottoveste si sollevò lasciando intravvedere il bordo delle calze auto reggenti. Il coperchio della valigia ricadde

con un tonfo, mentre Antonio la raggiungeva a rapidi passi.

Lei rimase immobile, e lui la baciò, mentre le sue mani si portavano ad accarezzare i sodissimi seni, poi Enrica incominciò a slacciargli la cravatta quindi ad aprirgli la camicia. “C’è una doccia grandissima e noi siamo accaldati per il viaggio…. ” sussurrò Enrica. Poco dopo i due erano sotto il caldo getto della doccia, insaponandosi a vicenda, accarezzandosi e baciandosi.

Per la prima volta Antonio la vedeva completamente nuda e …. gli parve bellissima, il suo membro tra le dita di Enrica divenne durissimo lanciando fitte di dolorosa eccitazione, s’inginocchiò davanti a lei ed affondò il viso nel pube della giovane, incurante dei rivoli d’acqua che scorrevano copiosi. Enrica si appoggiò all’indietro con un gemito e sollevò una gamba per facilitarlo e la lingua di Antonio affondò nella calda fessura.

Poi la giovane lo fece alzare baciandolo con furia mentre si arrampicava sul corpo di lui, serrandogli la vita con le snelle ed atletiche cosce. La mano delicatamente lo guidò e Antonio venne risucchiato nel ventre di Enrica. Lei si strinse a lui ed i capezzoli puntarono con decisione contro il suo petto, come grosse capocchie di spillo.

Le mani di Antonio si portarono a sorreggerla, afferrando le sode natiche mentre istintivamente lui incominciava a scorrere in lei muovendo ritmicamente il pube. Enrica impaziente, si unì a lui accelerando il ritmo ed aumentando la forza dell’amplesso e con grande stupore dopo solo qualche minuto, Antonio si accorse che Enrica stava già godendo ed a sua volta si unì a lei. I loro gemiti si fusero nelle bocche unite in un bacio appassionato.

Poi i due rimasero immobili ed ansanti sino a che Enrica dolcemente si staccò da lui tornando a terra e chiuse il rubinetto della doccia. Uscirono e si asciugarono, poi andarono a distendersi tranquillamente sul letto. Co il corpo di Enrica che aderiva dolcemente al suo, Antonio si sentì immensamente felice…. ma la felicità fu ben presto incrinata da una pensiero.

Nella sua mente si materializzò l’immagine di Enrica e del suo fidanzato e lui provò una fitta di gelosia che non fu facile scacciare. La ragazza si accorse subito di quel cambiamento. “Che cosa succede ? ? ? ? ” domandò voltandosi a fissarlo. Lui cercò di cambiare argomento “stavo pensando che forse avremmo potuto risparmiare la spesa per una stanza ….. “. L’espressione di Enrica gli fece chiaramente capire che non gli credeva, ma la ragazza continuò comunque il gioco “E far sapere a tutti che io sono la tua amante ? ? ? ? Dimentichi che sono fidanzata…. ”

“Già dimenticavo….. ” rispose Antonio non riuscendo ad evitare di mostrare il proprio disappunto…. Enrica ridacchiò, mentre lo fissava negli occhi, estrasse lubricamente la lingua in una piccola smorfia, poi scese a leccargli i capezzoli, poi riprese a parlare “Che ti succede professore ? ? ? ? Non sarai mica geloso …… casomai dovrebbe esserlo lui non tu…. ”

Antonio scosse le spalle e cercò di sdrammatizzare “Cosa vuoi…. sono vecchio ed un poco all’antica…. “, lei si stese su di lui e giocò con la lingua sulle sue labbra “Dovresti essere orgoglioso invece….. lui è giovane…. prestante…. eppure io quando mi scopi impazzisco…… ” prese ad ondeggiare leggermente il pube, strofinandolo sul sesso di lui.

Anche se gli era difficile crederlo, Antonio non poteva negare che il piacere di Enrica era più che evidente, il calore umido del sesso di lei, scatenò nuovamente il suo desiderio ed il membro tornò ad inturgidirsi…. “Ti devi solo abituare all’idea…. vedi stiamo parlando di lui ….. ma tu ti ecciti ugualmente…. ” lo prese in giro Enrica.

Antonio provò un poco di rabbia verso se stesso e verso lei che lo canzonava , la attirò a se con furia, baciandola “Puttana…… ” gli sfuggì non appena le loro labbra si staccarono, Enrica annuì con un sorriso “Non immagini nemmeno quanto…… ” poi rapida scivolò lungo il corpo di lui e lo accolse in bocca iniziando a pomparlo velocemente.

Mentre Antonio si abbandonava sul letto, Enrica iniziò con puntiglio a dar prova della sua abilità, giocando con il sesso di lui come nessuna aveva mai fatto prima. Incredulo Antonio la vide far scomparire lentamente il cazzo nella bocca e sentì il glande infilarsi sin nella gola della giovane e le labbra sfiorargli i peli del pube. Quando tornò ad abbandonarlo Enrica gli sorrise maliziosamente e gli dissi “Mi piace tanto che a volte sono tentata di mangiarmelo sai…. ” e poi diede forza alle parole assestando un piccolo morso al glande che fece sobbalzare Antonio.

Poi Enrica di scatto si sollevò e con una mano tenne il membro di Antonio rivolto verso l’alto, piegando le ginocchia si calò oscenamente sul cazzo, sino a portare il glande a strusciare sulle grandi labbra, lo assestò con studiata lentezza, poi discese un altro poco facendoselo affondare nel ventre. Si arrestò nuovamente e con le dita prese a stropicciarsi il clitoride e le grandi labbra, rendendo ancora più oscena la visione di Antonio.

Lui l’afferrò con forza attirandola a se lei perse l’equilibrio ed il membro le affondò con violenza nel ventre, ma lei emise solo un gemito di piacere. La bocca di Antonio si gettò avida sui perfetti seni suggendone avidamente i capezzoli. Il membro prese a scorrere veloce e potente sino a che Enrica non prese a gemere in preda all’orgasmo. Non appena ebbe ripreso fiato Enrica lottò scherzosamente con Antonio, bloccandolo sul letto. “Mi è venuta una gran sete….. ” disse leccandosi le labbra, poi scivolò lungo il corpo del maschio e nuovamente lo accolse in bocca.

La lingua iniziò a tornire il glande e la piccola mano a masturbare freneticamente l’asta, sino a che Antonio non venne e lei bevve con mille mugolii il copioso flusso di sperma.

Subito dopo Antonio, esausto, si affrettò a ritornare nella sua stanza “Non voglio morire…. non ancora…. ” disse scherzosamente per giustificarsi “Ci vediamo domattina…… ” e lei gli lanciò il cuscino e gli gridò un “Vigliacco…. ”

I cambiamenti di Enrica non cessavano di stupire Antonio, di giorno era una perfetta assistente e prendeva appunti durante il congresso, gli ricordava gli impegni, commentava con sagacia gli interventi dei vari oratori. Durante le cene ufficiali era quasi sempre il centro dell’attenzione dei più o meno attempati scienziati, ma la notte si scatenava coinvolgendolo in amplessi sfrenati che lo portavano al limite delle forze.

Ma di tanto in tanto, improvvisamente rompeva gli schemi lasciandolo esterrefatto, come quando, durante un’ intervento che anche Antonio giudicava noioso ma che sopportava pazientemente, lei si avvicinò a lui e gli sussurrò “Questo mi ha rotto…… mi è venuta una gran voglia di scopare…. raggiungimi nel bagno delle donne”.

Antonio riuscì appena a fermarla trattenendola per un braccio ed a sua volta le disse “Ma sei pazza ? ? “, lei sollevò le spalle e per tutta risposta “Se non vuoi venire…. non fa nulla….. scommetti che troverò certamente qualcuno interessato ? ? ? ? ” e con rapidità si liberò dalla stretta e si allontanò dal suo posto accentuando leggermente il suo normale ancheggiare.

Antonio rimase inebetito a guardarla allontanarsi ed esitò a lungo, ma alla fine si alzò e la seguì seppur con mille incertezze. Mentre camminava decise che sarebbe stato meglio entrare nei bagni delle donne con decisione, nell’eventualità di incontrare estranei sarebbe stato più facile fingere un’errore. Il cuore gli batteva all’impazzata, ma allo stesso tempo era terribilmente eccitato dal comportamento di Enrica.

Per fortuna quando entrò il bagno era deserto, non vide nemmeno Enrica, stava quasi per tirare un sospiro di sollievo, quando una porta si aprì e lei gli fece cenno d’entrare. Lui obbedì, si baciarono mentre lei gli slacciava i pantaloni impadronendosi del cazzo, poi si chinò ed iniziò a succhiarlo, mentre Antonio si appoggiava alla parete.

Ma durò poco, lei si rialzò con furia, gli prese il volto tra le mani e fissandolo con sguardo stravolto dall’eccitazione, gli disse “Ti voglio…. ” poi lo baciò nuovamente “Anch’io…. ” rispose lui con un gemito, mentre le sollevava la gonna e raggiungeva freneticamente la vagina. Lei scosse la testa “No non così…. questo è un posto perverso per fare all’amore… ed io voglio essere perversa…. ” si staccò da lui e si voltò appoggiandosi alla parete, con la mano sollevò la gonna scoprendo le perfette natiche.

Poi Antonio la vide leccarsi le dita e spingerle a lubrificare il solco delle natiche “Nel culo Antonio…. mettimelo nel culo…. ” gemette Enrica. Senza nemmeno accorgersene Antonio si ritrovò dietro di lei

lei, appoggiò il glande alla vellutata pelle delle natiche e si fece largo raggiungendo lo sfintere, poi spinse con maggior decisione. Nessuno dei due parlò più mentre lui la sodomizzava pazzo d’eccitazione.

I loro pensieri furono solo per il piacere e per il rischio di essere scoperti…. non si resero nemmeno conto di quanto durò la loro furia selvaggia prima che l’orgasmo li travolgesse entrambi. Antonio si aggrappò al corpo tremante di Enrica trattenendo il gemito che gli prorompeva in gola mentre il suo seme fluiva copioso nell’ano della giovane.

Enrica si ricompose ed uscì per prima poi tornò per dargli il via libera e pochi minuti dopo tornavano a sedersi ai loro posti ed Enrica riprese ad interessarsi del congresso come se nulla fosse accaduto, mentre Antonio non riuscì più a concentrarsi per tutto il pomeriggio, continuando a ripensare all’accaduto.

Al ritorno dal viaggio, Antonio stentò molto ad abituarsi alla mancanza di Enrica, l’aveva avuta tuta per se ed ora invece doveva accontentarsi di vederla in ufficio ed in altre rare occasioni, ma il suo bisogno di lei cresceva di giorno in giorno.

Pur di averla vicina, la coinvolse sempre di più nel suo lavoro e quando lei, dimostrando la sua naturale intelligenza incominciò a proporgli nuove attività lui l’appoggiò completamente, fornendole i laboratori per i suoi esperimenti ed assistendola personalmente. Questo gli dava la scusa per fermarsi sino a tardi la sera e, quando rimanevano soli nei laboratori ormai deserti, Enrica non gli negava mai il proprio corpo.

Dopo alcuni mesi, fu lui stesso a convincere Enrica a preparare una relazione sui suoi esperimenti nella speranza di poterla presentare ad un convegno e di replicare così l’indimenticabile viaggio con la ragazza. Ed Enrica si lasciò poi prendere dall’entusiasmo impegnandosi a fondo nell’impresa e costringendolo ad un superlavoro per aiutarla senza trascurare gli altri impegni.

Il lavorare fianco a fianco con lei gli diede modo di constatare che benchè l’intelligenza di Enrica fosse più che evidente, la ragazza peccava e non poco di una base teorica. La cosa lasciò un poco perplesso Antonio, ma sulle prime non ci fece molto caso. Poi un giorno mentre lavorava al computer per controllare i piani di studio di alcuni studenti, gli venne la curiosità di andare a curiosare nell’archivio alla ricerca dei dati di Enrica.

Non gli ci volle molto a trovarli, e mentre apriva il file, si sentiva un poco in colpa, ma ben presto, il senso di colpa fu messo da parte, mentre la sua curiosità cresceva. La carriera scolastica di Enrica, non appariva brillante come si era aspettato, ma soprattutto risultavano molto evidente come Enrica non conoscesse le vie di mezzo.

Ad una lunga serie di 30 e lode, faceva da contr’altare un’altrettanto lunga serie di votazioni molto basse, appena sufficienti. Ad una prima occhiata colse immediatamente il fatto che Enrica aveva riportato votazioni massime anche in materie delle quali aveva potuto constatare la sua preparazione tutt’altro che eccellente.

La curiosità si era ormai impadronita di lui ed incominciò ad approfondire le indagini, il video sfornava a getto continuo date nomi che lentamente nella mente analitica di Antonio andavano a ricomporsi come i tasselli di un puzzle.

Il sospetto incominciò ad insinuarsi nella sua mente e si mise a controllare i nomi dei docenti che avevano assegnato le massime votazioni ed il suo sospetto andò rafforzandosi poi lesse il nome del relatore della tesi di laurea e molte cose gli furono chiare….

Aveva bisogno di riflettere, spense il computer e raccolse le sue cose e si preparò ad andare a casa, aveva però detto ad Enrica che si sarebbe fermato per aiutarla negli esperimenti, quindi passò dall’ufficio della ragazza per dirgli che un’impegno improvviso glielo impediva, ma non la trovò. Ne fu sollevato, e con rapidità scrisse un biglietto di spiegazioni e lo lasciò bene in vista. Poi uscì e tornò a casa.

Per tutta le sera e la nottata, fu angosciato dall’atroce sensazione di essere stato usato ma allo stesso tempo era anche roso dal dubbio di essersi sbagliato. Cercò disperatamente di convincersi che potevano esistere mille altre spiegazioni, ma riuscì solo a concludere che doveva riuscire a dimostrare l’inganno.

Verso mattina si rese anche conto delle emozioni contrastanti che provava. Da un lato era infuriato verso Enrica e chi l’aveva aiutata, dall’altro si rendeva conto di desiderarla, gli bastava pensare a quel meraviglioso corpo, a come lei sapeva usarlo….. per eccitarsi……

Venne l’ora di tornare all’università, al proprio ufficio ed….. ad Enrica, ma ormai Antonio si sentiva saldo nei suoi propositi ed aveva un piano preciso e vi si recò tranquillamente. Come si aspettava, Enrica non appena arrivata si precipitò da lui, era contrariata, anche se cercava di non darlo a vedere.

Solo il giorno prima Antonio non sarebbe riuscito ad accorgersene troppo impegnato a riempirsi gli occhi di quanto lei gli mostrava. Per la prima volta sentì chiaramente che ora era lui a condurre il gioco.

“Cosa ti è successo ieri sera…. ero preoccupata… ho persino cercato di chiamarti a casa…. ” esordì lei. Antonio aveva sentito squillare il telefono, ma non aveva risposto certo che fosse Enrica, “Mi dispiace, ma mi hanno chiamato alcuni vecchi amici che erano in città solamente per ieri sera e desideravano vedermi…. non ho potuto dire di no…. ma ti ho lasciato un messaggio…. “rispose Antonio recitando la storiella che si era preparato.

Enrica ammorbidì la sua espressione e poi fece un sorriso malizioso “Siamo sicuri che erano amici e non amiche ? ? ? ? ” scherzò assumendo una posa maliziosa. Antonio provò rabbia verso se stesso nel constatare che le bastavano quei piccoli gesti per eccitarlo, ma subito scacciò la rabbia pensando che in fondo gli faceva comodo e serviva a renderlo più credibile….

La abbracciò, facendo in modo di spingere il pube contro la giovane in modo da premere la propria erezione sul ventre di lei e le sussurrò, … “è da ieri sera che sono in questo stato….. mi sono pentito subito di aver accettato…….. “, si rese immediatamente conto che Enrica gli aveva creduto, dal rilassarsi del corpo di lei.

Credendo di aver riacquistato il controllo della situazione, Enrica si sottrasse al suo abbraccio ” se hai atteso tanto…. puoi attendere un’altro po’…… ” ridacchiò maliziosa ed uscì dall’ufficio di Antonio.

Nei giorni successivi Antonio si sforzò di far ritornare tutto alla normalità, se di normalità si poteva parlare, poi iniziò a mettere in atto il suo piano e, cercando di non dare nell’occhio, incominciò ad incontrare i colleghi dell’università ed ad esporre loro i suoi programmi. Come si aspettava, incontrò molte resistenze.

Allora, come aveva pianificato sin dall’inizio incominciò a parlarne ad Enrica, naturalmente senza spiegarle quale era il suo vero progetto. Avevano appena finito di scopare, e lui aveva dovuto sforzarsi molto per apparire teso e non farsi travolgere dalla passione che quel meraviglioso corpo gli ispirava.

Temette di non esserci riuscito dal momento che Enrica non diceva nulla ma si limitava a starsene distesa come una gattina sul suo torace, e si sentì molto sollevato quando lei distrattamente gli domandò “Qualche cosa non va…. non sono stata brava ? ? ? “.

Antonio finse di minimizzare con il solo scopo di aumentare l’attenzione della ragazza “No… non ti preoccupare tu sei stata fantastica…. non è nulla…. forse troppe preoccupazioni….. ”

Come si aspettava Enrica volle approfondire l’argomento e come sempre la ragazza usò il suo fascino ed il suo corpo per abbattere quelle che pensava fossero le reticenze di Antonio.

Lui dovette far ricorso a tutta la sua forza di volontà per mantenersi lucido, mentre la piccola mano tornava ad accarezzarlo eccitandolo prontamente. “Non volevo preoccuparti…. scusa…. ” le disse dopo essersi fatto pregare a lungo….. ” il fatto è che alcuni colleghi hanno incominciato a farmi presente che stiamo spendendo troppo per le tue ricerche… temo che prima o poi incominceranno a fare pressioni su Roberto, il rettore….. “.

“Ma non ti devi preoccupare ….. il rettore starà certamente dalla tua parte…. quelli sono solo invidiosi….. ” disse rilassata Enrica, confermando indirettamente i sospetti di Antonio. Decise che era il momento di calcare la mano. “Tu hai ragione….. in circostanze normali sarebbe così ma….. le elezioni del rettore sono alle porte e…… Roberto potrebbe trovarsi nelle condizioni di sacrificare le nostre ricerche per la rielezione…….. ” .

Sentì chiaramente dal tocco della mano di Enrica, che la freccia era giunta a segno, si sentì euforico ed eccitatissimo e malgrado Enrica volesse continuare a parlarne decise di porre fine alla discussione “Forse hai ragione tu…. forse mi preoccupo inutilmente…. ed in questo momento ho cose molto più piacevoli a cui pensare…. ”

Enrica accennò ad una timida resistenza, ma lui non si fermò, la rovesciò sul letto la baciò e la leccò e poi esultante, la penetrò affondando il membro eccitatissimo nello splendido culetto della giovane trovando che data la situazione fosse ancora più eccitante del solito……

Enrica non perse tempo e per prima cosa andò a parlarne con Roberto, lui cercò di tranquillizzarla, di rassicurarla, ma non vi riuscì, e la giovane decise di muoversi per conto suo. Iniziando a contattare molti docenti per perorare la causa di Antonio…. e la sua naturalmente.

Con l’aiuto di Antonio avrebbe pubblicato la sua prima relazione scientifica, e certamente sarebbe stata un’opera di assoluto livello, e quella prima opera le avrebbe aperto le porte ad una brillante carriera. Quello era il piano e non avrebbe permesso a nessuno d’interferire.

Scelse accuratamente le persone da contattare, ed in questo l’aiutò Antonio. Lei era sempre più nervosa, anche perché lui con la scusa di non dare troppo nell’occhio aveva praticamente smesso di aiutarla e naturalmente il lavoro si era arenato. Ale sue insistenze spesso lui replicava raccontandole delle pressioni quasi quotidiane che subiva da questo o quel professore.

Seguendo senza rendersene conto i disegni di Antonio, Enrica si gettò letteralmente tra le braccia dei vari professori dell’università. Li incontrava, parlava loro di Antonio, del loro lavoro e se si rendeva conto di trovare terreno fertile concludeva dicendo “Ho un’ammirazione sconfinata per Antonio ed il suo lavoro…. se posso fare qualche cosa per aiutarlo…. qualunque cosa… lo farò impegnandomi con tutta me stessa…. ” il tono della voce di per se non lasciava equivoci su cosa intendesse, ma per essere certa di essere compresa Enrica spesso accompagnava le parole appoggiando la mano sulla coscia dell’uomo con il quale parlava……

Ben pochi sapevano resistere ed molto spesso pochi minuti dopo Enrica si ritrovava impegnata in sfrenate sveltine nei posti più impensati…. non esitò nemmeno quando nell’elenco dei docenti ostili al suo progetto comparve anche una professoressa della quale si favoleggiava fosse di tendenze lesbiche.

Ebbe modo di constatare personalmente che le dicerie avevano fondamento nella realtà e quando la sua mano accarezzò le cosce della donna, questa ebbe un sussulto, ma rimase come pietrificata ed incapace di sottrarsi al piacevole contatto. Enrica forzò la situazione e si chinò a baciarla, poi la leccò e la portò all’orgasmo. Non era mai stata con una donna prima, ma alla fine era entusiasta soprattutto perch0 convinta di aver aggiunto un’ulteriore arma al suo già invidiabile carnet.

Non dimenticava mai di chiedere Roberto, quando s’incontravano, se aveva avuto pressioni, e piano piano incominciò a sentirsi più tranquilla dal momento che le rimostranze, che per altro erano sempre state deboli, sembravano praticamente cessate. Ma non per questo tralasciò di continuare la sua opera di “Convincimento”.

Ma non poteva essere tranquilla sino al giorno della rielezione di Roberto, solo allora lui avrebbe potuto darle la certezza che avrebbe portato a compimento il suo progetto. Il giorno delle votazioni, dal momento che Antonio non era in Ufficio, Enrica andò da Roberto per farsi tranquillizzare e per strappargli la promessa che tanto le stava a cuore.

Loro due erano uguali, e con Roberto Enrica non aveva bisogno di fingere. Mentre lui la scopava sulla scrivania, lei gli parlava “Ora me lo devi promettere amore…. non appena ti comunicheranno la rielezione, devi assolutamente rendere ufficiale il mio progetto e renderlo inattaccabile…. ”

Roberto sorrise “Quando sei così sfacciatamente puttana…. mi ecciti da morire sai…. ” e con una rapida mossa sfilò il membro dalla deliziosa fichetta e lo spinse con decisione nell’ano della giovane. Ma lei contrariamente al solito, si oppose con decisione, anche se l’opporsi le causava notevoli sofferenze “Prometti prima……. ” sibilò stringendo i denti…… Roberto scoppiò in una risata e si chinò a baciarla “Prometto mia dolce puttana…. ” lei si rilassò ed il membro del Rettore scivolò affondando nello stretto sfintere…..

Ad un tratto sentirono bussare con decisione alla porta e sobbalzarono, rimanendo per un’attimo immobili e sorpresi. Poi reagendo velocemente, si ricomposero. Non era difficile dal momento che erano sempre vestiti. Enrica si nascose e Roberto andò ad aprire.

Dal suo nascondiglio, Enrica spiando riuscì a vedere Antonio entrare nell’ufficio “Antonio che sorpresa…. mi avevano detto che oggi non era in università…. ” disse Roberto “Si sono sbagliati…. ” rispose Antonio con uno smagliante sorriso. Roberto cercando di essere disinvolto, andò verso la scrivania “Dimmi a che cosa debbo il piacere di questa visita ? ? ? ” domandò.

Antonio si mise a camminare nell’ufficio, guardandosi intorno “Nulla di particolare…….. volevo solo dare un’occhiata più attenta a quello che sarà il mio nuovo ufficio…… ” disse con voce quasi distratta. Roberto s’irrigidì , ma cercò di buttarla sullo scherzo…. “Guarda che non ho nessuna intenzione di dimettermi poco prima che rendano nota la mia rielezione….. “.

Il sorriso che Antonio gli rivolse gli gelò il sangue “Ma come…. ancora non lo sai….. certo sei un’uomo molto impegnato e probabilmente non hai avuto il tempo d’informarti e nessuno ha avuto il coraggio di venire a portarti la notizia…… Non sei stato rieletto…. io sono il nuovo rettore…. ”

Incredulo Roberto scosse la testa “Tu ? ? ? ? ma tu non hai mai fatto politica…. non ti sei mai interessato di queste cose….. ” disse quasi parlando con se stesso “Già ma ho avuto un valido aiuto…. Enrica…. la tua puttana si è data tanto da fare da convincere tutti che era giunto il momento di….. mandarti a casa….. da domani tu e lei avrete molto…. molto tempo per spassarvela assieme….. ”

Poi Antonio si voltò e si diresse verso l’uscita, ma prima di varcare la soglia quasi urlò “Addio Enrica ti assicuro che per me conoscerti è stato un piacere…. un’autentico piacere….. ” FINE

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